Avevo 34 anni, mi viene dagnosticata una spondilosistesi l4-l5: praticamente una vertebra sta scivolando giù, interessando il fascio nervoso. I medici mi proibiscono ogni sport, ipotizzando un futuro tremendo. Giocavo a pallone, regalo a mio fratello le scarpette con un nodo in gola. Nuotavo, mi consigliano di smettere la rana (ero soprattutto un ranista) ed io mi riciclo allo stile libero.
Dopo anni di dolori allucinanti ed una qualità della vita decisamente peggiorata, un giorno un medico, durante l'ennesima visita, mi ripete di non fare sport, soprattutto di non andare in bici se non conuna bici che consenta di mantenere una posizione eretta: mi sono girati talmente tanto i ******** che, avendo dei colleghi ciclisti che non parlavano altro che di mtb tanto da starmi pure antipatici, mi sono fatto coinvolgere da loro e, grazie ad una mtb imprestata da uno di loro, ho iniziato a seguirli. Inizialmente è stata dura, molto dura, ma dopo un pò la cosa è andata migliorando sempre di più.
Chissà se è stata la bici o altre cause, tipo adattamento muscolare o altro. Però
a distanza di anni devo dire che ho fatto bene a prendere la bici, o cmq non mi ha fatto male.
Al contrario di quello che tutti dicono e che anche qui leggo, per me è peggio la bdc che la mtb. Con la prima dopo un pò mi viene una sciatalgia fastidiosa, che un paio di volte mi ha portato a rientrare a casa prima del previsto, mentre con la mtb non ho nessun dolore. Credo sia dovuto al fatto che in bdc tengo sempre la stessa posizione, mentre in mtb questa cambia continuamente e quindi la zona lombosacrale è in continuo movimento e scarico.
La questione delle maggiori sollecitazioni con la mtb è dunque per me un falso problema, e poi le buche, i salti ed altro li ammortizzi stando in punta sui pedali.
Non voglio essere imitato, ma cmq io sono arrivato alla bici proprio per una sorte di ribellione verso i consigli dei medici.