Doping tra gli amatori (parte 2)

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8888

Apprendista Velocista
24 Aprile 2009
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Qui in zona si sapeva ... Ma se il quotidiano riporta le iniziali è comprensibile che i membri del forum non facessero nomi e cognomi. Per l' amico è facile ormai ricostruire il puzzle... Lui peró non ha smesso e forse il motivo è che in realtà se non c' è stato trasferimento di denaro non c' è stato reato. I risultati sono ovviamente decaduti ma la giustizia sportiva non puó essere applicata in assenza di esame antidoping.
 

mkr

Apprendista Scalatore
22 Gennaio 2008
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Paletti
Beh auguriamoli di riuscire a conservare il posto di lavoro,per la bici penso per lui sia un capitolo chiuso.


io non voglio male a nessuno ma se mi beccassero a rubare sul mio posto di lavoro non penso lo conserverei perchè dovrebbe accadere in questo caso??? (che tra l'altro come tipo di reati penso ne configuri parecchi di + di un furto normale)

o-o
 
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pat_bateman

Apprendista Velocista
27 Dicembre 2004
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cspt
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Gallium Argon 18 & Caad10
io non voglio male a nessuno ma se mi beccassero a rubare sul mio posto di lavoro non penso lo conserverei perchè dovrebbe accadere in questo caso??? (che tra l'altro come tipo di reati penso ne configuri parecchi di + di un furto normale)

o-o

come non esser d'accordo.
Il posto dei ladri è uno solo: la galera.
 

nemorino

Ammiraglia
24 Febbraio 2009
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Brianza
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Trek Emonda SLR
Il peculato prevede pene che vanno dai 3 ai 10 anni

Questo probabilmente in galera non ci va ne esce comunque con le ossa rotte e credo che qualche problemino lo avrà anche sul lavoro (se pur pubblico dipendente e come tale privilegiato alla grande)
 

Luca69

Maglia Amarillo
4 Novembre 2008
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Tra Vr-Pd-Vi-Ro-Fe
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Allez
Se tu fossi il suo principale, terresti al lavoro uno che ti ruba?
gia'.
massima pena a chi ruba ai malati x trarre vantaggi economici derivanti dallo spaccio di sostanze nate per la cura di malattie gravi,che invece vengo "usate"per portar casa la "sportina"della spesa.
E' successo un fatto analogo nel mio ospedale anni fa.
Un infermiera allora compagna di un bb,sottraeva farmaci oncologici dal suo reparto,falsificava ricette etc...morale:arresto,processo....e ora fa' la venditrice porta a porta.
 

Bauz

Gregario
23 Aprile 2009
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BANNED
gia'.
massima pena a chi ruba ai malati x trarre vantaggi economici derivanti dallo spaccio di sostanze nate per la cura di malattie gravi,che invece vengo "usate"per portar casa la "sportina"della spesa.
E' successo un fatto analogo nel mio ospedale anni fa.
Un infermiera allora compagna di un bb,sottraeva farmaci oncologici dal suo reparto,falsificava ricette etc...morale:arresto,processo....e ora fa' la venditrice porta a porta.

GiustO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 

schisasas

Pignone
20 Luglio 2012
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bici
:angrymod:
gia'.
massima pena a chi ruba ai malati x trarre vantaggi economici derivanti dallo spaccio di sostanze nate per la cura di malattie gravi,che invece vengo "usate"per portar casa la "sportina"della spesa.
E' successo un fatto analogo nel mio ospedale anni fa.
Un infermiera allora compagna di un bb,sottraeva farmaci oncologici dal suo reparto,falsificava ricette etc...morale:arresto,processo....e ora fa' la venditrice porta a porta.
 

Leonardo Landini

Apprendista Velocista
11 Agosto 2010
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leonardolandinielabici.blogspot.com
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Bianchi
Se tu fossi il suo principale, terresti al lavoro uno che ti ruba?
Intendevo visto che la sua grande passione,il ciclismo agonistico,subirà uno stop o un definitivo allontamento per sempre,mi sembra giusto che almeno possa rimettersi in marcia sul piano lavorativo.Non ha fatto male poi a nessuno in fin dei conti.
 

8888

Apprendista Velocista
24 Aprile 2009
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Intendevo visto che la sua grande passione,il ciclismo agonistico,subirà uno stop o un definitivo allontamento per sempre,mi sembra giusto che almeno possa rimettersi in marcia sul piano lavorativo.Non ha fatto male poi a nessuno in fin dei conti.
;nonzo% Curioso punto di vista ;nonzo%

Avevo aperto il thread "Doping: perchè NO? Le vostre motivazioni ..." proprio perchè ho la percezione che il doping non ha lo stesso valore in negativo per tutti. Sarebbe stata interessante un' analisi o un thread appunto in cui capire che tipo di approccio ognuno di noi ha nei confronti del doping. Qui è evidente: "... non ha fatto del male a nessuno ...". Nemmeno il palese e conclamato reato da codice penale del furto viene considerato. :bua:
 

littleboy

Apprendista Velocista
5 Maggio 2005
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W i cancelli
...Non ha fatto male poi a nessuno in fin dei conti.

