Fissiamo dei paletti

menez

Pedivella
7 Giugno 2009
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livorno
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ebbene si lo ammetto sono un fautore della palestra.
a me non interessa la tipologia di sport, infatti se scorro a mente gli atleti che ho preparato per competizioni dal campionato provinciale alle olimpiadi, devo dire che sono molti, figurarsi poi se in mezzo a questi, dal rugby al sincronizzato alla maratona e via così, c'è anche la danza classica..............ripeto sono fautore dell'allenamento con sovraccarichi e di tutto quanto ruota attorno alla Forza espressa dall'uomo nel gesto e alle tipologie di intervento necessarie e specificatamente studiate per migliorare il complesso prestativo.
ecco perchè non mi pongo alcun problema nel valutare un ciclista e le sue carenze nel passo in pianura, in salita, negli sprint e via così, perchè sono sempre e comunque riconducibili ad una carenza di forza.
La carenza di studi e le varie questioni sollevate dai preparatori, rendono oltremodo a tutt'oggi carente l'approccio ad una preparazione moderna e mirata per il ciclista.
questione di mentalità, domani saremo qui a domandarci se è utile o meno inserire delle serie "pumping" sulle gambe in base agli ultimi studi sulle fibre resistenti, ma ad oggi siamo ancora molto lontani.
mi sembra che coniugare forza a evento ciclico e resistente sia ancora tabù.
molti anni or sono mi si presentò una maratoneta, la campionessa italiana amatori dell'anno, la quale, su indicazione di Pizzolato,avrebbe dovuto migliorare la "forza" sulla spinta attraverso un potenziamento mirato in palestra.
Preparando poi alcuni nuotatori fondisti, anni or sono, si studiarono proprio gli interventi di forza nellla bracciata e in collaborazione con alcuni colleghi si cercò di specificare al meglio la programmazione di intervento per la forza nelle sue espressioni nello sviluppo di una gara di 5km: iniziale o innesco, mantenimento nella fase centrale, fase ultimi 1000mt, fase di impegno massimale nei 150 mt finali.
con questa "topografia" della variazione dell'impegno di forza nello sviluppo della gara e in stretto e continuo rapporto con l'efficienza metabolica (si parla di fibre impegnate), si studia il valore della forza nella complessità della prestazione.
così è per il ciclista, occorre valutare la complessità prestativa.
in questo modo le oscillazioni dei valori di forza diventano interessanti e macroscopici, specificità e aspecificità devono essere quindi posti si in relazione, ma l'aspecificità deve essere quanto mai più aderente alla specificità.
in definitiva il lavoro da svolgersi deve essere non sul wattaggio o potenza, ma sul significato metabolico dell'intervento, ovvero sulla tipologia di fibre impegnate e di valutandone l'efficienza individuale, un lavoro interessante e molto complesso.
 

Il Dott

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4 Agosto 2009
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bella
la trasformazione e il "transfert" da aspecifico (palestra) a specifico (pedalare) è una componente non ancora così effettivamente definita da studi.

Ecco la dimostrazione (traduzione in fondo della sola conclusione)

J Strength Cond Res. 2010 Jan 12. [Epub ahead of print]
The Effects of Resistance Training on Road Cycling Performance Among Highly Trained Cyclists: A Systematic Review.

Yamamoto LM, Klau JF, Casa DJ, Kraemer WJ, Armstrong LE, Maresh CM.
Human Performance Laboratory, Department of Kinesiology, Neag School of Education, University of Connecticut

Highly trained cyclists may be hesitant to incorporate resistance training (RT) with their endurance training (ET) because of the mixed data regarding concurrent RT and ET (CT). The purpose of this review was to search the scientific body of literature for randomized controlled trials (RCTs) of CT on road cycling performance for highly trained cyclists. Key words (including cycling and strength training) were used to search relevant databases through September 2009 for literature related to CT. Randomized controlled trials were included if they scored >/=5 on the Physiotherapy Evidence Database scale. Five studies met the inclusion criteria: highly trained road cyclists (>7 h.wk or > 150 km.wk, with at least 6 months of training), outcome measure was cycling performance (time trial or time to exhaustion), and RT performed off-bike. Two of the 5 studies found no improvement in performance with CT, but these studies added RT on top of the athletes' existing ET. The 3 studies with improved cycling performance replaced a portion of the athletes' ET with RT, and 2 of the 3 studies included high-intensity explosive-type resistance exercises. Despite the limited research on CT for highly trained cyclists, it is likely that replacing a portion of a cyclist's ET with RT will result in improved time trial performance and maximal power.

