Ciclisti over 50 (Vol.2)

Stato
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Andrea Senni

Pedivella
29 Giugno 2018
436
126
68
LIVORNO
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Bici
COLNAGO V3rs
Ricetta subito sottoposta alla moglie, prox. gg si testa e si tasta... slurrrp!
Lei li conosce come "sgabej" , cioè la versione della lunigiana. Quelli però, appena fritti e caldi, vengono aperti e imbottiti di formaggi ed affettati...
....oppure di lardo di Colonnata!
 

Bert5quant1

Etiamsi omnes, ego non
5 Ottobre 2018
6.822
11.419
75
Gattinara (Vercelli)
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Bici
1) acciaio 1989 no brand, scassata, 2) entry level alu no brand, 3) Bianchi infinito cv telaio 2016
Tenere presente che il calo non è immediato ma quasi impercettibile e continuo a partire da una soglia di eta' variabile da persona a persona collocabile tra i 50 e 70 anni ( ho smesso a 65 anni di giocare a calcio/calcetto e fare le Granfondo).
E su di voi che indicatori avete notato?
A parte il collo... le salite. E quanto a scatti, nemmeno a pensarlo!
 
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Redbaron69

Passista
26 Settembre 2018
4.456
6.554
56
Pinerolo
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Bici
Bianchi OLTRE PRO
Battiti del cuore che vanno su parecchio e fiatone su attività che non mi davano problemi...non posso dire di non ricordare nomi e perchè date e nomi non li ricordo mai, le ragazze quando ti danno del lei......;pirlùn^.....quando radio italia comincia ad essere la tua radio preferita....(non è vero continuo a sentire deejay da sempre), quando fai qualcosa e continui a dire oplà...per i cantieri non fa testo perchè è parte del mio lavoro....quando i tuoi idoli di ragazzino cominciano a tirar le cuoia......Quando in casa hai un metronomo umano che incredibilmente non mangia le pappe ma c...zo la patente? ma se sei una bambina....!!!? basta mi fermo
 

SoftMachine

Maglia Iridata
10 Ottobre 2010
12.833
7.467
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Bici
Agente Bike
Siamo arrivati al dunque : il calo della forza. Quali sono gli indicatori che vi hanno indotto a pensare che appunto la "forza" stava per scemare o, ahime', era calata? Rispondere con 2 semplici elementi. Risposte tipo " quando l'ultima formazione dell'Inter che ricordavo a mente recitava Sarti, Burgnigh, Facchetti......" oppure " quando non riuscivo piu' a leggere ad occhio nudo la concentrazione dello ione Stronzio sull'etichetta della bottiglia di acqua minerale" non sono pertinenti. Devono essere fisici e fattuali. Comincio da me:
1- Quando ho cominciato a faticare a compiere quel movimento di rotazione del collo per vedere chi viene dietro in bici prima di svoltare ( gesto quasi automatico fatto tante volte senza neanche pensarci )
2- Quando a calcio ho dovuto tirare giu' un giocatore che normalmente bruciavo sullo scatto e controllavo agevolmente
Tenere presente che il calo non è immediato ma quasi impercettibile e continuo a partire da una soglia di eta' variabile da persona a persona collocabile tra i 50 e 70 anni ( ho smesso a 65 anni di giocare a calcio/calcetto e fare le Granfondo).
E su di voi che indicatori avete notato?

Quando mi figlia mi ha detto "papa', attento al coronavirus che voi anziani siete a rischio"
Quando ho contato le mogli ed ero alla quarta.
 

Bertoglio

Passione pura
17 Novembre 2016
705
801
colline pescaresi
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Bici
colnago E1
Ma difatti.. anche perchè nel tempo ho scoperto che meglio delle rpm autoindotte non ce n'è, chiaro che in genere col passare degli anni queste calano (almeno per me sono calate) e da quando adotto questa "tecnica" mi diverto o svago molto di più di non quando cercavo la prestazione o l'impormi rpm nella media.. tanto di salami non ne devo vincere mi va già bene mantenermi in forma e per quello ci pensano le salite dove a tratti salgo a malapena sopra le 60 rpm a poco più di 9 kmh o giù di lì.
.....grazie del post....! La cosa che nella vita ci consola di più...sarà sempre il vedere un altro nella Tua stessa condizione !! o-o
 
