Ciclisti over 50 (vol.3)

Bert5quant1

Etiamsi omnes, ego non
5 Ottobre 2018
6.823
11.422
75
Gattinara (Vercelli)
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Bici
1) acciaio 1989 no brand, scassata, 2) entry level alu no brand, 3) Bianchi infinito cv telaio 2016
Tuttavia io sono irritato dalla sempre maggiore incidenza della cronaca nera basata su pochi casi ricorrenti che abbiamo sui media soprattutto generalisti. Francamente, essere informato sulla revisione di un processo di 10 anni fa su fatti di quasi 20 anni fa, sia chiaro cosa importantissima per i protagonisti, per me non è così essenziale.
Qui siamo al puro e sfacciato sfruttamento della curiosità morbosa per tanti, o immedesimazione per altri, che alla fine punta solo alla conferma di una nutrita audience. Nuova idea che funziona e riempie una tv con idee sempre in degrado.
Ci fosse una share dello zerovirgola, da domani sarebbero cancellati.
Ma non succederà, anzi, questi eccessi di cronaca nera rivitalizzata ed aumentata hanno dieci, cento volte la potenza dei vari gf o isola dei fumosi (u intenzionale...)
E file di avvocati lieti di stare ore in tv... ma non hanno altro da fare?
 

SoftMachine

Maglia Iridata
10 Ottobre 2010
12.833
7.467
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Bici
Agente Bike
Imho, si esce da tutte le sindromi e bias vari, se non si diventa credenti o seguaci di un'idea che poi, incarnata profondamente in te (= tu impersonale), ti impedisce di leggere ed ascoltare altro, e soprattutto di capire le dimostrazioni di chi ne sa veramente, vedi vaccini, scie chimiche, mai stati sulla luna, terra piatta ecc...
Per me potrebbe anche dire la sua un terrapiattista, ma poi mi lasci dire la mia.
Se ad ogni argomentazione diversa tira giù la serranda dicendo "non mi interessa, come ben sappiamo la verità è questa" (esperienza personale), beh, può anche andare al diavolo.

Ma queste sono semplici sciocchezze finché rimangono diatribe tra privati mentre giustamente un medico o un giudice, per esempio, affetti dalla inflessibile testardaggine di un bias di conoscenza possono rovinare la vita di inconsapevoli innocenti.
Si, la tua analisi mi trova in accordo. Aggiungerei che, a mio parere, il punto centrale è questo: coloro i quali cadono in bias cognitivi o in convinzioni pseudoscientifiche non sono necessariamente “stupidi” ma, in modo ovvio, sopravvalutano la propria capacità di comprendere temi complessi senza possedere gli strumenti necessari per affrontarli davvero.
C’è anche un aspetto tipico della nostra epoca: molte persone che non hanno mai costruito una vera formazione culturale credono di poter colmare anni di studio attraverso un consumo rapido e superficiale di informazioni. L’accesso immediato a contenuti, articoli, video e discussioni online produce facilmente l’illusione della competenza: si scambia la familiarità con un argomento per la sua reale comprensione. Ma leggere qualcosa non significa padroneggiarla, così come accumulare nozioni sparse non equivale ad avere una struttura critica, un metodo o una preparazione solida.
Chi non ha attraversato questo percorso spesso sottovaluta enormemente la complessità del sapere e finisce per convincersi che bastino intuito, “buon senso” o qualche ricerca online per parlare con la stessa autorevolezza di chi ha dedicato anni a studiare una materia.
Aggiungi che, quando questa convinzione di autosufficienza impedisce di riconoscere l’autorevolezza e la competenza altrui, si finisce così per mettere sullo stesso piano l’esperienza personale, “la cultura della strada” o l’intuizione individuale, con il lavoro di chi ha dedicato la vita a uno specifico ambito di studio.
A quel punto il confronto diventa quasi impossibile: non perché manchi il diritto di esprimere opinioni diverse, ma perché viene meno la disponibilità ad ascoltare argomentazioni fondate, verificabili e supportate da conoscenze solide. E quando una persona rifiuta in partenza qualsiasi elemento che possa mettere in discussione la propria convinzione, il dialogo si trasforma in una semplice riaffermazione identitaria, non più in una ricerca della verità.
 

