nic bollettieri ha scritto:mi ero registrato la 2°puntata e l'ho vista oggi.
mi sono commosso!.........si!
non sono normalmente un tipo incline a commuoversi davanti a un film........ma la poesia, l'umanità e l'amore per la bicicletta che ho letto nel personaggio di bartali mi hanno intenerito.
la scena del giro per i corridoi dell' ospedale mi ha fatto rivivere situazioni personali molto simili e mi ha dato il colpo di grazia!![]()
a me è piaciuto tantissimo!
Aqualung ha scritto:Dai commenti entusiastici sembra che la storia del corridore toscano sia stata tutta improntata sul romanticismo, sull'umanità, sull'amore, ecc...ecc....
Attenzione però che questa è solo una fiction su di un campione che il regista ha voluto far apparire come ha voluto lui. Poi bisogna vedere com'era la realtà....
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ciclista statunitense ha scritto:Lanerossi ha scritto:Ho vito anch'io la seconda puntata, registrata, oggi.
E mi è molto piaciuta.
Da appassionato di bici d'epoca però mi ha un po' toccato sul vivo diciamo (senza polemica! Era inevitabile...) la mancanza di aderenza alla storia del mezzo bicicletta...
Qualche deragliatore prima del 1950 (quando fu introdotto il primo Campagnolo Gran Sport, diventato d'uso comune in pochi anni), addirittura prima della guerra.
Poi il Cambio Corsa, inventato nel 1946, prima della guerra...
Il cambio Campagnolo corsa, a due stecche per intendersi, fu portato sul mercato nel 1933. I deragliatori furono introdotti negli anni 30.
Quando avrò avuto l'opportunità di vedere la trasmissione, vi faccio sapere com'è la realtà storica delle bici.
Maurizio69 ha scritto:Aqualung ha scritto:Dai commenti entusiastici sembra che la storia del corridore toscano sia stata tutta improntata sul romanticismo, sull'umanità, sull'amore, ecc...ecc....
Attenzione però che questa è solo una fiction su di un campione che il regista ha voluto far apparire come ha voluto lui. Poi bisogna vedere com'era la realtà....
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infatti si commenta la fiction, non un documentario su Bartali!!
è riuscita ad emozionarmi molto;questo mi basta;
poi ognuno la vede come gli pare![]()

Aqualung ha scritto:Se parliamo solo della fiction allora siamo d'accordissimo.
Certi film riescono ad emozionare e commuovere anche se magari non c'entrano nulla con la vita di tutti i giorni. La cosa più importante delle "finzioni" in effetti sono le sensazioni che sanno profondere.
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Maurizio69 ha scritto:Aqualung ha scritto:Se parliamo solo della fiction allora siamo d'accordissimo.
Certi film riescono ad emozionare e commuovere anche se magari non c'entrano nulla con la vita di tutti i giorni. La cosa più importante delle "finzioni" in effetti sono le sensazioni che sanno profondere.
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io cmq ho visto anche il back stage (trasmesso su raisat-extra) con interviste alla moglie ed al figlio di Bartali presenti sul set,ed ambedue hanno detto che la fiction è molto vicina alla realtà;(molto toccante l'aabbraccio tra Favino "Bartali" e la "vera" signora Bartali)![]()
Articolo tratto dal sito del Corriere:
"E l'operazione deve essere riuscita bene, vista la piena approvazione degli eredi Coppi e Bartali. La vedova di Bartali, Adriana, e il figlio Andrea si sono commossi («Un film molto bello, straordinario il lavoro di Negrin e Favino»). Per Faustino Coppi «ci voleva un film su Bartali per rendere giustizia a mio padre».
http://www.corriere.it/Primo_Piano/...ano/Spettacoli/2006/03_Marzo/22/bartali.shtml
Aqualung ha scritto:Non ho capito infine la frase di Faustino Coppi «ci voleva un film su Bartali per rendere giustizia a mio padre».![]()
A chi o cosa si riferiva?
Maurizio69 ha scritto:proprio due sere fa su Eurosport classic hanno trasmesso un film-documentario (che ho registrato su dvd) su Coppi intitolato "Quando volava l'airone":davvero ben fatto con addirittura un filmato inedito su Coppi (a colori) al mare con maschera e pinne;il commentatore faceva notare la particolare conformazione del torace del grande Fausto che gli consentiva una capacità polmonare superiore alla media
Incredibile poi la ricostruzione della morte del campionissimo,con una intervista dell'epoca al suo medico curante che parlò di "destino"!!!!
, piena notte!
ciclista statunitense ha scritto:Poi l'idea di nascondere le carte nel telaio è pura fantasia in quanto le bici Legnano del periodo bellico avevono l'oliatore, così il tubo sterzo con fingeva da serbatoio dell'olio, senza parlare del grasso...

lucignolo_one ha scritto:ciclista statunitense ha scritto:Poi l'idea di nascondere le carte nel telaio è pura fantasia in quanto le bici Legnano del periodo bellico avevono l'oliatore, così il tubo sterzo con fingeva da serbatoio dell'olio, senza parlare del grasso...
Ma le carte non le metteva nel tubo di sterzo ma nel piantone...nel tubo verticale dove andava infilato il reggisella.
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