Ho impropriamente parlato di letteratura giudiziaria proprio perché in molti casi non possiamo parlare di sentenze passate in giudicato. Vuoi per intervenute prescrizioni, vuoi perché "il fatto non era previsto dalla legge come reato", vuoi per tanti altri motivi. Purtroppo la normativa penale antidoping è molto recente e non si è potuta applicare in molti casi specifici. Fatto sta che molti fatti accertati processualmente, pur se non consolidati da sentenze passate in giudicato, forniscono un quadro molto chiaro di ciò che è e di ciò che è stata la scienza medica e farmacologica applicate in campo sportivo. I processi a carico di Conconi, Ferrari, Pantani, quello a seguito delle perquisizioni al Giro del 2001 prima della tappa di Sant'Anna di Vinadio, tanto per citare alcuni esempi, fanno emergere chiaramente cosa accade "dietro le quinte". Poi, se si vogliono considerare perizie, intercettazioni, prove, documenti pari a "chiacchiere da bar" solo perché non siano intervenute condanne o sentenze passate in giudicato è un altro discorso.
Ad ogni modo, può starmi bene il ragionamento secondo il quale vige il garantismo più assoluto per i corridori attualmente in attività per i quali non siano emersi fatti concreti di doping o frode. Mi si conceda, allo stesso tempo, la facoltà di guardare con un occhio molto attento e non disincantato la realtà sportiva attuale visti gli accadimenti passati.
... manca una "d", appunto.