La conclusione dice:
nonostante la scarsa ricerca su CT (concurrent training - allenamento misto bici/palestra, ndt), è probabile che sostiuire una porzione dell'allenamento di un ciclista con RT (resistance training - allenamento in palestra, ndt) comporti una migliorata performance e un aumento della potenza massima.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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highly trained road cyclists (>7 h.wk or > 150 km.wk)
7h/ settimana li fa a un allievo 1° anno/esordiente.... :P non mi sembra un gran termine di paragone come carico in un microciclo.

Cercherò la controparte, comunque ciclisti che vogliono perdere tempo in palestra con pressa e/o altro (lo dico contro ciò che faccio, io collaboro in una palestra...) faccia pure.
 

Il Dott

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etwas

Apprendista Velocista
14 Dicembre 2007
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comunque ciclisti che vogliono perdere tempo in palestra con pressa e/o altro (lo dico contro ciò che faccio, io collaboro in una palestra...) faccia pure.[/quote]


come posso fare allora ad aumentare la mia forza per le salite, o meglio affrontarle a una velocita' maggiore, visto che purtroppo non ho l'ematocrito a 60 e a 90 rpm non ce la faccio a resistere , quindi dico io , non mi resta che tirare giu' due denti per far velocita' ma non ho la forza o resistenza per spingerli, scusa ma non sono un tecnico , (e si capisce leggendomi), grazie
 

Il Dott

Apprendista Scalatore
4 Agosto 2009
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Questo non riesco a scaricarlo
e spendere 69 dollari per comprarlo
non ne ho voglia!!
Traduzione in fondo delle parti in neretto

Sports Med. 2005;35(4):285-312.
The science of cycling: physiology and training - part 1.

Faria EW, Parker DL, Faria IE.
Exercise Physiology Laboratories, University of New Mexico, Albuquerque, USA.

The aim of this review is to provide greater insight and understanding regarding the scientific nature of cycling. Research findings are presented in a practical manner for their direct application to cycling. The two parts of this review provide information that is useful to athletes, coaches and exercise scientists in the prescription of training regimens, adoption of exercise protocols and creation of research designs. Here for the first time, we present rationale to dispute prevailing myths linked to erroneous concepts and terminology surrounding the sport of cycling. In some studies, a review of the cycling literature revealed incomplete characterisation of athletic performance, lack of appropriate controls and small subject numbers, thereby complicating the understanding of the cycling research. Moreover, a mixture of cycling testing equipment coupled with a multitude of exercise protocols stresses the reliability and validity of the findings. Our scrutiny of the literature revealed key cycling performance-determining variables and their training-induced metabolic responses. The review of training strategies provides guidelines that will assist in the design of aerobic and anaerobic training protocols. Paradoxically, while maximal oxygen uptake (V-O(2max)) is generally not considered a valid indicator of cycling performance when it is coupled with other markers of exercise performance (e.g. blood lactate, power output, metabolic thresholds and efficiency/economy), it is found to gain predictive credibility. The positive facets of lactate metabolism dispel the 'lactic acid myth'. Lactate is shown to lower hydrogen ion concentrations rather than raise them, thereby retarding acidosis. Every aspect of lactate production is shown to be advantageous to cycling performance. To minimise the effects of muscle fatigue, the efficacy of employing a combination of different high cycling cadences is evident. The subconscious fatigue avoidance mechanism 'teleoanticipation' system serves to set the tolerable upper limits of competitive effort in order to assure the athlete completion of the physical challenge. Physiological markers found to be predictive of cycling performance include: (i) power output at the lactate threshold (LT2); (ii) peak power output (W(peak)) indicating a power/weight ratio of > or =5.5 W/kg; (iii) the percentage of type I fibres in the vastus lateralis; (iv) maximal lactate steady-state, representing the highest exercise intensity at which blood lactate concentration remains stable; (v) W(peak) at LT2; and (vi) W(peak) during a maximal cycling test. Furthermore, the unique breathing pattern, characterised by a lack of tachypnoeic shift, found in professional cyclists may enhance the efficiency and metabolic cost of breathing. The training impulse is useful to characterise exercise intensity and load during training and competition. It serves to enable the cyclist or coach to evaluate the effects of training strategies and may well serve to predict the cyclist's performance. Findings indicate that peripheral adaptations in working muscles play a more important role for enhanced submaximal cycling capacity than central adaptations. Clearly, relatively brief but intense sprint training can enhance both glycolytic and oxidative enzyme activity, maximum short-term power output and V-O(2max). To that end, it is suggested to replace approximately 15% of normal training with one of the interval exercise protocols. Tapering, through reduction in duration of training sessions or the frequency of sessions per week while maintaining intensity, is extremely effective for improvement of cycling time-trial performance. Overuse and over-training disabilities common to the competitive cyclist, if untreated, can lead to delayed recovery.

