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<blockquote data-quote="green dolphin" data-source="post: 2343283" data-attributes="member: 7692"><p>Molto interessante questo discorso...mi frullava in testa da un po' ma non avevo trovato riscontri per definirne i termini.</p><p> </p><p>Mi è capitato alcuni mesi fa di acquistare un paio di scarpe nuove, e ho riscontrato quanto detto sopra solo cambiando scarpe e di conseguenza posizione delle tacchette.</p><p> </p><p>La premessa è che la mia caratteristica è pedalare un po' di punta, peso 63 kg. x 1,78, mi trovo molto bene in salita, soprattutto sui pedali, mentre soffro un po' nei tratti in pianura. In salita riesco a spingere bene rapporti a 70-75 rpm, in piedi sono tra 60 e 70, non ho difficioltà a fare cambi di ritmo ed aumentare le rpm o scalare un rapporto, e mi trovo a mio agio con le pendenze sopra l'8%, e meno nelle salite pedalabili. In tanti anni che vado in bici mi son convinto che questo mio pedalare di punta mi dia certi benefici in salita vera, anche se mi toglie qualcosina nel resto. Tant'è che uso tranquillamente il 53-39, con pignoni che alterno fino al 25 o al 28, con i quali riesco a fare tutto, mantenendo sempre una buona velocità. In pianura per tenere certe velocità vado a 90 rpm, meno mi pianterei, di più tendo ad andare in affanno.</p><p> </p><p>Quindi, cambio scarpe e posiziono da zero la tacchetta, e provo a posizionarla come indicato da molti esperti sul forum (Fulvio, Emanuele, Morelli) 5 mm. dietro il metatarso.</p><p> </p><p>La situazione si era ribaltata: in pianura le velocità che prima mi obbligavano a stare a 90 rpm le sostenevo con frequenze oltre 100 rpm. In salita pedalabile, ma soprattutto in quelle salite in cui la strada ad un certo punto "spiana", ero sorpreso: riuscivo a ri-prendere velocità quasi immediatamente, mentre prima mi piantavo quasi. Per contro ho subito verificato una estrema naturalezza nel pedalare anche in salita a più alte rpm, però appena le pendenze si facevano oltre l'8% circa, non riuscivo più a salire a 70-75 rpm come facevo prima, e se ci provavo dovevo interrompere l'azione nel giro di 30 secondi e alleggerire il rapporto, e riprendere a pedalare con regolarità ad alte rpm.</p><p> </p><p>Purtroppo non ho un misuratore di potenza e non posso offrire altri dati, ma mi sembra che il posizionamento della tacchetta più indietro abbia migliorato il gesto nei tratti "pedalabili" (anche in discesa aggiungo), mentre mi ha tolto qualcosa in salita, dove la pedalata di punta rendeva efficace il gesto anche se continuato nel tempo a più basse rpm. Gli unici dati che allego sono quelli del cardio, perché ho riscontrato un impegno minore nel pedalare con la tacchetta arretrata, soprattutto in pianura e falsopiano. Però, con la tacchetta in quella posizione, in salita non sono mai riuscito a far salire il cuore ai valori di prima. Non è stato un episodio, bensì una costante: la frequenza massima poi anche con scatti in salita fatti a tutta verso il limite, rimaneva di 8-10 battiti più bassa, mentre con la tacchetta posizionata più in punta mi bastava partire e arrivavo sempre a 189-190 bpm, con moltà facilità.</p><p> </p><p>Ribadisco che ciò non è accaduto 2-3 volte, ma ho monitorato la cosa per mesi e cercando di fare una media e trovare il giusto mezzo ho provveduto via via ad avanzare la tacchetta fino a raggiungere la posizione che mi ha riportato all'inizio, e cioè pedalata più di punta e rpm medio/basse in salita: tutto era tornato come prima.</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="green dolphin, post: 2343283, member: 7692"] Molto interessante questo discorso...mi frullava in testa da un po' ma non avevo trovato riscontri per definirne i termini. Mi è capitato alcuni mesi fa di acquistare un paio di scarpe nuove, e ho riscontrato quanto detto sopra solo cambiando scarpe e di conseguenza posizione delle tacchette. La premessa è che la mia caratteristica è pedalare un po' di punta, peso 63 kg. x 1,78, mi trovo molto bene in salita, soprattutto sui pedali, mentre soffro un po' nei tratti in pianura. In salita riesco a spingere bene rapporti a 70-75 rpm, in piedi sono tra 60 e 70, non ho difficioltà a fare cambi di ritmo ed aumentare le rpm o scalare un rapporto, e mi trovo a mio agio con le pendenze sopra l'8%, e meno nelle salite pedalabili. In tanti anni che vado in bici mi son convinto che questo mio pedalare di punta mi dia certi benefici in salita vera, anche se mi toglie qualcosina nel resto. Tant'è che uso tranquillamente il 53-39, con pignoni che alterno fino al 25 o al 28, con i quali riesco a fare tutto, mantenendo sempre una buona velocità. In pianura per tenere certe velocità vado a 90 rpm, meno mi pianterei, di più tendo ad andare in affanno. Quindi, cambio scarpe e posiziono da zero la tacchetta, e provo a posizionarla come indicato da molti esperti sul forum (Fulvio, Emanuele, Morelli) 5 mm. dietro il metatarso. La situazione si era ribaltata: in pianura le velocità che prima mi obbligavano a stare a 90 rpm le sostenevo con frequenze oltre 100 rpm. In salita pedalabile, ma soprattutto in quelle salite in cui la strada ad un certo punto "spiana", ero sorpreso: riuscivo a ri-prendere velocità quasi immediatamente, mentre prima mi piantavo quasi. Per contro ho subito verificato una estrema naturalezza nel pedalare anche in salita a più alte rpm, però appena le pendenze si facevano oltre l'8% circa, non riuscivo più a salire a 70-75 rpm come facevo prima, e se ci provavo dovevo interrompere l'azione nel giro di 30 secondi e alleggerire il rapporto, e riprendere a pedalare con regolarità ad alte rpm. Purtroppo non ho un misuratore di potenza e non posso offrire altri dati, ma mi sembra che il posizionamento della tacchetta più indietro abbia migliorato il gesto nei tratti "pedalabili" (anche in discesa aggiungo), mentre mi ha tolto qualcosa in salita, dove la pedalata di punta rendeva efficace il gesto anche se continuato nel tempo a più basse rpm. Gli unici dati che allego sono quelli del cardio, perché ho riscontrato un impegno minore nel pedalare con la tacchetta arretrata, soprattutto in pianura e falsopiano. Però, con la tacchetta in quella posizione, in salita non sono mai riuscito a far salire il cuore ai valori di prima. Non è stato un episodio, bensì una costante: la frequenza massima poi anche con scatti in salita fatti a tutta verso il limite, rimaneva di 8-10 battiti più bassa, mentre con la tacchetta posizionata più in punta mi bastava partire e arrivavo sempre a 189-190 bpm, con moltà facilità. Ribadisco che ciò non è accaduto 2-3 volte, ma ho monitorato la cosa per mesi e cercando di fare una media e trovare il giusto mezzo ho provveduto via via ad avanzare la tacchetta fino a raggiungere la posizione che mi ha riportato all'inizio, e cioè pedalata più di punta e rpm medio/basse in salita: tutto era tornato come prima. [/QUOTE]
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