Fibre I IIA IIB: richiesta chiarimento sul loro utilizzo.

22 Marzo 2007
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human-powered
io non essendo forse del mestiere ho cercato di fare una panoramica più ampia e comprensibile anche a chi non ha il dottorato in materia....
Spero di non averti dato l'impressione di essere quello che vuole mettere i puntini sulle i... anche perchè non ho abbastanza competenza per poterlo fare... è solo che mi appassionano queste tematiche, trovo che scambiare idee ed opinioni sia un buon modo di ragionare su questi argomenti, e in generale tendo ad essere rigoroso (forse "deformazione professionale"... tutt'altra professione, peraltro: non ho lauree o dottorati in materia)
Tutti gli esempi che tu hai preso in considerazione sono tutti atleti elite come dici tu, quindi parli di gente che si allena 10 ore al giorno tutti i giorni e penso che lo sai benissimo anche tu che con questa mole di lavoro l'adattamento fisico e metabolico è obbligatorio.... Anche se fai allenare Platinette per 10 ore al giorno dopo un paio di anni potrà ballare alla Scala.

Poi ne caso dei saltatori in alto hai preso un esempio limite perché parli di atleti con propensioni longilinei che si allenano solamente per la potenza, proprio perché alla base di questo sport c'è l'obbligo di essere leggeri.... :smile::smile::smile:
Sono sostanzialmente d'accordo (però i saltatori sono senz'altro più "talenti veloci" che non "resistenti", a prescindere dal peso - Uchov vs Barshim). Ho scritto elite proprio per contestualizzare, utilizzando questo riferimento solo come esempio (forse un po' troppo particolare). Ma non volevo estrapolare e generalizzare, solo discutere :smile:
 
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Simone.01

Velocista
2 Luglio 2014
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Trek Emonda SL6
Interessante argomento su cui posso dire poco perché sono veramente ignorante. Esistono dei libri in italiano che trattino questi argomenti correlati alla pianificazione degli allenamenti?
Per quanto riguarda la "mutazione" di un fibra da una tipologia all'altra ho capito da quello che avete detto che si tratta di un processo lungo. Nel caso in cui, invece, uno abbia poca massa muscolare e incominci ad allenarsi per mettere su massa magra le nuove fibre che si creano seguono la tipologia di allenamento?

Io sono molto magro e ho una massa muscolare poco sviluppata. Se faccio allenamenti di resistenza o se vado in palestra svilupperò fibre diverse, giusto? Se facessi sia l'uno che l'altro?
 
22 Marzo 2007
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human-powered
Confermo che ciò che stai scrivendo è molto interessante,volevo porti una domanda se possibile: sai spiegare se non in maniera dettagliata anche orientativamente,ipotizzando una media campione X di atleti,per quanto tempo le fibre I riescono a lavorare con il battito cardiaco in soglia anaerobica (quindi 4 mMol/l)prima di aver bisogno dell'ausilio delle fibre IIa per riuscire a mantere l'intensità di soglia e ritardare quindi l'affaticamento muscolare?
Esiste una correlazione tra soglia anaerobica e fibre IIa?
Belle domande :wacko:
(tranne, a rigore e come si diceva prima, il riferimento alla frequenza cardiaca: il problema, per il ciclismo, è citato anche sul Weineck).
Probabilmente porre la questione in questi termini per ottenere indicazioni direttamente utilizzabili è un approccio un po' troppo complesso; cioè dovresti comunque ottenere la tua risposta al carico che, dipendendo da molti fattori (compreso l'affaticamento, che in quanto percezione ha aspetti difficilmente quantificabili) è difficile da prevedere a tavolino.
Penso possa essere più semplice e produttivo affrontare il problema all'opposto: sia applicare un determinato carico ed analizzare i tuoi parametri di risposta; sia provare ad applicare dei carichi (tarati sulla base della tua risposta), monitorando se quello che ottieni è coerente con quello che attendevi e modificando di conseguenza (guidato certamente dai ragionamenti qualitativi di cui sopra, la cui importanza relativa potrà essere "pesata" in funzione di ciò che ottieni).
Ovviamente è solo il mio punto di vista in questo momento (comunque ci penso, alle domande :smile:)