con il freddo si va meno forte

stambecco

Maglia Gialla
14 Giugno 2005
11.025
4.424
cane sciolto
Visita sito
Bici
si
Sei come le lucertole...


in effetti.....forse ho sbagliato nick ;nonzo% :mrgreen:

quando esco in piena estate non ho nessun tipo di problema, anzi anche nelle ore calde mi sento molto a mio agio, è piacevolissima l'aria calda addosso, sento proprio il fisico sciolto e rilassato.... certo bevo litri e litri di acqua (anche 3,5 in 4 ore) ogni fontanella è la mia :-)

adesso invece :wacko: ....mi sà che tutto il sangue l'organismo se lo trattiene per mantenere la temperatura degli organi vitali perchè braccia e gambe sono dure come legni
 

Rag. Addict

Apprendista Cronoman
19 Giugno 2006
3.546
79
Milàn
Visita sito
Bici
bi emme scì
in effetti.....forse ho sbagliato nick ;nonzo% :mrgreen:

quando esco in piena estate non ho nessun tipo di problema, anzi anche nelle ore calde mi sento molto a mio agio, è piacevolissima l'aria calda addosso, sento proprio il fisico sciolto e rilassato.... certo bevo litri e litri di acqua (anche 3,5 in 4 ore) ogni fontanella è la mia :-)

adesso invece :wacko: ....mi sà che tutto il sangue l'organismo se lo trattiene per mantenere la temperatura degli organi vitali perchè braccia e gambe sono dure come legni

io sono l'esatto contrario di te, rendo molto di più con le temperature basse e d'estate mi piace uscire presto per non finire bollito intorno alle 13, anche nelle GF preferisco gare tipo la Gimondi che parte alle 7,30, anche se i primi di maggio, piuttosto che la Colnago dove alle 9 eravamo ancora fermi.
tornando on-topic penso che bisogna distinguere che temperature intendiamo per fredde! questo week-end, sono di Milano, sono uscito con temperature superiori a 10° e se ben coperti non credo che influisca in negativo sulla prestazione, sicuramente più ci si avvicina a 0° più dimunisce la capacità respiratoria e motoria.
 

rossifumi

Maglia Iridata
9 Novembre 2005
12.138
30
Triangolo Lariano
Visita sito
Bici
Cannondale SuperSix EVO
I PRIMI FREDDI ED IL CALO DI RENDIMENTO

