Ciclismo e Running

routa bucata

Apprendista Passista
13 Marzo 2017
875
901
Visita sito
Bici
nessuna
Io quando iniziai a correre fu proprio quello a fregarmi. Essendo molto allenato in bici ai tempi mi risultava facile fare certe cose, peccato che i miei tendini non la pensavano allo stesso modo ;pirlùn^ o-o
p.s. per quanto riguarda il discorso bradipo, io, adesso, pensando a quanto fatto da giovane, farei molta corsa alternata al cammino, ma la fase di corsa relativamente veloce, sempre per un discorso di tecnica...
trascinarsi a 6 min/km o più non è così "salutare" per le articolazioni, anche se, per te, che sei un peso piuma, il discorso è meno impattante...
Motivo per cui dicevo "neofita atipico". Sono regole generali che poi ognuno adatta a se stesso, se per X andare piano vuol dire un ritmo di 5' al km non e' che snatura la sua corsa per andare a 6', li si che si sfascia. D'altronde piu' piano corri e piu' la fase di appoggio e' prolungata e impattante con l'asfalto, sarebbe ottimale alternare uscite su terreno battuto.

Insomma, neanche piano si puo' correre ... maledetti. :mrgreen:
 
Ultima modifica:

Tony 96

Maglia Amarillo
5 Maggio 2016
8.871
7.221
Torino
Visita sito
Bici
S-Works Tarmac - Caad 12
Okay perfetto grazie per le dritte! :-)xxxx
Per ora che devo ancora comprare le scarpe adatte mi sono imposto di fare qualche camminata a ritmo sostenuto giusto per abituare un po’ il corpo.
Nel mentre leggerò tutto il topic così da avere qualche nozione in più :-)xxxx

per te, che sei un peso piuma, il discorso è meno impattante...

Non più, son passato al lato oscuro :mrgreen:
 

Fitzcarraldo

Passista
13 Novembre 2008
4.476
2.934
Visita sito
Bici
klein, 3t, Ceepo...
D'altronde piu' piano corri e piu' la fase di appoggio e' prolungata e impattante con l'asfalto, sarebbe ottimale alternare uscite su terreno battuto.
Insomma, neanche piano si puo' correre ... maledetti.

questo si legge spesso ma non sono per niente d'accordo, gli impatti sono maggiori correndo veloce che correndo lentamente, certo bisogna mantenere una cadenza decente e non fare overstriding, ma correre lento è molto più sostenibile che correre veloce.

Vero che correre su terra battuta sarebbe ancora meglio, ad avere percorsi adatti a disposizione. In ogni caso curare tecnica e postura di corsa evita la maggior parte dei possibili problemi.
 
  • Mi piace
Reactions: Petgold969

never give up!

max_good
9 Gennaio 2010
29.781
28.411
Piacenza
Visita sito
Bici
krypton xroad - 0 slr
questo si legge spesso ma non sono per niente d'accordo, gli impatti sono maggiori correndo veloce che correndo lentamente, certo bisogna mantenere una cadenza decente e non fare overstriding, ma correre lento è molto più sostenibile che correre veloce.

Vero che correre su terra battuta sarebbe ancora meglio, ad avere percorsi adatti a disposizione. In ogni caso curare tecnica e postura di corsa evita la maggior parte dei possibili problemi.
ma correndo "veloce" è la muscolarura che, principalmente, sostiene il gesto, più "lento" è l'articolazione...per questo punterei molto sul curare la tecnica per, appunto, avere una cadenza e un gesto "decente"...

notare il virgolettato per lento e veloce, che, naturalmente, diventano valori personali, però con l'esperienza avuta, io, preferirei fare tratti a 5 min/km (che è sempre, in assoluto, lento) alternato a camminata, piuttosto che una corsa continua a 6 min/km...
 
