Tutto ok con l'inflazione dei cani d'affezione... Trovo qualcosa di inquietante però nella sempre maggiore frequenza con la quale incontro i padroni/e rivolgersi ai cani come se stessero parlando a esseri umani. "Attento non attraversare la strada perché non sei sulle strisce', 'se non fai da bravo oggi non ti faccio vedere la televisione', 'non mangiare questo o quello perché sai bene che poi ti viene mal di pancia'. Sarà che il cane si limita a utilizzare il tono di voce di quelle frasi, ma rimane comunque un brutto segno dei tempi e dei deficit psicologici di molti...
È purtroppo vero, e deriva dal fatto di prendersi un cane e antropomorfizzarlo senza voler davvero comprendere la sua natura, che non è la nostra.
Concordo con
@Redbaron69 che alla fine non sia poi cosa grave, ma a ciò spesso si accompagna un'incapacità di gestire la bestiola...
"stai zitto, ma perché gridi, non lo vedi che non c'è nessuno..." è ridicolo, e il cane (di una vicina) continuava a fare i suoi comodi, quando una sola delle parole "zitto-cuccia-giù-basta" sarebbe servita, previo addestramento, se no, non serve.
Spesso l'addestramento invece non esiste e si sentono allora quei colloqui da salotto...
Per qualcuno sarà anche solitudine, e non è male parlare al cane da soli, non per dare comandi o spiegazioni ridicole che la bestiola non capirebbe, ma per non parlare solo a sé stessi. Se il cane ti guarda, pensa che comunque sei con lui, pur non capendo quel che dici... e se tu lo sai che non capisce i discorsi ma che assorbe la tua compagnia ed anche il suono della voce, va bene.
Seduto in montagna dopo ore di cammino, lui/lei si acquatta vicino a te, offri del cibo, e se parli vieni maggiormente apprezzato, lo vedi da come guarda e si muove, ogni volta rafforzi di un briciolo il legame.
"Sei sulle strisce" o "stasera niente tv" sono ridicole, i cani hanno bisogno di comandi semplici, pochi e chiari, quasi monosillabici, e devono essere stati precedentemente addestrati a obbedire a quei comandi, e lo faranno per associazione di suono azione premio o no, cioè in base all'addestramento.
Un "no!" oppure "alt!" prontamente obbedito possono salvargli la vita, se sta per mettersi in pericolo.
Poi c'è tutto un universo di intuizioni, associazioni di nostre parole e di fatti o comportamenti nostri ad esse correlati, che quei cani che vivono ore insieme a noi, in casa, imparano. Anche i gatti, in misura minore.
Non imparano la ns. lingua né intuiscono il significato stesso del linguaggio, ma associano decine di parole, a volte solo cenni e movimenti, e quando in qualche modo ne hanno capito significato/conseguenza... precedono la nostra azione.
I cani da pastore col gregge mi stupiscono sempre.
Quella "casalinga" invece è una diversa forma di auto addestramento - apprendimento, una loro spontanea tendenza a studiarci per poi compiacerci.
E così alla lunga capiscono che è ora di andare a nanna, di stare lontani da qualcosa, o che ci prepariamo ad uscire, o se qualcosa che mangiamo glielo faremo assaggiare o no... ma la lista è veramente lunga.
Più volte ho visto che dai miei movimenti e parole capiva se veniva anche lei o se doveva stare a casa... se andavo nello studio mi precedeva di corsa, ma prima si fermava al bivio delle scale, guardava cosa preparavo e sapeva subito che l'avrei portata, ecc... e questo livello di legame, una volta raggiunto, dà soddisfazione ad entrambi.
"Non sei sulle strisce, se fai il bravo ti faccio vedere la tv..." quella persona lo dice a se stessa, senza saperlo neppure, a meno che abbia veramente un deficit tale da credere di fare un colloquio reale...