Il perchè dei carboidrati/1

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.
secondo me folin mangi troppo, per quell'allenamento una banana e il miele bastavano ed avanzavano, ma evidentemente sono io che ho dei parametri sbagliati, visto che con due blisterini di miele mi faccio quasi 7h di bici.

Come dice un santo Guru ad ognuno il suo!
ieri mattina avevo una glicemia abbastanza normale, ma un po' bassa.
Il giorno prima era decisamente bassa (40 mg) è probabile che dalla gara di domenica, rimanendo basso in carboidrati per "sgonfiarmi" e riprendere le normali funzioni, ci abbia messo un bel po' a ripristinare il glicogeno muscolare ed epatico; evidentemente il postworkout è insufficiente (e qui, ancora di più, ad ognuno il suo).
Ristabilita comunque la glicemia a livelli normali durante la giornata (mangiando quello che a te sembra troppo) l'allenamento è scorso bene, tanto che ho usato pochissimo miele e per niente la borraccia (quasi).
MA (anche se sembra tanto) la finestra liquida non è bastata!
Non son riuscito a fare la solida perchè son dovuto scappare di corsa al lavoro E AVEVO FAME!
Tant'è che essendo arrivato al previsto proteico, a cena, mi son rimasti i grassi per saziarmi... E allora ho sgarrato con un GELATO allo zabaione!
La glicemia questa mattina era ancora bassa! (67 mg) anche se sto bene.
Avrei dovuto MANGIARE ancora nel postworkout; e questo ancora una volta sottolinea: ad ognuno il suo.


non inculchiamo concetti tipo che con la verdura si può fare una ricarica, la quantità di cho è talmente irrisoria che dovresti mangiarne a vagoni e poi la ritenzione te la fanno le fibre, altro che pasta!

Giusto.
Io ho sperimentato (e sto sperimentando) che per me tra i 4 alimenti presi in considerazione per la ricarica: banane dritte, patate magiche, riso soffiato, e non mi ricordo l'altro... le banane e le gallette sono quelle che danno meno fastidio all'intestino.


e più vi leggo meno me lo risolvo, anzi, mi rassegno a pensare che si debba partire un minimo carichi di carbo + acqua e rassegnarsi

E' una vitaccia! :mrgreen:
 

cipitoz

Gregario
3 Dicembre 2004
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Inserisco qui questo post perché ho idea che centri qualcosa con un regime alimentare con carboidrati molto controllati.
Di solito ci si ritrova a questo punto della stagione con un certo affaticamento in corso, oppure ci si ritrova in piena forma, ma in cui l’overeaching sarà la nostra preoccupazione maggiore.
Trovo perciò intressante inserire il fondo medio con finalità molto specifiche; non fondo medio finalizzato ad accrescere la nostra resistenza generale ma fondo medio orientato ad allenare specifiche capacità che poco hanno a che fare con il fondo.
Mi spiego meglio.
In questo punto della stagione è importante evitare ulteriori affaticamenti che siano quelli derivanti dalla gara (dal lavoro e dalla vita sociale), ma è anche importate affinare quelle “situazioni” in cui siamo ancora carenti.
Per Folin potrebbe essere il recupero organico e l’aumento di potenza. Per altri potrebbe essere migliorare la volata, oppure migliorare il fuori soglia in salita, oppure nel mio caso il cambio di ritmo in salita.
Inserire in questo momento esercizi specifici potrebbe essere deleterio, perché potremmo creare situazioni di affaticamento poco gestibili, in maniera particolare chi sta approcciando diete low carb, dove carboidrati e intensità di allenamento vanno pesate con il bilancino.
Inserire allenamenti al fondo medio ma in modo particolare abbinare il fondo medio a “lavori” di “testa” potrebbe essere la chiave di volta per migliorare dove siamo carenti senza stressare particolarmente l’organismo, che come ho detto, in primavera si ha solo il bisogno di recuperare.
Mi baso sui seguenti punti:
1) il fondo medio è un andatura impostata sull’equilibrio; equilibrio tra accumulo e smaltimento di acido lattico, equilibrio tra consumo di grassi e carboidrati, equilibrio tra impegno mentale e impegno fisico; in modo particolare questo ultimo punto è importante. A me serve questa andatura perché ho la mente in minima parte occupata a controllare l’intensità dell’allenamento e la parte rimanente della mia capacità mentale riservata a generare pensieri positivi, cioè finalizzati ad una capacità che voglio allenare.
2) A volte non serve allenare tantissimo le fibre muscolari. La forza, le fibre le abbbiamo, ci sono è solo che non riusciamo ad attivarle. Quante volte stanchi morti siamo stati inseguiti da un cane rabbioso e siamo riusciti a trovare altre fibre per scappare. Quante volte siamo arrivati sfiniti ad una volata e poi ci siamo accorti che con sorprendente facilità abbiamo saltato tutti i nostri avversari senza fatica apparente?
3) Questo vuol dire che ad un certo punto della stagione non serve allenare il corpo ma è la mente e le connessioni neuro muscolari il punto su cui focalizzare:
4) “la mente non distingue un'immagine vividamente immaginata da un realtà vissuta realmente”.