  • Mi piace
Reactions: Tony 96

Fitzcarraldo

Passista
13 Novembre 2008
4.476
2.934
Visita sito
Bici
klein, 3t, Ceepo...
ma correndo "veloce" è la muscolarura che, principalmente, sostiene il gesto, più "lento" è l'articolazione...per questo punterei molto sul curare la tecnica per, appunto, avere una cadenza e un gesto "decente"...
Con una tecnica decente le articolazioni non devono mai soffrire, lento o veloce... e lento è sempre più sostenibile. Se soffri la corsa lenta è appunto un problema di tecnica
 

Petgold969

pistorium opus chef
29 Dicembre 2010
8.104
5.810
Foligno
Visita sito
Bici
Caad 12 + MTB full 29"
questo si legge spesso ma non sono per niente d'accordo, gli impatti sono maggiori correndo veloce che correndo lentamente, certo bisogna mantenere una cadenza decente e non fare overstriding, ma correre lento è molto più sostenibile che correre veloce.

Vero che correre su terra battuta sarebbe ancora meglio, ad avere percorsi adatti a disposizione. In ogni caso curare tecnica e postura di corsa evita la maggior parte dei possibili problemi.

Io ad esempio mi sono trovato sempre meglio sull'asfalto, trovare un percorso in terra o erba senza buche non è facile. o-o o-o
 

camoscio d'oro

Apprendista Scalatore
4 Novembre 2010
2.036
343
37
Pontedellolio (PC)
Visita sito
Bici
Bianchi Specialissima Comp
Ciao ragazzi mi sto avvicinando alla corsa, (in realtà più camminata veloce per ora :mrgreen:), mi chiedevo se ci fossero calzini particolari da usare o se posso riciclare quelli da ciclismo ;nonzo%

Inoltre quali sono i consigli da incidersi bene in testa per i più completi neofiti? Per ora ho capito che:
  • All’inizio meglio alternare corsa a camminata, andare in modo graduale preserva le articolazioni.
  • Non elemosinare sulle scarpe, bisogna prenderne un buon paio (ovviamente distinguendo bene i modelli, capendo per cosa le useremo e scegliere di conseguenza). Insomma nulla di avventato, ma scelte consapevoli.

Provo a dare il mio contributo figlio di un po' di anni di corsa.
Il consiglio è: procedi a chiappe pressate. Non siamo tutti uguali, qualche fenomeno genetico e biomeccanico esiste ma generalmente la corsa esige i suoi tempi e i suoi tributi, ci vuole tempo per condizionare ossa e tendini. Io consiglio di andare piano, fare poco, incrementare pochissimo e quando ci si sente a posto rallentare ancora un po'. Tutti gli anni in questo periodo questo 3d si anima un po'; le giornate si accorciano, la stagione ciclistica volge al termine e pare una buona idea (per me no) aprire una parentesi di corsa e, perché no, partecipare ad una mezza maratona; ci si sente forti, si crede di fare le cose con gradualità; ci si spacca.
Discorso scarpe, tolti gli estremismi l'importanza delle scarpe ai fini infortunistici è sopravvalutata, difficilmente ci si fa male a causa delle scarpe ma comprare le scarpe è molto facile, agire su tutto il resto no.
Discorso tecnica. Già capire se esiste in assoluto una tecnica corretta è cosa ardua, figurarsi quando si tratta di declinarla al caso specifico. In generale ciò che funziona è meglio non toccarlo; gli schemi motori che ciascuno di noi ha arrivano da una vita di adattamenti, cambiare la portata di un fiume partendo dalla foce è dura. Di solito si prova a modificare la tecnica, ma non è detto si riesca, se palesemente è portatrice di infortuni o se è molto impattante sulle prestazioni, se vuoi fare lo sprinter fare un 100m tallonando non è cosa buona mai.
Rispetto l'opinione di chi ha consigliato andature e drills ma non sono molto d'accordo, primo perché non sono un attività a rischio 0, secondo perché sono debolmente correlati con la tecnica di corsa, soprattutto se ci riferiamo alla corsa di lunga distanza, non è che se fai bene lo skip A allora poi correrai meglio. Sono esercitazioni che migliorano la coordinazione neuromuscolare, migliorano la risposta elastica, sono un po' pliometriche, sono apportatrici di capacità che possono sicuramente contribuire ad una corsa più efficiente ma non sono LA soluzione, sono contributi marginali
 

