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Il curioso caso .dellatleta M^2
Testo
<blockquote data-quote="Roberto Massa" data-source="post: 3703981" data-attributes="member: 20890"><p>E noto come da un livello di partenza medio o addirittura basso, lincremento prestazionale avvenga in maniera imponente anche in brevi lassi di tempo e/o con minimi incrementi nel carico allenante. Quando poi ci si avvicina al proprio potenziale (genetico, talento, predisposizione, background sportivo, stile di vita ) le possibilità di crescita sono spesso più limitate, se prima con un carico strutturato si poteva incrementare del 20% un proprio riferimento oggettivo (es potenza), ora può avvenire che a parità di volume ed intensità lincremento non raggiunga un misero (ma pur sempre importante) 3-4%.</p><p>Oggi voglio esporre il caso di un atleta già di elevato livello atletico, in accordo con linteressato terrò anonima la sua identità solo per pudore e non voler sbandierare in modo (troppo) ostentato ciò che ha raggiunto.</p><p>Latleta M^2, così mi va di chiamarlo, è un atleta giovane che pur giungendo da una buona stagione non è soddisfatto pienamente dei propri risultati (anche se già di primo...quantificando da prima pagina delle GF); egli sa che il suo potenziale è probabilmente superiore ma percepisce alcune lacune. Come ogni atleta mi contatta via email, inizialmente con alcune titubanze, dettate, presumo, da una non perfetta sintonia o esperienza positiva con chi mi ha preceduto; non è compito mio sentenziare e dare pareri soggettivi in tal senso, il mio compito è avere un profilo dellatleta oggettivo e nel possibile privo di condizionamenti imparziali su ciò che è stato o è stato fatto.</p><p>Oggettivamente quindi, M^2 era abituato a volumi notevoli di carico settimanale, poca qualità di carico e soprattutto gli veniva spesso indicato quanto NON fare e non cosa fare: non andare oltre soglia, non non . Lo schema settimanale di carico era spesso il medesimo e ripetitivo, la classica tabella nel senso più dispregiativo del termine; è psicologicamente poco appetibile un programma in cui PER MESI sai per certo in partenza che, per esempio, il giovedì farai il carico X (spesso neppure modificato nel progredire della stagione).</p><p></p><p><em>continua =></em> <a href="http://www.massarob.info/2012/07/il-curioso-casodellatleta-m2.html" target="_blank">qui</a> (troppi grafici <img src="/forum/styles/uix/xenforo/smilies_vb/beer.gif" class="smilie" loading="lazy" alt="o-o" title="Beer o-o" data-shortname="o-o" /> )</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Roberto Massa, post: 3703981, member: 20890"] E noto come da un livello di partenza medio o addirittura basso, lincremento prestazionale avvenga in maniera imponente anche in brevi lassi di tempo e/o con minimi incrementi nel carico allenante. Quando poi ci si avvicina al proprio potenziale (genetico, talento, predisposizione, background sportivo, stile di vita ) le possibilità di crescita sono spesso più limitate, se prima con un carico strutturato si poteva incrementare del 20% un proprio riferimento oggettivo (es potenza), ora può avvenire che a parità di volume ed intensità lincremento non raggiunga un misero (ma pur sempre importante) 3-4%. Oggi voglio esporre il caso di un atleta già di elevato livello atletico, in accordo con linteressato terrò anonima la sua identità solo per pudore e non voler sbandierare in modo (troppo) ostentato ciò che ha raggiunto. Latleta M^2, così mi va di chiamarlo, è un atleta giovane che pur giungendo da una buona stagione non è soddisfatto pienamente dei propri risultati (anche se già di primo...quantificando da prima pagina delle GF); egli sa che il suo potenziale è probabilmente superiore ma percepisce alcune lacune. Come ogni atleta mi contatta via email, inizialmente con alcune titubanze, dettate, presumo, da una non perfetta sintonia o esperienza positiva con chi mi ha preceduto; non è compito mio sentenziare e dare pareri soggettivi in tal senso, il mio compito è avere un profilo dellatleta oggettivo e nel possibile privo di condizionamenti imparziali su ciò che è stato o è stato fatto. Oggettivamente quindi, M^2 era abituato a volumi notevoli di carico settimanale, poca qualità di carico e soprattutto gli veniva spesso indicato quanto NON fare e non cosa fare: non andare oltre soglia, non non . Lo schema settimanale di carico era spesso il medesimo e ripetitivo, la classica tabella nel senso più dispregiativo del termine; è psicologicamente poco appetibile un programma in cui PER MESI sai per certo in partenza che, per esempio, il giovedì farai il carico X (spesso neppure modificato nel progredire della stagione). [I]continua =>[/I] [URL="http://www.massarob.info/2012/07/il-curioso-casodellatleta-m2.html"]qui[/URL] (troppi grafici o-o ) [/QUOTE]
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