Quindi perché non inserire nel fondo medio tutte quelle tecniche di visualizzazione e attivazione mentale che ci permettono allenare la mente a fare le volate, a diventare più forti in pianura o più scalatori quando serve?

Come fare:
1) è importante arrivare al fondo medio in modo dolce. Se la giornata è buona posso fare anche affidamento sul cardio, poco alla volta aumento l’andatura, assimilo la fatica, stabilizzo i battiti, poi aumento ancora fino a che non mi sarò portato, senza tanti stress, sul mio ritmo allenante. Però adesso siamo anche stanchi, non sembre i battiti salgono a comando. Meglio allora non stressarci sul cardio, partire molto lentamente, concentrarsi sul benessere che una pedalata dolce ci può dare, sentire che piano piano la muscolatura si sta riscaldando, sentire prima i piedi che girano, spingono e tirano a sè i pedali come d’istinto senza fatica, portare l’attenzione ai polpacci e sentire che si stanno sciogliendo, passare alle coscie e sentire che le vene iniziano a pompare. Finito con le gambe iniziamo a controllare la respirazione e sentire che poco a poco aumenta di tono e intensità. A volte tutto ciò non riesce; molto meglio fermarsi ad un bar, ordinare un caffè ed pezzo di dolce, resettare il cervello e con clama ripartire.
2) Arrivati all’intesità del fondo medio iniziamo ad attivare la nostra mente , i nostri pensieri sulla capacità che vogliamo allenare. Per esempio vogliamo allenare le volate. Pensiamo di essere in una ben precisa gara, pensiamo ai riferimenti di quella gara, i nostri avversari, il percorso. Poco a poco inizieremo a sentire anche gli odori che avevamo percepito in quella gara, la canfora se face freddo, ma anche l’odore dell’asfalto, quello delle giornate torride in cui pareva volersi liquefare. Iniziamo a percepire l’approssimarsi dell’arrivo, mentalmente e solo mentalmente sentiamo che il ritmo si fa più alto, ci stringiamo gli scarpini, e questo lo possiamo fare realmente (a volte qualche gesto scaramantico serve a tenere più vividi i ricordi). Mentalmente viviamo la volata (pedalando sempre al medio però), mettiamo le mani sulla presa bassa del manubrio, pensiamo alle fasi finali, iniziamo a saltare gli avversari e finalmente mani al cielo.
3) Sorprendentemente ci siamo allenati a fare una volata, anche se non ci siamo mai allontanati dal fondo medio. Sorprendentemente ci ritroviamo con l’adrenalina a mille, con i battiti cardiaci anche un poco alterati, sicuramente ci ritroviamo con maggiori connessioni neuromuscolari e con maggiore capacità mentale ad affrontare una volata. Son convinto che la prossima vera volata sarà migliore perché riusciro a coinvolgere fibre che mentalmente non ero riuscito a reclutare. Conosco velocisti che poi non sono così forti fisicamente, ma mentalmente sono imbattibili e questo li porta ad essere anche vincenti.
4) Questa pratica si può adattare anche a diverse altre situazioni, basta riuscire ad attivare e focalizzare il nostro pensiero.
5) Non sempre un allenamento a ripetute tradizionali può dare grandi risultati. A volte sono troppo faticosi e stressanti da seguire. Il cervello potrebbe essere poco coinvolto. Oppure troppo ricettivo ai segnali della fatica in corso per stimolare sufficientemente le fibre muscolari.

