Ragazzi, ma l'avete letto l'articolo di Marco Bonarrigo su Cycling Pro?
Si intitola "Una storia di doping" ed è allucinante.
L'autore si è finto un podista in cerca di "qualcosa" che lo aiutasse a recuperare meglio dagli allenamenti più pesanti e dopo una lunga ricerca è finito nello studio di tale "Dottor L." per praticare un trattamento all'ozono in modo tale da "ossigenare" il sangue...
Prima si è reso necessario un prelievo del sangue, lo stesso sarebbe stato "ozonizzato" e poi reinfuso nell'organismo.
L'autore ha portato con sè minitelecamerine sparse e si stupisce di come sia facile, con 650 senza fattura, arrivare ad effettuare pratiche dopanti senza lasciare minimamente traccia.
Il medico non ha chiesto niente: nè documento di identità, nè esami del sangue. Non ha controllato pressione, nè ha fatto altri esami preliminari.
Ha dimostrato molta imperizia nell'effettuare l'operazione e soprattutto si muoveva in totale tranquillità.
L'autore si è chiesto: ma se per un'imperizia o per una errata preparazione del mio sangue io dovessi morire, come verrebbe giustificata la mia presenza in questo studio?
Sconvolgente.