Dipende da quale sara' accusa, se ci sara, al termine dell inchiesta.
Se c'e' qualcuno che assume sostanze vietate, c e' qualcun altro che gliele ha vendute, e lo spaccio non e' propriamente un opera di bene...

Cmq aspettiamo gli sviluppi.
 
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posse

Maglia Iridata
14 Ottobre 2008
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Cervelo R3
Intendevo visto che la sua grande passione,il ciclismo agonistico,subirà uno stop o un definitivo allontamento per sempre,mi sembra giusto che almeno possa rimettersi in marcia sul piano lavorativo.Non ha fatto male poi a nessuno in fin dei conti.

alle casse dell'ospedale per lo meno, e quindi alle nostre in fin dei conti..
oltre ai premi che ha impedito di prendere ad altri (anche se, lo so, erano ben poca cosa)
 

8888

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24 Aprile 2009
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Riporto il tratto in cui Wiggins chiarisce il suo pensiero sul doping (sperando sia sincero):

"La domanda cui bisogna rispondere non è “perchè non prenderei mai droghe?”, ma “perchè dovrei farlo?” So esattamente perchè non mi doperei mai. Sono arrivato al ciclismo professionistico con un background differente rispetto a quello di molti altri ragazzi. C’è una differenza culturale nel ciclismo britannico. La Gran Bretagna è una nazione in cui il doping non è moralmente accettabile. Sono nato in Belgio, ma cresciuto in Gran Bretagna, in me il valori olimpici sono tanto importanti quanto quelli del Tour. Non mi interesso di cosa dice la gente, l’atteggiamento nei confronti del doping in Gran Bretagna è diverso rispetto a quello che c’è in Italia o in Francia forse, dove un corridore come Richard Virenque può doparsi, essere beccato, squalificato, tornare e diventare un eroe nazionale.
Se mi dopassi potrei potenzialmente perdere tutto quello che ho. La mia reputazione, la mia tranquillità, il mio matrimonio, la mia famiglia, la mia casa. Tutto.
Ho raggiunto le mie medaglie olimpiche, i miei titoli mondiali, il titolo di Baronetto.
Andrei a prendere i miei figli in una scuola sperduta del Lancashire con tutti gli sguardi addosso, tutti saprebbero che ho imbrogliato, che ho vinto il Tour de France, ma che poi sono stato beccato. Mi ricordo che nel 2007 ho gettato il kit della Cofidis in un cestino dell’aeroporto di Pau, dove nessuno mi conosceva, perchè non volevo essere associato in alcun modo al doping.
Poi immagino come sarebbe la mia vita in una piccola comunità come la mia in cui tutti sanno tutto di tutti.
La faccenda non riguarda solo me. Ho sempre vissuto in Gran Bretagna. Tutti i miei amici sono nel ciclismo, e così la mia famiglia allargata. Il ciclismo per me non è solo il Tour de France. Mia moglie organizza gare in Lancashire. Ho il mio centro dove la gente viene e paga 40 sterline per andare in bici. Se tutto questo fosse costruito sulla sabbia, se stessi imbrogliando tutte quelle persone, dovrei vivere con la consapevolezza che tutto potrebbe scomparire da un momento all’altro. Mio suocero lavora nel ciclismo e non sarebbe più capace di farsi vedere ancora in giro. La sua famiglia è nel ciclismo da 50 anni, e io li farei sprofondare nell’imbarazzo e nella vergogna. La faccenda non riguarda solo me: se io mi dopassi Sky, che sponsorizza tutto gli sport in Gran Bretagna, rischierebbe di finire in rovina e con essa Dave Brailsford e tutto ciò che ha fatto, e il mio allenatore Tim Kerrison.
Semplicemente non voglio vivere in una situazione così. Doparsi non varrebbe la pena. Stiamo parlando solo di sport. Lo sport per me non significa più di tante altre cose che ho, vincere il Tour de France ad ogni costo non varrebbe la pena di perdere tutto quello che ho.


Non voglio rischiare di perdere tutto quello che ho avuto dalla vita. Non voglio perchè amo quello che ho. Non rischierò per una “pozione magica”: alla fine della giornata sono un ragazzo che non vede l’ora di portare suo figlio al campo estivo di rugby dopo il Tour, dove forse incontrerà il suo eroe, Sam Tomkins. E’ questo che mi sta facendo rimanere qui. Quello che mi piace è dare il massimo e lavorare duro. Se sentissi di avere bisogno di doparmi, smetterei domani stesso, mi metterei a correre cronometro di dieci chilometri, andrei in bici al bar la domenica, e mi metterei a mettere a posto le mensole alla Tesco.
“

Bravo Wiggo ... almeno a parole hai centrato il bersaglio. Il doping non distrugge l' immagine del ciclista ma di tutto il mondo che ruota attorno al ciclista stesso, alla sua famiglia, la sua squadra, la sua nazione.