Questa è la mia visione del fondo medio quando devo migliorare specifiche capacità.
L’allenamento non mi deve risultare particolarmente stressante, devo comunque allenare l’organismo e la mente ma contemporaneamente farlo con il minimo impatto fisiologico.
 

Daddy

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Già e non è ancora finita...
Prepara cena.
Metti a letto il bocia.
Porta fuori il cane.
Prepara per la colazione.
'desso vado in leto!

@Mike: il protocollo Cipitoz.
Consiste invece di fare i medio a suon di ripetute, che dovrebbe venire meglio.
In farlo senza recuperi, esci, ti scaldi, ti metti al medio e ci rimani.
In due ore torni a casa.
Con le ripetute lo fai, secondo me meglio; soprattutto se hai strumenti validi (Fc e Watt; vedi che cambia la corrispondenza tra watt e Fc e smetti la sessione e recuperi).
Allo stesso modo lo puoi fare con sessioni lunghe, cambi rpm e tenendo il cuore sempre al medio recuperi un po'.
E' stato piacevole e stimolante, le gambe lo hanno sentito e vediamo come va il recupero (1h20m è un po' troppo) ma davanti a me ho probabilmente 4 giorni di recupero forzato.

@daddy, si può andare, dipende da quante ore stai fuori.
Prova le gallette di riso al posto delle fette.

In aggiunta alla colazione sopra 1 banana spiaccicata con 1 rosso d’uovo.
Partenza ore 6.25, 10 minuti riscaldamento agile, qualche “ruttino” strada facendo e poi progressivamente su il cuore fino al mdo per circa 50’ (in salita sprazzi a soglia di 1 minuto circa), sensazione molto buona, gamba che gira bene e buona spinta sui pedali, alla fine 10 minuti grande agilità per totale 1h30’.
Mi sento bene, ho ricaricato poco perché poca fame, malgrado le 1550 cal. bruciate, si vede che ho integrato bene nei 2 giorni precedenti con “l’eccesso” di riso…... e con la colazione.

Proverò anche le gallette di riso (non ho avuto tempo di comprarle, sono 10 gg. che mi dico di comprare, gallette, fichi e albicocce….ma non ho tempo!!):cry.

Carino il protocollo Cipitoz, in sostanza l'ho fatto questa mattina senza saperlo!!:mrgreen:.
Ma io faccio spesso così, sarà per questo che sono "tanto" forte!!:asd:
o-o

P.S. - la mia giornata tipo è un più calma, ma si corre ugualmente tanto... e tu Folin come fai a non stressarti??. Sempre merito dello "0" (o quasi) carbo?.:mrgreen:
 