calmorr

Apprendista Scalatore
4 Novembre 2012
1.958
2.884
Quarteira
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Bici
Pinarello Dogma AK61/ FPQuattro/Villata inox
Si, la tua analisi mi trova in accordo. Aggiungerei che, a mio parere, il punto centrale è questo: coloro i quali cadono in bias cognitivi o in convinzioni pseudoscientifiche non sono necessariamente “stupidi” ma, in modo ovvio, sopravvalutano la propria capacità di comprendere temi complessi senza possedere gli strumenti necessari per affrontarli davvero.
C’è anche un aspetto tipico della nostra epoca: molte persone che non hanno mai costruito una vera formazione culturale credono di poter colmare anni di studio attraverso un consumo rapido e superficiale di informazioni. L’accesso immediato a contenuti, articoli, video e discussioni online produce facilmente l’illusione della competenza: si scambia la familiarità con un argomento per la sua reale comprensione. Ma leggere qualcosa non significa padroneggiarla, così come accumulare nozioni sparse non equivale ad avere una struttura critica, un metodo o una preparazione solida.
Chi non ha attraversato questo percorso spesso sottovaluta enormemente la complessità del sapere e finisce per convincersi che bastino intuito, “buon senso” o qualche ricerca online per parlare con la stessa autorevolezza di chi ha dedicato anni a studiare una materia.
Aggiungi che, quando questa convinzione di autosufficienza impedisce di riconoscere l’autorevolezza e la competenza altrui, si finisce così per mettere sullo stesso piano l’esperienza personale, “la cultura della strada” o l’intuizione individuale, con il lavoro di chi ha dedicato la vita a uno specifico ambito di studio.
A quel punto il confronto diventa quasi impossibile: non perché manchi il diritto di esprimere opinioni diverse, ma perché viene meno la disponibilità ad ascoltare argomentazioni fondate, verificabili e supportate da conoscenze solide. E quando una persona rifiuta in partenza qualsiasi elemento che possa mettere in discussione la propria convinzione, il dialogo si trasforma in una semplice riaffermazione identitaria, non più in una ricerca della verità.
Ipersemplificando mi sembra la ben nota sindrome della "testa dura" o della "coccia tosta" dovuta ad un mix di'ignoranza e supponenza che spesso sfocia in una nociva velleita' verbale su chat e discussioni on line
 

Bert5quant1

Etiamsi omnes, ego non
5 Ottobre 2018
6.823
11.422
75
Gattinara (Vercelli)
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Bici
1) acciaio 1989 no brand, scassata, 2) entry level alu no brand, 3) Bianchi infinito cv telaio 2016
.... il dialogo si trasforma in una semplice riaffermazione identitaria, non più in una ricerca della verità.
Non è per correggere la tua ultima frase, splendido compendio di quanto succede ovunque, ma per definire quello che vivo e percepisco in quel tipo di non confronto: "il non dialogo (da indisponibilità) si trasforma in negazione totale, in primis a sé stessi, della ricerca della verità"

La serranda a cui alludevo: quando ti dicono "non mi interessa, come ben sappiamo noi (profeti?) la verità è..."

E ormai da un pò di tempo desisto... non è una resa ma la constatazione dell'inutile.
 

Bert5quant1

Etiamsi omnes, ego non
5 Ottobre 2018
6.823
11.422
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Gattinara (Vercelli)
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Bici
1) acciaio 1989 no brand, scassata, 2) entry level alu no brand, 3) Bianchi infinito cv telaio 2016
Non solo acqua.. in città ha fatto peggio, io ero zona lago.

Spero non in bicicletta!
Non per nulla ho rimontato la rete antigrandine, un pò di ghiaccio fine ce lo ha mandato anche qui, senza danni, però non oggi, bensì 4 gg fa.
Oggi ha fatto bello! Però tira sempre un pò d'aria, tra i 10 e 20 km/h, non costante. Verso sera tutto calmo.
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
19.726
16.607
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Bici
Tecnotrat
Buongiorno,
ho dato una rapida occhiata saltando le cose che non mi interessano, riassumo brevemente il mio pensiero:
Gfondisti sotto la pioggia: lo sapevate e ogni volta ci cascate.
Freni disco e tubeless: m' importa una sega, uso quello che ho.
@golias in zona5 per "gli ultimi km"...... fossero anche solo 2 sai cosa significa stare in zona 5 ?

Non mi sembra ci sia altro di interessante. Buona giornata.
 

yagone64

Maglia Iridata
29 Settembre 2015
12.168
20.268
Elblag (Polonia)
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Factor Ostro Vam v2 Dura Ace Di2 11v, Carbonda CFR696 Shimano grx, BMC Roadmachine 02 Shimano 105 11
Buongiorno,
ho dato una rapida occhiata saltando le cose che non mi interessano, riassumo brevemente il mio pensiero:
Gfondisti sotto la pioggia: lo sapevate e ogni volta ci cascate.
Freni disco e tubeless: m' importa una sega, uso quello che ho.
@golias in zona5 per "gli ultimi km"...... fossero anche solo 2 sai cosa significa stare in zona 5 ?

