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Allenamento
Metodologie di allenamento
Dolori post-allenamento se non e' l'acido lattico....
Testo
<blockquote data-quote="Salazar82" data-source="post: 2752191" data-attributes="member: 30512"><p>Raga io ho letto ciò su un'enciclopedia medica a cura della Fondazione di Umberto Veronesi, sezione <em>Medicina dello sport</em>; vi riassumo il paragrafo in breve: </p><p> - l'allenamento nel tempo, aiuta il muscolo ed essere più efficiente nel consumo energetico, nelle contrazioni/trazioni/distensioni....cioè aiuta ad ottimizzare le prestazioni e le meccaniche fisiche e biochimiche che ci sono alla base.</p><p> - Partendo dal fatto che un muscolo non allenato è meno capillarizzato, come dice giustamente micreds....durante uno sforzo esso andrà innanzitutto quasi subito in anaerobiosi....poichè il sangue non riesce a soddisfare i volumi di apporto di ossigeno richiesti e necessari (appunto per una capillarizzazione minore); di conseguenza per produrre enrgia nel muscolo verrà utilizzato glicogeno che però in mancanza di ossigeno apporta al muscolo come sottoprodotto il lattato...quindi in realtà di lattato ne rimane nel muscolo; parte viene smaltito durante l'attività fisica, ricavandone ATP dalla stesso...Quello che non viene smaltito rimane cmq nel corpo. Ora aggiungo la mia conclusione:</p><p> - Ecco il perchè del famoso "defaticamento muscolare" che si fa a fine sessione e nei giorni di cosiddetto "scarico".... Con ciò si ha lo scopo di smaltire tutto il lattato rimanente dalle sessioni passate attraverso blanda attività, appunto per dare l'opportunità al muscolo dipoterlo consumare tutto.</p><p>Tornando "a bomba", alla luce di ciò, io la penso così: la questione dei 3-5 minuti per lo smaltimento di lattato vale per un atleta allenato....ma cmq durante un periodo di allenamento tosto e seriale c'è accumulo.</p><p>Per uno che non è allenato, ci sarà un accumulo maggiore di lattato anche se derivante da una sessione di attività fisica, principalmente dovuto al meccanismo sopra citato...</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Salazar82, post: 2752191, member: 30512"] Raga io ho letto ciò su un'enciclopedia medica a cura della Fondazione di Umberto Veronesi, sezione [I]Medicina dello sport[/I]; vi riassumo il paragrafo in breve: - l'allenamento nel tempo, aiuta il muscolo ed essere più efficiente nel consumo energetico, nelle contrazioni/trazioni/distensioni....cioè aiuta ad ottimizzare le prestazioni e le meccaniche fisiche e biochimiche che ci sono alla base. - Partendo dal fatto che un muscolo non allenato è meno capillarizzato, come dice giustamente micreds....durante uno sforzo esso andrà innanzitutto quasi subito in anaerobiosi....poichè il sangue non riesce a soddisfare i volumi di apporto di ossigeno richiesti e necessari (appunto per una capillarizzazione minore); di conseguenza per produrre enrgia nel muscolo verrà utilizzato glicogeno che però in mancanza di ossigeno apporta al muscolo come sottoprodotto il lattato...quindi in realtà di lattato ne rimane nel muscolo; parte viene smaltito durante l'attività fisica, ricavandone ATP dalla stesso...Quello che non viene smaltito rimane cmq nel corpo. Ora aggiungo la mia conclusione: - Ecco il perchè del famoso "defaticamento muscolare" che si fa a fine sessione e nei giorni di cosiddetto "scarico".... Con ciò si ha lo scopo di smaltire tutto il lattato rimanente dalle sessioni passate attraverso blanda attività, appunto per dare l'opportunità al muscolo dipoterlo consumare tutto. Tornando "a bomba", alla luce di ciò, io la penso così: la questione dei 3-5 minuti per lo smaltimento di lattato vale per un atleta allenato....ma cmq durante un periodo di allenamento tosto e seriale c'è accumulo. Per uno che non è allenato, ci sarà un accumulo maggiore di lattato anche se derivante da una sessione di attività fisica, principalmente dovuto al meccanismo sopra citato... [/QUOTE]
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