22 Marzo 2007
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Inserisco qui questo post perché ho idea che centri qualcosa con un regime alimentare con carboidrati molto controllati.
Di solito ci si ritrova a questo punto della stagione con un certo affaticamento in corso, oppure ci si ritrova in piena forma, ma in cui l’overeaching sarà la nostra preoccupazione maggiore.
[...]
Questa è la mia visione del fondo medio quando devo migliorare specifiche capacità.
L’allenamento non mi deve risultare particolarmente stressante, devo comunque allenare l’organismo e la mente ma contemporaneamente farlo con il minimo impatto fisiologico.
Da stampare e tenere sul comodino... come ultima cosa da leggere la sera prima di addormentarsi e come prima cosa da leggere appena svegli. o-o
Negli ultimi 10 giorni un calo di brillantezza a livello muscolare ed una parziale difficoltà a far salire le pulsazioni mi ha portato ad utilizzare un approccio analogo a quello che hai proposto tu. Dal punto di vista della concentrazione, probabilmente grazie al lavoro fatto in inverno e in primavera giù dalla bici, come dici tu trovo utilissimo focalizzarmi sul gesto della pedalata, scomporlo in compiti semplici, seguirne la ripetizione nel singolo ciclo, pedalata dopo pedalata, ciclo respiratorio dopo ciclo respiratorio... spesso mi ritrovo a farlo "in automatico" anche camminando, altre volte in sella non mi riesce come vorrei.
Un ulteriore passo avanti è quello che proponi tu, affiancando la visualizzazione di una situazione specifica, che va ulteriormente a coinvolgere l'atleta, aumentandone concentrazione, consapevolezza e sensibilità... in pratica massimizzare un'abilità provando ad aumentarne l'efficacia, e utilizzando le capacità di adattamento della mente piuttosto che del corpo.
La correlazione con l'alimentazione, secondo me, è in qualche modo legata allo sfruttamento della maggiore sensibilità acquisita anche per avere un controllo più efficace dell'equilibrio fra spesa energetica e reintegro.
 

Daddy

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Questa è la mia visione del fondo medio quando devo migliorare specifiche capacità.
L’allenamento non mi deve risultare particolarmente stressante, devo comunque allenare l’organismo e la mente ma contemporaneamente farlo con il minimo impatto fisiologico.

Quotissimo tutto, infatti parte dei riscontri li ho avuti questa mattina passata al medio.
Guardando indietro, nel mio piccolo passato agonistico, la prima svolta nella prestazione atletica (ora vado molto meglio, ma vanno tutti sempre meglio....:cry) l'ho avuta appunto con allenamenti non estenuanti, molto a sensazione e con ritmo uniforme, alternando al medio momenti a ritmo e cuore elevato per poi tornare al medio.

In sostanza è giusto non stressare in questo periodo, ferme restando però le basi di fondo e specifiche minime, che devi comunque avere.

La lettura mi ha proprio interessato e visto che "provare per credere" è il mio motto (con la testa ovviamente...), applicherò questi consigli nei prossimi allenamenti e immagino magari la volata o la tal salita della mia prossima gara Marathon in MTB:mrgreen: (insieme alla low car di Folin....).
o-o
 

vadopiano

Gregario
31 Ottobre 2007
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Salve a tutti,
purtroppo non partecipo molto alle discussioni del forum, non per mancanza d’interesse o di idee, semplicemente xchè sono nuovo dell’ambiente quindi non sono ancora in grado di dispensare consigli ad alcuno. Cerco di essere come una spugna assorbo le notizie e curiosità di questo bellissimo sport in maniera di compensare le mie lacune in materia.
Il post di cipitoz oggi mi ha intrigato molto e devo riconoscere la bontà del suo intervento. Vengo dal mondo delle arti marziali dove ho disputato x anni attività agonistica. L’aspetto mentale in questo genere di disciplina è assolutamente fondamentale e con l’ausilio di training sono riuscito ad attenuare il senso di paura e ansia prima di una gara.
Sono assolutamente d’accordo che l’allenamento e l’alimentazione(soprattutto in bike) giocano un ruolo fondamentale ma a volte tendiamo a trascurare l’aspetto mentale da inserire nelle nostre sedute di allenamenti. Il mettere “ a fuoco” il nostro essere con lo sforzo del momento aiuta tantissimo il gesto e la buona riuscita della seduta. Bene, dopo tutte queste ovvietà torno nel mio “limbo” vi saluto.
 
D

Deleted member 2182

Guest
Questa è la mia visione del fondo medio quando devo migliorare specifiche capacità.
L’allenamento non mi deve risultare particolarmente stressante, devo comunque allenare l’organismo e la mente ma contemporaneamente farlo con il minimo impatto fisiologico.