Il doping è immorale per i danni che provoca alla società in cui viviamo. L' etica personale dello sportivo è il baluardo che difende lo sport dall' immoralità.
 

littleboy

Apprendista Velocista
5 Maggio 2005
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Bravo!
Condivido al 100%!!

ora possiamo tornare nel mondo reale?

Riporto il tratto in cui Wiggins chiarisce il suo pensiero sul doping (sperando sia sincero):

"La domanda cui bisogna rispondere non è “perchè non prenderei mai droghe?”, ma “perchè dovrei farlo?” So esattamente perchè non mi doperei mai. Sono arrivato al ciclismo professionistico con un background differente rispetto a quello di molti altri ragazzi. C’è una differenza culturale nel ciclismo britannico. La Gran Bretagna è una nazione in cui il doping non è moralmente accettabile. Sono nato in Belgio, ma cresciuto in Gran Bretagna, in me il valori olimpici sono tanto importanti quanto quelli del Tour. Non mi interesso di cosa dice la gente, l’atteggiamento nei confronti del doping in Gran Bretagna è diverso rispetto a quello che c’è in Italia o in Francia forse, dove un corridore come Richard Virenque può doparsi, essere beccato, squalificato, tornare e diventare un eroe nazionale.
Se mi dopassi potrei potenzialmente perdere tutto quello che ho. La mia reputazione, la mia tranquillità, il mio matrimonio, la mia famiglia, la mia casa. Tutto.
Ho raggiunto le mie medaglie olimpiche, i miei titoli mondiali, il titolo di Baronetto.
Andrei a prendere i miei figli in una scuola sperduta del Lancashire con tutti gli sguardi addosso, tutti saprebbero che ho imbrogliato, che ho vinto il Tour de France, ma che poi sono stato beccato. Mi ricordo che nel 2007 ho gettato il kit della Cofidis in un cestino dell’aeroporto di Pau, dove nessuno mi conosceva, perchè non volevo essere associato in alcun modo al doping.
Poi immagino come sarebbe la mia vita in una piccola comunità come la mia in cui tutti sanno tutto di tutti.
La faccenda non riguarda solo me. Ho sempre vissuto in Gran Bretagna. Tutti i miei amici sono nel ciclismo, e così la mia famiglia allargata. Il ciclismo per me non è solo il Tour de France. Mia moglie organizza gare in Lancashire. Ho il mio centro dove la gente viene e paga 40 sterline per andare in bici. Se tutto questo fosse costruito sulla sabbia, se stessi imbrogliando tutte quelle persone, dovrei vivere con la consapevolezza che tutto potrebbe scomparire da un momento all’altro. Mio suocero lavora nel ciclismo e non sarebbe più capace di farsi vedere ancora in giro. La sua famiglia è nel ciclismo da 50 anni, e io li farei sprofondare nell’imbarazzo e nella vergogna. La faccenda non riguarda solo me: se io mi dopassi Sky, che sponsorizza tutto gli sport in Gran Bretagna, rischierebbe di finire in rovina e con essa Dave Brailsford e tutto ciò che ha fatto, e il mio allenatore Tim Kerrison.
Semplicemente non voglio vivere in una situazione così. Doparsi non varrebbe la pena. Stiamo parlando solo di sport. Lo sport per me non significa più di tante altre cose che ho, vincere il Tour de France ad ogni costo non varrebbe la pena di perdere tutto quello che ho.


Non voglio rischiare di perdere tutto quello che ho avuto dalla vita. Non voglio perchè amo quello che ho. Non rischierò per una “pozione magica”: alla fine della giornata sono un ragazzo che non vede l’ora di portare suo figlio al campo estivo di rugby dopo il Tour, dove forse incontrerà il suo eroe, Sam Tomkins. E’ questo che mi sta facendo rimanere qui. Quello che mi piace è dare il massimo e lavorare duro. Se sentissi di avere bisogno di doparmi, smetterei domani stesso, mi metterei a correre cronometro di dieci chilometri, andrei in bici al bar la domenica, e mi metterei a mettere a posto le mensole alla Tesco.
“

Bravo Wiggo ... almeno a parole hai centrato il bersaglio. Il doping non distrugge l' immagine del ciclista ma di tutto il mondo che ruota attorno al ciclista stesso, alla sua famiglia, la sua squadra, la sua nazione.

Il doping è immorale per i danni che provoca alla società in cui viviamo. L' etica personale dello sportivo è il baluardo che difende lo sport dall' immoralità.
 
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