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Metodologie di allenamento
Forza o agilità?
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 3258635" data-attributes="member: 20890"><p>grazie Gianni, in questi mesi di osservazioni e analisi dati con Wattbike infatti confermo il tuo (e anche mio) punto di vista su quasi tutti i punti da te espressi.</p><p>Aggiungerei, alla luce di questi dati (appena riesco magari raccolgo un pò di grafici e plot e li pubblico) che nella dinamica della pedalata è utile considerare il COME viene ad applicarsi la forza, non solo la sua risultante di valore netto. Questo dato può essere fuorviante, ho alcuni atleti che raggiungono un buon bilanciamento di pedalata ma con compensazioni se non addirittura diverse posizioni nello spazio degli arti in fase di spinta quando le intensità richieste salgono (= motivo per il quale questa sola funzione, limitata a livello software, che i nuovi pedali -misuratori di forza- offriranno non mi lascia completamente soddisfatto).</p><p>Essenzialmente un'azione SFR può essere utile ma nell'ottica di un carico/esercizio moderatamente aspecifico (specie se ci si allontana da cadenze di utilizzo tipiche e allora qui si può intervenire con una ricerca di stesse coppie torcenti ma spostate a cadenze e intensità superiori) ma comporta componenti vettoriali e azioni (tecnica pedalata) che spesso divergono più o meno sostanzialmente dall'azione tipica svolta a cadenze di utilizzo tipico.</p><p>Oltre a questi aspetti tecnico/dinamici la combinazione di media intensità e poca attinenza con il gesto tipico richiesto dalla prestazione sono il fattore (dal mio punto di vista ma non solo) che identificano la tipologia di carico "SFR" o a essere rivista con le modifiche di cui sopra o a essere accantonata a favore di altre esercitazioni (intensità/dinamica/cadenze) più tipiche della performance richieste ma pur sempre focalizzate all'aspetto forza (massimale, resistente, esplosiva).</p><p></p><p>@ warsaw</p><p>infatti il carico tipico anche ad intensità submassimali (senza scatto) raggiunge valori completamente similari a quelli dello spostamento del solo corpo </p><p>(come da grafici qui postati: <a href="http://www.massarob.info/2011/09/test-pedivelle-gbsystem-con-wattbike.html" target="_blank">http://www.massarob.info/2011/09/test-pedivelle-gbsystem-con-wattbike.html</a> valore massimale di picco ~500N)</p><p>La forza non è un fattore limitante la prestazione (tranne nello scatto ed espressioni esplosive) MA il suo mantenimento e ripetibilità per unità di tempo (differenziando tra processo neuromuscolare, anaerobico ed aerobico) sì.</p><p>Più o meno tutti in ambito aerobico (o misto, c'è sempre una componente anerobica iniziale) siamo in grado di esprimere per esempio 6W/Kg , ciò che contraddistingue un amatore da un professionista è PER quanto tempo si riesce a protrarre e "resistere" a tale intensità= spesso so da troppa importanza alla componente forza quando ciò che invece ci differenzia a livello prestativo è la nostra "cilindrata" aerobica (Vo2max) che è parzialmente allenabile o quantomeno mantenibile (dopo i 30 anni statisticamente ed in soggetti sedentari si perde 1ml/kg/min all'anno).</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 3258635, member: 20890"] grazie Gianni, in questi mesi di osservazioni e analisi dati con Wattbike infatti confermo il tuo (e anche mio) punto di vista su quasi tutti i punti da te espressi. Aggiungerei, alla luce di questi dati (appena riesco magari raccolgo un pò di grafici e plot e li pubblico) che nella dinamica della pedalata è utile considerare il COME viene ad applicarsi la forza, non solo la sua risultante di valore netto. Questo dato può essere fuorviante, ho alcuni atleti che raggiungono un buon bilanciamento di pedalata ma con compensazioni se non addirittura diverse posizioni nello spazio degli arti in fase di spinta quando le intensità richieste salgono (= motivo per il quale questa sola funzione, limitata a livello software, che i nuovi pedali -misuratori di forza- offriranno non mi lascia completamente soddisfatto). Essenzialmente un'azione SFR può essere utile ma nell'ottica di un carico/esercizio moderatamente aspecifico (specie se ci si allontana da cadenze di utilizzo tipiche e allora qui si può intervenire con una ricerca di stesse coppie torcenti ma spostate a cadenze e intensità superiori) ma comporta componenti vettoriali e azioni (tecnica pedalata) che spesso divergono più o meno sostanzialmente dall'azione tipica svolta a cadenze di utilizzo tipico. Oltre a questi aspetti tecnico/dinamici la combinazione di media intensità e poca attinenza con il gesto tipico richiesto dalla prestazione sono il fattore (dal mio punto di vista ma non solo) che identificano la tipologia di carico "SFR" o a essere rivista con le modifiche di cui sopra o a essere accantonata a favore di altre esercitazioni (intensità/dinamica/cadenze) più tipiche della performance richieste ma pur sempre focalizzate all'aspetto forza (massimale, resistente, esplosiva). @ warsaw infatti il carico tipico anche ad intensità submassimali (senza scatto) raggiunge valori completamente similari a quelli dello spostamento del solo corpo (come da grafici qui postati: [url]http://www.massarob.info/2011/09/test-pedivelle-gbsystem-con-wattbike.html[/url] valore massimale di picco ~500N) La forza non è un fattore limitante la prestazione (tranne nello scatto ed espressioni esplosive) MA il suo mantenimento e ripetibilità per unità di tempo (differenziando tra processo neuromuscolare, anaerobico ed aerobico) sì. Più o meno tutti in ambito aerobico (o misto, c'è sempre una componente anerobica iniziale) siamo in grado di esprimere per esempio 6W/Kg , ciò che contraddistingue un amatore da un professionista è PER quanto tempo si riesce a protrarre e "resistere" a tale intensità= spesso so da troppa importanza alla componente forza quando ciò che invece ci differenzia a livello prestativo è la nostra "cilindrata" aerobica (Vo2max) che è parzialmente allenabile o quantomeno mantenibile (dopo i 30 anni statisticamente ed in soggetti sedentari si perde 1ml/kg/min all'anno). [/QUOTE]
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