Traduzione:
Qui per la prima volta presentiamo il razionale per contestare alcuni miti relativi a concetti sbagliati e alla terminologia del ciclismo

I lati positivi del metabolismo del lattato scacciano il mito dell'acido lattico

Ogni aspetto della produzione di lattato è vantaggioso per la performance ciclistica. Per minimizzare la fatica muscolare, è evidente l'efficacia dell'impiego di una combinazione di differenti ed elevate cadenze di pedalata.

Lo studio indica che gli adattamenti nei muscoli periferici giocano un ruolo più importante degli adattamenti centrali.

Sprint relativamente brevi ma intensi possono migliorare l'attività enzimatica, potenza max e Vo2max.


La riduzione della durata delle sessioni di allenamento o la frequenza delle sessioni mantenendo costante l'intensità è estremamente efficace nel miglioramento della performance ciclistica.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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su questo sono pienamente d'accordo, proprio perchè le sedute devono essere mirate e specifiche, i benefici di un protocollo Tabata o di ripetute 40-20 sono tangibili.
 

menez

Pedivella
7 Giugno 2009
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livorno
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....benvenuto ciclismo.
quindi che fare?
come interpretare questi dati fattivamente?
che significato hanno le riduzioni della durata nella stesura di un programma di preparazione fisica?
pare a questo punto:
la riduzione della durata è strettamente collegata con un ridimensionamento del volume di lavoro, ma se questo scende allora fa seguito un innalzamento dell'intensità di lavoro.
oppure si riduce la frequenza delle sessioni di allenamento,e viene mantenuta costante l'intensità, si stabilizzano cioè i valori di forza raggiunti.
mi pare che lo studio ponga in risalto questi due aspetti:
un ciclo di riduzione del volume di lavoro
un ciclo di riduzione della frequenza con stabilizzazione dell'intensità su livelli costanti.
il metabolismo delle fibre intermedie di natura ossidativa e glicolitica è fondamentale per comprendere la direzione degli allenamenti sul mezzo e a seguire le preparazioni in sala pesi, e se si pensa che attraverso i sovraccarichi intervengo proprio sulla natura metabolica delle fibre, questo svela il forte connubio tra la preparazione in sala pesi e l'allenamento sul mezzo.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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[url]http://www.edb.utexas.edu/coyle/pdf%20library/(40)%20Coyle,%20Feltner%20et%20al,%20Physiological%20and%20biochemical%20determinants%20of%20elite%20endurance%20cycling%20performance,%20Med%20and%20Sci%20in%20Sports%20and%20Exercise,%2023,%2093-107,%201991.pdf[/URL]
Importanza Fibre Tipo I

[url]http://www.uni.edu/dolgener/Fitness_Assessment/Core%20Training%20NSCA.pdf[/URL]
Articolo "pro" carichi in palestra

[url]http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8614322?dopt=Abstract[/URL]
Riesamina del concetto di transfert (la potenza è gesto-velocità dipendente)

[url]http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi%3Fcmd%3DRetrieve%26db%3DPubMed%26list_uids%3D8289617%26dopt%3DAbstract&usg=AFQjCNEuBWg8gzyN4RhzUyh2LynZp5EXAA[/URL]
Considerando 1) specificità degli angoli, 2) specificità della velocità e 3)
risultati dello studio, che indica che la resistenza ottimale come carico da utilizzare per cercare d'incrementare la massima potenza è quella raggiungibile col gesto specifico (nè più nè meno)....la conclusione sarebbe che il modo migliore per allenare uno sprint....è fare sprint

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10378917
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11820327
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19826297
Inconsistenza di benefici da carichi "extra"

riporto un' "equazione" che mi sembra molto semplice, ma non semplicistica

lift weights = bigger muscles = more weight = lower w/kg
 

Il Dott

Apprendista Scalatore
4 Agosto 2009
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Bici
bella

Prendo atto degli ultimi 3 studi.:eek:
Questi sono in apparente contraddizione
con i risultati che ho indicato io.
Dico apparente perchè in realtà questa
contraddizione è solo la dimostrazione
che dietro questo discorso ci son
troppe variabili che agiscono contemporaneamente
e che, purtroppo, non riusciamo a
tenere in conto.
Come ti dicevo, sono pronto a rimettere
in discussione le mie conclusioni...
e da buon ricercatore ()
aspetto che si faccia chiarezza
ovvero che esca una revisione sistematica
(metanalisi) dei migliori studi pubblicati.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
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Dott comprendo e condivido pienamente la tua (nostra) necessità di chiarezza.
Mancano riferimenti utili e realmente attendibili però gli strumenti ci sono.
La tendenza per il futuro però sta nel fronte "neuromuscolare" più che condizionale (in particolare Forza).
 

