Forza, agilità... e salite che mi rimbalzano!

loopad

Pignone
31 Ottobre 2009
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bellissima
Torno un attimo on topic per aggiornare la mia situazione. :-x

Per il momento, a settembre (considerato il maltempo e qualche impegno di lavoro), 5 uscite per un totale di 318 km. Fanno oltre 62 km di media per uscita, quindi ho allungato un po' la percorrenza in termini di km.
Tutte le uscite sono state fatte a buon passo (oltre 29.5 km/h di media * ), e solitamente svolgo due cicli di 3 ripetute l'uno, con opportuni intervalli.

Sensazione generale: maggior facilità di pedalata ad altà velocità, ma un po' di fatica negli ultimi 10 km (probabilmente devo ancora imparare a dosare le forze).

L'obiettivo è riuscire ad arrivare a fare - prima di fine stagione - uscite di circa 85/90 km, cioè due ore e mezza abbondanti (adesso al massimo ne ho fatti 74), che mi permetterebbero di raggiungere da casa le prime salitine della Valle di Mezzane oppure le Torricelle a Verona e quindi di inserire un po' di salita.


* OSSERVAZIONE: dev'esserci una motivazione psicologica che giustifica il fatto che non riesca mai a tenere i 30 km/k di media, ma mi fermi magari a 29.8. Va comunque considerato che nell'uscita metto sempre 15/20' di riscaldamento e 10' di defatigamento, in cui le velocità sono per forza di cose molto basse (25 km/h, o giù di lì), per cui su due ore di uscita una mezz'oretta se ne va così..
 

Frenz

Pedivella
29 Luglio 2006
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Trek Madone 6.9 - Specialized Tarmac S-Works
Sensazione generale: maggior facilità di pedalata ad altà velocità, ma un po' di fatica negli ultimi 10 km (probabilmente devo ancora imparare a dosare le forze).


Forse più che dosare le forze dovresti mangiare.
Io se non inizio a mangiare dopo 1 ora al 70esimo km vado in crisi.
 

BuckJack

Apprendista Passista
21 Luglio 2008
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BMC Teammachine
In merito al discorso salite, sulla base della mia piccola esperienza, ti posso dire che le salite si fanno prima con la testa e poi con le gambe ed il cuore.
Infatti il primo ostacolo da sorpassare e quello psicologico. Se non sei abituato alla salita appena te ne ritrovi una già ti pianti psicologicamente dopo qualche centinaio di metri.
Logicamente fare salite e rifarle e rifarle alla fine le "metabolizzi" meglio.
Poi ognuno le affronta secondo le proprie performance e le differenze sono in termini di tempo. Ma la testa è quella che comanda.
Buone pedalate
 

loopad

Pignone
31 Ottobre 2009
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bellissima
In merito al discorso salite, sulla base della mia piccola esperienza, ti posso dire che le salite si fanno prima con la testa e poi con le gambe ed il cuore.
Infatti il primo ostacolo da sorpassare e quello psicologico. Se non sei abituato alla salita appena te ne ritrovi una già ti pianti psicologicamente dopo qualche centinaio di metri.
Logicamente fare salite e rifarle e rifarle alla fine le "metabolizzi" meglio.
Poi ognuno le affronta secondo le proprie performance e le differenze sono in termini di tempo. Ma la testa è quella che comanda.
Buone pedalate

sicuramente da questo tuo intervento, e da altri all'interno di questa discussione, è emerso che la testa ha un aspetto importante: credo, nel mio caso, che ci sia un eccesso di entusiasmo che mi porti a scegliere un passo palesemente insostenibile che mi porta rapidamente a scoppiare.
 

FDG

Apprendista Cronoman
4 Luglio 2006
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Bianchi Nirone
sicuramente da questo tuo intervento, e da altri all'interno di questa discussione, è emerso che la testa ha un aspetto importante: credo, nel mio caso, che ci sia un eccesso di entusiasmo che mi porti a scegliere un passo palesemente insostenibile che mi porta rapidamente a scoppiare.

Non ti converrebbe semplicemente allentare il passo non appena senti un carico eccessivo? Certo, è sempre brutto prolungare il tempo di percorrenza di una salita - anche escludendo la performance, si tratta di dover soffrire per più minuti :mrgreen: però all'inizio è così.
Ti dico anche che, dopo anni e anni, le salite rimangono comunque sempre faticose, dunque non ti aspettare di poterle affrontare senza sforzarti.
 