Mi stupisco sempre di come tu riesca sempre a scrivere cose interessanti, comprensibili, originali... mi piacerebbe sapere se quel che sai e che fai è frutto di qualche lettura (se sì quali grazie..please :-) ) o se sono intuizioni personali.
Grande Luca.
o-o
 
Grazie Luca, è sempre un piacere leggerti, anche se ne avevamo parlato da poco.
Sembra di essere li! Sulla bici con il cuore a 160.
Vorrei aggiungere che è inutile, se non si ha una giornata tranquilla, dove poter prendere due respiri profondi prima di partire per l'allenamento insistere sull'approccio mentale se non arriva.
Ieri non è arrivato, ho fatto 1h20m di medio gioiso, al sole, e con le gambe che andavano sole, un po' di velocità, anche leggere la media conforta; fa parte del gioco.
Ma ero troppo tirato, stressato per la giornata in corso, vai scappa, pedala, corri che tra poco ti chiamano... Infatti tempo di mettere giù labici, dall'altra parte del telefono: "...mezz'ora!" Scappa, doccia, finestra, auto, banana...
Tutto questo secondo me influisce anche nel recupero, che seppur buono può essere migliore.
 
P.S. - la mia giornata tipo è un più calma, ma si corre ugualmente tanto... e tu Folin come fai a non stressarti??. Sempre merito dello "0" (o quasi) carbo?.:mrgreen:

Per giornate come queste, bisogna solo avere la glicemia vicino al valore massimo.
Allora spacchi tutto e non ti fermi più :mrgreen:

Sembra che stia funzionando il regime un po' più alto con fonti, a me, un po' più congeniali.

Solita colazione questa mattina.
Cambio al lavoro, esigenze familiari.
Pranzo: 1/2 pollo arrosto, 2 h di zucchine arrosto, 1 banana.
Sempre sgonfio (mi sono alzato bello asciutto nonostante il gelato di ieri).
Questa sera, niente carbo ma bensì un bello stinco di maiale.
Ora vado a scioglier le gambe un'oretta...
E poi si rincomincia con il tram tram...
 

cipitoz

Gregario
3 Dicembre 2004
675
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Dimentivavo. Le sensazioni.
Affinchè il nostro organismo e il nostro cervello possano lavorare bene al medio è importante indirizzare tutte le sensazioni verso un andamento positivo.
Mi spiego meglio. Non sempre accade di partire con la gamba buona, sovente c’è qualcosa che fa male. Oggi la giornata è pessima, partirò ma la prima cosa che incontrerò sarà il temporale. Che si fa? Intanto entro in pasticceria, mi prendo un cappuccino e un pezzo di dolce fresco. Almeno una soddisfazione me la sono levata. Parto piano, le gambe sono doloranti, è perché in gara ci ho dato dentro. Ma vuol dire anche che se le faccio girare dolcemente il dolore tra mezz’ora passerà e se son fortunato vedrò anche qualche vena apparire. Piove, vuol dire che girerò per il solito percorso del Montello, servirà intanto come prova per la Campagnolo (se sarà bagnata). Le gambe in salita fanno male? Non è dolore, è calore; poco a poco, dolcemente mi ci abituerò, poi diventerà persino un leggero piacere, mi darà l’opportunità di testare quanto una respirazione profonda ma calma possa essere in questo caso di sollievo.
Insomma trasformare le sensazioni dolorose o negative in opportunità. A volte, se serve, nei casi più gravi, anche nell’opportunità di riposare.

@folin: ti ricordi il dolce di patate prima della Cassani?
La calma, la tranquillità e il benessere di farsi una fetta di dolce genuino prima di affrontare il diluvio.
“Intanto partiamo, al temporale ci pensiamo dopo”
 
@folin: ti ricordi il dolce di patate prima della Cassani?
La calma, la tranquillità e il benessere di farsi una fetta di dolce genuino prima di affrontare il diluvio.
“Intanto partiamo, al temporale ci pensiamo dopo”

Me lo ricordo si, ma ancora di più ricordo l'accoglienza ricevuta; che mi ha ripagato della gara non fatta! (anche se poi sono andato ad impestarmi a Cervia :mrgreen:)
Vado a vedere se mi spunta qualche vena... Anche se non c'è il sole :mrgreen:...

