Garette

gix

Apprendista Passista
6 Agosto 2004
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Bici
Basso Diamante
Mi capita di partecipare spesso a queste "garette" che comunque non hanno mai chilometraggi inferiori a 60-70 Km.
Lo spirito di queste gare è molto diverso da quello delle GF, si spinge sempre al massimo, spesso i circuito presentano strappi impegnativi che se pur molto brevi, ripetuti per 5 - 6 volte si sentono. Spesso si prendono dei rischi in curva e in discesa davvero notevoli. Ritengo che possano essere allenanti anche per i gran fondisti (anche se non condivido il fatto che tra amatori e dico AMATORI, ci possa essere una così spinta specializzazione) alle frequenze di soglia e alla resistenza anaerobico-latticida.

Nella mia zona (Basilicata) diventa sempre piu' difficile ottenere i permessi dalle autorità di PS per poter chiudere le strade in caso di circuiti cittadini.
 

lollo

Passista
29 Luglio 2004
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Schoten (Belgio... Fiandre)
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Mik75 ha scritto:
ciclettico ha scritto:
Un fondista si troverà bene nelle gare amatoriali fatte in circuiti lunghi, con poche curve e magari un pò di salita, e si trova malissimo in circuiti molto brevi, tortuosi e e piatti. Niente di strano...
Gli specialisti delle gare in circuito spesso non sono granchè in salita, di solito ne fanno poca in allenamento e sviluppano altre capacità. Ovvio, poi dipende dalla regione. Qua da me, per esempio, queste gare sono fatte molto spesso in pianura, oppure in circuiti appena ondulati. Se la salita non è selettiva, forzare è inutile in quanto nessuno si stacca, e non c'è alcun effetto sorpresa. Gli specialisti attaccano a sorpresa, magari dopo che ci sono stati 10 tentativi di fuga scattano all'unidcesimo, oppure sui falsopiano dopo la salita.
A queste gare i fondisti si riconoscono perchè cercano di andare in fuga da soli, in gruppo faticano il doppio degli altri, passano fra i primi in cima alle salite poi si staccano in discesa, e appena inizia la bagarre per volata all'arrivo si defilano...

Hai descritto quello che ho fatto io le 2-3 volte che mi sono trovato in mezzo (senza partecipare NB) a garette del genere!

Qui mi sembra che allora andiamo avanti a raccontarcela e/o a prenderci per i fondelli.

1° come fai a "trovartici"... me lo devi proprio spiegare
2° ammesso e nn concesso che 2-3 volte ti ci sia "trovato" per caso mentre ti allenavi... spiegami un po' come facevi a:

- cercare la fuga da solo
- passare in testa al gruppo in salita

Sono proprio curioso!
 

lollo

Passista
29 Luglio 2004
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Schoten (Belgio... Fiandre)
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ciclettico ha scritto:
Un fondista si troverà bene nelle gare amatoriali fatte in circuiti lunghi, con poche curve e magari un pò di salita, e si trova malissimo in circuiti molto brevi, tortuosi e e piatti. Niente di strano...
Gli specialisti delle gare in circuito spesso non sono granchè in salita, di solito ne fanno poca in allenamento e sviluppano altre capacità. Ovvio, poi dipende dalla regione. Qua da me, per esempio, queste gare sono fatte molto spesso in pianura, oppure in circuiti appena ondulati. Se la salita non è selettiva, forzare è inutile in quanto nessuno si stacca, e non c'è alcun effetto sorpresa. Gli specialisti attaccano a sorpresa, magari dopo che ci sono stati 10 tentativi di fuga scattano all'unidcesimo, oppure sui falsopiano dopo la salita.
A queste gare i fondisti si riconoscono perchè cercano di andare in fuga da soli, in gruppo faticano il doppio degli altri, passano fra i primi in cima alle salite poi si staccano in discesa, e appena inizia la bagarre per volata all'arrivo si defilano...

Scusa se lo dico, ma mi sembra uno spot del tipo "viva gli stereotipi"
 
?

...

