Il tutto mi riporta a mio padre.
Nel 1938 era in caserma a Novara e appena poteva con un ferrovecchio di bici risaliva a Romagnano per passare dai suoi e poi a Gattinara per vedere mia madre. E poi ritornava giù, strade sterrate e bici ovviamente senza cambio, anzi... i soldi scarsi imponevano la scelta del peggio, cioè di ciò che costava nulla.
Poi dal 46 al 60, con qualsiasi tempo anche con tanta neve, in bici, sempre un rottame che ben ricordo, da Gattinara alla Cartiera Burgo di Romagnano a lavorare, una vita che non avrei saputo affrontare né tollerare.
Solo nel 61 acquistò un motorino economico Santamaria, che gli alleviò le fatiche giornaliere.
La prima bici col cambio, 3v, la vidi io a 16 anni, 1967, Gerbi sport, che a metà del 1°anno di università caricai di valigia (c'era un portapacchi posteriore) e indossai anche un grosso zaino ....e pedalando me la portai giù, senza essere allenato mi sciroppai in 3h40m ben 100 km, una mattina di fine febbraio.
Con essa continuai fino al 1975, per tutta la durata dell'università a Pavia, e se pioveva, su un eskimo e via a pedalare i 4 km agli istituti di chimica 4 volte al giorno. Qualche volta un Pavia-Milano.
E adesso... si sbava per 12 v elettronico, carbonio, grammomanie... e si dimentica la forza della gioventù. Ormai... l'è andà...