Uhmmm, Yeti o Klein, Yeti o Klein; Klein o Klein, Klein o Yeti... ?? o-o
 

pinca

Pignone
28 Febbraio 2009
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una curiosita: ma voi quando ricaricate vedo che fate dei pasti MAXI...ma poi quante ore aspettate x allenarvi? non riesco a capirlo bene dai vostri post!o forse non ho capito proprio niente!
 

MIKE SCOTT

via col vento
21 Ottobre 2008
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nell'etere
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secondo me folin mangi troppo, per quell'allenamento una banana e il miele bastavano ed avanzavano, ma evidentemente sono io che ho dei parametri sbagliati, visto che con due blisterini di miele mi faccio quasi 7h di bici.
non inculchiamo concetti tipo che con la verdura si può fare una ricarica, la quantità di cho è talmente irrisoria che dovresti mangiarne a vagoni e poi la ritenzione te la fanno le fibre, altro che pasta!
poi la frutta ha il problema del fruttosio che se non viene stoccato si trasforma in grasso.
insomma, per una ricarica, che io chimarei più correttamente "benzina"; quindi, per avere benzina in corpo frutta e verdura non bastano, se ci si vuole allenare seriamente; se facciamo del medio, del fondo etc. va benissimo anche solo fare benzina con la frutta.
quello che mi chiedo sempre è come trovare l'optimum per migliorarsi ed andare a cannone, in soglia, soprasoglia etc.
è qui che le teorie su grassi, IG, frutta etc. vanno in quel posto.
e più vi leggo meno me lo risolvo, anzi, mi rassegno a pensare che si debba partire un minimo carichi di carbo + acqua e rassegnarsi


penso che un punto d'interesse importante è la relazione (ed eventuale utilità) tra VELOCE-SOGLIA e SOGLIA ED OLTRE (in generale alta intensità) e i GRASSI.........ho l'impressione che lavorando su questo punto può saltare fuori qualcosa di assai interessante e utile......................
 

MIKE SCOTT

via col vento
21 Ottobre 2008
4.928
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Inserisco qui questo post perché ho idea che centri qualcosa con un regime alimentare con carboidrati molto controllati.
Di solito ci si ritrova a questo punto della stagione con un certo affaticamento in corso, oppure ci si ritrova in piena forma, ma in cui l’overeaching sarà la nostra preoccupazione maggiore.
Trovo perciò intressante inserire il fondo medio con finalità molto specifiche; non fondo medio finalizzato ad accrescere la nostra resistenza generale ma fondo medio orientato ad allenare specifiche capacità che poco hanno a che fare con il fondo.
Mi spiego meglio.
In questo punto della stagione è importante evitare ulteriori affaticamenti che siano quelli derivanti dalla gara (dal lavoro e dalla vita sociale), ma è anche importate affinare quelle “situazioni” in cui siamo ancora carenti.
Per Folin potrebbe essere il recupero organico e l’aumento di potenza. Per altri potrebbe essere migliorare la volata, oppure migliorare il fuori soglia in salita, oppure nel mio caso il cambio di ritmo in salita.
Inserire in questo momento esercizi specifici potrebbe essere deleterio, perché potremmo creare situazioni di affaticamento poco gestibili, in maniera particolare chi sta approcciando diete low carb, dove carboidrati e intensità di allenamento vanno pesate con il bilancino.
Inserire allenamenti al fondo medio ma in modo particolare abbinare il fondo medio a “lavori” di “testa” potrebbe essere la chiave di volta per migliorare dove siamo carenti senza stressare particolarmente l’organismo, che come ho detto, in primavera si ha solo il bisogno di recuperare.
Mi baso sui seguenti punti:
1) il fondo medio è un andatura impostata sull’equilibrio; equilibrio tra accumulo e smaltimento di acido lattico, equilibrio tra consumo di grassi e carboidrati, equilibrio tra impegno mentale e impegno fisico; in modo particolare questo ultimo punto è importante. A me serve questa andatura perché ho la mente in minima parte occupata a controllare l’intensità dell’allenamento e la parte rimanente della mia capacità mentale riservata a generare pensieri positivi, cioè finalizzati ad una capacità che voglio allenare.
2) A volte non serve allenare tantissimo le fibre muscolari. La forza, le fibre le abbbiamo, ci sono è solo che non riusciamo ad attivarle. Quante volte stanchi morti siamo stati inseguiti da un cane rabbioso e siamo riusciti a trovare altre fibre per scappare. Quante volte siamo arrivati sfiniti ad una volata e poi ci siamo accorti che con sorprendente facilità abbiamo saltato tutti i nostri avversari senza fatica apparente?
3) Questo vuol dire che ad un certo punto della stagione non serve allenare il corpo ma è la mente e le connessioni neuro muscolari il punto su cui focalizzare:
4) “la mente non distingue un'immagine vividamente immaginata da un realtà vissuta realmente”.