Il Dott

Apprendista Scalatore
4 Agosto 2009
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Bici
bella
Questo è interessante!!
pare che bere le energy drink
prima di una gara ne aumenti
la prestazione...

Improved cycling time-trial performance after ingestion of a caffeine energy drink.

Ivy JL, Kammer L, Ding Z, Wang B, Bernard JR, Liao YH, Hwang J.
Department of Kinesiology and Health Education, University of Texas, Austin, TX 78712-0360, USA.
CONTEXT: Not all athletic competitions lend themselves to supplementation during the actual event, underscoring the importance of preexercise supplementation to extend endurance and improve exercise performance. Energy drinks are composed of ingredients that have been found to increase endurance and improve physical performance. PURPOSE: The purpose of the study was to investigate the effects of a commercially available energy drink, ingested before exercise, on endurance performance. METHODS: The study was a double-blind, randomized, crossover design. After a 12-hr fast, 6 male and 6 female trained cyclists (mean age 27.3 +/- 1.7 yr, mass 68.9 +/- 3.2 kg, and VO2 54.9 +/- 2.3 ml x kg-1 x min-1) consumed 500 ml of either flavored placebo or Red Bull Energy Drink (ED; 2.0 g taurine, 1.2 g glucuronolactone, 160 mg caffeine, 54 g carbohydrate, 40 mg niacin, 10 mg pantothenic acid, 10 mg vitamin B6, and 10 microg vitamin B12) 40 min before a simulated cycling time trial. Performance was measured as time to complete a standardized amount of work equal to 1 hr of cycling at 70% Wmax. RESULTS: Performance improved with ED compared with placebo (3,690 +/- 64 s vs. 3,874 +/- 93 s, p < .01), but there was no difference in rating of perceived exertion between treatments. b-Endorphin levels increased during exercise, with the increase for ED approaching significance over placebo (p = .10). Substrate utilization, as measured by open-circuit spirometry, did not differ between treatments. CONCLUSION: These results demonstrate that consuming a commercially available ED before exercise can improve endurance performance and that this improvement might be in part the result of increased effort without a concomitant increase in perceived exertion.
 

Il Dott

Apprendista Scalatore
4 Agosto 2009
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Bici
bella
Qui il dato è confermato
(in realtà questo studio è precedente
all'altro)
e in più pare che aggiungere un 2% di
proteine al drink non porti alcun benefico.


Med Sci Sports Exerc. 2006 Aug;38(8):1476-83.
Failure of protein to improve time trial performance when added to a sports drink.

van Essen M, Gibala MJ.
Exercise Metabolism Research Group, Department of Kinesiology, McMaster University, Hamilton, Ontario, Canada.

Comment in:

INTRODUCTION: Recent studies have reported that adding approximately 2% protein to a carbohydrate sports drink increased cycle endurance capacity compared with carbohydrate alone. However, the practical implications of these studies work are hampered by the following limitations: (a) the rate of carbohydrate ingestion was less than what is considered optimal for endurance performance, and (b) the performance test (exercise time to fatigue) did not mimic the way in which athletes typically compete (i.e., a race in which a fixed distance or set amount of work is performed as quickly as possible). PURPOSE: We tested the hypothesis that adding 2% protein to a 6% carbohydrate drink (CHO-PRO) would improve 80-km cycling time trial performance, as compared with a 6% carbohydrate drink (CHO) and a nonenergetic sweetened placebo (PLAC). METHODS: Ten trained male cyclists (24 +/- 2 yr; VO2peak = 63 +/- 2 mL.kg(-1).min(-1); mean +/- SE) performed an 80-km laboratory time trial (TT) on three occasions separated by 7 d. In a double-blind crossover manner, subjects ingested CHO-PRO, CHO, or PLAC at a rate of 250 mL every 15 min with no temporal, verbal, or physiological feedback. RESULTS: Time to complete the TT was 4.4% lower (P < 0.002) during CHO (135 +/- 9 min) and CHO-PRO (135 +/- 9) compared with PLAC (141 +/- 10), with no difference between CHO and CHO-PRO (P = 0.92). CONCLUSION: Ingesting 6% carbohydrate at a rate of 1 L.h(-1) (60 g.h(-1)) improved an 80-km TT performance in trained male cyclists. However, adding 2% protein to a 6% carbohydrate drink provided no additional performance benefit during a task that closely simulated the manner in which athletes typically compete.
 

