News "Ciclismo troppo pericoloso". Louis Kitzki si ritira

Kicker

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Ogni sport ad alti livelli dove c'è la velocità in gioco è pericoloso e un pro deve accettarne i rischi e se non li accetta è giusto che si ritiri; poi possiamo discutere sulle decisioni che dovrebbe prendere o meno la federazione ma fino ad allora la realtà è questa. A livello amatoriale se si ha paura si sceglie le file più indietro (come ho sempre fatto io che non sono capace in bdc ad andare forte in dicesa, in mtb sono un pazzo pero).
 

paolone8

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Seguendo le gare di mio figlio, negli anni ho notato quanti sono quelli che pur avendo una buona gamba pagano il non saper stare in gruppo. Se penso solo ai compagni di quadra, c' era chi con le stesse forze di mio figlio non finiva le gare mentre lui si piazza tranquillamente. Puoi essere una moto, ma se tiri i freni perché hai paura sei sempre in fondo al gruppo (e poi smetti)
 
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lorenzom89

Gregario
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quanti conosci che campano dignitosamente con il backpacking? de Felice?
di felice secondo me campa ben più che dignitosamente, sarei pronto a scommettere che guadagna anche di più di un pro di basso livello

ad esempio mi sono andato a prendere la classifica della Seven Serpents link mi sono googlato i primi 3 e sono tutti atleti sponsorizzati da aziende di ottimo livello di bici, componenti, vestiario ecc.. se poi sei bravo a saperti vendere (tipo canale youtube di Omero che è il vincitore) penso la cosa aiuti e non poco, ma questo in ogni ambito lavorativo, i soldi non piovono dal cielo, devi sbatterti.

se poi si guarda a inseguire i trend adesso il gravel è super popolare, in competizioni come l'Unbound o la Traka i primi 50-100 sono praticamente tutti professionisti
 

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di felice secondo me campa ben più che dignitosamente, sarei pronto a scommettere che guadagna anche di più di un pro di basso livello

ad esempio mi sono andato a prendere la classifica della Seven Serpents link mi sono googlato i primi 3 e sono tutti atleti sponsorizzati da aziende di ottimo livello di bici, componenti, vestiario ecc.. se poi sei bravo a saperti vendere (tipo canale youtube di Omero che è il vincitore) penso la cosa aiuti e non poco, ma questo in ogni ambito lavorativo, i soldi non piovono dal cielo, devi sbatterti.

se poi si guarda a inseguire i trend adesso il gravel è super popolare, in competizioni come l'Unbound o la Traka i primi 50-100 sono praticamente tutti professionisti

riguardo YouTube, i soldi veri arrivano quando inizi ad avere centinaia e centinaia di migliaia di iscritti e Video con milioni e milioni di visualizzazioni, e poi in ogni caso i guadagni principali li fai appunto con gli sponsor nella tua funzione di influencer.

Io ho il mio piccolo canale YouTube, dove comunque ho 31.000 iscritti, parecchi video con decine di migliaia di visualizzazioni, alcuni con centinaia di migliaia e uno addirittura oltre 1 milione e in ogni caso prendo circa 30 € al mese da YouTube
 

lorenzom89

Gregario
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riguardo YouTube, i soldi veri arrivano quando inizi ad avere centinaia e centinaia di migliaia di iscritti e Video con milioni e milioni di visualizzazioni, e poi in ogni caso i guadagni principali li fai appunto con gli sponsor nella tua funzione di influencer.

Io ho il mio piccolo canale YouTube, dove comunque ho 31.000 iscritti, parecchi video con decine di migliaia di visualizzazioni, alcuni con centinaia di migliaia e uno addirittura oltre 1 milione e in ogni caso prendo circa 30 € al mese da YouTube
il guadagno da sponsor inseriti nei video non è mica poco (tipo NordVPN, Saily, app per imparare le lingue, trade republic ecc..) si parla di 100-500 euro a video per canali sui 10-20k iscritti a 2000-10000 euro a video per canali da oltre 250k iscritti

comunque siamo un pò OT ma il senso del mio discorso è che al giorno d'oggi se hai un "motore" per spingere sui pedali da top 200 al mondo ci sono tante altre strade oltre il ciclismo su strada , ovvio che un pò ti devi accontentare, ma è come si accontenta chi gioca a calcio in serie C o D e prende 2000 euro al mese quando chi gioca in serie A prende una cifra con 2 o 3 zeri in più.
 

