tratto dalla gazzetta dello sport
12 luglio 2009
Congegno di muscoli
La struttura morfologica del Lupo, se permettete, sembra un'invenzione della natura per completare il modestissimo estro meccanico della bicicletta. Lupo in azione non è più un uomo, del quale trascende sempre i limiti comuni. Lupo inarcato sul manubrio è un congegno superiore, una macchina di carne e ossa che stentiamo a riconoscerci simile. Allora persino i suoi capelli che il vento relativo scompiglia, paiono esservi per un fine preciso: indicare la folle incontenibile vibrazione del moto.
Il volto affilato e nervoso è un completamento della dinamica meravigliosa cui pure obbedisce il torace a carena. Le braccia sono due aleroni d'attacco. Non altro. Dalle reni ampie e falcate, dalle anche robuste si partono i muscoli che conferiscono alle gambe di Lupo quell'aspetto di leve disumane. Nel giro uniforme della pedalata, questi muscoli schioccano come elastici or tesi or rilassati con arte sagace e il brillio dei raggi, nelle due
ruote, entra per la sua parte a creare uno spettacolo di meccanica facilità e di umana vigoria che conquista