Ciclo Mercato

jascin 12

Apprendista Scalatore
18 Ottobre 2007
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imperia
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Bici
Colnago C60
Savoldelli: "Bici addio
La sofferenza pesa"


Lascia a fine stagione: "Quando correvo con Bugno e Indurain mi sembrava di essere al cinema, avevo il terrore di farli cadere. Io sempre con i piedi per terra, mai avuto bisogno di tatuaggi e veline"
2221382--346x212.jpg
Paolo Savoldelli (35 anni) davanti a Danilo Di Luca durante l'ultimo Giro d'Italia. Reuters

BREST (Francia), 4 luglio 2008 - Penultima tappa del Giro d’Italia: quella del Gavia, del Mortirolo e dell’Aprica. Quando vede il cartello -3 km dall’Aprica, a Paolo Savoldelli viene da dirsi: "Dai che è l’ultimo gran premio della montagna che faccio". E al traguardo arriva più sereno. Poi cercano di fargli cambiare idea, soprattutto Fabio Bordonali. Il suo team manager lo implora di aspettare, di pensarci, di ripensarci. Savoldelli aspetta, ci pensa, ma non ci ripensa. Ha deciso: a fine 2008 smette di correre.
Savoldelli, perché?
"Perché ho cominciato ad andare in bici a 8 anni, e a correre a 14, e continuo a girare, divertirmi, soffrire eppure essere contento di questa sofferenza. Come se la sofferenza fosse una regola. Ma tutto questo oggi lo faccio con qualche pensiero. E i pensieri pesano. Soprattutto in bici".
Che cos’era il ciclismo?
"Da bambino era grandi fughe e grandi salite, era sogno e fantasia, era mio zio che mi scortò in bici sul Gavia quando la strada era ancora stretta e sterrata, era mio padre che mi parlava di Merckx e Moser, era il Giro con la vittoria di Visentini e poi con la sua sconfitta per "colpa" di Roche, erano i pomeriggi davanti alla tv con le parole di De Zan".
Poi da professionista?
"Era l’epoca di Rominger e Indurain, Bugno e Pantani. Quando mi sono trovato in gruppo, con loro, mi sembrava di essere al cinema. Ero ossessionato da un dubbio: pensa se li faccio cadere".
Che ciclismo lascia?
"Uno sport ancora meraviglioso, ma senza più una sua identità. Oggi tutto è comandato dalla federazione internazionale e da quelle nazionali, dagli organizzatori e dai gruppi sportivi.I corridori sono quelli che contano di meno. Si va alla ricerca dello spettacolo".
Il momento più bello?
"Il Giro 2005. Avevo vinto quello del 2002, poi tre incidenti mi hanno spedito k.o. Potevo smettere, ho tenuto duro. E ce l’ho fatta anche senza squadra in salita".
Da gregario a capitano, da capitano a gregario.
"Gregario di Cipollini. Corridori come Scirea, Calcaterra e Fagnini mi hanno insegnato il mestiere. Altro che radioline. Ho rifatto il gregario a Lance Armstrong. Costruito per vincere, in qualsiasi sport. Anche in canoa o su un bob".
Savoldelli, lei è anche quello del 49,9.
"Giro 1999, Madonna di Campiglio, controllato nella stanza di Martinelli: hanno detto e scritto 50,9, poi tolto 1 punto come da regolamento, dunque 49,9, cioè un filo sotto il limite del 50% di ematocrito. Ma non era vero: avevo 48,9, e senza togliere 1 punto. Normalmente avevo 46-47, ma si veniva da tappe di montagna, ed eravamo disidratati. Ho un rimpianto: non aver chiesto di fare un altro esame. Avrebbe potuto dimostrare che quella macchina era tarata male".
Ha più dato o ricevuto?
"Si dà e si riceve. Al Colle delle Finestre ho dato l’anima, ma ho ricevuto un Giro. Il ciclismo mi ha dato carattere, spirito e coraggio, e la capacità di accettare le cose come vanno".
Più corridore che personaggio: vero?
"A 11 anni andavo in cantiere con mio padre, poi la mattina pedalavo e il pomeriggio lavoravo. Sarà dei bergamaschi, ma siamo semplici e con i piedi per terra. Mai avuto bisogno di tatuaggi e veline".
E adesso?
"Da domani al 13Giro dell’Austria. Poi un bel finale di stagione, magari con il Mondiale crono: mai fatto. Sarebbe bello chiudere debuttando".
dal nostro inviato
Marco Pastonesi
 

crock

Ammiraglia
16 Aprile 2004
23.560
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Lomaniga
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giù il cappello, davanti al falco. Parole che nascondono amore, per lo sport e per il suo lavoro.