BuckJack

Apprendista Passista
21 Luglio 2008
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BMC Teammachine
Non ti converrebbe semplicemente allentare il passo non appena senti un carico eccessivo? Certo, è sempre brutto prolungare il tempo di percorrenza di una salita - anche escludendo la performance, si tratta di dover soffrire per più minuti :mrgreen: però all'inizio è così.
Ti dico anche che, dopo anni e anni, le salite rimangono comunque sempre faticose, dunque non ti aspettare di poterle affrontare senza sforzarti.
Quotone, è il bello della salita.
Con una maggiore performance le affronti + velocemente ma sempre faticando!
 

loopad

Pignone
31 Ottobre 2009
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bellissima
bè sicuramente! ma è anche il bello della bici!

però la fatica dev'essere sempre commisurata al tipo di sfida. per questo, come ho spiegato quando ho aperto il post, mi sembra di fare "troppa fatica" su salite facili, in confronto a come vado in piano e a quello che vedo fare a altri: se in una salita al 4% mi devo fermare tre volte o se il 39x27 mi sembra un rapporto lunghissimo, vuol dire che c'è ancora molto da lavorare!
 

loopad

Pignone
31 Ottobre 2009
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Bici
bellissima
dopo un settembre in cui tra maltempo e influenza non ho fatto dislivello, ieri bella uscita per testare e mettere in pratica i consigli che ho ricevuto in questo thread.

il giro è quello dell'allegato: 45 km, di cui 14 in salita per un dislivello di 700 m.

Nonostante il vento, la sensazione è stata migliore delle volte scorse: per fare la pissarotta da Pigozzo a Cerro (http://www.salite.ch/cerro5.asp) ci ho messo un minuto in più dell'altra volta, ma ho cercato di salire regolare, anche se molto lento, con 39x21 o 39x24, tenendo il 27 solo per i tratti di "buio"; poi, negli ultimi due km all'8% ho ulteriormente rallentato (parlo di 12 o 13 all'ora...), ma sono riuscito ad arrivare su, e sinceramente non ci avrei giurato. Una sola sosta tecnica per mettermi la mantellina, visto che stavo morendo di freddo.
Come FC mi sono mantenuto lungo tutta la salita tra i 165 e i 175 battiti, e sono andato fuori soglia solo quando mi sono alzato sui pedali per sgranchirmi il sedere.. Per quanto riguarda la cadenza, ho cercato di rimanere tra le 75 e le 80 pedalate al minuto, anche se ogni tanto avevo la tentazione di mettere il rapporto più corto e aumentare.

Poi 10 km di discesa (mi diverto un sacco, vale la pena di salire solo perchè poi si scende!!!), un bel tratto in piano e l'ultimo dentino della salita di Novaglie (http://www.salite.ch/novaglie.asp?M...egpbp&dx=485&dy=330&empriseW=970&empriseH=661), mezzo km al 9.5%, che è passato via abbastanza regolare nonostante fossi stanco e nonostante fosse la mia prima volta sopra il 10%!

Considerazioni:
- ce l'ho fatta ad arrivare fino a Cerro (l'altra volta avevo girato la bici prima del bivio, saltando gli ultimi due km all'8%), e quindi è una bella soddisfazione
- cadenza, rapporti e FC mi sono sembrati più azzeccati: ho cercato di "ascoltarmi", e se sentivo che stavo esagerando mettevo il rapporto più corto, rallentavo e aspettavo di riprendere un po' fiato
- ho variato molto il rapporto che usavo in base alla pendenza della strada, cosa che prima non facevo: appena finiva il tratto più duretto, toglievo il 27 e mettevo il 24 o 21, per poi rimettere il 27 quando mi sembrava che la strada salisse più decisa.

Di sicuro tempi e velocità di ascesa fanno intuire che c'è molto lavoro da fare e i margini di miglioramento sono ampi.

Direi che bisogna lavorare per migliorare SIA la capacità di mantenere lo sforzo (e di usare FC più basse) SIA la forza nelle gambe, che sicuramente mi manca.

eventuali commenti sono i benvenuti!
 

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