frequenza pedalata frequenza cardiaca

texano999

Apprendista Velocista
27 Novembre 2009
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Aethos s-works
Ciao a tutti, prima avevo montato un 53-39 12-27 e ora una 50-34 12-27
ora vado motlo piu agile nelle salite impegantive riesco a stare sempre sopra gli 80 rpm mentre prima con il 39-27 stavo intorno ai 70 rpm...però ho notato che la frequenza cardiaca tende a salire con la frequenza di pedalata...e quindi più agile= più battiti e rischio fuori soglia...

che ne pensate esiste un nesso?
 

phenomena

Apprendista Cronoman
16 Novembre 2008
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Ciao a tutti, prima avevo montato un 53-39 12-27 e ora una 50-34 12-27
ora vado motlo piu agile nelle salite impegantive riesco a stare sempre sopra gli 80 rpm mentre prima con il 39-27 stavo intorno ai 70 rpm...però ho notato che la frequenza cardiaca tende a salire con la frequenza di pedalata...e quindi più agile= più battiti e rischio fuori soglia...

che ne pensate esiste un nesso?
piu' agile=piu' alta fc e' ovvio,e' altrettanto ovvio che x andare fuorisoglia devi menare di brutto.anche col 34 troverai sicuramente le cadenze a te adatte,in fondo calando due denti hai un rapporto un po piu' agile del 39.poi se eri abituato a salire a 70 rpm,mi sembra difficile che di colpo ti adatti alle 80
 

vaminga

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Ciao a tutti, prima avevo montato un 53-39 12-27 e ora una 50-34 12-27
ora vado motlo piu agile nelle salite impegantive riesco a stare sempre sopra gli 80 rpm mentre prima con il 39-27 stavo intorno ai 70 rpm...però ho notato che la frequenza cardiaca tende a salire con la frequenza di pedalata...e quindi più agile= più battiti e rischio fuori soglia...

che ne pensate esiste un nesso?

Premesso che concordo con quanto ha postato phenomena, è ovvio che avendo lo stesso pacco pignoni e montando la compact devi aumentare la frequenza di pedalata di circa il 10% (a parità di rapporto posteriore) per salire con la stessa velocità (potenza).
A parità di potenza fatichi di più ( sali a FC più alta) se usi una frequenza di pedalata inadeguata! Per esempio troppo agile rispetto a quella cui sei abituato (a cui si è abituato il tuo "motore").
O ti ricondizioni cercando di "agilizzarti" (se uno lo ritiene davvero utile), o usi la maggior agilità che ti consente la compact per affrontare salite più impegnative, che prima ti imponevano rpm troppo basse e quindi più dispendiose, a frequenze di pedalata ottimali.
 

texano999

Apprendista Velocista
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no ero abituato ad andare agile con la bici del 34 poi ho avuto il 39 per un epriodo e andavo per forza di cose piu duro non avendo rapporti ora sono toranto al 34 e sono tornato agile...il dubbio è se vale la pena salire oltre le 85/90 pedalate e avere il cuore con battito in soglia oppure indurire ridurre frequenza a 70/75 e quindi il battito ma rischiare di indurire le gambe...grazie
 

ciclotrainer

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25 Novembre 2007
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Mediamente la coppia ottimale forza/potenza si ottiene a 70-72rpm, e probabilmente a pendenze oltre il 10% anche legg sotto le 70.
Oltre le 75-80rpm bisogna andare solo quando si devono fare potenze sopra la FTP, cioè quando bisogna rispondere a brevi variazioni di ritmo, ma a regime salire regolarmente sopra le 75rpm significa essere fuori coppia, e quindi è normale che l'HR vada su e conseguentemente aumentino anche i consumi energetici.
Hai fatto bene a passare nuovamente alla compact, ma devi usare i rapporti più leggeri quando sono indispensabili, e continuare a pedalare intorno alla tua frequenza abituale, cercando semmai di portare a questa frequenza il rapporto successivo.
 