camoscio d'oro

Apprendista Scalatore
4 Novembre 2010
2.036
343
37
Pontedellolio (PC)
Visita sito
Bici
Bianchi Specialissima Comp
Con una tecnica decente le articolazioni non devono mai soffrire, lento o veloce... e lento è sempre più sostenibile. Se soffri la corsa lenta è appunto un problema di tecnica
La storia però è piena di atleti tecnicamente sopraffini vittime di serie infinite di infortuni per cui la tecnica ha sicuramente un ruolo ma non è l'unica ad averlo.
Sono però d'accordo sul fatto che, tolte azioni forzatamente rallentate ancora più lente del jogging, il lento è sempre più sostenibile.
 
  • Mi piace
Reactions: Petgold969 and TS91

Tony 96

Maglia Amarillo
5 Maggio 2016
8.871
7.221
Torino
Visita sito
Bici
S-Works Tarmac - Caad 12
Provo a dare il mio contributo figlio di un po' di anni di corsa.
Il consiglio è: procedi a chiappe pressate. Non siamo tutti uguali, qualche fenomeno genetico e biomeccanico esiste ma generalmente la corsa esige i suoi tempi e i suoi tributi, ci vuole tempo per condizionare ossa e tendini. Io consiglio di andare piano, fare poco, incrementare pochissimo e quando ci si sente a posto rallentare ancora un po'. Tutti gli anni in questo periodo questo 3d si anima un po'; le giornate si accorciano, la stagione ciclistica volge al termine e pare una buona idea (per me no) aprire una parentesi di corsa e, perché no, partecipare ad una mezza maratona; ci si sente forti, si crede di fare le cose con gradualità; ci si spacca.
Discorso scarpe, tolti gli estremismi l'importanza delle scarpe ai fini infortunistici è sopravvalutata, difficilmente ci si fa male a causa delle scarpe ma comprare le scarpe è molto facile, agire su tutto il resto no.
Discorso tecnica. Già capire se esiste in assoluto una tecnica corretta è cosa ardua, figurarsi quando si tratta di declinarla al caso specifico. In generale ciò che funziona è meglio non toccarlo; gli schemi motori che ciascuno di noi ha arrivano da una vita di adattamenti, cambiare la portata di un fiume partendo dalla foce è dura. Di solito si prova a modificare la tecnica, ma non è detto si riesca, se palesemente è portatrice di infortuni o se è molto impattante sulle prestazioni, se vuoi fare lo sprinter fare un 100m tallonando non è cosa buona mai.
Rispetto l'opinione di chi ha consigliato andature e drills ma non sono molto d'accordo, primo perché non sono un attività a rischio 0, secondo perché sono debolmente correlati con la tecnica di corsa, soprattutto se ci riferiamo alla corsa di lunga distanza, non è che se fai bene lo skip A allora poi correrai meglio. Sono esercitazioni che migliorano la coordinazione neuromuscolare, migliorano la risposta elastica, sono un po' pliometriche, sono apportatrici di capacità che possono sicuramente contribuire ad una corsa più efficiente ma non sono LA soluzione, sono contributi marginali

A mia discolpa la corsa l’ho adocchiata già da qualche mese, ormai son 2 annetti che non mi alleno più seriamente (ciclismo), dunque lo vorrei fare per sperimentare qualcosa di nuovo e ammazzare la noia…

