E di LANDIS cosa ne dite..

gigbot

Pignone
17 Dicembre 2004
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vicenza
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atsic ha scritto:
legalizzarlo per cosa? tu non pensare ai pro, pensa ai ragazzini che si avvicinano a questo sport... ti andrebbe se a tuo figlio cascherebbero i capelli e il pisello a 22 anni? non credo proprio....


che discorsi anchio ho un figlio che corre fra gli esordienti, e de ste cose non se ne parla....quelli che vanno avanti le san bene le cose..come vanno per niente firmano un contratto (caro mio)...io però le clusole del contratto non le conosco....(sopratutto quelle paroline scritte piccole piccole, o leteralmente sussurate al'orecchio :cac:).e che non mi si venga a dire che da prof. basta calare di 10 kili per essere un super se fino all'anno prima al primo cavalcavia uno si staccava...alla faccia dell'ipocrisia propinataci dai giornalisti di mamma RAI
 

crock

Ammiraglia
16 Aprile 2004
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Lomaniga
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il co-primatista del mondo justin gatlin è stato trovato positivo per (circa) la stessa cosa...ora vediamo come se ne tirano fuori (perchè son convinto che ne usciranno entrambi)...
 
?

...

Guest
gigbot ha scritto:
che discorsi anchio ho un figlio che corre fra gli esordienti, e de ste cose non se ne parla....quelli che vanno avanti le san bene le cose..come vanno per niente firmano un contratto (caro mio)...io però le clusole del contratto non le conosco....(sopratutto quelle paroline scritte piccole piccole, o leteralmente sussurate al'orecchio :cac:).e che non mi si venga a dire che da prof. basta calare di 10 kili per essere un super se fino all'anno prima al primo cavalcavia uno si staccava...alla faccia dell'ipocrisia propinataci dai giornalisti di mamma RAI
la strada giusta non è quella di legalizzarlo ma è quello di fare una lotta al doping seria. Istituire a livello internazionale dei laboratori apposta per questo. E non è un sogno perchè basterebbe l'1% dei ricavi degli sport (ciclismo, calcio, bocce, curling ecc ecc) per farlo. Il problema è che la scienza del doping è 10 anni avanti a quella dell'antidoping.
 

q

Pignone
11 Maggio 2004
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Io muoio dal ridere....
Basta trovare la scusa di avere una certa patologia e ti puoi riempire di sostanze dopanti a più non posso...Praticamente gli ultimi 8 tour li hanno vinti (anche se quello 2006 è sub judice) dei ciclisti che potevano assumere sostanze proibite perchè necessari a determinate cure che dovevano praticare. La sostanza è se hai la "fortuna" di beccarti un tumore a un testicolo o una disfunzione tiroidea puoi anche vincere il Tour de France, se altrimenti sei un ciclista "sano" rassegnati la spada di damocle della sospensione potrebbe arrivare anche in base al solo sospetto di doping (vedi Basso e Ullrich).
 

gigbot

Pignone
17 Dicembre 2004
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vicenza
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atsic ha scritto:
la strada giusta non è quella di legalizzarlo ma è quello di fare una lotta al doping seria. Istituire a livello internazionale dei laboratori apposta per questo. E non è un sogno perchè basterebbe l'1% dei ricavi degli sport (ciclismo, calcio, bocce, curling ecc ecc) per farlo. Il problema è che la scienza del doping è 10 anni avanti a quella dell'antidoping.

adesso ti quoto al 100%....
 

BushBoy

Cronoman
20 Luglio 2004
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Il doping esiste, sembra banale, ma non scompare, e' intriseco in questo sport di estrema fatica ed e' palese se non totale nei PRO. Praticato "propedeuticamente" a livelli inferiori.
Occorre forse conviverci, con rigore, sempre con l'obiettivo di vietarlo e disincentivarlo, anzi dichiarerei diversamente l'obiettivo: nel ciclismo vietarne o annullarne le vittorie a chi ne fa uso.
Allora:
- esami con comunicazione dell'esito piu' rapido
- analisi con sospensiva annullabile in corsa, controanalisi con sospensiva fino al termine, annullabile successivamente solo con processo difensivo
- certificazioni di fenomeni naturali mostrate ed accettate "prima" delle analisi
- la sospensiva di primo grado durante una corsa a tappe ti fa correre con "maglia" o classifica provvisoria, la seconda ti penalizza a "tempo" in modo da tagliarti fuori, l'ultimo grado cancella dalla classifica e quindi parte il processo per le squalifiche a tempo (mesi, anni...)
- controlli obbligatori diffusi fino a metà classifica almeno (tutti i giorni, ma costano...)
- controlli a campione su tutti gli altri
- ricerca medica finanziata per la progettazione dei "controlli" ed "esami", cosi' come e' finanziata (di nascosto, la cui applicazione e' illegale) la ricerca per il doping

Insomma le classifiche si fanno pedalando e controllando, insieme, come un tutt'uno: il punto debole e' che gli esami esigono una certificazione di garanzia, una probabilità molto alta della esattezza dell'esito, una rapidità di esito quasi come l'ordine d'arrivoed i costi degli organizzatori .....