Ser pecora

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Il ciclismo non è solo strada e volate in gruppo. Esistono tantissime discipline dove si pedala in modo diverso, ma con la stessa passione: ciclocross, pista, mountain bike, gravel, ultracycling, bikepacking… ce n’è per tutti i gusti. Possibile che tra tutte queste varianti non ce ne sia una dove ci si possa divertire, crescere e magari costruire anche una carriera?

...non è che sei bravo su strada sei automaticamente forte in Mtb o ultracycling...anzi.
E magari gli interessava quello su strada...


di felice secondo me campa ben più che dignitosamente, sarei pronto a scommettere che guadagna anche di più di un pro di basso livello

Coi social però. Non perché pedala. Vingegaard morirebbe di fame.
 

lorenzom89

Gregario
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...non è che sei bravo su strada sei automaticamente forte in Mtb o ultracycling...anzi.
E magari gli interessava quello su strada...
anche a me interesserebbe più fare il milionario con lo yacht ed essere in vacanza tutto l'anno... però devo fare il povero dipendente italiano medio..

scherzi a parte oggi come oggi sul lavoro conta più saper essere flessibili e pronti ai cambiamenti piuttosto che essere rigidi e ultra specializzati.

io dico sempre che non capisco quei ragazzi (sempre meno) che fanno di tutto per diventare ciclisti professionisti su strada, è veramente una vita tosta e pure molto rischiosa, io personalmente non vedo un gran futuro per questo sport, come può aver futuro uno sport dove devi fare 30-35 ore a settimana in mezzo al traffico per allenarti e in gara ormai ad ogni corsa si stendono in 20, con 1-2 con infortuni seri??

se fai gravel o mtb, puoi benissimo allenarti su forestali poco trafficate e anche le gare sono meno rischiose perché sono delle specie di cronometro, idem per ciclocross
 
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Ser pecora

Diretur
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scherzi a parte oggi come oggi sul lavoro conta più saper essere flessibili e pronti ai cambiamenti piuttosto che essere rigidi e ultra specializzati.

Si, ma qui si parla di un 21enne che aveva il sogno di fare il ciclista, non di fare un "lavoro" in senso lato.
Anche tutti i vari pro del gravel sono tutti ex-stradisti riciclati, ma si sono riciclati dopo, appunto.
 
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lorenzom89

Gregario
1 Febbraio 2012
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Si, ma qui si parla di un 21enne che aveva il sogno di fare il ciclista, non di fare un "lavoro" in senso lato.
Anche tutti i vari pro del gravel sono tutti ex-stradisti riciclati, ma si sono riciclati dopo, appunto.
ecco appunto hai detto la parola giusta "SOGNO" , non realtà, secondo me in diversi hanno un sogno ma poi quando ci sono dentro si rendono conto che è un incubo, devono far riflettere le dichiarazioni di Pogacar le utlime giornate del tour di quest'anno "non vedo l'ora che finisca per potermi divertire un pò nella mia vita" .

il ciclismo poi non è pericoloso da ieri, sono ormai 10 anni anni che c'è un problema evidente di cadute in corsa e di morti sulle strade in allenamento, quindi bisognerebbe esserne ben a conoscenza
 

Yamakasi

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bisogna valutare le cose in proporzione

i dati che ho trovato sul primo semestre 2025 dicono questo:

CategoriaMorti (2025, primo semestre)Popolazione di riferimentoIncidenza stimata
Morti sul lavoro502 (362 sul posto, 140 in itinere)~23 milioni di lavoratori~21,8 per milione
Morti in bicicletta132 ciclisti deceduti~3 milioni di ciclisti abituali~44 per milione

Beh, grazie alla ca**o... morti in bicicletta non morti in competizioni professionistiche dai...
Se va male ne muore uno all'anno tra i professionisti, qualche anno forse con 2 e ultimamente mi sembra ci siano stati molti anni con 0 (fortunatamente).