Il Dott

Apprendista Scalatore
4 Agosto 2009
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bella
Stavo rileggendo un pò i vari studi
per ricavare qualche conclusione:

1) meglio sessioni brevi ma intensi
2) meglio fare frequenti cambi di ritmo
3) le SFR così come i forti carichi in palestra
danno risultati ambigui

A pensarci bene mi pare proprio la mia
ultima lezione
di spinning!!

In parte forse è vero ma in parte no.
affrontare una granfondo è qualcosa di diverso
e forse una limitazione degli studi che abbiamo
presentato (io e Roberto) è il fatto che
la performance derivante dall'allenamento
proposto viene misurata con sedute
da 30, 40 o max 60 minuti!!
sostanzialmente questi test equivalgono
ad una lezione di spinning!!!

quindi i vari test di laboratorio sono solo un surrogato
della performance che un ciclista è in grado
di sviluppare durante una granfondo!!

tuttavia, per il momento, è l'unico sistema che abbiamo...

Quindi: sotto con lo spinning!!
 

menez

Pedivella
7 Giugno 2009
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anche a me non pare che gli studi dicano qualcosa di conclusivo, infatti è risaputo errore strumentalizzarne il risultato, come del resto avviene per tutti gli studi in materia.
vi sono studi datati fine anni 80, molte cose in termini di metodiche, strumenti e mezzi utilizzati, sono cambiati.
Inoltre è mia personalissima convinzione assegnare il giusto valore alle combinazioni allenanti.
Per mia natura diffido delle conclusioni affrettate e generalizzate, un errore metodologico che non tiene conto delle forti individualità allenanti.
le sedute brevi ed intense sono utili, ma vanno contestualizzate e specificate, così come tutti i mezzi utilizzati dalle sfr alle ripetizioni o all'interval training con una gamba....sono utili a chi? sono utili a tutti coloro che.........................
alcuni test sulla bici statica, sono eseguiti con il massimo impegno per 60 minuti, occorre una forte motivazione spesso sottovalutata, come elemento di prim'ordine per concludere la prova o per renderla coerente con i propri mezzi psicofisici, da qui spesso la non giusta praticità.
.....se lo spinnning fosse ineccepibilmente utile ed efficace, la maggior parte, o tutti i ciclisti professionisti lo adotterebbe nelle proprie preparazioni, oppure se qualcuno lo utilizzasse, occorrerebbe verificarne le modalità esecutive e le frequenze di allenamento (quante volte a settimana e come), in pratica ogni mezzo allenante detiene un coefficiente allenante k, un valore che ne riconosce le affinità e le "sovrapposizioni anatomiche" con il gesto di gara.
maggiore è l'affinità, maggiore la specificità, e da questo si utilizza in un ciclo dedicato, nel periodo di preparazione.
 

sergio3vi

Pedivella
per esperienza personale : facendo diversi tipi di allenamento specifico e mirato senza andare in palestra posso confermare che tutto fa.
1 - più sti in bici meglio vai
2 - per un salto di qualità i lavori specifici sono indispensabili e nessuno trascurabile
soglia in pianura, in salita , sfr , cambi di ritmo , alte cadenze, accellerazioni , fondo , uscite di gruppo,fuori soglia , ecc. ecc.
3 - personalmente le sfr a cadenza 35/40 le trovo un vero tocca sana in ripetizioni da 10 min in su per 3 ripetute ( che faccio a preparazione già avanzata)
4 - il ritmo migliora tantissimo con le gare e il sensi che tali ti sviluppano

ne deduco dal art. del Dott che l' esperinza di Moser nel record del ora con preparazione ad sfr non vale niente...
 

menez

Pedivella
7 Giugno 2009
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livorno
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è evidente che stare in bici consente di migliorare la prestazione.
Weineck, uno studioso, allenatore e metodologo raffinato, in un lavoro specifico circa la "preparazione fisica ottimale del giocatore di pallacanestro", sottolinea un aspetto importante della questione:
" i giocatori della Lega non professionisti, possono trarre grossi benefici attraverso un continuo allenamento in campo, senza ricorrere ad alcun mezzo di preparazione fisica parallelo, questo per indisponibilità di tempo".
Per un amatore quindi, lo stare in bici quanto possibile nell'arco della settimana, diviene oltremodo produttivo.
certamente quando la stagione non consente alcuna uscita, meglio curare la componenete cardiorespiratoria e di forza muscolare dedicando loro delle sessioni allenanti differenziate e complex:
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