Non mi sarei aspettato di leggere l'ultima frase, che significa molto di più, sui fatti di madonna di campiglio...
 

golden boy

Apprendista Scalatore
25 Maggio 2008
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montichiari-magasa
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Bici
75% de fer! e 25% de plastica!
mi spiace ,ma lo capisco.....e' uno che ha sempre parlato poco e con cognizione,non solo per dare aria alla bocca!ha vinto tanto,ha dato spettacolo in discesa e ha portato la sua immagine seria in gruppo.....e oltretutto e' anche mio "classe":mrgreen::mrgreen:.....ciao paolo,anzi arrivederci magari come telecronista!
 

lupo solitario

Ammiraglia
3 Febbraio 2008
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Bici
Quelle che testo.
Savoldelli: "Bici addio
La sofferenza pesa"


Lascia a fine stagione: "Quando correvo con Bugno e Indurain mi sembrava di essere al cinema, avevo il terrore di farli cadere. Io sempre con i piedi per terra, mai avuto bisogno di tatuaggi e veline"
2221382--346x212.jpg
Paolo Savoldelli (35 anni) davanti a Danilo Di Luca durante l'ultimo Giro d'Italia. Reuters

BREST (Francia), 4 luglio 2008 - Penultima tappa del Giro d’Italia: quella del Gavia, del Mortirolo e dell’Aprica. Quando vede il cartello -3 km dall’Aprica, a Paolo Savoldelli viene da dirsi: "Dai che è l’ultimo gran premio della montagna che faccio". E al traguardo arriva più sereno. Poi cercano di fargli cambiare idea, soprattutto Fabio Bordonali. Il suo team manager lo implora di aspettare, di pensarci, di ripensarci. Savoldelli aspetta, ci pensa, ma non ci ripensa. Ha deciso: a fine 2008 smette di correre.
Savoldelli, perché?
"Perché ho cominciato ad andare in bici a 8 anni, e a correre a 14, e continuo a girare, divertirmi, soffrire eppure essere contento di questa sofferenza. Come se la sofferenza fosse una regola. Ma tutto questo oggi lo faccio con qualche pensiero. E i pensieri pesano. Soprattutto in bici".
Che cos’era il ciclismo?
"Da bambino era grandi fughe e grandi salite, era sogno e fantasia, era mio zio che mi scortò in bici sul Gavia quando la strada era ancora stretta e sterrata, era mio padre che mi parlava di Merckx e Moser, era il Giro con la vittoria di Visentini e poi con la sua sconfitta per "colpa" di Roche, erano i pomeriggi davanti alla tv con le parole di De Zan".
Poi da professionista?
"Era l’epoca di Rominger e Indurain, Bugno e Pantani. Quando mi sono trovato in gruppo, con loro, mi sembrava di essere al cinema. Ero ossessionato da un dubbio: pensa se li faccio cadere".
Che ciclismo lascia?
"Uno sport ancora meraviglioso, ma senza più una sua identità. Oggi tutto è comandato dalla federazione internazionale e da quelle nazionali, dagli organizzatori e dai gruppi sportivi.I corridori sono quelli che contano di meno. Si va alla ricerca dello spettacolo".
Il momento più bello?
"Il Giro 2005. Avevo vinto quello del 2002, poi tre incidenti mi hanno spedito k.o. Potevo smettere, ho tenuto duro. E ce l’ho fatta anche senza squadra in salita".
Da gregario a capitano, da capitano a gregario.
"Gregario di Cipollini. Corridori come Scirea, Calcaterra e Fagnini mi hanno insegnato il mestiere. Altro che radioline. Ho rifatto il gregario a Lance Armstrong. Costruito per vincere, in qualsiasi sport. Anche in canoa o su un bob".
Savoldelli, lei è anche quello del 49,9.
"Giro 1999, Madonna di Campiglio, controllato nella stanza di Martinelli: hanno detto e scritto 50,9, poi tolto 1 punto come da regolamento, dunque 49,9, cioè un filo sotto il limite del 50% di ematocrito. Ma non era vero: avevo 48,9, e senza togliere 1 punto. Normalmente avevo 46-47, ma si veniva da tappe di montagna, ed eravamo disidratati. Ho un rimpianto: non aver chiesto di fare un altro esame. Avrebbe potuto dimostrare che quella macchina era tarata male".
Ha più dato o ricevuto?
"Si dà e si riceve. Al Colle delle Finestre ho dato l’anima, ma ho ricevuto un Giro. Il ciclismo mi ha dato carattere, spirito e coraggio, e la capacità di accettare le cose come vanno".
Più corridore che personaggio: vero?
"A 11 anni andavo in cantiere con mio padre, poi la mattina pedalavo e il pomeriggio lavoravo. Sarà dei bergamaschi, ma siamo semplici e con i piedi per terra. Mai avuto bisogno di tatuaggi e veline".
E adesso?
"Da domani al 13Giro dell’Austria. Poi un bel finale di stagione, magari con il Mondiale crono: mai fatto. Sarebbe bello chiudere debuttando".
dal nostro inviato
Marco Pastonesi