Guest
marnico ha scritto:
Mi è capitato di fare due gare udace, una in un circuito di 3 km!! pieno di curve e dove dovevi rilanciare sempre, in piu pioveva e quindi....
ho finito il primo giro e poi mi sono ritirato....
era verso la fine della stagione scorsa, ed eravamo in una ventina a correre quella gara, considerando che gli altri era tutta la stagione che correvano, immaginate che fatica ho fatto!!! :wacko:
la domenica dopo ho riprovato, giornata di sole, circuito di 16 km, molto lineare, senza tante curve, e mi sono trovato benissimo, anzi, ho notato che appena la strada sale anche solo di poco, vanno tutti come lumache ed ho addirittura provato ad andare piu volte in fuga...

sicuramente sui circuiti lineari ci si trova meglio (io soffro tantissimo i rilanci) ma ti assicuro che dalle mie parti non aspettano altro che la salita e quando arriva sono guai per quelli come me che non vanno forte in salita soprattutto perchè vengono a correre gente che in salita fa davvero la differenza :shock:
 

ciclettico

Apprendista Scalatore
23 Aprile 2004
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Ravenna
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Bici
BMC Team Machine SLR01
...mi sembra uno spot del tipo "viva gli stereotipi"...
Diciamo che è una descrizione po' caricaturale, ma non lontana dal vero, ne converrai. Ad ogni modo, basata su casi reali, visto che è quello che facevo io... (dico facevo, perchè alcuni circuiti l'anno ormai li faccio e un po' ci ho preso la mano).

Il corridore da circuito è tendenzialmente serio, risparmioso e tatticamente scaltro. Cosa che il non-corridore (fondista o cicloturista ben allenato) non è. Va per divertirsi e, se le gambe tengono, magari ci prova, va allo sbaraglio; se va male, pazienza. In gara, discese e curve sono prese a tutta, e chi non è abituato all'agonismo perde posizioni, che poi deve riguadagnare faticosamente e magari al vento.

Poi ci sono quelli forti dappertutto, ma il discorso per loro non vale, ovviamente.
 

Mik75

Apprendista Passista
20 Aprile 2004
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Vinovo (TO)
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ciclettico ha scritto:
...mi sembra uno spot del tipo "viva gli stereotipi"...
Diciamo che è una descrizione po' caricaturale, ma non lontana dal vero, ne converrai. Ad ogni modo, basata su casi reali, visto che è quello che facevo io... (dico facevo, perchè alcuni circuiti l'anno ormai li faccio e un po' ci ho preso la mano).

Il corridore da circuito è tendenzialmente serio, risparmioso e tatticamente scaltro. Cosa che il non-corridore (fondista o cicloturista ben allenato) non è. Va per divertirsi e, se le gambe tengono, magari ci prova, va allo sbaraglio; se va male, pazienza. In gara, discese e curve sono prese a tutta, e chi non è abituato all'agonismo perde posizioni, che poi deve riguadagnare faticosamente e magari al vento.

Poi ci sono quelli forti dappertutto, ma il discorso per loro non vale, ovviamente.

Ri-condivido tutto: una volta preso il gruppo (o meglio, fattisi prendere dal gruppo), per un amatore ben allenato non e' un gran problema starci dentro (o dietro) anche se vanno a 45 km/h. Di solito, vista la poca confidenza al pedalare in gruppo, il fondista occupa la periferia esterna, dove c'e' meno traffico, e dove, per divertirsi anche gasati dalla situazione, non e' difficile guadagnare posizioni su posizioni fino a trovarsi anche in testa (con tutti gli altri in fila indiana dietro). Poi chiaramente alla 1a curva a gomito, il fondista frena perche' ha paura e non ci e' abituato, si fa sorpassare da tutti e deve rifare tutto al rettilineo successivo.
A me, le 3-4 volte che mi sara' capitato, e' successo in giorni che minacciava pioggia, e io per far presto a scappare a casa, mi mettevo a far km su un circuito qui vicino dove tutti i sabati o quasi fanno queste garette
 

