Ciclovia VenTo

ottomilainsù

Pignone
24 Luglio 2011
147
12
Arsiè
Bici
alcune...
Per essere più chiaro porto l'esempio del giro del Lago d'Iseo, che per quanto breve rende il concetto. In qualche ora ci si gode l'intero lago e ci si ritrova alla macchina senza avere nessun problema di rientro. L'altro caso è l'itinerario Peschiera Mantova, la cui segnaletica va e vien dalla sponda del fiume con lunghi tratti asfaltati privi di senso turistico, ed a volta si perdono le traccie. Una volta arrivato a Mantova l'itinerario è consumato. Per rientrare al punto di partenza mi ci vuole un viaggio ad hoc in bici o con un altro veicolo. Evitare questa impostazione è molto, nel rapporto tempo-benefici, anche se capisco non sia possibile in tutti i casi, ma bisogna pur cercarle delle soluzioni adatte a utilizzare al meglio tutto il tempo trascorso in bicicletta. Si nota invece che nella mente dell'architetto della ciclabile c'è l'impresa di collegare due nomi importanti e non la vera esperienza cicloturistica, che tu "popolo", subirai in quanto tale ed io perpetuerò in quanto intoccabile, unico motivo, oltre quello economico, per cui lo faccio e mi ci spippiolo nel quartiere. Sono tradizioni che hanno delle ragioni storiche, ma sono troppo lontane dai sistemi di progettazione contemporanea, dove il ventaglio dei bisogni dei destinatari è al centro dell'attenzione. Niente che non sia osservabile, dove tutto è discutibile.

Quella evidenziata è l'idea di creare un percorso continuo, in perfetta linea con quelli già esistenti nel resto d'Europa.
Se permetti, le considerazioni retoriche lasciano (in me) il tempo che trovano.
Tanti anellini chiusi non servono a niente, se non a quello che arriva con la propria automobile, fa il giretto e torna indietro.
Questo non è il cicloturista medio, è il pensiero del "ciclista" della domenica che vuole la pistina ciclabile che faccia il giro a suo uso e consumo.
Mentre il cicloturista vero magari arriva con il treno, parte da Torino e dopo una decina di giorni arriva a Venezia, ripiglia il treno e torna a casa.
Ma tu, in giro per l'Europa, ci sei mai andato con la bici e i bagagli?
Io si, dal lontano 1998 ho saltato solo qualche anno.
Ero a Dresda nel 2007, conversando con altri cicloturisti bavaresi incontrati lungo l'Elba, raccontavo di dove ero: Belluno, tra Dolomiti e Venezia, per farmi capire.
Ahhh... wunderbar! e mi chiedevano se dal Brennero c'era modo di scendere a Venezia lungo la valle dell'Adige e la Valsugana.
Io mi vergognavo a dir loro che era impossibile, c'era qualche pezzettino ma un itinerario continuo, segnalato e lontano dalle strade trafficate, ahimè, non esisteva ancora.
Meno chiacchiere, più concretezza.
Sennò ci giochiamo pure questo genere di turismo, che a differenza delle megacrociere porta lavoro anche e soprattutto nei meravigliosi paesini che abbiamo.
 

CONTERALLY

Pignone
5 Febbraio 2012
201
4
Castenedolo BS
blog.libero.it
Bici
Bianchi - citybike
ottomilainsù;4250343 ha scritto:
Quella evidenziata è l'idea di creare un percorso continuo, in perfetta linea con quelli già esistenti nel resto d'Europa.
Se permetti, le considerazioni retoriche lasciano (in me) il tempo che trovano.
Tanti anellini chiusi non servono a niente, se non a quello che arriva con la propria automobile, fa il giretto e torna indietro.
Questo non è il cicloturista medio, è il pensiero del "ciclista" della domenica che vuole la pistina ciclabile che faccia il giro a suo uso e consumo.
Mentre il cicloturista vero magari arriva con il treno, parte da Torino e dopo una decina di giorni arriva a Venezia, ripiglia il treno e torna a casa.
Ma tu, in giro per l'Europa, ci sei mai andato con la bici e i bagagli?
Io si, dal lontano 1998 ho saltato solo qualche anno.
Ero a Dresda nel 2007, conversando con altri cicloturisti bavaresi incontrati lungo l'Elba, raccontavo di dove ero: Belluno, tra Dolomiti e Venezia, per farmi capire.
Ahhh... wunderbar! e mi chiedevano se dal Brennero c'era modo di scendere a Venezia lungo la valle dell'Adige e la Valsugana.
Io mi vergognavo a dir loro che era impossibile, c'era qualche pezzettino ma un itinerario continuo, segnalato e lontano dalle strade trafficate, ahimè, non esisteva ancora.
Meno chiacchiere, più concretezza.
Sennò ci giochiamo pure questo genere di turismo, che a differenza delle megacrociere porta lavoro anche e soprattutto nei meravigliosi paesini che abbiamo.

Chiaro, lungo e ben disteso. Affermazioni condivisibili, rispetto all'istanza del cicloturista storico, che cresce in modo direttamente proporzionale, ai timbri sul passaporto ed ai dislivelli che supera carico come una pick up. Giustamente fiero, non vieto, ma sulla molteplicità di percorsi, e livelli di difficoltà, che bisogna affrontare il discorso rientra più propriamente nell'extreme e fu mia cura calmare giovani e fragili menti, facili preda di sentimenti avventurosi, indicando un ottimo ciclomotore, come mezzo di locomozione ideale a scopi tourer e di usare ogni prudenza dove sole, fatica, maltempo, strade trafficate, mettevano in serio pericolo la propria ed altrui incolumità. Ho invitato ad immaginare di osservare l'Appennino dalle pianure attigue, rispettivamente da una bici e da un ciclomotore e facendo presente, che, a scopo turistico, il primo guardava l'inferno ed il secondo il paradiso. Non ho mentito. A seguito di queste, pur critiche e parziali conclusioni, poichè ad ognuno resta la propria scelta purchè lucida e consapevole, la sagoma del cicloturismo così ritagliata, respira in ambiti più umani e molto meno rischiosi, dove è possibile ed auspicabile avere più servizi. Chiaro che sono prospettive diverse, ma non basta per escluderne le rispettive valenze, almeno altrettanto serie quanto serene. I cartelli di segnalazione ed i percorsi di rientro possono mancare in entrambi i casi al di la del chilometraggio che si intende consumare. Non dico di più e spero di aver messo sufficientemente a fuoco l'oggetto della mia critica, legato ad una insufficiente cura, nell'ingegneria, nella verifica e nella manutenzione del percorsi ciclabili. Cose già note che in questa occasione vale la pena tirare fuori, per evitarne in futuro.
 
Ultima modifica:

gabr74

Cronoman
26 Ottobre 2014
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Torino
Bici
Trek + Decathlon SuperSport
Caspita... un post del 2013... io vorrei fare TO-Ven quest'estate...
... riapriamo questo post?
Chi l'ha VenTO di recente?

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