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golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
35.031
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Bici
mia
chiarisco il concetto, premettendo che ognuno è libero (ci mancherebbe) di fare ciò che vuole
dopo i 50 cala la forza
inevitabile ma parzialmente contrastabile
uno dei modi per contrastare questa diminuzione è l'aumento delle rpm
l'aumento delle rpm ha come effetto ulteriore la diminuzione degli infortuni
il fine di tutto questo non deve essere per forza la vincita della pummarola ma anche semplicemente il continuare a fare il più possibile le cose che si facevano quando si era più giovani
poi se uno trova altre cose, come in premessa, buon per lui ;-)
Ma si d'accordo oramai queste sono cose che noi ultra dovremmo conoscere o conoscerci.. sempre se la bdc la cavalchiamo da almeno un decennio o giù di lì.
Quando iniziai o meglio reiniziai.. andavo duro come un matto poi tutti a dirmi che pedalavo rapporti troppo lunghi e che dovevo imparare ad andare agile.. fu un annata impegnativa ma alzai di almeno 10 rpm le mie medie e per anni rimasi in un range accettabile.. da 2-3 anni invece le medie sono in calando sempre parlando di rpm.. la forza un pò meno ma il cuore però chiede pegno, non è più così arzillo fatica a salire e un pò di più a scendere specialmente in salita se lo sforzo e notevole e si protrae un certo tempo.
Quindi a questo punto mi chiedo.. perchè forzarlo oltre una certa soglia che poi ne pago pegno quando se resto in un range accettabile mi sento meglio e me la godo molto di più ?
La chiamano comfort zone.. me gusta perchè appunto non ho velleità sportive ma solo di godermela ;-)
 

Husqymax

Velocista
19 Giugno 2019
4.920
10.907
66
Nebbiano Montespertoli
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Bici
Bianchi Infinito CV Disc 2019
Arrivo lungo sulle leccornie, da noi col pane si fa la ribollita e la pappa al pomodoro, la mancanza di forza l’ho accusata quando dal secondo foglio della classifica assoluta delle gare di Enduro sono passato al terzo (su 5/6) , e poi non ci ho fatto più caso, per ora in bici mi difendo
 
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TOL@93

Pignone
8 Marzo 2010
271
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Siamo arrivati al dunque : il calo della forza. Quali sono gli indicatori che vi hanno indotto a pensare che appunto la "forza" stava per scemare o, ahime', era calata? Rispondere con 2 semplici elementi. Risposte tipo " quando l'ultima formazione dell'Inter che ricordavo a mente recitava Sarti, Burgnigh, Facchetti......" oppure " quando non riuscivo piu' a leggere ad occhio nudo la concentrazione dello ione Stronzio sull'etichetta della bottiglia di acqua minerale" non sono pertinenti. Devono essere fisici e fattuali. Comincio da me:
1- Quando ho cominciato a faticare a compiere quel movimento di rotazione del collo per vedere chi viene dietro in bici prima di svoltare ( gesto quasi automatico fatto tante volte senza neanche pensarci )
2- Quando a calcio ho dovuto tirare giu' un giocatore che normalmente bruciavo sullo scatto e controllavo agevolmente
Tenere presente che il calo non è immediato ma quasi impercettibile e continuo a partire da una soglia di eta' variabile da persona a persona collocabile tra i 50 e 70 anni ( ho smesso a 65 anni di giocare a calcio/calcetto e fare le Granfondo).
E su di voi che indicatori avete notato?
Io mi sono reso conto del calo fisico dopo i 55 anni. Ora continuo a fare le mie solite salite di allenamento, con gli stessi rapporti che usavo da giovane, ma la frequenza di pedalata è diminuita di parecchio. Se appena aumento mi manca il fiato e il cuore non aumenta i battiti.
Però la mia resistenza allo sforzo è aumentata, lo verifico quando esco con ciclisti più giovani, di solito mi difendo meglio nelle salite a fine giro.
Una cosa strana che ho verificato con l'aumento dell'età, è che durante uno sforzo prolungato non avverto immediatamente la fatica.
A volte penso che potrei sfinirmi di salite, prima di sentire la stanchezza, perché la sensazione di fatica la sento con molto ritardo. Ma quando inevitabilmente arriva la sento tutta improvvisamente.
Mi sembra un po' pericoloso, per questo ora mi autocontrollo, ma è come se non funzionassero più i miei sensori di sforzo.
Qualcuno avverte qualcosa di simile?
 

Bert5quant1

Etiamsi omnes, ego non
5 Ottobre 2018
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Gattinara (Vercelli)
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1) acciaio 1989 no brand, scassata, 2) entry level alu no brand, 3) Bianchi infinito cv telaio 2016
.....grazie del post....! La cosa che nella vita ci consola di più...sarà sempre il vedere un altro nella Tua stessa condizione !! o-o
Ci consola anche il sorpasso, fosse anche uno in tutto l'anno... poi gli altri ti sorpassino pure a raffica, ma riuscire a sorpassarne uno... non ha prezzo!
 