Airone del Chianti

Uisp Italian Champion
9 Dicembre 2004
20.051
2.326
Barberino Val d'Elsa (FI)
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Bici
Scott Addict R2
Non è questione di specialità, fondisti o no. I ciclisti che si sanno allenare sul ritmo e sanno stare in gruppo non hanno problemi a fare le corse amatoriali. Io le consiglio molto a chi fa GF perché aiutano a lavorare per lunghi tratti fuori soglia e perché si allena l'abitudine a certe situazioni di corsa (p.es. ventagli...)
 

lollo

Passista
29 Luglio 2004
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Schoten (Belgio... Fiandre)
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Mik75 ha scritto:
ciclettico ha scritto:
...mi sembra uno spot del tipo "viva gli stereotipi"...
Diciamo che è una descrizione po' caricaturale, ma non lontana dal vero, ne converrai. Ad ogni modo, basata su casi reali, visto che è quello che facevo io... (dico facevo, perchè alcuni circuiti l'anno ormai li faccio e un po' ci ho preso la mano).

Il corridore da circuito è tendenzialmente serio, risparmioso e tatticamente scaltro. Cosa che il non-corridore (fondista o cicloturista ben allenato) non è. Va per divertirsi e, se le gambe tengono, magari ci prova, va allo sbaraglio; se va male, pazienza. In gara, discese e curve sono prese a tutta, e chi non è abituato all'agonismo perde posizioni, che poi deve riguadagnare faticosamente e magari al vento.

Poi ci sono quelli forti dappertutto, ma il discorso per loro non vale, ovviamente.

Ri-condivido tutto: una volta preso il gruppo (o meglio, fattisi prendere dal gruppo), per un amatore ben allenato non e' un gran problema starci dentro (o dietro) anche se vanno a 45 km/h. Di solito, vista la poca confidenza al pedalare in gruppo, il fondista occupa la periferia esterna, dove c'e' meno traffico, e dove, per divertirsi anche gasati dalla situazione, non e' difficile guadagnare posizioni su posizioni fino a trovarsi anche in testa (con tutti gli altri in fila indiana dietro). Poi chiaramente alla 1a curva a gomito, il fondista frena perche' ha paura e non ci e' abituato, si fa sorpassare da tutti e deve rifare tutto al rettilineo successivo.
A me, le 3-4 volte che mi sara' capitato, e' successo in giorni che minacciava pioggia, e io per far presto a scappare a casa, mi mettevo a far km su un circuito qui vicino dove tutti i sabati o quasi fanno queste garette

Ahhhh.... ma allora nn parliamo di GFisti e cicloamatori da "garette"... parliamo di altre due tipologie di ciclisti:

quello che in bici ci sa andare
quello che in bici nn si sa andare

Se la mettiamo su questo piano... allora condivido tutti i vostri discorsi.
 

marnico

Pignone
23 Dicembre 2004
209
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mi sono espresso male... nn parlavo di gare con salite vere e proprie, anche qui da noi quando ci sono le salite vere e proprie ci sono gli specialisti.
io parlavo in pratica di pianura leggermente in salita.
per intenderci, se la strada va appena appena in discesa, faccio piu fatica a tenere di quando la strada piana è leggermente in salita.

spero di essere stato spiegato... :smile:

(stato spiegato l'ho scritto apposta)

sono d'accordo con ciclettico e mik75
 

stef

Apprendista Passista
20 Febbraio 2005
825
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Per ritornare sulla domanda principale, secondo me un granfondista FA BENE a partecipare a qualche corsa in circuito:
1. si impara a stare in gruppo SENZA CREARE PERICOLI PER GLI ALTRI PARTECIPANTI (cosa che molti granfondisti non sanno fare)
2. si impara a 'limare' risparmiando energie preziose
3. si allena il sistema cardiovascolare/neuromuscolare ad un tipo di sforzo completamente diverso, che però si rivela estremamente utile anche in una granfondo (ad es. dare, anche per pochi minuti, il 110% per restare attaccati al gruppetto fino allo scollinamento).

In definitiva, dal punto di vista atletico la gara amatoriale può costituire una valida forma di allenamento. Ovviamente non si può prescindere da un piano allenante completo ed articolato (potenziamento, agilità, fondo, ritmo).