Per la scarpa a quanto mi è sembrato di capire alla fine bisogna prenderla per l’utilizzo che se ne vuole fare (ripetute, corse lente, recupero ecc), ovviamente poi il divario per un neofita è pressoché inesistente, il discorso era più incentrato sul non prendere roba con piastre o molto estreme :mrgreen:.
Un altro aspetto che sto cercando di capire/valutare è la fase di appoggio per capire se sono pronatore/supinatore o neutro. Insomma, gli infortuni magari non dipendono al 100% della scarpa, ma la giusta scelta può evitare dolorino o comunque una corsa più piacevole :-)xxxx

Insomma è un mondo veramente tanto vasto, mi sembra un po’ di esser tornato indietro quando ho preso la mia prima bici da corsa gandalf
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
8.514
3.506
Visita sito
L’unica cosa che posso dire per esperienza è controllare i carichi e rispettare i tempi di adattamento. Per uno sport come la corsa, anche se la condizione cardio respiratoria è già ottimale grazie alla bici, avere fretta è la cosa meno saggia. Serve tempo, anni forse, qualche infortunio da mettere in conto e tanta costanza. Quando ho iniziato per affiancare la corsa alla bici era l’autunno del 2013, e la fretta di preparare una mezza ai primi di marzo mi ha portato lontano dalla saggezza, tanto che un mese prima ero fermo per infiammazione alla bandelletta. Poi la mezza l’ho fatta, in qualche maniera ho recuperato, ma da lì, e con altri infortuni collezionati negli anni come fasciate plantare, contratture varie, etc. ho capito che bisogna fare molta attenzione ai carichi (con la bici è più semplice gestirli, al massimo ti affatichi), e soprattutto stare fermi sempre il necessario e da subito, non provare lo stesso a correre anche col dolorino, poi magari passa…il 99% delle volte peggiora.

E poi la cosa più importante: continuità, anche d’estate, in ogni stagione, una volta rotto il ghiaccio ed abituato il fisico, non fermarsi, anche solo 25-30 minuti una volta a settimana. O due sedute da 15 minuti, o comunque fare trekking e tenere in uso i muscoli e tendini che si userebbero nella corsa. In quel modo quando si vorrà correre davvero al proprio passo ideale e provare a fare più quantità, non sarà come partire da zero. Fermarsi un mese, o anche di più equivale, per la corsa, ad un ricominciare daccapo. E dopo tutto ciò che sarà costato arrivare a quel punto, non ne vale la pena. Allora tanto valeva non cominciare neppure.

Non abbiate troppa paura delle superfici o delle velocità: io correvo in discesa intorno ai 3:40-4:00 al km, spesso nei trail, ma mi sono sempre fatto male per voler fare troppo e troppo in fretta. Paradossalmente la fase del gesto, soprattutto se come nel trail era critica per avvallamenti e altro, l’ho sempre tenuta a bada perché sapendo i rischi ero molto concentrato e attento. Non davo invece importanza a quanto stessi andando oltre fisicamente facendo anche sforzi lunghi ravvicinati: per la fascite plantare mi dovetti fermare per un anno intero, a malapena riuscivo ad andare in bici, ricordo. Ma fu colpa mia, perché alle prime avvisaglie, quando era tollerabile, non diedi peso e continuai a correre. Poi un giorno mi alzai dal letto al mattino e non riuscivo più ad appoggiare il piede sinistro.

Ora ho imparato, sono più vecchio, faccio meno, ho avuto una brutta distorsione al ginocchio (ma non correndo), ma al primo accenno di problemi mi fermo, di solito in una settimana recupero. La sosta più lunga per una contrattura, a maggio, 20 gg. che potevano essere 12-15, ma alla fine sono diventato più cauto e preferisco aggiungere qualcosa che perdere un anno come mi è già capitato.
 

