si si, c'è solo da mettersi d'accordo su quale sia il punto; io non ne stavo facendo una questione di salti...il discorso di passare dal 23 al 26 anzichè al 25 non mi crea problemi, anzi io ho una teoria a riguardo, ma ne riparlo in chiusura di commento.Però questo è quello che ho sempre sottolineato io...
con 23-26 (13%) hai fatto un tempo migliore rispetto a 23-25 (8%) ed è quello che cerco di spiegare io, il salto più grande non ti ha infastidito, ben peggio non avere un rapporto corto a sufficienza, li si che volano i secondi.
Tutto qua.
E siccome spesso e volentieri esco e non so dove vado a finire
Tengo sulle ruote estive fisso l'11x32 e di sosprese non ne ho mai ed i salti li gestisco perchè non eccessivi ed appunto li sfrutto anche per imparare a variare le cadenze.
Questo non significa che lo voglio imporre anche a voi, ci mancherebbe.![]()
quello su cui volevo porre l'attenzione era piuttosto il fatto di utilizzare un rapporto il più "preciso" possibile.
un 26 rispetto a un 25 ha uno sviluppo inferiore di un 3,5% e dunque a pari velocità una rpm di circa 3 rpm in più...un nonnulla, direbbe qualche altro utente, ma per me invece ha avuto in quella circostanza una rilevanza notevole, e siccome non si finisce mai di imparare andando in bici e soprattutto non si finisce mai di conoscere se stessi (anche perchè poi si cambia, inevitabilmente) nonostante la mia età ed esperienza ho fatto tesoro di quella uscita particolare, e da quella volta affronterò quella salita memore delle condizioni in cui ho avuto la resa migliore.
poi magari, che so...fra due anni dovrò usare il 27, non so...vedremo.
una "morale" potrebbe essere: <<in bici..."mai fossilizzarsi".>>

quanto alla teoria sui salti in finale di scala, cui facevo cenno prima, io mi sono fatto la seguente convinzione, che ovviamente vale per me, ma hai visto mai che esponendola, qualcun'altro trovi un riscontro e l'adotti.
in sostanza dal 21 o 22 in su i salti di 3 denti e più sono più corretti che non quelli di 2 che io trovo dispersivi.
ho riscontrato che se faccio una salita che mi chiede di usare il 22 (per fare un esempio) il più delle volte il passaggio al 24 mi risulta insipido, in caso di aumento della pendenza (o anche di semplice allegerimento).
sembra una contraddizione rispetto a quanto detto prima riguardo al singolo dente nel passaggio 26>26 ma a ben interpretare non lo è, perchè qui si tratta di ADOTTARE una scala che risulta armoniosa, per le mie gambe, nella maggior parte delle occasioni possibile, lì invece parlavo di una circostanza SPECIFICA.
infatti ho adottato da tempo un pacco personalizzato con finale 22\25\28 a cui in caso di necessità aggiungo un 32 di chiusura.
sono arrivato a questa scelta proprio utilizzando occasionalmente un 11\32 che appunto finisce con 16-18-20-22-25-28-32 e con cui mi sono trovato a mio agio su tutte le salite su cui vado più spesso, ma anche nei vallonati etc.
da allora ho cominciato a usare questa scala su quasi tutti i miei pacchi pignoni e ho trovato la pace dei sensi.
quindi adesso prevalentemente esco di
11-12-13-14-15-16-18-20-22-25-28
siccome non sopporto il salto 14>16 (il 15 lo uso molto in gruppo in combinazione col 52) quando devo montare il 32 parto dal 12.
poi a volte, come in questo periodo, faccio 12-13-14-15-16-17-18-20-22-25-28.
in estate uso spesso 52\34 con 11-12-13-14-15-17-19-21-24-27-30 e mi trovo bene.
ma mi trovo meglio con 12-13-14-15-16-18-20-22-24-27-30.
in sostanza, cari amici del forum, si tratta di OTTIMIZZAZIONI che ognuno fa col tempo e con l'esperienza e persino in base ai momenti di forma o meno.
per me in bici i dogmi non esistono, ma la precisione mi piace e quindi la ricerco a costo di sembrare "furio" di verdone...



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ahahahah, non mi sono nemmeno accorto di aver risposto ad un thread avviato DUE anni fa! 

