Provo a dirla a parole mie, senza fare integralismi.
L'alimentazione umana è una funzione biologica ed è un'acquisizione culturale il modo in cui si mangia. In millenni di storia, esperienze e tradizioni hanno portato ad una evoluzione che per certi aspetti si va indebolendo, grazie a cibi industriali e civiltà dei consumi. La civiltà dei consumi individualizza il modo in cui i bisogni vengono soddisfatti. Quando le tradizioni si indeboliscono (non solo quelle popolari ma anche quelle razionali), riemergono santoni e profeti, come sta accadendo nel caso dell'alimentazione. E ognuno fa la sua scelta, i suoi esperimenti, le sue "prove". Quello che si intravede in questo 3d è per l'appunto che ognuno fa come vuole. Ci sono un sacco di nozioni e di vocaboli tecnici che condividete e che io ancora fatico a capire. Però, al di là dei vocaboli tecnici, siete d'accordo su poco o nulla. Ma non è solo questo. L'alimentazione diventa funzionale al raggiungimento di un "obbiettivo": il dimagrimento, la prestazione, i muscoli scolpiti e così via.
A me tutto questo pare esagerato. In alcuni casi, sintomo di qualcosa che non va. E l'alimentazione come funzione semplicemente biologica diventa altro. Io francamente mi dissocio da questo modo di fare. Comprendo solo chi ha particolari esigenze di salute e quindi è costretto a fare delle scelte. Certificate non presunte.
La mia opinione è che il ciclismo necessiti, come la gran parte degli sport di resistenza, di una ripartizione dei macro che riflette il nostro modo tradizionale di mangiare. Cambiano solo le quantità. L'uomo nasce raccoglitore, cacciatore, agricoltore e così via. Si arriva a mia nonna con la sua capacità di cucinare cose semplici e sane nel quotidiano cose ottime ed elaborate all'occasione. Dunque, confermerei la ripartizione 12-15% pro 25-30% lipidi e il resto carbo. Anche perché è scritto un po' dappertutto. E non sono abituato a fare esperimenti su me stesso. Cambiando le quantità, in uno sport dispendioso come il ciclismo, nasce solo l'esigenza di dare una particolare attenzione alla digeribilità. E variare. Ma questa è buona norma già nella quotidianità di un sedentario.
Ringrazio il ciclismo per avermi fatto capire a parole quello che mia nonna ha fatto per una vita