Non mi sembra ci sia altro di interessante. Buona giornata.
Buongiorno a te Davide :-)xxxx di che zona 5 di parla? Se riferita alla potenza ci può stare,un po' meno per la zona cardio
 

bob1972

Apprendista Velocista
8 Maggio 2025
1.448
1.904
54
Moncalieri - TO
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Bici
In arrivo...
Buongiorno a te Davide :-)xxxx di che zona 5 di parla? Se riferita alla potenza ci può stare,un po' meno per la zona cardio
Stessa domanda che mi sono posto io!
Tuttavia, guardando i BPM delle sue zone cardio, per lui per andare in zona 5 basta superare i 137 di FC . Tutto sommato, abbastanza sostenibile. Ovviamente il tutto dipende dalla FCmax calcolata in base all'età.

Il tutto detto dal sottoscritto che inizia a morire quando supero i 140! Però per me si tratta di zona 3

Vedi mia classica uscita sul lungo: Io praticamente vivo in Z3, quella che i Pro definiscono come "Km spazzatura": troppo intensa per aumentare la resistenza di fondo e non sufficientemente intensa per migliorare gli sforzi anaerobici.
In pratica , serve a niente!
Ma io oltre i 140 fatico parecchio (non che sotto sia un fiore eh, ma se viaggio tra 120 e 130 li tengo per ore). 1000152881.png
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
19.726
16.607
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Bici
Tecnotrat
In realtà sono più di 4 minuti anche se nel mezzo c'è un lieve rifiato, se vuoi posto i grafici.
Vedi che sei sempre il solito piciu ? Quei grafici contano come il 2 di picche. In 4 minuti quanti km pensi di aver fatto ? Poi sono i minuti complessivi dell' uscita, sicuramente sparpagliati in un paio d' ore.
Sii onesto, soprattutto con te stesso, prendi una salitella di un paio di km al 4-5-6% e dopo un ottimo riscaldamento fattela tutta in zona 5 cardiaca....... per me non arrivi sù.
Buongiorno a te Davide :-)xxxx di che zona 5 di parla? Se riferita alla potenza ci può stare,un po' meno per la zona cardio
@golias si riferisce alle zone cardiache.
Stessa domanda che mi sono posto io!
Tuttavia, guardando i BPM delle sue zone cardio, per lui per andare in zona 5 basta superare i 137 di FC . Tutto sommato, abbastanza sostenibile. Ovviamente il tutto dipende dalla FCmax calcolata in base all'età.

Il tutto detto dal sottoscritto che inizia a morire quando supero i 140! Però per me si tratta di zona 3

Vedi mia classica uscita sul lungo: Io praticamente vivo in Z3, quella che i Pro definiscono come "Km spazzatura": troppo intensa per aumentare la resistenza di fondo e non sufficientemente intensa per migliorare gli sforzi anaerobici.
In pratica , serve a niente!
Ma io oltre i 140 fatico parecchio (non che sotto sia un fiore eh, ma se viaggio tra 120 e 130 li tengo per ore). Vedi l'allegato 519812
A me sembra che anche tu abbia le idee poco chiare e ti fai confondere da questi grafici che non servono ad una fava.
Ma chi lo ha detto che la Z3 o Medio sono km spazzatura ? Mah......

Mangio la crostata va...... oggi torno in sella anche se questa sarà una vera e propria settimana di riposo, poi domani arriva la sella nuova e non credo che azzeccherò la posizione alla prima uscita.
Poi sabato me ne andrò da solo in pianura o su percorso leggermente ondulato, ne ho proprio le palle piene di sti giri con le salite.
 

yagone64

Maglia Iridata
29 Settembre 2015
12.168
20.268
Elblag (Polonia)
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Factor Ostro Vam v2 Dura Ace Di2 11v, Carbonda CFR696 Shimano grx, BMC Roadmachine 02 Shimano 105 11
Stessa domanda che mi sono posto io!
Tuttavia, guardando i BPM delle sue zone cardio, per lui per andare in zona 5 basta superare i 137 di FC . Tutto sommato, abbastanza sostenibile. Ovviamente il tutto dipende dalla FCmax calcolata in base all'età.

Il tutto detto dal sottoscritto che inizia a morire quando supero i 140! Però per me si tratta di zona 3

Vedi mia classica uscita sul lungo: Io praticamente vivo in Z3, quella che i Pro definiscono come "Km spazzatura": troppo intensa per aumentare la resistenza di fondo e non sufficientemente intensa per migliorare gli sforzi anaerobici.
In pratica , serve a niente!
Ma io oltre i 140 fatico parecchio (non che sotto sia un fiore eh, ma se viaggio tra 120 e 130 li tengo per ore). Vedi l'allegato 519812
Ma no dai, la Z3 cardio è la zona più usata nelle gare, non la definirei proprio come zona spazzatura
 

loiety

Passista
8 Agosto 2007
3.986
4.140
Piemonte
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Ma no dai, la Z3 cardio è la zona più usata nelle gare, non la definirei proprio come zona spazzatura
E' un modo un po' estremo, di definirla, e si confondono quello che magari si fa sui rulli quando si cerca di massimizzare un'ora e quanto poi si fa sul campo. E' chiaro che se tu fai un allenamento sui rulli flash la z3 potrebbe non avere molto senso, perlomeno se non la unisci ad altro, ma in un giro normale, ovvio che serve.
 

