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Metodologie di allenamento
Il fondo in gara
Testo
<blockquote data-quote="Sikhandar" data-source="post: 642175" data-attributes="member: 3778"><p>Cari amicici, io corro da tempo (ho smesso per un po' x l'uni ma poi ho ripreso l'anno scorso), e ho sempre notato, anche quando ero dilettante, che dopo un po' di km, ad esempio dopo un certo numero di salite, che non riuscivo più a tirare bene il fiato (ossia: a fare respiri profondi). Se mi constringevo (anche ora in realtà) a fare un respiro profondo, immancabilmente tossivo.</p><p></p><p>Se non vado errando ciò dipende dal fondo che uno ha: se s'è allenato parecchio, la sgradevole sensazione (localizzata essenzialmente nel fiato che non tira più, niente a che vedere con le gambe) tarda ad arrivare col tempo ( in effetti lo osservo anch'io). Nelle gare juniores ero competitivo fino all'ultimo km grazie all'espediente di utilizzare nelle prime 2 ore di corsa rapporti non molto agili (ok, avvelenando debolmente la gamba; beninteso, NON duri, parliamo di 85-90 rpm rispetto ad altri che le tenevano sulle 100-110), risparmiando così il fiato a scapito di un vago avvelenamento dei muscoli delle gambe. Poi durante la bagarre funzionavo (ossia, con la sensazione netta di potere tirare a pieni polmoni).</p><p></p><p>Ora come ora faccio le garette, e tale sensazione mi capita nelle gare con circuito molto impegnativo o in linea con più salite, sulle salite successive alla prima. Mi limita molto ciò, se non riesco a respirare a pieni polmoni non posso nemmeno tanto portare su il cuore...Disastro! Come posso allontanare tale sensazione di modo da poter competere decentemente anche nelle classiche collinari o nelle gare con circuito impegnativo?</p><p></p><p>(eheh e voi direte: visto che la sensazione tarda ad arrivare con l'allenamento, allenati di più!!!!!)</p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Sikhandar, post: 642175, member: 3778"] Cari amicici, io corro da tempo (ho smesso per un po' x l'uni ma poi ho ripreso l'anno scorso), e ho sempre notato, anche quando ero dilettante, che dopo un po' di km, ad esempio dopo un certo numero di salite, che non riuscivo più a tirare bene il fiato (ossia: a fare respiri profondi). Se mi constringevo (anche ora in realtà) a fare un respiro profondo, immancabilmente tossivo. Se non vado errando ciò dipende dal fondo che uno ha: se s'è allenato parecchio, la sgradevole sensazione (localizzata essenzialmente nel fiato che non tira più, niente a che vedere con le gambe) tarda ad arrivare col tempo ( in effetti lo osservo anch'io). Nelle gare juniores ero competitivo fino all'ultimo km grazie all'espediente di utilizzare nelle prime 2 ore di corsa rapporti non molto agili (ok, avvelenando debolmente la gamba; beninteso, NON duri, parliamo di 85-90 rpm rispetto ad altri che le tenevano sulle 100-110), risparmiando così il fiato a scapito di un vago avvelenamento dei muscoli delle gambe. Poi durante la bagarre funzionavo (ossia, con la sensazione netta di potere tirare a pieni polmoni). Ora come ora faccio le garette, e tale sensazione mi capita nelle gare con circuito molto impegnativo o in linea con più salite, sulle salite successive alla prima. Mi limita molto ciò, se non riesco a respirare a pieni polmoni non posso nemmeno tanto portare su il cuore...Disastro! Come posso allontanare tale sensazione di modo da poter competere decentemente anche nelle classiche collinari o nelle gare con circuito impegnativo? (eheh e voi direte: visto che la sensazione tarda ad arrivare con l'allenamento, allenati di più!!!!!) [/QUOTE]
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