Come intervenire con una corretta alimentazione
snow-thumb.jpg
Il ciclista di un certo livello sa bene che, se vorrà ottenere risultati importanti o quantomeno soddisfacenti, non dovrà tralasciare la preparazione invernale. L’inverno “atletico” è caratterizzato da sedute di training in palestra con l’obiettivo di incrementare la forza ed anche la condizione atletica generale. Per una preparazione completa la palestra non è però sufficiente, e dovrà essere intervallata anche da sessioni di allenamento outdoor.
Freddo: mettere a punto la carburazione
Molti di voi avranno sperimentato un curioso fenomeno: quando arrivano i primi freddi il nostro organismo, nelle sessioni outdoor, sembra proprio che fatichi a seguire quelli che sono i nostri propositi.
Quando il nostro corpo è esposto ai primi freddi più intensi è come se dovesse adattare la propria “carburazione”, ed il risultato finale è che si stanca più rapidamente ed in taluni casi rende anche meno.
Cosa succede?
In pratica il freddo incrementa l’utilizzo dei carboidrati, ovvero incide significativamente sul metabolismo del glicogeno muscolare. Il risultato globale è che si ottiene così una riduzione dei depositi di glicogeno nel muscolo e ciò comporta un’insorgenza precoce del senso di fatica.
Quale è il motivo?
La risposta è complessa, ma posiamo semplificarla analizzando tre parametri fondamentali che incidono in questo quadro.
1. I primi freddi portano ad un riassestamento dello status ormonale e ciò comporta un incremento della glicogenolisi muscolare.
2. I nostri muscoli, quando sono esposti al freddo, vanno incontro ad una ridotta capacità ossidativa, con conseguente minor efficienza nell’utilizzo dei lipidi di riserva, ciò comporta necessariamente un aumento dell’utilizzo delle scorte di glicogeno.
3. Infine, ma non meno importante, c’è la termogenesi, ovvero un extra-consumo calorico dovuto alla necessità del corpo di mantenere costante la propria temperatura. Quando fuori è molto freddo questo terzo fattore incide sensibilmente.
Questo quadro è già piuttosto complicato, ma esistono fattori che possono contribuire a renderlo ancora più complesso. Se ad esempio l’equipaggiamento non è idoneo, aumenta la termogenesi (il dispendio energetico) e ciò contribuisce ad un più rapido calo del rendimento.
L'ottimizzazione della dieta
Anche lo stato nutrizionale deve essere ottimizzato ed ovviamente gioca un ruolo fondamentale sia l’alimentazione che l’integrazione.
La dieta tipo dell’atleta è generalmente a prevalenza di carboidrati, perché questo è il carburante di elezione, ovvero quello più utilizzato ed a più elevato rendimento.
Se la dieta non segue queste indicazioni, è più veloce l’esaurimento muscolare. Anche l’integrazione con miscele glucidiche specifiche, appositamente studiate per gli atleti, può contribuire a contrastare il calo di rendimento.
Esistono preparati specifici da assumere prima dell’allenamento o della gara che permettono proprio una ottimizzazione dello stato nutrizionale ed un miglior rendimento dell’organismo, in relazione alla personale condizione atletica.
Inoltre, una assunzione frazionata nel tempo di bevande tecniche reidratanti ed energetiche, possibilmente ipotoniche, permette di contrastare l’insorgenza del calo di rendimento durante l’allenamento.
Per massimizzare l’utilizzo di questi preparati, è opportuno assumerne piccole aliquote per massimizzarne l’assimilazione, ma in maniera costante.
In conclusione, il nostro organismo è un “motore” molto sofisticato e capace di utilizzare “carburanti” differenti, ma ricordate che il rendimento generale dipende da molti fattori, e se si sbaglia la gestione anche di uno solo, è facile incorrere in cali di prestazione.
Con la collaborazione dello staff di Ricerca e Sviluppo EthicSport
Integrazione Professionale per lo Sport (www.ethicsport.it)
 

Rag. Addict

Apprendista Cronoman
19 Giugno 2006
3.546
79
Milàn
Visita sito
Bici
bi emme scì
I PRIMI FREDDI ED IL CALO DI RENDIMENTO