Emmever

Apprendista Velocista
29 Gennaio 2020
1.547
1.291
Como
Visita sito
Bici
Corsa
A mia discolpa la corsa l’ho adocchiata già da qualche mese, ormai son 2 annetti che non mi alleno più seriamente (ciclismo), dunque lo vorrei fare per sperimentare qualcosa di nuovo e ammazzare la noia…

Per la scarpa a quanto mi è sembrato di capire alla fine bisogna prenderla per l’utilizzo che se ne vuole fare (ripetute, corse lente, recupero ecc), ovviamente poi il divario per un neofita è pressoché inesistente, il discorso era più incentrato sul non prendere roba con piastre o molto estreme :mrgreen:.
Un altro aspetto che sto cercando di capire/valutare è la fase di appoggio per capire se sono pronatore/supinatore o neutro. Insomma, gli infortuni magari non dipendono al 100% della scarpa, ma la giusta scelta può evitare dolorino o comunque una corsa più piacevole :-)xxxx

Insomma è un mondo veramente tanto vasto, mi sembra un po’ di esser tornato indietro quando ho preso la mia prima bici da corsa gandalf
Oltre a tutti i buoni consigli ne aggiungo uno che a me ha aiutato.
L'anno scorso quando preparavo una mezza, ho seguito una semplice regola per cui se avevo un minimo fastidio saltavo la sessione di corsa e la sostituivo con stretching ed esercizi a terra.
Sicuramente avrà penalizzato la performance ma ho evitato infortuni
 
  • Mi piace
Reactions: Tony 96

pedalone della bassa

Otztaler inside
9 Ottobre 2013
16.437
23.632
45
modena, ma col cuore, ed originario, di Reggio Emi
Visita sito
Bici
(advanced pro nox, argon 18 gallium), ora Cervèlo S3
Per quanto concerne gli infortuni, ripeto quanto successo anni fà.
Correvo "già" distanze di 10-15 km, poi, per scommessa, d orgoglio, avevo deciso di preparare la MAratona di Reggio Emilia in 3 mesi. Risultato.....lesione del tendine sotto rotuleo, 6 mesi senza correre e tutta la stagione ciclistica "compromessa".
Quindi, come già detto molto bene anche dagli altri ragazzi, gradualità, calma e no forzare.

Tutto ciò, poi fà a pugni con la distorsione che mi son preso il 21 Giugno di quest'anno, e, dopo 2 settimane, senza visite ne altro, ho ripreso a correrci sopra. Ora non dà fastidio, ma post corsa è sempre belle gonfia :pork::yoga:

Dai, pazienza un paio di giorni, e poi ci si riposerà per un paio di settimane :mrgreen:
 
Ultima modifica:
  • Wow
Reactions: never give up!

pedalone della bassa

Otztaler inside
9 Ottobre 2013
16.437
23.632
45
modena, ma col cuore, ed originario, di Reggio Emi
Visita sito
Bici
(advanced pro nox, argon 18 gallium), ora Cervèlo S3
A mia discolpa la corsa l’ho adocchiata già da qualche mese, ormai son 2 annetti che non mi alleno più seriamente (ciclismo), dunque lo vorrei fare per sperimentare qualcosa di nuovo e ammazzare la noia…

Per la scarpa a quanto mi è sembrato di capire alla fine bisogna prenderla per l’utilizzo che se ne vuole fare (ripetute, corse lente, recupero ecc), ovviamente poi il divario per un neofita è pressoché inesistente, il discorso era più incentrato sul non prendere roba con piastre o molto estreme :mrgreen:.
Un altro aspetto che sto cercando di capire/valutare è la fase di appoggio per capire se sono pronatore/supinatore o neutro. Insomma, gli infortuni magari non dipendono al 100% della scarpa, ma la giusta scelta può evitare dolorino o comunque una corsa più piacevole :-)xxxx

Insomma è un mondo veramente tanto vasto, mi sembra un po’ di esser tornato indietro quando ho preso la mia prima bici da corsa gandalf

Ci sono dei negozi/centri dove ti fanno correre sul tapis roulant ed analizzano che tipo di appoggio hai
 