Bhe' forse quel che dico e' banale.... pero' qualche elemento di base mi sembra interessante.
 

chapino

Apprendista Passista
9 Maggio 2006
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boh, io continuo a non capire come mai al minimo dubbio ad un amatore non concedono l'idoneità agonistica, mentre permettono a pro' evidentemente "malati" di sottoporsi a sforzi sovraumani. Una discreta percentuale dei professionisti soffre di asma e disfunzioni varie, tant'è che spesso corrono assumendo farmaci che in condizioni normali nn sarebbero permessi. A quel punto è facile aumentare un po' le dosi, andando oltre lo stretto necessario per curare una certa patologia: voglio dire sono tante le medicine che assunte nelle giuste dosi sono curative, mentre a dosaggi superiori hanno effetti dopanti (la vitamina B12? gli antidolorifici?).
Evidentemente è difficile/impossibile controllare le dosi assunte e quindi io sarei per sospendere dall'attività agonistica chi soffre di una qualsiasi malattia curabile con farmaci potenzialmente dopanti, sia per preservare la salute del corridore, sia per salvaguardare la regolarità della prestazione. E chi soffre di asma cronica o carenza di qualche ormone smetta di fare il corridore e pensi a curarsi...
 

peggio

Mod da quasi kom
20 Aprile 2006
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Centumcellae - Terra di Cafoni
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Bici
Semiprofessionale con meccanismo ragazzo di campagna
http://www.cicloweb.it/art641.html
Io in questo articolo ho letto molte cose giuste, anzi sacorsante.
Di Landis sono schifato.
Sono schifato che a vincere sia Pereiro Sio che per mezzo tour va alla metà di Bruseghin e poi di colpo dopo la fuga tiene alla grande...
Lemond prima dice che nei 50 non si arriva senza doping e poi dice che Landis è pulito...
Ma cavolo qui onguno ha una sua teoria.
Io non propongo la mia, ma dico di fare qualcosa perché non se ne può più, almeno partiamo con qualche cosa.
Qui ci prendono per i fondelli anche quelli del calcio!
Io sono stufo, io amo il ciclismo e se fossi Avvocato farei causa a tutti perché deturpano, stuprano la mia passione...
Alhoa
 

q

Pignone
11 Maggio 2004
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Quello che penso del ciclismo è questo:
loro, i professionisti, che facciano quello che preferiscono...non penso che guarderò con grande interesse le prossime gare; questo fino a che non sarà fatta chiarezza sul doping, ovvero fino a che non saranno stilate regole che permettano a tutti di correre alla pari, dopati o meno, con uso di integratori o meno...insomma l'UCI si impegni a stilare norme trasparenti che permettano di stabilire che i furbi non la passano liscia oppure si arrenda all'evidenza della diffusione "pandemica" del fenomeno doping nelle 2 ruote professionistiche. Del resto non ha dell'umano quello che fanno i corridori in una corsa a tappe. Poi lo fanno a medie spaventose.
Poi c'è il mio mondo della bicicletta, io e la mia "macchina", fusione di un corpo e metallo che si trasformano in movimento e divertimento, in sudore e fatica...in splendide passeggiate alla ricerca di nuovi limiti, di nuovi confini ma sempre all'insegna del divertimento, della passione e dell'acqua naturale...Io bevo la birra alla fine di una girata...Floyd aveva della "birra" in corpo e non era a base di malto.
 
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...

Guest
q ha scritto:
Quello che penso del ciclismo è questo:
loro, i professionisti, che facciano quello che preferiscono...non penso che guarderò con grande interesse le prossime gare; questo fino a che non sarà fatta chiarezza sul doping, ovvero fino a che non saranno stilate regole che permettano a tutti di correre alla pari, dopati o meno, con uso di integratori o meno...insomma l'UCI si impegni a stilare norme trasparenti che permettano di stabilire che i furbi non la passano liscia oppure si arrenda all'evidenza della diffusione "pandemica" del fenomeno doping nelle 2 ruote professionistiche. Del resto non ha dell'umano quello che fanno i corridori in una corsa a tappe. Poi lo fanno a medie spaventose.
Poi c'è il mio mondo della bicicletta, io e la mia "macchina", fusione di un corpo e metallo che si trasformano in movimento e divertimento, in sudore e fatica...in splendide passeggiate alla ricerca di nuovi limiti, di nuovi confini ma sempre all'insegna del divertimento, della passione e dell'acqua naturale...Io bevo la birra alla fine di una girata...Floyd aveva della "birra" in corpo e non era a base di malto.
per me invece è umano. Basta prepararsi come si deve allenarsi e alimentarsi come si deve. il tour esiste non da 2 anni ma da un secolo, e 1 secolo fa non penso che sipigliavano epo e gh
 

Lenky

Scalatore
3 Ottobre 2004
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Bici
...un ricordo
atsic ha scritto:
per me invece è umano. Basta prepararsi come si deve allenarsi e alimentarsi come si deve. il tour esiste non da 2 anni ma da un secolo, e 1 secolo fa non penso che sipigliavano epo e gh


.....no pigliavano le anfetamine che usavano anche i soldati in guerra:roll:
 

freter

Gregario
3 Maggio 2004
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www.teamparkpre.com
Per rilevare la gran parte delle sostanze proibite si farebbe molto presto.
Basterebbe introdurre nei medicinali dei "traccianti" per renderli evidenti immediatamente al controllo.
Qualcuno propone la cosa da anni, ma naturalmente per un tornaconto generale, le case farmaceutiche si sono sempre rifiutate della cosa.....basta pensare che negli ultimi anni la vendita di Epo ha superato di gran lunga quella dell'aspirina...da non credere vero?!??! Eppure è così.
E' tutta una questione di soldi.
 

q

Pignone
11 Maggio 2004
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Lenky ha scritto:
.....no pigliavano le anfetamine che usavano anche i soldati in guerra:roll:
...concordo...l'idea del doping nasce con lo sport. La "bomba" è sempre esistita...lo diceva anche la buonanima di Ginettaccio!!!!!
La mia opinione è che si debba pensare allo sport professionistico come ad un mondo completamente diverso da quello amatoriale...chi fa sport per passione vuole sopratutto divertirsi...e cerca di spingersi oltre i propri limiti esclusivamente per soddisfazione personale.
Un professionista, si badi bene di qualsiasi sport, non pratica esclusivamente per passione o per divertimento, pratica per vivere. Con quella attività, per altro destinata a durare un breve lasso di tempo rispetto all'intero arco della propria vita vorrebbe trarne di che vivere dignitosamente. Gli ingaggi li ottiene in base ai risultati e i risultati, se il doping è diffuso arrivano solo se si dopa...ergo anche se volesse essere pulito non può!!!! Altrimenti niente pagnotta!!!!!!!! E' triste ma è il mondo reale ed è quello che succede in qualsiasi sport...non a caso i controlli antidoping hanno colpito in maniera trasversale tutti gli sport. Non solo il ciclismo.
Allora cosa rimane da fare?
Si dovrebbero mettere al corrente chi si dopa dei rischi che corre e che molto probabilmente non vivrà troppo a lungo facendo uso di quelle sostanze...Solo in quel momento l'atleta avrà i mezzi per fare le proprie scelte in piena coscenza.
Avete visto Ogni Maledetta Domenica?
 
?

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Guest
atsic ha scritto:
ai tempi di coppi e bartali? io parlo di venti anni prima...
e poi pure allora non tutti le prendevano (erano davvero pochi) eppure i tour e i giri li finivano e le condizioni generali non erano quelle di oggi. Ora sono coccolati e stanno in alberghi a 4 stelle prima dormivano nei casermoni
 
?

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Guest
q ha scritto:
Si dovrebbero mettere al corrente chi si dopa dei rischi che corre e che molto probabilmente non vivrà troppo a lungo facendo uso di quelle sostanze...Solo in quel momento l'atleta avrà i mezzi per fare le proprie scelte in piena coscenza.
Avete visto Ogni Maledetta Domenica?

lo sanno e se ne accorgono. Essere impotenti a 25-26 anni e pure meno a volte è abbastqanza anomalo. Avere le gonadi grandi quanto un chicco di grano non è normale, immagino che loro ogni tanto controllino i gioielli di famiglia e si accorgano di qualche problema.