Poi morti sul lavoro è anche quello generico. Io che lavoro in ufficio potrei anche finire nella statistica in caso di malore sul posto di lavoro o incidente mentre mi reco in ufficio o torno a casa, ma mai mi sognerei di dire che sono morto per il lavoro (anche perché da morto non credo potrei dirlo eheh).

Se ho tempo domani mi metto a spulciare google per vedere se c'è qualche statistica... anche se comunque come siamo un po' tanto OT.
 
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martin_galante

Nel Gruppetto
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cletta
Beh, grazie alla ca**o... morti in bicicletta non morti in competizioni professionistiche dai...
Se va male ne muore uno all'anno tra i professionisti, qualche anno forse con 2 e ultimamente mi sembra ci siano stati molti anni con 0 (fortunatamente).

Poi morti sul lavoro è anche quello generico. Io che lavoro in ufficio potrei anche finire nella statistica in caso di malore sul posto di lavoro o incidente mentre mi reco in ufficio o torno a casa, ma mai mi sognerei di dire che sono morto per il lavoro (anche perché da morto non credo potrei dirlo eheh).

Se ho tempo domani mi metto a spulciare google per vedere se c'è qualche statistica... anche se comunque come siamo un po' tanto OT.
Per fare una comparazione ragionevole bisogna mettere a confronto l'incidenza dei morti sul lavoro (dato riportato 21.8 per milione) con i morti nel ciclismo come professione. Ossia quelli che sarebbero contati dall'INAIL come morti sul lavoro. Questo include persone decedute in allenamento, decedute per motivi di salute legate al lavoro (collasso cardiaco, non necessariamente durante la gara), ovviamente incidenti di gara (i casi che fanno scalpore e che conosciamo specie se WT), ma anche altri casi. Per esempio un ciclista che muore in un incidente d'auto mentre guida per andarsi ad allenare in palestra, o per giungere ad un ritiro, dovrebbe contare come morto sul lavoro. Se contiamo questi sulle tre categorie UCI che si e' detto (da verificare) contano circa 1250 atleti, secondo me si passa abbondantemente il morto l'anno. Per esempio quanti si ricordano di Kangangi o de Greef che pure sono morti in gara? Un continental asiatico morto in allenamento non finira' mai nelle statistiche nostrane. E penso che il grosso delle vittime avvengano in allenamento, semplicemente perche' sono piu' ore e le strade sono aperte.

Comunque pure prendendo 1/1000 come statistica (sicuramente sottostimata) siamo a 1000 per milione, non venti per milione. E' un tasso da soldato in guerra, non da lavoratore.
 

Yamakasi

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Per fare una comparazione ragionevole bisogna mettere a confronto l'incidenza dei morti sul lavoro (dato riportato 21.8 per milione) con i morti nel ciclismo come professione. Ossia quelli che sarebbero contati dall'INAIL come morti sul lavoro. Questo include persone decedute in allenamento, decedute per motivi di salute legate al lavoro (collasso cardiaco, non necessariamente durante la gara), ovviamente incidenti di gara (i casi che fanno scalpore e che conosciamo specie se WT), ma anche altri casi. Per esempio un ciclista che muore in un incidente d'auto mentre guida per andarsi ad allenare in palestra, o per giungere ad un ritiro, dovrebbe contare come morto sul lavoro. Se contiamo questi sulle tre categorie UCI che si e' detto (da verificare) contano circa 1250 atleti, secondo me si passa abbondantemente il morto l'anno. Per esempio quanti si ricordano di Kangangi o de Greef che pure sono morti in gara? Un continental asiatico morto in allenamento non finira' mai nelle statistiche nostrane. E penso che il grosso delle vittime avvengano in allenamento, semplicemente perche' sono piu' ore e le strade sono aperte.

Comunque pure prendendo 1/1000 come statistica (sicuramente sottostimata) siamo a 1000 per milione, non venti per milione. E' un tasso da soldato in guerra, non da lavoratore.

