Ok, ma marchino ha detto: "così facendo sviluppi più potenza" e io ho risposto quello che ho constatato andando in bici e riflettendo. Sono convinto che poca gente (in generale) sia consapevole persino delle leggi fisiche basilari, perciò mi dilungo in queste spiegazioni non per spirito polemico, ma perché mi interessa divulgarle. A volte rifletto sul fatto che farei meglio a non dire nulla e a tenere i risultati per me, ma questo è un altro discorso.
Nessuna polemica ci mancherebbe. A me piace il dibattito "punto". Ho studiato per un bel po' in inghilterra e in usa, là a lezione ogni occasione era buona per innescare dibattito, e a dir la verità un po' mi manca quell' "atmosfera" :)
Portare la bici da 30 a 40 km/h, finché non si cambia la massa della bici o le caratteristiche "non conservative" (attriti con l'aria e meccanici), richiede sempre la stessa energia, che divisa per il tempo impiegato a fare questo lavoro dà la potenza media che abbiamo erogato. Su questo non ci devono essere dubbi, hobo.
Già per arrivare a queste considerazioni che "riducono" il ciclismo alla matematica e alla fisica (come se fosse un umiliazione per il ciclismo) bisogna utilizzare concetti che hanno richiesto un secolo (quello a cavallo del 1600-1700) per essere compresi, quindi non c'è nulla di banale.
Non ho dubbi sul calcolo dell'energia, nemmeno banalizzo la storia della matematica e fisica, tutt'altro, quei coraggiosi uomini che hanno sfidato credenze soprannaturali sono i miei eroi :) Quello che mi fa specie, ma qui ricadono i gusti personali, è il paragone uomo-macchina. La bellezza dell'uomo è che è infinitamente più complesso della macchina, e nel nostro esempio, quello di trovare rapporto e rpm ideali in una determinata situazione è molto diverso dal paragone dell'acceleratore nell'auto. Marchino non ha detto una cosa sbagliata, a parità di rpm un rapporto più lungo sviluppa più velocità; non c'è nulla di sbagliato in questo. Non ha consigliato come tu hai scritto "di usare il 53x13 ogni volta che questo permetta di andare a più di 4-5 km/h". Il bello del ciclismo è che oltre alla componente meccanica, matematica e fisica c'è quella umana. Nell'auto ad ogni accellerata, banalizzando, consumi carburante emettendo gas di scarico. Il corpo umano "s'intossica" e deve smaltire queste tossine da sè. Per questo dicevo che è banale ridurre il ciclismo a formule matematiche, e non che le formule matematica sono banali.
Riguardo a quello che vorresti ottenere matematicamente (sapere in che condizione si arriva in cima alla salita) ti dirò che, per quanto poco ne so matematicamente, è un problema paragonabile a quello di determinare la forza, l'angolazione e l'effetto da dare alla stecca quando si tira il primo colpo giocando a biliardo per fare entrare tutte le palle nelle buche, al primo colpo, facendo entrare la nera per ultima.
Onestamente non conoscendo il biliardo, non ho idea di cosa vuoi dire :)