Auguri per il suo futuro...è stato un grande campione.
 

ilmarco84

Apprendista Scalatore
15 Gennaio 2008
2.404
29
Brescia
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Bici
Tarmac s-works sl5
Sono dispiaciuto, Savoldelli è un corridfore che inserisco nel mio pantheon, grazie anche alle sue gesta ho iniziato ad amare il ciclismo e in camera mia ho 2 sue foto con dedica che fanno compagnia ad una piccola immagine del pirata.

Ciao Falco.
 

crock

Ammiraglia
16 Aprile 2004
23.560
207
Lomaniga
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in che senso? non capisco a cosa ti riferisci...

Mi dispiace molto...se ne va un corridore vero!! un esempio di semplicità professionalità e umiltà!

Normalmente avevo 46-47, ma si veniva da tappe di montagna, ed eravamo disidratati. Ho un rimpianto: non aver chiesto di fare un altro esame. Avrebbe potuto dimostrare che quella macchina era tarata male".

Savoldelli non ha mai nascosto di essere stato vicino a Pantani in quei momenti ("per me pantani è pulito, questa maglia non la indosso"), questa frase l'ha detta pensando che una sua controanalisi avrebbe potuto invalidare anche il test effettuato al pirata.
 
P

pirata_Sempre

Guest
Savoldelli non ha mai nascosto di essere stato vicino a Pantani in quei momenti ("per me pantani è pulito, questa maglia non la indosso"), questa frase l'ha detta pensando che una sua controanalisi avrebbe potuto invalidare anche il test effettuato al pirata.

Quel gesto è stato un gesto da grande Uomo per il quale ha ottenuto il mio rispetto e la mia infinita stima...

Il gruppo perde una grande Persona e un grande atleta.

Un grandissimo in bocca al lupo al Falco per la sua vita senza il ciclismo professionistico!
 

giumbi#babio

Velocista
15 Novembre 2004
5.283
5
62
SIENA
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Savoldelli: "Bici addio
La sofferenza pesa"


Lascia a fine stagione: "Quando correvo con Bugno e Indurain mi sembrava di essere al cinema, avevo il terrore di farli cadere. Io sempre con i piedi per terra, mai avuto bisogno di tatuaggi e veline"

Un grande, sempre !
Io ricordo quando ad inizio carriera lo sfottevano perchè non voleva buttare i soldi per comprare il telefonino.
Se penso a certi " personaggi " di oggi, ossigenati, orecchinati...:bua:
Chapeau, Paolo !
 

rufus

Pignone
21 Maggio 2008
140
0
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Emanuele Sella rinnova il contratto con il team di Reverberi fino a tutto il 2011,con lui rinnovano il contratto di sponsorizzazione, sia la CSF group che Colnago...con il chiaro intento l anno prossimo di puntare sul giro d italia.