texano999

Apprendista Velocista
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Mediamente la coppia ottimale forza/potenza si ottiene a 70-72rpm, e probabilmente a pendenze oltre il 10% anche legg sotto le 70.
Oltre le 75-80rpm bisogna andare solo quando si devono fare potenze sopra la FTP, cioè quando bisogna rispondere a brevi variazioni di ritmo, ma a regime salire regolarmente sopra le 75rpm significa essere fuori coppia, e quindi è normale che l'HR vada su e conseguentemente aumentino anche i consumi energetici.
Hai fatto bene a passare nuovamente alla compact, ma devi usare i rapporti più leggeri quando sono indispensabili, e continuare a pedalare intorno alla tua frequenza abituale, cercando semmai di portare a questa frequenza il rapporto successivo.
infatti è proprio così io vado fuori giri > 85 quando cerco di variare il ritmo o di staccare gli amici...così facendo pero ho il cuore che schizza...quindi se ho capito bene tu mi consiglieresti di stare attorno agli 80 rpm considera che io vado molto agile, in pianura ho ma massima rpestazione tra 100 e 110 rpm)) e se voglio aumentare il ritmo dovrei scalare un rapporto e mantenere gli 80 rpm
 
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stefano59

Guest
Mediamente la coppia ottimale forza/potenza si ottiene a 70-72rpm, e probabilmente a pendenze oltre il 10% anche legg sotto le 70.
Oltre le 75-80rpm bisogna andare solo quando si devono fare potenze sopra la FTP, cioè quando bisogna rispondere a brevi variazioni di ritmo, ma a regime salire regolarmente sopra le 75rpm significa essere fuori coppia, e quindi è normale che l'HR vada su e conseguentemente aumentino anche i consumi energetici..........
Ciao ciclotrainer, seguo con interesse i tuoi interventi e so che non parli a vanvera, anche perché usi l'SRM.
Ti chiedo però, sulla base di quali test dai delle affermazioni così categoriche, come quella che ho segnato in neretto? Quelle che hai ricavato dalle tue personali prove o cosa?
Ti dico questo (senza voler assolutamente polemizzare per carità), perché io ad esempio mi sento molto a mio agio nel rimanere a regime sulle 80-85 rpm in salita e da prove (seppur grossolane) da me effettuate, il mio rendimento mi pare globalmente migliore.

Naturalmente, bisogna partire da una certa predisposizione innata alla agilità, unita alla voglia psicologica di aumentare le proprie rpm, a cui aggiungere una buona preparazione aerobica di base. Aggiungo anche che io sto parlando delle normali salite di montagna; se ci riferisce ai muri al 12-15% o oltre, bé il discorso si fa indubbiamente più delicato, perché più che altro a quel punto diventa solo un "farsi meno male possibile"......Almeno per me......

Insomma, io penso che ognuno di noi debba trovare la propria cadenza personale in salita, quella dove si sente più a suo agio e lavorare su quella, montando rapporti adeguati.
Sicuramente però non si può pretendere di passare da una cadenza abituale di 70 ad una di 80-85, così dall'oggi al domani.
 
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vaminga

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19 Febbraio 2010
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infatti è proprio così io vado fuori giri > 85 quando cerco di variare il ritmo o di staccare gli amici...così facendo pero ho il cuore che schizza...quindi se ho capito bene tu mi consiglieresti di stare attorno agli 80 rpm considera che io vado molto agile, in pianura ho ma massima rpestazione tra 100 e 110 rpm)) e se voglio aumentare il ritmo dovrei scalare un rapporto e mantenere gli 80 rpm


In generale si va "fuori giri" quando si esprime una potenza superiore alla propria potenza di soglia (circa la FTP) per un tempo troppo lungo.
La potenza in bici si esprime imprimendo una determinata forza (media) ai pedali ad una determinata frequenza di pedalata. Pertanto è possibile esprimere la stessa potenza a rpm diverse.
Una volta determinata la propria rpm migliore per una determinata pendenza e lunghezza di salita per salire alla propria potenza di soglia, occorre mantenere quella frequenza di pedalata, agendo opportunamente sui rapporti.
Se per certe pendenze la tua rpm ottimale è di 80 (per inciso è una frequenza abbastanza elevata per un amatore) è più conveniente scalare di rapporto - se possibile!-, mantenendo la stessa frequenza, per aumentare la velocità e cercare di staccare gli amici (a meno che non si intenda compiere uno scatto di breve durata). Così facendo (se stavi salendo alla FTP) andrai però comunque fuori soglia, quindi potrai mantenere quella potenza per un tempo limitato.
Questo in termini assai generali.
In conclusione, a mio parere, è fuorviante pensare troppo alla frequenza di pedalata perchè dopo un po' che uno va in bici con criterio si rende facilmente conto se sta andando o meno alla frequenza "giusta" per lui.
In questa prospettiva la compact ha il solo vantaggio (a mio parere) di permetterti di affrontare a frequenze più alte (quindi magari vicine alla tua rpm ottimale) salite più dure; oppure, come nel mio caso, di cercare di sopperire con una rpm un po' più elevata un inevitabile calo della forza con l'età! (Ma questa è una battaglia destinata col tempo ad una irrimediabile sconfitta :mrgreen::mrgreen:)
 
