Shinkansen, quoto il tuo post e ne prendo spunto per alcune riflessioni..
Quando vedo ammiraglie che seguono i propri atleti amatori (bravissimi, ma pur sempre amatori) perché non perdano nemmeno un secondo in gara, vuol dire che c'è qualcosa che non va.
Quando sento parlare di sponsorizzazioni vere e proprie o mascherate da rimborsi spese, biciclette offerte per correre con tizio e caio, c'è qualcosa che non mi torna, perché per quanto bravo possa essere un amatore se corre nelle granfondo o nei circuiti è perché non ha le qualità per confrontarsi nelle categorie superiori, e tutto questo giro di soldi mi fa venire la puzza sotto il naso.
Se poi uno per mantenersi i contratti, i rimborsi o come diavolo li vogliamo chiamare, assume sostanze dopanti allora vuol dire che il nostro mondo è arrivato allo svacco totale e si è perso ogni contatto con la realtà.
Beh, visto che ormai le gf sono in pratica delle gare "open" non ci vedo così fuori luogo l'organizzazione delle squadre che hanno interesse a fare un buon risultato. Evidentemente poi sono le stesse società ad avere il loro tornaconto in termini di immagine.
Fin qui penso che non sia nulla di male e onestamente penso che siano davvero pochi i corridori nel mondo delle gf che lo facciano per professione (forse si contano sulle dita di una mano).
Sono d'accordo invece con te se il discorso si rivolge a coloro che pur di sentirsi una spanna superiori agli altri colleghi del pedale ricorrono a qualcosa di illecito, pur di poter vantare una certa carriera cicloamatoriale e sbandierare le proprie agevolazioni all'interno del movimento.
Forse è proprio qui che secondo me si annida la peggior mentalità che porta a travisare il mondo delle gf.
La soluzione non ce l'ho perché anche se creassero una categoria per i soli atleti di punta, quei soliti 30/50 che arrivano sempre nei primi posti, con le loro sponsorizzazioni e il loro bel giro di danaro, il doping non verrebbe estirpato perché ci sarebbe sempre qualcuno che ne approfitterebbe per arrivare primo o soltanto per non essere escluso dalla categoria.
In teoria una categoria c'è, e il solo fatto che esista ha cambiato poco o nulla. In realtà nelle posizione di vertice si corre per la classifica assoluta, non per la categoria. Diverso sarebbe il discorso di separare totalmente la gara degli atleti di punta da quella degli amatori "semplici". Forse ne verrebbero fuori manifestazioni un po' diverse, la prima più simile a una gara professionistica, la seconda un po' meno esasperata almeno in partenza.
Fermo restando che per una soluzione del genere non ci sarebbero i numeri, gli atleti "top" sono troppo pochi alle singole manifestazioni e nessuno organizzerebbe una gara per 10-20 corridori..
Forse l'unica possibile è che uno viene beccato fra gli amatori è la radiazione (qui sì, che sono intransigente): se uno imbroglia fra di noi, che in teoria dovrebbe essere per divertimento, allora questo non è il suo posto e con le gare hai chiuso fino alla fine dei tuoi giorni, così impara e impareranno i tipi come lui.
Ti do ragione sulla radiazione, se uno da amatore ha praticato doping ormonale o ematico fuori e basta, mentre sarei per la differenziazione delle pene in altri casi, laddove il parere medico stabilisca una non significativa rilevanza dell'alterazione della prestazione atletica e uno scarso rischio per la salute del corridore.
lo scorso anno alla GF del Diavolo ci fu uno strano fuggi fuggi dopo la notizia dei controlli all'arrivi !!!!
Alessandro, l'anno scorso quando sono arrivato io i primi eran già belli che arrivati, i ritirati eran già sulla via di casa, e dell'antidoping non si sapeva ancora nulla. C'è, non c'è, dov'è...
Te lo dico perchè ho assistito alla scena..
Poi alla fine i controlli li han fatti, tardi e senza richiedere l'esame a corridori in determinati piazzamenti della classifica. Insomma, dovevan fare tot controlli e tot corridori han controllato..
Prendo spunto anche dal tuo post per rimarcare che secondo me, per fare un passo in più nella "qualità" dell'antidoping, bisogna attendere i corridori all'arrivo e richiedere loro direttamente l'esame, in alternativa comunicare preventivamente la lista dei corridori da sottoporre al test eventualmente anche ai loro ds (quando ci sono), informandoli del controllo anche in caso di ritiro.
E' poco pratico, poco utile e forse fa pure poca chiarezza un controllo che ricerca i "controllandi" al pasta party o da un palco.. (dico così perchè è successo anche questo)
Beninteso che allo stato attuale delle cose sarebbe il corridore a doversi informare di un eventuale controllo..
Ma vorrei sapere quanti degli x-mila cicloamatori si preoccupano di sapere se esiste una lista antidoping in cui compaia o meno il loro nome..