Quindi perché non inserire nel fondo medio tutte quelle tecniche di visualizzazione e attivazione mentale che ci permettono allenare la mente a fare le volate, a diventare più forti in pianura o più scalatori quando serve?

Come fare:
1) è importante arrivare al fondo medio in modo dolce. Se la giornata è buona posso fare anche affidamento sul cardio, poco alla volta aumento l’andatura, assimilo la fatica, stabilizzo i battiti, poi aumento ancora fino a che non mi sarò portato, senza tanti stress, sul mio ritmo allenante. Però adesso siamo anche stanchi, non sembre i battiti salgono a comando. Meglio allora non stressarci sul cardio, partire molto lentamente, concentrarsi sul benessere che una pedalata dolce ci può dare, sentire che piano piano la muscolatura si sta riscaldando, sentire prima i piedi che girano, spingono e tirano a sè i pedali come d’istinto senza fatica, portare l’attenzione ai polpacci e sentire che si stanno sciogliendo, passare alle coscie e sentire che le vene iniziano a pompare. Finito con le gambe iniziamo a controllare la respirazione e sentire che poco a poco aumenta di tono e intensità. A volte tutto ciò non riesce; molto meglio fermarsi ad un bar, ordinare un caffè ed pezzo di dolce, resettare il cervello e con clama ripartire.
2) Arrivati all’intesità del fondo medio iniziamo ad attivare la nostra mente , i nostri pensieri sulla capacità che vogliamo allenare. Per esempio vogliamo allenare le volate. Pensiamo di essere in una ben precisa gara, pensiamo ai riferimenti di quella gara, i nostri avversari, il percorso. Poco a poco inizieremo a sentire anche gli odori che avevamo percepito in quella gara, la canfora se face freddo, ma anche l’odore dell’asfalto, quello delle giornate torride in cui pareva volersi liquefare. Iniziamo a percepire l’approssimarsi dell’arrivo, mentalmente e solo mentalmente sentiamo che il ritmo si fa più alto, ci stringiamo gli scarpini, e questo lo possiamo fare realmente (a volte qualche gesto scaramantico serve a tenere più vividi i ricordi). Mentalmente viviamo la volata (pedalando sempre al medio però), mettiamo le mani sulla presa bassa del manubrio, pensiamo alle fasi finali, iniziamo a saltare gli avversari e finalmente mani al cielo.
3) Sorprendentemente ci siamo allenati a fare una volata, anche se non ci siamo mai allontanati dal fondo medio. Sorprendentemente ci ritroviamo con l’adrenalina a mille, con i battiti cardiaci anche un poco alterati, sicuramente ci ritroviamo con maggiori connessioni neuromuscolari e con maggiore capacità mentale ad affrontare una volata. Son convinto che la prossima vera volata sarà migliore perché riusciro a coinvolgere fibre che mentalmente non ero riuscito a reclutare. Conosco velocisti che poi non sono così forti fisicamente, ma mentalmente sono imbattibili e questo li porta ad essere anche vincenti.
4) Questa pratica si può adattare anche a diverse altre situazioni, basta riuscire ad attivare e focalizzare il nostro pensiero.
5) Non sempre un allenamento a ripetute tradizionali può dare grandi risultati. A volte sono troppo faticosi e stressanti da seguire. Il cervello potrebbe essere poco coinvolto. Oppure troppo ricettivo ai segnali della fatica in corso per stimolare sufficientemente le fibre muscolari.