Non vale il viceversa: gli abituè delle gare amatoriali brevi e gli specialisti delle cronometro FANNO MOLTO MALE a partecipare ad una 9 colli, Maratona, o Campagnolo (anche se sarebbero in grado di finirla dignitosamente).

In ogni caso, concordo sul fatto che un granfodista di buon livello rischia di prendere una sonora batosta da un gruppo di cicloamatori (quelli delle 'garette' da 60 km) magari anche un po' sovrappeso ed over 40.

Stefano.
 

Airone del Chianti

Uisp Italian Champion
9 Dicembre 2004
20.051
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Bici
Scott Addict R2
stef ha scritto:
Non vale il viceversa: gli abituè delle gare amatoriali brevi e gli specialisti delle cronometro FANNO MOLTO MALE a partecipare ad una 9 colli, Maratona, o Campagnolo (anche se sarebbero in grado di finirla dignitosamente).
E perché mai? Così possono allenare il fondo che magari durante la settimana non possono fare per mancanza di tempo. Una buona dose di fondo è utile anche per le corse di 1h1/2-2h!
 

stef

Apprendista Passista
20 Febbraio 2005
825
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E perché mai? Così possono allenare il fondo che magari durante la settimana non possono fare per mancanza di tempo. Una buona dose di fondo è utile anche per le corse di 1h1/2-2h!

Un conto è fare 'fondo' (lunghe distanze ad intensità medio-basse), un altro è spremersi per terminare una Sanremo oppure una Campagnolo (circa 8 ore, per un buon granfodista).
La partecipazione a questo tipo di corse inevitabilmente ti fa perdere brillantezza ed esplosività. Poi naturalmente, come in tutte le cose, ci sono i 'fenomeni', ma questo è un altro discorso.
Non credo che, per chi voglia primeggiare in corse brevi ('garette' e cronometro) abbia molto senso fare uscite oltre le 4-5 ore, ancora peggio ad andatura intensa o ritmo gara.

Stefano.
 

lollo

Passista
29 Luglio 2004
4.178
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Schoten (Belgio... Fiandre)
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stef ha scritto:
Non credo che, per chi voglia primeggiare in corse brevi ('garette' e cronometro) abbia molto senso fare uscite oltre le 4-5 ore, ancora peggio ad andatura intensa o ritmo gara.
Stefano.

Io ne trovo un enorme beneficio invece. Quando devo fare una cronometro o una "garetta", come sono state ribattezzate, ho trovato che un lunghissimo di anche 5 ore (se nn di più) a ritmo blando e costante, fatto 2 o 3 giorni prima, è ottimo per me.
 

stef

Apprendista Passista
20 Febbraio 2005
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ho trovato che un lunghissimo di anche 5 ore (se nn di più) a ritmo blando e costante, fatto 2 o 3 giorni prima, è ottimo per me.

Converrai che il tuo 'lungo' è molto diverso da partecipare alla Campagnolo....
Anche io (che non partecipo più a granfondo, per diversi motivi) inserisco una uscita settimanale lunga (circa 4 ore) a ritmo blando, traendone benefici.

Stefano
 
?

...

Guest
lollo ha scritto:
stef ha scritto:
Non credo che, per chi voglia primeggiare in corse brevi ('garette' e cronometro) abbia molto senso fare uscite oltre le 4-5 ore, ancora peggio ad andatura intensa o ritmo gara.
Stefano.

Io ne trovo un enorme beneficio invece. Quando devo fare una cronometro o una "garetta", come sono state ribattezzate, ho trovato che un lunghissimo di anche 5 ore (se nn di più) a ritmo blando e costante, fatto 2 o 3 giorni prima, è ottimo per me.

Straquoto!!! Imho le belle uscite lunghe non possono che fare bene, io per esempio, quando mi capita di poter inserire duranta la settimana un'uscita così mi rendo conto di aver maggiore brillantezza nella parte finale della gara che non è cosa da poco!
 