Redbaron69

Passista
26 Settembre 2018
4.461
6.559
56
Pinerolo
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Bici
Bianchi OLTRE PRO
Si, il fatto di avere tutto in un ecosistema unico mi piace parecchio. In effetti uso un orologio aeronautico Garmin e ho Glass cockpit Garmin in aereo dunque avrei tutte le attività in un unico posto (perchè volendo, Fly Garmin copia le attività di volo su Connect). Pero’ non è fondamentale.
Per me è stato il motivo scatenante, l'unicità del sistema a parte il sw che è molto meglio, rullo, orologio e computerino stessa marca per cui anche per altri motivi unico sw mi gestisce tutti i dati.
Per Bob sono contento per la durata del tuo 1040, il mio per quel motivo dura veramente poco, giro di 4 ore arrivo con un 20% di carica, non so se è il misuratore di potenza che lo consuma ma rispetto al Bryton un altro mondo.
 
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golias

Factotum :-)
28 Marzo 2018
35.042
26.301
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Bici
mia
Vedi che sei sempre il solito piciu ? Quei grafici contano come il 2 di picche. In 4 minuti quanti km pensi di aver fatto ? Poi sono i minuti complessivi dell' uscita, sicuramente sparpagliati in un paio d' ore.
Ma tu ci vedi bene ?
Okay che i grafici non ti piacciono ma è lì da vedere, in pratica, se non a fine giro, non sono mai andato in z5 come invece è successo negli ultimi 10-12 minuti o ultimi 4-5 km quasi tutti in salita (ho postato bell'apposta anche il grafico altimetrico)
E Comunque non è per vantarmi o farmi bello che ho scritto che sono andato in z5.. ma solo perchè stavo congelando e l'unico modo per evitare l'ipotermia era quello.. daltronde è uno sport di merda (cit.) e neppure i boccettini -quelli lunghi- servono :-P
 
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loiety

Passista
8 Agosto 2007
3.986
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Piemonte
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Si, la tua analisi mi trova in accordo. Aggiungerei che, a mio parere, il punto centrale è questo: coloro i quali cadono in bias cognitivi o in convinzioni pseudoscientifiche non sono necessariamente “stupidi” ma, in modo ovvio, sopravvalutano la propria capacità di comprendere temi complessi senza possedere gli strumenti necessari per affrontarli davvero.
C’è anche un aspetto tipico della nostra epoca: molte persone che non hanno mai costruito una vera formazione culturale credono di poter colmare anni di studio attraverso un consumo rapido e superficiale di informazioni. L’accesso immediato a contenuti, articoli, video e discussioni online produce facilmente l’illusione della competenza: si scambia la familiarità con un argomento per la sua reale comprensione. Ma leggere qualcosa non significa padroneggiarla, così come accumulare nozioni sparse non equivale ad avere una struttura critica, un metodo o una preparazione solida.
Chi non ha attraversato questo percorso spesso sottovaluta enormemente la complessità del sapere e finisce per convincersi che bastino intuito, “buon senso” o qualche ricerca online per parlare con la stessa autorevolezza di chi ha dedicato anni a studiare una materia.
Aggiungi che, quando questa convinzione di autosufficienza impedisce di riconoscere l’autorevolezza e la competenza altrui, si finisce così per mettere sullo stesso piano l’esperienza personale, “la cultura della strada” o l’intuizione individuale, con il lavoro di chi ha dedicato la vita a uno specifico ambito di studio.
A quel punto il confronto diventa quasi impossibile: non perché manchi il diritto di esprimere opinioni diverse, ma perché viene meno la disponibilità ad ascoltare argomentazioni fondate, verificabili e supportate da conoscenze solide. E quando una persona rifiuta in partenza qualsiasi elemento che possa mettere in discussione la propria convinzione, il dialogo si trasforma in una semplice riaffermazione identitaria, non più in una ricerca della verità.
Si e no. I bias sono diversi e possono colpire tutti anche i molto esperti. Il bias di conferma colpisce molto anche i ricercatori e li rende ciechi, non fa loro vedere cose che sembrerebbero evidenti. Sono innumerevoli i casi di bias di conferma di quel tipo. Non per nulla che in medicina gli esperimenti si fanno in doppio cieco, per allontanare il più possibile il bias di conferma.
Se uno lavora inc erti campi deve avere coscienza di come lavorino i bias e sapere di esserne sempre ed in ogni momento potenziale vittima, anche se coscienzioso e meticoloso..
Poi invece, il meccanismo che descrivi tu è diffusissimo.