  • Mi piace
Reactions: Tony 96

bianco70

Maglia Rosa
22 Agosto 2007
9.126
6.307
Bologna
Visita sito
Bici
Wilier 110 Air
Mi aggiungo, forse, alla popolazione dei ciclisti runner e chiedo qualche opinione e consiglio.
Parto dalla mia situazione. Lunga storia di ciclismo, negli ultimi anni causa impegni familiari il numero di uscite si è ridotto, sono arrivato quest'anno ad uscire 1/2 volte a settimana.
Ovviamente la condizione, complice anche l'età, è drasticamente calata, quindi vorrei provare a tornare ad allenarmi decentemente.
Da settembre ho disponibili 3 giorni a settimana in cui ho 2 ore di tempo, mentre la figlia si allena in piscina, e mi viene naturale pensare alla corsa, almeno per un primo periodo di transizione e condizionamento nella fase invernale.
L'idea sarebbe quella di fare una seduta di corsa ed una in bici, quest'ultima da valutare bene in quanto sarebbe in serale, quindi in inverno al buio.
Innanzitutto come vedete questa pianificazione? Mi riferisco solo al discorso running, una sola seduta settimanale può portare ad inconvenienti?
Ed ora veniamo alle scarpe, sono leggere, 186 x 67 kg, qualche problema di schiena per spazi interdiscali ridotti che tengo sotto controllo con esercizi quotidiani. Su cosa consigliate di orientarmi? Se possibile senza dover vendere un rene per acquistarle....
Grazie
 

camoscio d'oro

Apprendista Scalatore
4 Novembre 2010
2.036
343
37
Pontedellolio (PC)
Visita sito
Bici
Bianchi Specialissima Comp
Io disincentivo l'inserimento della corsa se si prevede di mantenerla solo per un periodo limitato.
Una volta a settimana è un po' pochino per avere stimoli allenanti potenzialmente favorevoli all'attività ciclistica ma si potrebbe anche fare con la consapevolezza, ovviamente, che meno si fa e più lento sarà l'adattamento e il condizionamento; e per questo ritorno alla prima frase del post, se si ha intenzione di inserire la corsa per poco tempo è meglio lasciar perdere.
Per quanto riguarda le scarpe ho già espresso la mia opinione, tolto il solito preambolo della soggettività diciamo che qualsiasi scarpa della categoria cosiddetta "daily trainer", una volta venivano chiamate A3 o alta ammortizzazione e nella fascia di prezzo largo circa 80-150 euro va potenzialmente bene; poi ovviamente chi è iperpronatore potrebbe trovarsi meglio e meglio protetto con scarpe cosiddetta "stabili" o categoria A4 ma diciamo che sono sfumature
 

bianco70

Maglia Rosa
22 Agosto 2007
9.126
6.307
Bologna
Visita sito
Bici
Wilier 110 Air
Io disincentivo l'inserimento della corsa se si prevede di mantenerla solo per un periodo limitato.
Una volta a settimana è un po' pochino per avere stimoli allenanti potenzialmente favorevoli all'attività ciclistica ma si potrebbe anche fare con la consapevolezza, ovviamente, che meno si fa e più lento sarà l'adattamento e il condizionamento; e per questo ritorno alla prima frase del post, se si ha intenzione di inserire la corsa per poco tempo è meglio lasciar perdere.
Per quanto riguarda le scarpe ho già espresso la mia opinione, tolto il solito preambolo della soggettività diciamo che qualsiasi scarpa della categoria cosiddetta "daily trainer", una volta venivano chiamate A3 o alta ammortizzazione e nella fascia di prezzo largo circa 80-150 euro va potenzialmente bene; poi ovviamente chi è iperpronatore potrebbe trovarsi meglio e meglio protetto con scarpe cosiddetta "stabili" o categoria A4 ma diciamo che sono sfumature
Sono pienamente consapevole che non avrei stimoli allenanti per la corsa, ma non è quello il mio obbiettivo.
Non potendo uscire in bici lo scopo sarebbe quello di mantenere un lavoro cardiovascolare, poi, come dicevo, sto valutando se riuscirò ad inserire anche un'uscita in notturna in bici per allenare il gesto specifico.