Hai colto in pieno il problema di comparare le statistiche postate prima, ovvero non ha senso.
Anche verificare anno su anno con un campione così ridotto (i prof) non ha senso. Un anno avresti 1000 per milione, un altro anno avresti 0 per milione! Quindi passeremmo da tasso di mortalità da guerra a sport più sicuro al mondo in base agli anni!
 
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longjnes

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10 Luglio 2008
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bisogna valutare le cose in proporzione

i dati che ho trovato sul primo semestre 2025 dicono questo:

CategoriaMorti (2025, primo semestre)Popolazione di riferimentoIncidenza stimata
Morti sul lavoro502 (362 sul posto, 140 in itinere)~23 milioni di lavoratori~21,8 per milione
Morti in bicicletta132 ciclisti deceduti~3 milioni di ciclisti abituali~44 per milione
Circa il 30% dei morti sul lavoro avviene in itinere, tragitto casa -lavoro e quindi su strada, altro 5-10% sono lavoratori che lavorano in strada.
Nella strada ci sono rischi. Personalmente, come ciclista, posso evitare di prenderli ma nella strada c'è una parte di utenti che considera un ciclista solo come un ostacolo da superare o schivare.
 

WNC2

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Una cosa che secondo me incide tanto è anche per quanto rischi la vita dal punto di vista del ritorno economico. Sei un campione da qualche milione di euro l'anno? Sei un gregarione da quasi 1 milione di euro l'anno? sei un buon gregario da 10-20.000 al mese? Corri per, alla fine, avere lo stipendio di un operaio?
 
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giant propel
..




Coi social però. Non perché pedala. Vingegaard morirebbe di fame.
..che poi anche il povero Omar , con la legnata che ha preso alla Dolomiti , e neanche in fase di corsa vera (il fato) , per sua stessa ammissione sui social al momento non è in grado di capire quanto mentalmente riuscirà ad assorbire l'evento ...siamo persone in carne ed ossa , e la mente di ognuno di noi alla prova dei fatti reagisce in modo che alle volte ci spiazza....io per esempio ho fatto qualche piccola esperienza di free climbing - leggero - senza troppi timori...per poi rimanere paralizzato come un mulo nell'anello interno della cupola di Firenze , attaccato al muro e terrorizzato dal senso di precarietà della situazione : non ci credevo manco io .
 
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..che poi anche il povero Omar , con la legnata che ha preso alla Dolomiti , e neanche in fase di corsa vera (il fato) , per sua stessa ammissione sui social al momento non è in grado di capire quanto mentalmente riuscirà ad assorbire l'evento ...siamo persone in carne ed ossa , e la mente di ognuno di noi alla prova dei fatti reagisce in modo che alle volte ci spiazza....io per esempio ho fatto qualche piccola esperienza di free climbing - leggero - senza troppi timori...per poi rimanere paralizzato come un mulo nell'anello interno della cupola di Firenze , attaccato al muro e terrorizzato dal senso di precarietà della situazione : non ci credevo manco io .

Non so cosa abbia fatto de felice alle Dolomiti, ma il fatto di poter pedalare in Antartide non ti fa automaticamente diventare un corridore su strada di un certo livello le dinamiche in ballo sono completamente diverse.

Jovanotti ha fatto quei bellissimi Vlog dei suoi giri in Sudamerica, è in grado di fare 200 km al giorno per una ventina di giorni con bicicletta da 50 kg, il che non lo fa diventare automaticamente un potenziale vincitore di una gran fondo, si richiedono motori diversi.
 

valter65

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Non so cosa abbia fatto de felice alle Dolomiti, ma il fatto di poter pedalare in Antartide non ti fa automaticamente diventare un corridore su strada di un certo livello le dinamiche in ballo sono completamente diverse.

Jovanotti ha fatto quei bellissimi Vlog dei suoi giri in Sudamerica, è in grado di fare 200 km al giorno per una ventina di giorni con bicicletta da 50 kg, il che non lo fa diventare automaticamente un potenziale vincitore di una gran fondo, si richiedono motori diversi.
...non era questo il senso del mio intervento ....