D"accordo fino a Coltrane, meno su De André che trovo essere stato molto innovativo, sempre nel contesto del tempo e di ciò che aveva attorno. Non tecnicamente e strumentalmente, ovvio.
Fin dalle prime ballate semplici, (Marinella però è tra quelle che apprezzo di meno, forse perché diventò un tormentone e cover di vari altri...) le prime ballate anche ridanciane, tipo Carlo Martello ... per finire al disco Anime Salve, passando da Spoon River e altri. In particolare, anni 70, trovo che rese molto bene, con "via della povertà ", la "Desolation Row" di Bob Dylan, che oltre mezzo secolo fa fu per me oggetto di studi, meditazioni, riproduzione certosina a chitarra ed armonica...il mio inno contro (contro cosa, poi?). Trovo che la versione di André traduce e fa capire il senso dell' ermetico cantore di Duluth. Ma sono anche gusti personali, più che combattere le reciproche opinioni è mio intento testimoniare quei passaggi, tracce che non si possono ignorare. Poi De André non c'è da mo' e Dylan, 81enne, è irriconoscibile, sempre imho.