Come intervenire con una corretta alimentazione
snow-thumb.jpg
Il ciclista di un certo livello sa bene che, se vorrà ottenere risultati importanti o quantomeno soddisfacenti, non dovrà tralasciare la preparazione invernale. L’inverno “atletico” è caratterizzato da sedute di training in palestra con l’obiettivo di incrementare la forza ed anche la condizione atletica generale. Per una preparazione completa la palestra non è però sufficiente, e dovrà essere intervallata anche da sessioni di allenamento outdoor.
Freddo: mettere a punto la carburazione
Molti di voi avranno sperimentato un curioso fenomeno: quando arrivano i primi freddi il nostro organismo, nelle sessioni outdoor, sembra proprio che fatichi a seguire quelli che sono i nostri propositi.
Quando il nostro corpo è esposto ai primi freddi più intensi è come se dovesse adattare la propria “carburazione”, ed il risultato finale è che si stanca più rapidamente ed in taluni casi rende anche meno.
Cosa succede?
In pratica il freddo incrementa l’utilizzo dei carboidrati, ovvero incide significativamente sul metabolismo del glicogeno muscolare. Il risultato globale è che si ottiene così una riduzione dei depositi di glicogeno nel muscolo e ciò comporta un’insorgenza precoce del senso di fatica.
Quale è il motivo?
La risposta è complessa, ma posiamo semplificarla analizzando tre parametri fondamentali che incidono in questo quadro.
1. I primi freddi portano ad un riassestamento dello status ormonale e ciò comporta un incremento della glicogenolisi muscolare.
2. I nostri muscoli, quando sono esposti al freddo, vanno incontro ad una ridotta capacità ossidativa, con conseguente minor efficienza nell’utilizzo dei lipidi di riserva, ciò comporta necessariamente un aumento dell’utilizzo delle scorte di glicogeno.
3. Infine, ma non meno importante, c’è la termogenesi, ovvero un extra-consumo calorico dovuto alla necessità del corpo di mantenere costante la propria temperatura. Quando fuori è molto freddo questo terzo fattore incide sensibilmente.
Questo quadro è già piuttosto complicato, ma esistono fattori che possono contribuire a renderlo ancora più complesso. Se ad esempio l’equipaggiamento non è idoneo, aumenta la termogenesi (il dispendio energetico) e ciò contribuisce ad un più rapido calo del rendimento.
L'ottimizzazione della dieta
Anche lo stato nutrizionale deve essere ottimizzato ed ovviamente gioca un ruolo fondamentale sia l’alimentazione che l’integrazione.
La dieta tipo dell’atleta è generalmente a prevalenza di carboidrati, perché questo è il carburante di elezione, ovvero quello più utilizzato ed a più elevato rendimento.
Se la dieta non segue queste indicazioni, è più veloce l’esaurimento muscolare. Anche l’integrazione con miscele glucidiche specifiche, appositamente studiate per gli atleti, può contribuire a contrastare il calo di rendimento.
Esistono preparati specifici da assumere prima dell’allenamento o della gara che permettono proprio una ottimizzazione dello stato nutrizionale ed un miglior rendimento dell’organismo, in relazione alla personale condizione atletica.
Inoltre, una assunzione frazionata nel tempo di bevande tecniche reidratanti ed energetiche, possibilmente ipotoniche, permette di contrastare l’insorgenza del calo di rendimento durante l’allenamento.
Per massimizzare l’utilizzo di questi preparati, è opportuno assumerne piccole aliquote per massimizzarne l’assimilazione, ma in maniera costante.
In conclusione, il nostro organismo è un “motore” molto sofisticato e capace di utilizzare “carburanti” differenti, ma ricordate che il rendimento generale dipende da molti fattori, e se si sbaglia la gestione anche di uno solo, è facile incorrere in cali di prestazione.
Con la collaborazione dello staff di Ricerca e Sviluppo EthicSport
Integrazione Professionale per lo Sport (www.ethicsport.it)

o-o
 

FABIANO

Apprendista Cronoman
30 Giugno 2006
3.423
81
47
Nave (bs)
Visita sito
Infatti anche io ieri mi sono fatto tre orette tranquille, però senza portarmi niente da mangiare e sinceramente iniziavo ad avvertire la voglia matta di cibo...L'inverno è duro...
 

alby1968

Passista
19 Aprile 2006
4.708
12
Nel Parco del Ticino
www.boffalorabike.it
I PRIMI FREDDI ED IL CALO DI RENDIMENTO