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peggio

Mod da quasi kom
20 Aprile 2006
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Centumcellae - Terra di Cafoni
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Bici
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Ciao a tutti, prima avevo montato un 53-39 12-27 e ora una 50-34 12-27
ora vado motlo piu agile nelle salite impegantive riesco a stare sempre sopra gli 80 rpm mentre prima con il 39-27 stavo intorno ai 70 rpm...però ho notato che la frequenza cardiaca tende a salire con la frequenza di pedalata...e quindi più agile= più battiti e rischio fuori soglia...

che ne pensate esiste un nesso?

Certo che esiste un nesso, avere un rapporto più agile ti fa fare meno metri, questo vuol dire che per percorrere un tratto di strada devi spendere più energie perché devi dare più colpi di pedale.
Per questo motivo le pulsazioni aumentano.
Detta così sembra che andare più agili è solo controproducente, in realtà dobbiamo tenere con di altre variabili a tal proposito cito la definizione corretta: "Per cadenza di pedalata ideale si intende quella cadenza che richiede il minor consumo di ossigeno e/o la minor frequenza cardiaca"
Questo concetto allarga tutto il discorso.
Oltre al discorso del consumo di ossigeno dobbiamo anche considerare che aumentando la frequenza di pedalata diminuiamo la contrazione muscolare, questo comporta maggior apporto di ossigeno nelle gambe, inoltre la forza che dobbiamo applicare per muovere i pedali sarà notevolmente inferiore.
Questo discorso per dire che nell'immediato le pulsazioni risulteranno più alte, ma alla lunga se ne sentono i benefici.
Visto che il ciclismo è uno sport di durata, dove il recupero è fondamentale va da se che andare "agili" porta notevoli benefici.
Ma c'è un limite all'agilità.
Infatti non esiste una cadenza ideale, esiste una cadenza ottimale ad un determinato wattaggio.
Pertanto la frequenza di pedalata dovrà aumentare all'aumentare dei watt espressi.
Alhoa
 

loker

Pignone
In base alla mia esperienza, se la salita non è troppo ripida, io cerco di salire sempre a 80-85 rpm. La mia sensazione e i battiti a questa frequenza rimangono in una soglia accettabile per me. Se la stessa salita la affronto con un rapporto piu' leggero le rpm salgono ma il cuore arriva fuori soglia. Se invece sempre sulla stessa salita uso un rapporto piu' duro le rpm scendono e scende anche il battito ma comincio a sentire le gambe indurirsi a causa dello sforzo eccessivo.
Da queste sensazioni ho capito che per me è meglio affrontare le salite alla frequenza di 80-85 se vedo che le rpm cominciano ad aumentare tendo ad indurire il rapporto e viceversa.
Ovviamente se la salita è veramente ripida ed arrivo con il 39-27 cerco di tirarlo senza strafare e con pazienza aspetto che la salita finisca prima che le gambe cedano.
 

texano999

Apprendista Velocista
27 Novembre 2009
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senigallia
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Aethos s-works
da tutte le vostre utili considerazioni, se voglio affrotnare una salita in modo regolare ho dedotto ciò...
in primisi la miglior cadenza di pedlata è soggettiva...varia da soggetto a soggetto...penso che sia utlile cercare una frequenza che ci permetta di salire con cuore in soglia applicando uan forza che ci permetta di salvare la gamba...in pratica tenre sotto controllo il cuore mantenendo la gamba più agile possibile
Nel mio caso per pendenze non proibitive penso che l'intervallo stia tra 75 e 85.

L'ultima uscita con gli amici su una salita di 4 km al 7/8% ero a 80/85 rpm con il cuore in soglia...eravamo riamsti in tre, allora per staccarli l'utlimo km ho accellerato a 90/95 rpm e sono andato via ma il cuore era fuori soglia alla grande.
in questo caso secondo voi sarebbe stato meglio per esempio scalare un rapporto mantenendo le stesse rpm? infatti in questo caso avrei tenuto le pulsazioni più basse ma avrei appesantito la gamba rischiando di giocarmela...questo è il dilemma..?
 
