Caro Cyboraf, ero d'accordo con quanto hai scritto prima ma non su questo post.
A me piacevano un sacco ma proprio tanto le auto con i freni a tamburo ma mi hanno "imposto" di prenderla con i dischi perché freni a tamburo non se ne trovano più…
E il freno a tamburo funzionava benissimo e io mica faccio le gare in discesa e con l'auto vado solo a lavoro. Mica sono un pilota!
Il tuo discorso non ha senso.
Nessuno obbliga nessuno a comprare una bici disc,
ruote con canali da 21 o cambio elettronico.
Si può tranquillamente continuare ad utilizzare la propria specialissima con
copertoni da 23 mm, super leggera e con i caliper.
Ma la tecnica va avanti e le case costruttrici la seguono.
Ora si da priorità alla "sicurezza",alla "frenata" ,alla "aerodinamica" a discapito della leggerezza estrema.
I produttori non sono onlus e sono sul mercato
solo per vendere.
Chiunque produce qualcosa spera subito dopo di vedere quel qualcosa leggermente cambiato, aggiornato o anche solo modificato.
In più producendo telai per un solo tipo di impianto frenante non bisogna tenere gli stampi per diverse forcelle e telai, produrre costa meno e i guadagni aumentano.
Vale per tutto, non capisco la pretesa di voler tenere un sistema frenante che, piaccia o non piaccia, è superato.
Superato non significa inutilizzabile: vuol dire che è meno prestazionale e le case che si vantano di migliorare del 0,0056 % la rigidità e del 0,000789% la resistenza al vento non si fanno certo sfuggire una delle poche e vere modifiche funzionali delle bici da corsa degli ultimi anni.
Chi voleva (ma ancora vuole) cambiare la propria bici per passare al disco lo può fare, ma subito se vuole tenere un minimo in valore dell'usato.
Ma sono almeno 3 anni che si parla di questa "rivoluzione" basta muoversi per tempo o si può tenersi la propria bici tradizionale e godersela.