Perchè viviamo nel mondo del tutto e subito in cui le persone sono merci sostituibili nel momento in cui non si ottengono risultati o si trova qualcuno da pagare meno (e il ciclismo non fa eccezione).
Aggiungici che adesso si è aperta la caccia al campione sempre più giovane che entra nel giro e per forza di cose toglie il posto a qualcun altro...
Di certo le WT hanno bisogno di risultati, mentre le piccole formazioni PT hanno esigenze di bilancio e i neo pro costano meno. In mezzo a queste 2 considerazioni sacrosante, sono convinto che esiste anche altro.
Avere grosse doti fisiche non significa automaticamente essere portati per fare un certo sport che, come nel caso del ciclismo, impone un carico psicologico notevole. Di conseguenza il criterio di scelta degli osservatori e dei Ds forse andrebbe riformulato in funzione del ciclismo moderno. Perché accanto ai pochi che vincono fin da subito appena passati professionista, come hanno dimostrato Pogacar, Evenepoel e pochi altri, c'è una marea di atleti che in meno di 5 anni si ritirano.
Se ricordate, quando Cunego giovanissimo vinse il Giro, ci fu un grosso clamore mediatico come si trattasse di un evento eccezionale. E non è passato chissà quanto tempo, ma i cambiamenti sono stati enormi.