Il ragionamento denota una grande ignoranza dell'ambiente di cui invece l'organizzatore dovrebbe essere dotto. Accorciando le distanze aumentano solo gli "pseudoprofessionisti" (citati nell'articolo") che si sentirebbero concorrenti per il risultato. Le Granfondo in passato sono state anche più dure di così, ma lo spirito era diverso...per quale motivo? Sono proprio gli organizzatori che, facendo leva sulle debolezze umane, hanno commercializzato il loro prodotto facendolo passare come "impresa" o quant'altro. A mio avviso dovrebbero invece porre in essere altre soluzioni: Togliere definitivamente la possibilità di assistenza in corsa alle squadre organizzate, squalificare chi viola le regole del codice della strada (per le GF senza chiusura del traffico), istituire un sistema di punteggi reale e dividere le gare per fasce...e mille altre cose.
Il ragionamento dell'organizzatore mi sembra unpo' forzato e in realtà fatto solo per contenere magari i costi di una GF e guadagnarci ancora di più!
Non è certamente abbassando le distanze che togli l'agonismo..anzi lo esasperi, l'unico sistema di togliere l'esasperazione è togliere il cronometraggio e la classifica..E' OVVIO.
Non puoi dire "facciamo a chi ci mette meno, però andate piano" che discorsi sono...penso che sia una questione di cultura sportiva nostra in cui tutto deve essere competizione e esasperazione... anche quando come dice giustamente SER dovresti essere un po' meno assatanato.
Comunque i circuiti di cicloturistiche stanno prendendo sempre più piede e devo dire che sono molto divertenti anche senza la classifica!
Esattamente. L'offerta è ampia e accontenta praticamente tutti quelli che vogliono fare sport secondo vari approcci, dall'agonista al cicloturista, dall'amante dell'ultramarathon a quelli che vogliono solo passare 2h-3h pedalando in compagnia. Non capisco tutto questo accanimento a dire "dovrebbero tutti fare così" quando puoi si tratterebbe solo di eliminare solo qualche opzione:
a) c'è p.es. chi dice che "dovrebbero eliminare le classifiche", ma perché? Se a te non interessano vai a farti le cicloturistiche ma perché vuoi impedire a chi vuole gareggiare di farlo liberamente?
b) c'è chi dice che "chi non è preparato deve stare a casa o fare percorsi meno massacranti". E chi lo stabilisce? Ognuno ha i propri limiti e li deve conoscere, se non li conosce lo imparerà sulla propria pelle, ma chi siamo ognuno di noi per stabilire i limiti degli altri?
c) c'è poi chi dice che "non dovrebbero far correre gli ex-pro", ma perché? mica sono appestati... il fatto che l'abbiano fatto di mestiere non può turbare nessuno. Poi ci sarebbe il discorso dei dopati ed ex-dopati ma come si è visto non c'è alcuna correlazione diretta con il fatto di esser stato pro.
Quindi vivete liberamente il nostro bellissimo sport, ognuno con il suo spirito, senza sostenere che il "nostro" è migliore di quello degli altri...
Vogliono la botte piena e la moglie ubriaca...tanti partecipanti e percorsi brevi,minimo sforzo e massimo incasso...se le accorciano ancora un po', finira' che scaricheremo la la bici,faremo il giro della piazza e torneremo a casa con il nostro bel sacchetto di volantini e gadget privi di senso,ma avremo speso anche dai 30 ai 60 euro per l'iscrizione...Chiedo che venga tolta la denominazione di GRANFONDO alle gare sotto i 130km...è ora di finirla...i partecipanti sono cicloamatori che nel 90% dei casi percorrono dai 7000 ai 15000 km all'anno e ci vengono a raccontare che bisogna accorciare le GRANFONDO...Vergogna!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!:angrymod:
Piuttosto bisogna eliminare i percorsi corti per avere meno esasperazione e piu' spirito cicloturistico...
Ecco, bravo!
Uno dei problemi dell'esasperazione delle GF è proprio questo : il percorso corto agonistico.
condivido pienamente quanto espresso da bicilook.
ritengo che il punto di vista degli organizzatori "speculatori", cioè non di praticanti che dedicano mesi e mesi (tanto è il tempo che occorre "spendere" sacrificando famiglia e quant'altro per organizzare una manifestazione) ma di coloro che semplicemente vogliono fare "affari" avendo kilometraggi inferiori riescono ad avere meno noie "organizzative" e soprattutto un potenziale bacino di partecipanti ed aderenti maggiore... per fare un banale esempio: molti affrontano il sella ronda, molti meno affronterebbero la maratona completa, specie quella delle vecchie edizioni.
Condivido in pieno.
Esempio.
Il 30 Settembre si correrà la GF SITE DA PRIA. Percorso unico di 97 km, costo 30 euro, sul posto dal venerdì euro 40.
E' questo il futuro delle granfondo?? Bhe. io passo.
dopo 4 anni di GFondo da quest'anno rando e cicloturistiche...io sono rinato e ho trovato nuovi stimoli
ti lascio molto volentieri le griglie con gente che ti urina nelle scarpe
Quello dei pisciatori porci è un vero schifo, e se li riprendi ti deridono. Si giustificano con la tensione pre gara, io invece li apostrofo con l'esagerato dopaggio prepartenza. Il prossimo anno farò fare foto alle poche gf degne di questo nome a cui parteciperò e mi farò premura di farle pubblicare o darle in mano ai proprietari di casa che hanno subito quella schifezza.
avete mai partecipato alle granfondo del circuito romagnolo ?
Percorsi da granfondo vere
..quote di partecipazione di 7 euro..
nessuna esasperazione..ma se uno vuole tirare tira eccome..Ognuno del suo passo..
divertimento garantito..
Partecipanti da granfondo prestigiosa..
Certo mancano i super agonisti ma nessuno ne sente la mancanza...
E' già stato detto e scritto tutto o quasi tutto ..
e, in linea di massima, ciascuno ha dal proprio punto di vista perfettamente ragione. Tutti hanno dato una loro "visione" che ha qualcosa di condivisibile
(beh ... "quasi" tutti ...



)
Io personalmente mi trovo particolarmente in linea con gli interventi di Bicilook (ma non è una novità :eek:), di DanieleLugo, del Dottor Speck, di alcuni passaggi dell'incredibile Hulk, e in linea di massima di Airone del Chianti, mentre pur avendo idee che divergono (per la favola della volpe e l'uva di Esòpo, ancor valida adesso dopo oltre 4.000 anni ...

), apprezzo alla grande la straordinaria apertura mentale, la tolleranza, e la serenità che trasmette O.Simo nel comprendere i punti di vista degli altri, anche e soprattutto quando diametralmente diversi dal suo. Complimenti !

Fatta questa lunga premessa, provo ad aggiungere altri spunti alla già pur ricca discussione.
E', come ha scritto qualcuno, essenzialmente un problema di "cultura" ... è il marinaio che rovina il porto, perchè se in linea di massima, parlando ognuno a livello individuale, è giusto e sacrosanto che ciascuno faccia ciò che più gli aggrada, quando si passa dal particolare al generale, un po' meno è l'analisi dei "grandi numeri", della statistica, e soprattutto manca la conoscenza della STORIA.
Allora, provo ad andare con ordine.
Le GRAN FONDO (che non a caso si chiamano così

) nacquero intorno agli anni '80 come risposta ad un bisogno.
Vi era un "bacino di utenza" che si era stufato delle gare in circuito "da criceti" e/o comunque delle cd. "gare corte" (tipo Udace, Uisp ecc., per intenderci) che andavano per la maggiore in quegli anni, e che erano un "Pronti! via!, tutto un susseguirsi di scatti e controscatti, ventre a terra dall'inizio alla fine, con kilometraggi che andavano dai 40 finanche ai 100 - 120 km (ma mediamente di 50-70 km), e dove anche lì, e anche a quell'epoca, vi erano grosse lamentele per chi arrivava tra gli "amatori" provenendo dai dilettanti (non erano ancora arrivati gli EX-PROF

) ...
Le GRANFONDO nacquero proprio come risposta ai circuiti, dando la possibilità ai tanti appassionati che lo desideravano, di fare
manifestazioni con kilometraggi ed altimetrìe decisamente molto impegnative, in posti molto belli e diversi dai consueti percorsi di allenamenti, condividendo con tanti altri "pazzi" che avevano la nostra medesima passione le fatiche e la soddisfazione di portare a termine una vera e propria "impresa", anche se
percorse a ritmi decisamente meno intensi e "corsaioli" delle cd. "gare corte".
E magari unendo l'utile al dilettevole e portando la Famiglia per una settimana in Trentino (MDD) piuttosto che a visitare S.Marino ed il Montefeltro (La nove Colli) con anche delle belle mangiate ...

Oggi questa esigenza c'è ancora, tant'è che si sta ampliando enormemente il bacino di utenza delle cosiddette "Randonèè corte" (sui 200 km) proprio perchè sono in tanti a volere quel tipo di "spirito", che era quello originario di tutte le GF.
Tutte, ma proprio tutte la GF nacquero con un percoso unico (il LUNGO, of course

). E poi qualcuno cominciò ad inserire un percorso corto, con l'intento di dare la possibilità A QUEI POCHI che ancora non se la sentivano di prendere parte alla VERA GRANFONDO, di "annusare l'aria" del mondo delle GF e di "prenderne le misure".
Ma in teorìa dovrebbero essere, fatto 1.000 il numero dei partenti, 800 a fare la "vera" Granfondo (il lungo), e 200 a fare "l'evento collaterale", E NON VICEVERSA !
Ha ben ragione Bicilook quando sostiene che con i km che fanno, la stragrande maggioranza degli iscritti ce la farebbe benissimo a fare il lungo, solo che dovrebbero farlo ai ritmi che erano quelli dello spirito originario delle GranFondo, non ai ritmi da gare in circuito (costo di iscrizione 10 €uro


, ed alcune sono anche più lunghe e impegnative di molte mediofondo, per non parlare dei percorsi corti ..... io mi sono sempre chiesto che senso abbia prendere del freddo per decine di minuti ... partire alle 6.00 e poi arrivare al più tardi alle 9.00 .....


ma magari sono io che sono limitato e non ci arrivo

).
Il problema del mondo capovolto delle GF (800 sul corto e solo 200 se va bene sul LUNGO, la "vera" GF) causa tutta una serie di conseguenze che incidono eccome sugli altri ...
1) come ciclista: ti costringono, volente o nolente, a dei ritmi che se tutti facessero il lungo presumibilmente non ci sarebbero, oppure cmq si formerebbero dei "grupponi" omogenei un pochino più lenti, consapevoli di quello che ancora ci aspetta ....
(uno degli esempi più evidenti lo trovo nella bellissima GF delle Valli Monregalesi: il corto è veloce e filante, abbastanza "banale" come percorso, viceversa il LUNGO è di una bellezza maestosa, avendo tutte le maggiori difficoltà nel finale con le scalate a Viola St.Grèè, a Roburent, e soprattutto al colle del Prel-PratoNevoso .. E' chiaro che il lunghista viene condizionato e danneggiato (inconsapevolmente) da chi alla biforcazione ha più poco o niente da affrontare, no ?
Un forumer di cui ho grandissima stima, molto tempo fa in una discussione tipo questa (ce ne sono 3 o 4 davvero interessanti, e periodicamente ritorna fuori il discorso) sosteneva che è giusto così, anche i Prof. a volte fanno cronometro di 4-5 kilometri, altre volte di 40-50 e a volte anche di 70 o più km di crono individuali, sono gare diverse, tutte hanno pari dignità ......
Verissimo !!!
Solo che c'è un piccolo ma non insignificante particolare:
NON VENGONO CORSE TUTTE LO STESSO GIORNO, NELLO STESSO LUOGO, ALLA STESSA ORA !!!!!
2) per gli Organizzatori:
è chiaro che si chiedano chi glielo fa fare di "rompersi il kkkulo" a chiedere permessi e autorizzazioni a destra e sinistra, chiedere addetti e scorte, chiedere (e pagare magari) volontari per ristori, ai quali se va bene ci si fermano i lunghisti (neanche tutti) e quindi dal 20% al 10% degli iscritti ...
E' ovvio che si finisca per andare a fare solo percorsi unici, che ovviamente sono Mediofondo (pur continuando a fregiarsi del titolo di GRANFONDO

) E NATURALMENTE ALLO STESSO PREZZO DI ISCRIZIONE :angrymod::angrymod:.
Ho ancora un paio di spunti su cui vorrei confrontarmi con Voi, ma per la lunghezza di questo post li posterò in un prossimo intervento.
Bye


Fabry