Coppi è diventato Coppi perchè la Bianchi voleva/doveva strappare quote di mercato alla Legnano e per farlo creò una squadra ingaggiando il "giovane" contro il "vecchio" ex compagno di squadra. Bartali diventò Bartali solo perchè portava a casa i premi (in denaro) delle corse in provincia, spesso sia del primo che del secondo perchè si vendeva la vittoria all' "enfant du pays", e di fronte a quello Torello si arrese.
Bisogna avere la razionalità di ammettere che il lato economico nel ciclismo professionistico (in TUTTI gli sport pro) esiste ed è sempre esistito ed ha sempre avuto una grossa importanza.
Poi il tifoso ha tutto il diritto di fregarsene di chi paga, a patto di non illudersi di vivere in un mondo che non esiste e che forse non è mai esistito. Il corridore invece non può fregarsene, è pagato per portare a casa un risultato: per qualcuno è vincere, per qualcuno è andarci più vicino possibie, per tanti altri semplicemente esserci, aiutare quelli più bravi, far vedere "le scritte". Se questo collima con lo "spettacolo", con azioni "entusiasmanti" meglio, se no pazienza.
Il punto è che Vingegaard deve portare a casa il risultato, non essere simpatico o di dare spettacolo. Lo so che è un concetto un po' "allegriano" ed ammetto che di fronte ad una condotta di gara poco entusiasmante il tifoso ha il diritto di non essere soddisfatto. Però, di nuovo, senza immaginare un mondo che non esiste...