Bert5quant1

Etiamsi omnes, ego non
5 Ottobre 2018
6.822
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Gattinara (Vercelli)
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Bici
1) acciaio 1989 no brand, scassata, 2) entry level alu no brand, 3) Bianchi infinito cv telaio 2016
Io mi sono reso conto del calo fisico dopo i 55 anni. Ora continuo a fare le mie solite salite di allenamento, con gli stessi rapporti che usavo da giovane, ma la frequenza di pedalata è diminuita di parecchio. Se appena aumento mi manca il fiato e il cuore non aumenta i battiti.
Però la mia resistenza allo sforzo è aumentata, lo verifico quando esco con ciclisti più giovani, di solito mi difendo meglio nelle salite a fine giro.
Una cosa strana che ho verificato con l'aumento dell'età, è che durante uno sforzo prolungato non avverto immediatamente la fatica.
A volte penso che potrei sfinirmi di salite, prima di sentire la stanchezza, perché la sensazione di fatica la sento con molto ritardo. Ma quando inevitabilmente arriva la sento tutta improvvisamente.
Mi sembra un po' pericoloso, per questo ora mi autocontrollo, ma è come se non funzionassero più i miei sensori di sforzo.
Qualcuno avverte qualcosa di simile?
Durante un giro mi stanco e calo con regolarità, in modo lineare con i km fatti, ma purtroppo la curva fatica diventa un'iperbole con le salite, anf... anf...
 
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golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
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Bici
mia
perché la sensazione di fatica la sento con molto ritardo. Ma quando inevitabilmente arriva la sento tutta improvvisamente.
Confermo.. e ritornando al discorso che facevo.. fino a 2-3 anni or sono non mi succedeva, a volte allungo il giro perchè mi sento bene e quindi pedalo.. ma capita anche che nel seguito poi mi dò dello scemo perchè di colpo sento tutta la fatica oppure capita di arrivare a casa e pensare che avrei potuto fare un giro ben più lungo fatto salvo che magari nel pomeriggio, dopo docciato e pranzato, mi arriva tutta la stanchezza e alcune volte anche mal di gambe :-P
 
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TOL@93

Pignone
8 Marzo 2010
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Confermo.. e ritornando al discorso che facevo.. fino a 2-3 anni or sono non mi succedeva, a volte allungo il giro perchè mi sento bene e quindi pedalo.. ma capita anche che nel seguito poi mi dò dello scemo perchè di colpo sento tutta la fatica oppure capita di arrivare a casa e pensare che avrei potuto fare un giro ben più lungo fatto salvo che magari nel pomeriggio, dopo docciato e pranzato, mi arriva tutta la stanchezza e alcune volte anche mal di gambe :-P
È proprio quello che capita a me. E penso che a fine giornata vada anche a incidere sul mio umore.
A volte in famiglia, posso risultare pure insopportabile, e per evitare questo mi sono posto dei limiti.
Però qualche bel giro lungo, anche quest'anno, a pedalata ignorante, sono riuscito a farlo.
 

jacknipper

Diversamente scalatore
9 Febbraio 2013
14.976
13.845
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Bici
Colnago per la strada & Kona per il fango
Ma si d'accordo oramai queste sono cose che noi ultra dovremmo conoscere o conoscerci.. sempre se la bdc la cavalchiamo da almeno un decennio o giù di lì.
Quando iniziai o meglio reiniziai.. andavo duro come un matto poi tutti a dirmi che pedalavo rapporti troppo lunghi e che dovevo imparare ad andare agile.. fu un annata impegnativa ma alzai di almeno 10 rpm le mie medie e per anni rimasi in un range accettabile.. da 2-3 anni invece le medie sono in calando sempre parlando di rpm.. la forza un pò meno ma il cuore però chiede pegno, non è più così arzillo fatica a salire e un pò di più a scendere specialmente in salita se lo sforzo e notevole e si protrae un certo tempo.
Quindi a questo punto mi chiedo.. perchè forzarlo oltre una certa soglia che poi ne pago pegno quando se resto in un range accettabile mi sento meglio e me la godo molto di più ?
La chiamano comfort zone.. me gusta perchè appunto non ho velleità sportive ma solo di godermela ;-)