Airone del Chianti

Uisp Italian Champion
9 Dicembre 2004
20.051
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Bici
Scott Addict R2
stef ha scritto:
E perché mai? Così possono allenare il fondo che magari durante la settimana non possono fare per mancanza di tempo. Una buona dose di fondo è utile anche per le corse di 1h1/2-2h!
Un conto è fare 'fondo' (lunghe distanze ad intensità medio-basse), un altro è spremersi per terminare una Sanremo oppure una Campagnolo (circa 8 ore, per un buon granfodista).
La partecipazione a questo tipo di corse inevitabilmente ti fa perdere brillantezza ed esplosività. Poi naturalmente, come in tutte le cose, ci sono i 'fenomeni', ma questo è un altro discorso.
Non credo che, per chi voglia primeggiare in corse brevi ('garette' e cronometro) abbia molto senso fare uscite oltre le 4-5 ore, ancora peggio ad andatura intensa o ritmo gara.
Stefano.
Guarda che il ciclismo è uno sport di fondo e più ne hai e meglio vai soprattutto a fine corsa. Se per fare le corse di 60 km mi allenassi solo sulla relativa distanza di 1 ora e mezzo mi troverei stanco nel finale!
 

stef

Apprendista Passista
20 Febbraio 2005
825
1
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Guarda che il ciclismo è uno sport di fondo e più ne hai e meglio vai soprattutto a fine corsa. Se per fare le corse di 60 km mi allenassi solo sulla relativa distanza di 1 ora e mezzo mi troverei stanco nel finale!

Forse non sono stato chiaro. Non ho mai detto che è sbagliato FARE FONDO per fare bene alle corse amatoriali.

Io stesso che faccio gare amatoriali, qualche (poche) mediofondo e tante corse a cronometro faccio SEMPRE una uscita di fondo settimanale. Anche i pistard fanno un po' di fondo.

Invece ho detto, e ripeto, che partecipare agonisticamente ad una granfondo impegnativa è diverso dal FARE FONDO, e va a scapito della brilllantezza e della esplosività che sono richieste nelle gare brevi ed intense.
Le Granfondo toste le ho fatte tutte (mi manca l'Oetztaler, la Fausto Coppi e la Marmotte) e questi sforzi (almeno per me) non sono conciliabili con le corse brevi.

Stefano.[/b]
 

vaigirardengo

Pignone
15 Dicembre 2004
254
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Anch'io ero abituato alle Gf e Mf. Dall'anno scorso ho provato fare le gare amatoriali (chi le chiama garette di certo non ne ha mai provata una).
E' un ritmo totalmente diverso, anzi direi al'opposto delle Gf e MF.
Il primo anno faticavo a finirle, ora sono più quelle che finisco che le altre, ma non è assolutamente facile. Ribadisco "finirle" non di certo piazzarsi nei primi 10, tanto quelli sono sempre i soliti...
Le medie sono sempre sui 40 ma sono i continui cambi di ritmo dai 35 ai 45 all'ora a fare la differenza; e questi cambi ci sono sempre !! in pratica non c'è un momento che si vada regolari.
Anche se non c'è salita (tranne alcune gare particolari) non sono assolutamente indicate come allenamento per le lunghe distanze.
Al limite per le Mf, ma non oltre i 90km.
Secondo me, se uno vuole provare è liberissimo, ma sappia che ci vuole qualche decina di gare per essere almeno ... arrivati alla fine.
A me ci è voluto um anno !!

saluti
 
?

...

Guest
vaigirardengo ha scritto:
Secondo me, se uno vuole provare è liberissimo, ma sappia che ci vuole qualche decina di gare per essere almeno ... arrivati alla fine.
A me ci è voluto um anno !!

Auz allora devo ritenermi fortunato!!! queto è il primo anno che faccio garette (veramente è il primo anno in asssoluto che pratico ciclismo) e su 4 gare 2 arrivi e due ritiri non per colpa mia ma uno per foratura e l'altra perchè avevo perso le lentine e con l'acqua negli occhi che mi bruciavano ho dovuto lasciare il gruppo, purtroppo!!! :twisted: