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Esperimento: Training and Racing without a Power Meter
Testo
<blockquote data-quote="lupus" data-source="post: 3483676" data-attributes="member: 23620"><p>Il modello principale è la classica formula di Ambrosini.</p><p>E sì, tengo conto anche delle accelerazioni (possono essere significative come contributo alla potenza in brevi tratti, anche se per la maggior parte della traccia sono insignificanti, ricordando che siamo sempre nel contesto di un'uscita in solitaria).</p><p>L'intervallo dell'output è a 1 secondo (usando una frequenza maggiore GC si incasina), ma c'è comunque applicato un filtro su periodi più lunghi. Quanto lunghi dipende dalla fonte di dati: per dati solo GPS il periodo è maggiore rispetto a dati più precisi di distanza/altitudine.</p><p>La sperimentazione mi serve appunto per valutare la strategia migliore da applicare nei vari casi.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="lupus, post: 3483676, member: 23620"] Il modello principale è la classica formula di Ambrosini. E sì, tengo conto anche delle accelerazioni (possono essere significative come contributo alla potenza in brevi tratti, anche se per la maggior parte della traccia sono insignificanti, ricordando che siamo sempre nel contesto di un'uscita in solitaria). L'intervallo dell'output è a 1 secondo (usando una frequenza maggiore GC si incasina), ma c'è comunque applicato un filtro su periodi più lunghi. Quanto lunghi dipende dalla fonte di dati: per dati solo GPS il periodo è maggiore rispetto a dati più precisi di distanza/altitudine. La sperimentazione mi serve appunto per valutare la strategia migliore da applicare nei vari casi. [/QUOTE]
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