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stefano59

Guest
In base alla mia esperienza, se la salita non è troppo ripida, io cerco di salire sempre a 80-85 rpm. La mia sensazione e i battiti a questa frequenza rimangono in una soglia accettabile per me. Se la stessa salita la affronto con un rapporto piu' leggero le rpm salgono ma il cuore arriva fuori soglia. Se invece sempre sulla stessa salita uso un rapporto piu' duro le rpm scendono e scende anche il battito ma comincio a sentire le gambe indurirsi a causa dello sforzo eccessivo.
Da queste sensazioni ho capito che per me è meglio affrontare le salite alla frequenza di 80-85 se vedo che le rpm cominciano ad aumentare tendo ad indurire il rapporto e viceversa.
Ovviamente se la salita è veramente ripida ed arrivo con il 39-27 cerco di tirarlo senza strafare e con pazienza aspetto che la salita finisca prima che le gambe cedano.
Quoto questo tuo intervento, perché descrive esattamente quello che anch'io faccio. Quest'anno ho montato una compact, con la quale riesco a mantenere una cadenza di 80 rpm anche su tratti di salita al 10% (con un 34x28 a 80 rpm si sale a 12 km/h).
Te la consiglio.

Per texano999: salire agili ti permette di salvare la gamba e tenerla pronta a spingere un rapporto più impegnativo, nell'ultimo tratto di salita, nel caso tu voglia staccare i tuoi amici. Chi ha pedalato duro per tutta la salita, difficilmente riuscirà a fare questo cambio di passo.
Ovviamente bisogna saper partire nel momento giusto, se scatti troppo presto rischi di piantarti. Se si conosce la salita è più facile sapere quando agire.
 
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MrSpock

Velocista
18 Settembre 2008
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NCC-1701
Certo che esiste un nesso, avere un rapporto più agile ti fa fare meno metri, questo vuol dire che per percorrere un tratto di strada devi spendere più energie perché devi dare più colpi di pedale.
Per questo motivo le pulsazioni aumentano.

Solo una precisazione, questa affermazione è in realtà scorretta.
Il motivo per cui si spendono più energie non è correlato al fatto che si devono dare più colpi di pedale per coprire lo stesso spazio.
Per coprire lo stesso spazio nello stesso tempo è richiesta la stessa quantità di potenza alla ruota e quindi bisogna aver prodotto ai pedali lo stesso lavoro.
Ma il lavoro è dato dalla Forza applicata ai pedali per lo Spostamento, quindi a parità di lavoro scalando rapporto aumenta lo Spostamento e diminuisce la rispettiva Forza da applicare.
In un caso ideale quindi non cambierebbe in realtà nulla.

Il motivo per cui il battito cardiaco cresce è per via della diminuzione di efficienza del nostro sistema neuromuscolare all'aumentare della cadenza.
Ovvero per produrre lo stesso lavoro e la stessa potenza ai pedali, viene sprecata più energia in calore e attriti nel sistema neuromuscolare delle gambe.

Per il resto condivido quanto hai scritto.

Massimo
 

texano999

Apprendista Velocista
27 Novembre 2009
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Solo una precisazione, questa affermazione è in realtà scorretta.
Il motivo per cui si spendono più energie non è correlato al fatto che si devono dare più colpi di pedale per coprire lo stesso spazio.
Per coprire lo stesso spazio nello stesso tempo è richiesta la stessa quantità di potenza alla ruota e quindi bisogna aver prodotto ai pedali lo stesso lavoro.
Ma il lavoro è dato dalla Forza applicata ai pedali per lo Spostamento, quindi a parità di lavoro scalando rapporto aumenta lo Spostamento e diminuisce la rispettiva Forza da applicare.
In un caso ideale quindi non cambierebbe in realtà nulla.

Il motivo per cui il battito cardiaco cresce è per via della diminuzione di efficienza del nostro sistema neuromuscolare all'aumentare della cadenza.
Ovvero per produrre lo stesso lavoro e la stessa potenza ai pedali, viene sprecata più energia in calore e attriti nel sistema neuromuscolare delle gambe.

Per il resto condivido quanto hai scritto.

Massimo
concordo e aggiungo pure che viene sprecata piu energia dovuto a una diminuzione del rendimento meccanico (attriti del movimento centrale e catena aumentano di poco all'aumentare della cadenza)
 
S

stefano59

Guest
Prendo per buone queste vostre ultime considerazioni, anche se sarei curioso di vederle quantificate da una verifica strumentale, perché non penso che variando la cadenza da 70 a 80-85 rpm ci sia chissà quale aumento esponenziale degli attriti in gioco.
Insomma, si sta parlando di pedalare a 10-15 rpm in più............

