Io parto e vado come mi sento, se la giornata è "no" cerco un equilibrio cardiomuscolare e di fiato e di stanchezza gambe, regolandomi per avanzare sempre una frazioncina di benzina per completare il giro; soprattutto in salita se necessario mi fermo un minuto qua e là, ma arrivo in cima.
Come dice Redbaron, le mie salite sono una sequenza di soste, ma col tempo sempre in numero minore.
La giornata "ok" tiro per quanto mi è possibile, e ciò mi serve come test dello stato attuale, visto che pedalo per riabilitazione, e vivaddio sto migliorando.
Non mi impongo velocità e medie, se ogni tanto guardo alla velocità sul computetino da 20 euro... è solo una curiosità istantanea che non condiziona il mio sforzo.
Una volta a casa vedo km e tempo, quindi a puro titolo statistico vengo a sapere che ho fatto la media xx,y.
E così sto bene.
Due o tre volte all'anno posso fare un test contro me stesso, perché mi sento di farlo, di solito mai tanti km, e dopo i primi dieci km in base ai segnali che manda il corpo capisco se proseguire o cambiare programma, tante volte ho improvvisato così un giro nuovo, trasformando un test da 35km in un divertente giro da 70 con tanto z2 e ...poco z4!
L'unica cosa che mi angustia è un cancello che ne ha sempre una... neanche la mia gamba mi dà fastidio quanto la bici che mi ritrovo sotto le ....
P.S. non essendo un ciclista non ho esperienze di uscite in gruppo, dove ti devi adeguare e dove può esserci quello che non si adegua.
Solitario in montagna il 90% delle volte, ho sempre potuto scegliere l'intensità dello sforzo, ed ora in bici sono solitario ben oltre il 90%, quindi...idem.