Come intervenire con una corretta alimentazione
snow-thumb.jpg
Il ciclista di un certo livello sa bene che, se vorrà ottenere risultati importanti o quantomeno soddisfacenti, non dovrà tralasciare la preparazione invernale. L’inverno “atletico” è caratterizzato da sedute di training in palestra con l’obiettivo di incrementare la forza ed anche la condizione atletica generale. Per una preparazione completa la palestra non è però sufficiente, e dovrà essere intervallata anche da sessioni di allenamento outdoor.
Freddo: mettere a punto la carburazione
Molti di voi avranno sperimentato un curioso fenomeno: quando arrivano i primi freddi il nostro organismo, nelle sessioni outdoor, sembra proprio che fatichi a seguire quelli che sono i nostri propositi.
Quando il nostro corpo è esposto ai primi freddi più intensi è come se dovesse adattare la propria “carburazione”, ed il risultato finale è che si stanca più rapidamente ed in taluni casi rende anche meno.
Cosa succede?
In pratica il freddo incrementa l’utilizzo dei carboidrati, ovvero incide significativamente sul metabolismo del glicogeno muscolare. Il risultato globale è che si ottiene così una riduzione dei depositi di glicogeno nel muscolo e ciò comporta un’insorgenza precoce del senso di fatica.
Quale è il motivo?
La risposta è complessa, ma posiamo semplificarla analizzando tre parametri fondamentali che incidono in questo quadro.
1. I primi freddi portano ad un riassestamento dello status ormonale e ciò comporta un incremento della glicogenolisi muscolare.
2. I nostri muscoli, quando sono esposti al freddo, vanno incontro ad una ridotta capacità ossidativa, con conseguente minor efficienza nell’utilizzo dei lipidi di riserva, ciò comporta necessariamente un aumento dell’utilizzo delle scorte di glicogeno.
3. Infine, ma non meno importante, c’è la termogenesi, ovvero un extra-consumo calorico dovuto alla necessità del corpo di mantenere costante la propria temperatura. Quando fuori è molto freddo questo terzo fattore incide sensibilmente.
Questo quadro è già piuttosto complicato, ma esistono fattori che possono contribuire a renderlo ancora più complesso. Se ad esempio l’equipaggiamento non è idoneo, aumenta la termogenesi (il dispendio energetico) e ciò contribuisce ad un più rapido calo del rendimento.
L'ottimizzazione della dieta
Anche lo stato nutrizionale deve essere ottimizzato ed ovviamente gioca un ruolo fondamentale sia l’alimentazione che l’integrazione.
La dieta tipo dell’atleta è generalmente a prevalenza di carboidrati, perché questo è il carburante di elezione, ovvero quello più utilizzato ed a più elevato rendimento.
Se la dieta non segue queste indicazioni, è più veloce l’esaurimento muscolare. Anche l’integrazione con miscele glucidiche specifiche, appositamente studiate per gli atleti, può contribuire a contrastare il calo di rendimento.
Esistono preparati specifici da assumere prima dell’allenamento o della gara che permettono proprio una ottimizzazione dello stato nutrizionale ed un miglior rendimento dell’organismo, in relazione alla personale condizione atletica.
Inoltre, una assunzione frazionata nel tempo di bevande tecniche reidratanti ed energetiche, possibilmente ipotoniche, permette di contrastare l’insorgenza del calo di rendimento durante l’allenamento.
Per massimizzare l’utilizzo di questi preparati, è opportuno assumerne piccole aliquote per massimizzarne l’assimilazione, ma in maniera costante.
In conclusione, il nostro organismo è un “motore” molto sofisticato e capace di utilizzare “carburanti” differenti, ma ricordate che il rendimento generale dipende da molti fattori, e se si sbaglia la gestione anche di uno solo, è facile incorrere in cali di prestazione.
Con la collaborazione dello staff di Ricerca e Sviluppo EthicSport
Integrazione Professionale per lo Sport ([URL="http://www.ethicsport.it)"]www.ethicsport.it)[/URL]

Complimenti.. direi perfetto !!
 

Thomos

Velocista
22 Aprile 2004
5.198
48
43
Brianza
Visita sito
Bici
BMC Roadmachine, Scott Genius 730 (custom)
non ho scoperto l'acqua calda :-) , è un pò una considerazione/domanda che scaturisce da impressioni raccolte personalmente (non solo ultimamente ma anche questa estate in momenti di brutto tempo con calo di temperatura)

premetto che non sono nel periodo di forma, ma in netto calo poichè esco solo la domenica causa buio....
però fra l'uscita di mercoledì (con temperatura ancora gradevole) e quella di ieri (con temperatura rigida) ho notato una netta differenza non giustificabile da 3 gg di fermo :-(
ieri in pianura le gambe giravano a fatica anche in scia, la respirazione era più difficoltosa e nei falsopiani che ho provato ad aggredire come al solito in fuorisella mi sono trovato con le gambe inchiodate già a metà :wacko:

anche a voi il freddo rende i muscoli più duri? meno reattivi, meno elastici, più legnosi

io credo che sia d0ovuto in parte anche all'abbigliamento.. d'inverno ti senti goffo, legato, pesante.. a me l'altro gg è capitato un giorno di clado e son uscito in estiva.. mi sembrava di esser un altro rispetto alle uscite prima! ovvio anche la temperatura fa il suo..
 

markus

Moderatur
9 Settembre 2005
8.763
137
41
legnano
Visita sito
Bici
Cervelo R3 2012
io credo che sia d0ovuto in parte anche all'abbigliamento.. d'inverno ti senti goffo, legato, pesante.. a me l'altro gg è capitato un giorno di clado e son uscito in estiva.. mi sembrava di esser un altro rispetto alle uscite prima! ovvio anche la temperatura fa il suo..

Anche io penso che sia così....mercoledì uscita con maglia manica lunga e gambali e andavo bene, sabato uscita con 'tutona' invernale e mi sembrava di avere addosso 10kg in più:wacko:
 

Emanuele

via col vento
16 Settembre 2005
10.403
68
54
www.borntorun.it
Bici
Tarmac S-Works
:wacko: Il pezzo postato da mfrigerio è ottimo e interessante fino quasi alla fine. Poi scade in una nuova poco dignitosa pubblicità degli integratori, facendo intuire che tutto era finalizzato a quella conclusione evidentemente per alimentare il bisnes di quell'azienda che ha commissionato lo studio.

ha fatto un copia/incolla, ci può stare che sia rimasta anche la parte sponsorizzata.
Comunque quel testo è da leggere, al di la del link.
Ciao!
 

Airone del Chianti

Uisp Italian Champion
9 Dicembre 2004
20.051
2.326
Barberino Val d'Elsa (FI)
Visita sito
Bici
Scott Addict R2
ha fatto un copia/incolla, ci può stare che sia rimasta anche la parte sponsorizzata.
Comunque quel testo è da leggere, al di la del link.
Non lo metto in dubbio, anch'io l'ho trovato interessante.
Solo che la mia conclusione sarebbe stata differente: se d'inverno per il freddo l'organismo ha questi problemi, non prenderei integratori ma sinceramente rallenterei - come faccio - qualità e quantità dell'allenamento outdoor, puntando a ricaricare le pile della testa, facendo prevalentemente fondo e agilità e alternando sedute in palestra per il mantenimento dell'efficienza generale del fisico... :-o
 

lucaz

Pedivella
11 Ottobre 2006
415
1
udine nord
Visita sito
premetto che sono un neofita assoluto e posso dire che domenica alle 10 non riuscivo proprio ad andare avanti, poi mi sono un pò sciolto ma comunque notavo una sensazione costante di fatica mai provata prima. Secondo me può dipendere in parte dall'abbigliamento notevole e forse non troppo adeguato che impedisce una corretta traspirazione. So inoltre che 24 °C è la T migliore per il rendimento fisico, infatti d'estate in giornate fresche o anche piovose mi sembra di volare...
 

rossifumi

Maglia Iridata
9 Novembre 2005
12.138
30
Triangolo Lariano
Visita sito
Bici
Cannondale SuperSix EVO
:wacko: Il pezzo postato da mfrigerio è ottimo e interessante fino quasi alla fine. Poi scade in una nuova poco dignitosa pubblicità degli integratori, facendo intuire che tutto era finalizzato a quella conclusione evidentemente per alimentare il bisnes di quell'azienda che ha commissionato lo studio.

L'ho lasciato apposta il link, ovviamente non per fare pubblicità occulta, ma per citare la fonte dei dati riportati, come d'uso comune sul web. :-o