Io mi sono reso conto del calo fisico dopo i 55 anni. Ora continuo a fare le mie solite salite di allenamento, con gli stessi rapporti che usavo da giovane, ma la frequenza di pedalata è diminuita di parecchio. Se appena aumento mi manca il fiato e il cuore non aumenta i battiti.
Però la mia resistenza allo sforzo è aumentata, lo verifico quando esco con ciclisti più giovani, di solito mi difendo meglio nelle salite a fine giro.
Una cosa strana che ho verificato con l'aumento dell'età, è che durante uno sforzo prolungato non avverto immediatamente la fatica.
A volte penso che potrei sfinirmi di salite, prima di sentire la stanchezza, perché la sensazione di fatica la sento con molto ritardo. Ma quando inevitabilmente arriva la sento tutta improvvisamente.
Mi sembra un po' pericoloso, per questo ora mi autocontrollo, ma è come se non funzionassero più i miei sensori di sforzo.
Qualcuno avverte qualcosa di simile?
non sono molto d'accordo, nel senso (naturalmente) che io la vedo n modo diverso
personalmente mi ritrovo molto nei consigli di Friel, il suo "Veloci e potenti dopo i 50 anni" dovrebbe essere reso obbligatorio per gli over 50, ma anche di altri, che spiega bene come con l'età non si debba abbassare l'intensità ma piuttosto la frequenza (sto semplificando al massimo, perdonatemi)
in buona sostanza mi trovo bene a fare ciò che ho sempre fatto, alzando molto spesso il ritmo, l'intensità, ma concedendomi pause, periodi di recupero, più lunghi, a non esagerare con uscite affaticanti ma poco allenanti (i classici lunghi invernali) e, soprattutto, a dividere bene gli allenamenti da altro (uscite con amici, con la moglie ecc) in modo da potermi concentrare sui primi per poi divertirmi con i secondi
 
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TOL@93

Pignone
8 Marzo 2010
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non sono molto d'accordo, nel senso (naturalmente) che io la vedo n modo diverso
personalmente mi ritrovo molto nei consigli di Friel, il suo "Veloci e potenti dopo i 50 anni" dovrebbe essere reso obbligatorio per gli over 50, ma anche di altri, che spiega bene come con l'età non si debba abbassare l'intensità ma piuttosto la frequenza (sto semplificando al massimo, perdonatemi)
in buona sostanza mi trovo bene a fare ciò che ho sempre fatto, alzando molto spesso il ritmo, l'intensità, ma concedendomi pause, periodi di recupero, più lunghi, a non esagerare con uscite affaticanti ma poco allenanti (i classici lunghi invernali) e, soprattutto, a dividere bene gli allenamenti da altro (uscite con amici, con la moglie ecc) in modo da potermi concentrare sui primi per poi divertirmi con i secondi
Il problema nel mio caso, avendo più tempo libero per la pensione e sentendo meno la stanchezza, è aver aumentato la frequenza e l'intensità.
Con questo ho compensato in parte il calo dovuto all'età. Quasi tutti i miei giri sono in solitaria, apprezzo andare in compagnia ma lo evito per carattere, quindi anche quando mi allenavo pensavo di divertirmi.
Posso dire che ora non mi alleno più. Ho passato la vita ad allenarmi per non so cosa, ora vado solo in bici. Apprezzando la cosa in sé.
Quest'anno mi sono anche fermato, diverse volte, a raccogliere le castagne, cosa impensabile tempo fa.
A volte mi scatta ancora l'odio quando mi superano in salita, ma sempre meno.
Il mio ormai è un continuo equilibrio tra il combattere la vecchiaia, che inevitabilmente avanza, e l'apprezzare i vantaggi che porta. E qualcuno ne porta.
Ora vado a cercare il libro di cui parli. Non lo conosco.
 

jacknipper

Diversamente scalatore
9 Febbraio 2013
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Colnago per la strada & Kona per il fango
Il problema nel mio caso, avendo più tempo libero per la pensione e sentendo meno la stanchezza, è aver aumentato la frequenza e l'intensità.
Con questo ho compensato in parte il calo dovuto all'età. Quasi tutti i miei giri sono in solitaria, apprezzo andare in compagnia ma lo evito per carattere, quindi anche quando mi allenavo pensavo di divertirmi.
Posso dire che ora non mi alleno più. Ho passato la vita ad allenarmi per non so cosa, ora vado solo in bici. Apprezzando la cosa in sé.
Quest'anno mi sono anche fermato, diverse volte, a raccogliere le castagne, cosa impensabile tempo fa.
A volte mi scatta ancora l'odio quando mi superano in salita, ma sempre meno.
Il mio ormai è un continuo equilibrio tra il combattere la vecchiaia, che inevitabilmente avanza, e l'apprezzare i vantaggi che porta. E qualcuno ne porta.
Ora vado a cercare il libro di cui parli. Non lo conosco.
ri-chiarisco .... io mi alleno perchè voglio poter dire "vado a fare lo stelvio\nivolet\salitachevolete" piuttosto che dover dire "mi piacerebbe fare lo stelvio\nivolet\salitachevolete"
o, in più piccolo, poter fare il Mottarone divertendomi piuttosto che arrancando
faccio 7-8 gf all'anno più per divertirmi con gli amici che altro: quest anno ho fatto solo la laigueglia andando veramente bene e, poi, mi sono fermato 25 minuti all'ultimo ristoro per chiudere la gara con un amico che era in difficoltà
ci sono uscite in cui passo più tempo a contemplare le montagne e a fare foto che a pedalare
mia moglie è un diesel, non si ferma mai neanche nelle salite più dure ma i cavalli sono quelli che sono, eppure le uscite con lei sono tra le mie preferite
per questo dicevo che (per me) è importante dividere gli allenamenti dalle altre uscite: mi concentro sugli allenamenti e mi diverto nelle uscite