Questa è la mia visione del fondo medio quando devo migliorare specifiche capacità.
L’allenamento non mi deve risultare particolarmente stressante, devo comunque allenare l’organismo e la mente ma contemporaneamente farlo con il minimo impatto fisiologico.


perfetto.....................solo che spesso quando raggiungo questo climax/optimum generale allenante come lo intendi tu (per me è lo stesso anche se non l'ho imparato in bicicletta bensì arrampicando, però resta un metodo e te lo porti dietro)......mi accorgo che comunque sto andando piano (in relazione al mio obiettivo)..........ergo forse ho bisogno di lavori specifici?!?!?!.....spesso li faccio
 

MIKE SCOTT

via col vento
21 Ottobre 2008
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primo (ciò che è scontato): INTERVENTI DI GRANDE INTERESSE
secondo: cipitoz ma anche vadopiano stanno parlando di
FLOW.......
avevo già modo di dire la cosa in passato ma mi sembrava essere passata inosservata

gli interventi di cipitoz in particolare sono nè più nè meno che aspetti del FLOW (al riguardo del quale, riferiti anche allo sport in particolare, ci sono alcune eccellenti pubblicazione - che io sappia quasi esclusivamente in inglese)


@doctor in particolare ti direi di leggere questo (però è in inglese) Susan Jackson, Mihaly Csikszentmihalyi "FLOW IN SPORTS"................ altri libri di csikszentmihalyi sono di estremo interesse anche se non direttamente riferiti allo sport
 
D

Deleted member 2182

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@doctor in particolare ti direi di leggere questo (però è in inglese) Susan Jackson, Mihaly Csikszentmihalyi "FLOW IN SPORTS"................ altri libri di csikszentmihalyi sono di estremo interesse anche se non direttamente riferiti allo sport

Many thanks, my dear :mrgreen:
 

cipitoz

Gregario
3 Dicembre 2004
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perfetto.....................solo che spesso quando raggiungo questo climax/optimum generale allenante come lo intendi tu (per me è lo stesso anche se non l'ho imparato in bicicletta bensì arrampicando, però resta un metodo e te lo porti dietro)......mi accorgo che comunque sto andando piano (in relazione al mio obiettivo)..........ergo forse ho bisogno di lavori specifici?!?!?!.....spesso li faccio

E' un metodo, solo un metodo, uno dei tanti e sono tutti validi.
E' invece importante adattare alle proprie caratteristiche ciò che funziona meglio.
E' importante generare un carico di lavoro, può essere con il medio, con le SFR, con le F&O, intermittente o interval training, può essere con una scheda o a seguito di sensazioni proprie.
Ma è ancora più importante determinare quanto recupero mi serve per adattarmi completamente al carico di lavoro generato, per potermi poi allenare con un carico ancora maggiore la volta seguente.
E' la storia dei carboidrati che si ripete. Brucio tanti carboidrati, ne mangio altrettanti. Stop.

L'allenamento è misurabile, la resa in una granfondo è misurabile, la prestazione in salita è misurabile.
La mia base di partenza è 5 (numero a caso) ma voglio arrivare ad esprimere nelle granfondo un valore di 8. Ebbene effettuerò allenamenti via via con intensità progressivamente maggiori fino ad arrivare a 8. Ma non arriverò mai a 8 se non effettuerò adeguati periodi di supercompensazione.
Questo è il problema, qualsiasi tipo di allenamento è valido per arrivare ad "Effect Training" pari a 8, anche il modesto medio, è invece difficilissimo individuare l'esatto volume di scarico necessario per supercompensare.
Attualmente il problema di ciascuno di noi è che si allena troppo o troppo poco.

Visto che mastichi bene l'inglese ti allego questi files
http://www.firstbeat.fi/files/Recovery_white_paper.pdf
http://www.firstbeat.fi/files/training_effect_white_paper.pdf
 
Stato
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