A livello agonistico, dove si guarda il grammo in più o in meno sulla bici, dove ci si alleggerisce anche della più piccola merendina in tasca se non serve più, abbiamo assistito ad un sensibile aumento delle cadenze in salita, man mano che la tecnologia ha permesso di poter disporre di più pignoni sulla bici.
Senza arrivare alle cadenze di certi fenomeni, mi pare che ormai un'ottantina di pedalate al minuto sia la frequenza media che si vede nelle gare di un certo livello. Evidentemente i vantaggi sono superiori agli svantaggi.

Io penso che il problema principale, sia quello dell'adattamento neuro muscolare; è un po' come far modificare l'impugnatura della racchetta ad un tennista o l'impostazione di uno che è abituato a suonare la chitarra in un certo modo, tanto per fare un paio di esempi.

Prima di ottenere vantaggi dal nuovo approccio, ci vuole del tempo; bisogna crederci ed aver voglia di lavorarci su, anche se probabilmente all'inizio le nostre prestazioni peggiorano.
Occorre dare il tempo a tutto l'organismo di digerire la nuova tecnica; a quel punto sono convinto che anche il discorso frequenza cardiaca si ridimensiona molto, rispetto a chi pedala con cadenze più basse, a parità di velocità di ascesa ovviamente.

Se si fa solo qualche prova e ci si scoraggia subito, la cosa mi pare davvero poco significativa.
 

texano999

Apprendista Velocista
27 Novembre 2009
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Aethos s-works
effettivamnete le eprdite meccaniche sono minime con 15 rpm in più e ininfluenti...concordo...
ma voi se siete a 80 rpm in salita e volete provare a staccare i compagninegli ultimi metri..accellerate a 90 o scalte un rapproto duro mantenendo gli 80

secondo em sarebbe meglio accellerare a 90 e poi inserire il raporto duro e scendere poi a 80...

scusate ma questa discussione mi affascina...
 

MrSpock

Velocista
18 Settembre 2008
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NCC-1701
Prendo per buone queste vostre ultime considerazioni, anche se sarei curioso di vederle quantificate da una verifica strumentale, perché non penso che variando la cadenza da 70 a 80-85 rpm ci sia chissà quale aumento esponenziale degli attriti in gioco.
Insomma, si sta parlando di pedalare a 10-15 rpm in più............

La verifica strumentale ce l'hai usando un power meter e un cardio.
Prova a produrre la stessa potenza con cadenze diverse (e quindi forze diverse) e vedrai battiti diversi che aumentano all'aumentare della cadenza. Più è alto il battito, più è alta l'energia dispersa per il lavoro neuromuscolare per mantenere la cadenza e più è alto il dispendio di ossigeno. I vantaggi ovviamente sono gli altri ben noti della pedalata a cadenza a più elevata, ma ovviamente a tutto c'è un limite e ognuno deve trovare il proprio punto di equilibrio in base alle proprie caratteristiche e alla pendenza che deve affrontare.
Riterrei anche io trascurabili le maggiori maggiori perdite sul gruppo meccanico, a meno che si stia parlando della differenza tra pedalare a 40 RPM e 120 RPM.

Senza arrivare alle cadenze di certi fenomeni, mi pare che ormai un'ottantina di pedalate al minuto sia la frequenza media che si vede nelle gare di un certo livello. Evidentemente i vantaggi sono superiori agli svantaggi.

80 RPM in salita li fanno appunto quelli di un certo livello. Il cicloamatore da metà o 3/4 classifica certe cadenze in salita le tiene solo quando fa degli scatti. Daltronde basta un conto rapido per rendersene conto : con un 34x27 a 80 RPM viaggi a 12,6 Km/h. Su una salita al 10% vuol dire andare su a 1260 m/h di VAM, roba da scalatori già con le gambe buone.
Se poi ci mettiamo un 39x27 siamo già a 14,5 Km/h e quindi 1450 m/h di VAM.

Massimo
 

Derek

Pedivella
18 Febbraio 2007
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Pinarello DOGMA 65.1 Think2
Hai cambiato pedivelle? Quali monti ora (lunghezza)?

...scusate siccome è una discussione che mi affascina questo aspetto citato da eocman non è stato affrontato.

Inoltre (scusandomi se vado OT) leggo dappertutto che per le salite la pedivella + lunga aiuta in quanto ci vuole meno forza.

Nello stesso tempo si indica che l'agilità, in termini ovviamente generali, aiuta nell'afffrontare le salite peccato che in questo caso le pedivelle "corte" aiutino a fare agilità ;nonzo%

Insomma agli esperti :mrgreen: chiediamo lumi o-o