ps: il libro è davvero illuminante, a tratti prolisso al limite del logorroico, in puro stile divulgativo americano, ma proprio per questo facilissimo da leggere ... scorre via, imprimendoti nella testa i punti chiave, anche se lo leggi senza l'attenzione che dovresti usare per testi scritti in modo più "tecnico" ... secondo me un must dopo i 50 anni qualsiasi visione uno abbia dell'andare in bici
 

lechuzo2008

Apprendista Velocista
24 Gennaio 2018
1.333
1.552
63
sassuolo
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colnago
Giro in bicicletta principalmente con amici con i quali andavo a scuola insieme, quindi che conosco e frequento da almeno quarant'anni
quindi " invecchiando " insieme , quasi non ci accorgiamo del passare dell'età , conosciamo benissimo i limiti l'uno dell'altro , e non ci sono grandi differenze tra di noi se non nei chilometri percorsi ( uno del gruppo da una decina di anni ha la media di 20.000 km tra bds e mtb ) e quindi , anche se ci dovesse essere un calo della prestazione personale, questa è come assorbita dall'altrettanto calo fisiologico dei partecipanti al gruppo, visto che abbiamo tutti la stessa età
gli sfottò sono all'ordine del giorno, lo scatto di uno viene sempre accompagnato dalla pernacchia di chi rimane dietro, oppure dal grido " ci vediamo al bar " , tappa immancabile a metà giro
per tutto il percorso non si fa altro che prendersi in giro oppure parlare male dei ns politicanti, fare uno ( falso ) scatto di dieci metri poi fermarsi facendo la ( finta ) faccia inkazzata perchè nessuno segue
venendo da una passione più che trentennale ma avendo fatto sempre insieme altri sport come calcio, calcetto e pallavolo, avevamo fino a 7/8 anni fa una media di 2.000/3.000 km annui, mentre adesso questa si è notevolmente alzata ( io quest'anno ne farò circa 9.500 ) e di conseguenza le prestazioni si sono oltremodo alzate di livello ( ci voleva poco ) con grandissima soddisfazione di tutti noi
 
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golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
35.031
26.296
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mia
non sono molto d'accordo, nel senso (naturalmente) che io la vedo n modo diverso
personalmente mi ritrovo molto nei consigli di Friel, il suo "Veloci e potenti dopo i 50 anni" dovrebbe essere reso obbligatorio per gli over 50, ma anche di altri, che spiega bene come con l'età non si debba abbassare l'intensità ma piuttosto la frequenza (sto semplificando al massimo, perdonatemi)
in buona sostanza mi trovo bene a fare ciò che ho sempre fatto, alzando molto spesso il ritmo, l'intensità, ma concedendomi pause, periodi di recupero, più lunghi, a non esagerare con uscite affaticanti ma poco allenanti (i classici lunghi invernali) e, soprattutto, a dividere bene gli allenamenti da altro (uscite con amici, con la moglie ecc) in modo da potermi concentrare sui primi per poi divertirmi con i secondi
Il libro ce l'ho ma ancora devo trovare il tempo per leggerlo.. ma purtroppo o per fortuna :-P non mi trovo d'accordo con la tua tesi o idea.. i lunghi saranno anche poco allenanti (da quando ;nonzo% che a me risulta il contrario) ma sono quelli che per ME risultano più piacevoli a livello godimento.. della prestazione in sè me ne può fregar na mazza se ci metto mezz'ora a fare una salita di 6 km oppure 40 minuti.. l'importante è che mi impegni a modo e mi diverta.. massacrarmi a oltre 60 anni no grazie ;-)
 
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Stato
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