JFB'07 bike project 2026: THE BLACK PEREGRINE

300SL

Novellino
18 Novembre 2017
14
9
Visita sito
Bici
Colnago
CIAUUU scico

Allora…
Perché ho scelto la CERVELO S5 2026 per il mio nuovo bike project?
Perché è una bici che mi piace un sacco esteticamente, per la sua geometria e per i contenuti tecnologici.

ESTETICA…
Tra le aerobike in commercio è quella che mi ha colpito di più per l’integrazione aerodinamica complessiva, con i passaggi ruota estremamente ravvicinati e il suo particolare manubrio V-stem concept. A completare il tutto, ho voluto aggiungere un tocco mio personale con delle decal custom olografiche, giusto per spezzare un po' il nero del carbonio e creare un bel gioco di riflessi sotto la luce del sole, richiamate all'anteriore dalle sfumature Oil Slick del nastro manubrio Supacaz.

GEOMETRIA…
È forse l’unica aerobike che ha mantenuto un angolo piantone non eccessivamente dritto (73°).
Questa caratteristica, abbinata al reggisella dritto (0mm offset) e alla sella PROLOGO CHOICE, che ha un carrello molto lungo (dalla foto non si vede perché lo scafo intorno al carrello è carenato) e una struttura completamente piatta, mi ha permesso di gestire la sella un pochino più avanzata per il mio assetto aero. Il tutto rimanendo perfettamente centrato sulla testa del reggisella rispetto alla sua lunghezza complessiva (240mm) e perfettamente in bolla.

Vedo in altri marchi la tendenza di mercato ad avere angoli piantone molto più verticali (74-75°). Su telai di questa dimensione (taglia 56) angoli così verticali cominciano a essere davvero tanto dritti. Con un reggisella dritto di default, questo diventa un problema per il centraggio della sella se non esiste una versione arretrata del componente (il reggisella CERVELO SP34 CARBON esiste sia in versione 0mm che 15mm offset). In quei casi si vede spesso la sella tutta scarrellata indietro per non eccedere nell’avanzamento complessivo... Un pochino più avanti ok, ma troppo avanti non va bene.

Ho scelto la taglia 56 con manubrio integrato CERVELO HB19 CARBON 130mm | 400-440mm c-c, perché una taglia 58 sarebbe stata troppo alta davanti per l’assetto cabrato che volevo realizzare. Su questa 56 sto a battuta, senza distanziali sotto il manubrio.

COMPONENTISTICA E ASSETTO…
Usando un telaio più compatto e avendo una sella un pochino più avanzata, ho scelto il nuovo gruppo SRAM RED AXS E1 DISC 12s, che ha comandi molto più distensivi nell'impugnatura rispetto agli altri gruppi.

Seguendo il flare nativo del manubrio (7°), i pomelli anteriori dei comandi chiudono un pochino a freccia sull’avanti. Combinato con la forma palmare del manubrio, questo assetto mi permette un appoggio ideale del palmo della mano sopra il pomello del comando e della prima parte dell’avambraccio sulla parte sommitale del manubrio, assumendo una posizione simil-crono, come se avessi delle prolunghe sprint.

/!\ ATTENZIONE: Vedo in giro a volte dei veri e propri eccessi sulla chiusura dei comandi. Il comando deve seguire il flare del manubrio, non esagerate! Ok l’aerodinamica, ma i comandi esageratamente chiusi possono diventare pericolosi sulle strade di tutti i giorni se dovete fare una frenata d’emergenza. Vi ritrovereste con una superficie di appoggio anteriore molto ristretta e i polsi che chiudono troppo; è un attimo che il manubrio vi si chiuda e finiate per terra.

Come già scritto, il setting della sella un pochino più avanzata si combina con la pedivella più corta (165.0mm). Questa mi permette di riaprire sia l’angolo al ginocchio (avanzando la sella con una pedivella più lunga l’angolo si chiuderebbe troppo al Punto Morto Superiore) sia l’angolo tra anca e busto. Il risultato è un assetto più cabrato sull’anteriore senza sacrificare la respirazione, senza comprimere il diaframma e senza compromettere l’articolazione delle ginocchia.

/!\ ATTENZIONE: La pedivella più corta e la sella più avanzata sono stratagemmi geometrici per aprire specifici angoli alla ricerca di un assetto aero più estremizzato. Ma si devono avere due premesse fondamentali: una grande mobilità di schiena e una grande agilità. Se non si hanno queste caratteristiche, semplicemente l’assetto più cabrato provocherà sovraccarichi e diventerà controproducente, sia per la performance che per la salute articolare e muscolare.

Visto l’uso della pedivella più corta (165.0mm), che riduce il braccio di leva ma favorisce l'agilità e l'apertura degli angoli articolari, ho scelto corone più grandi (52x39) combinate con un pacco pignoni 10/36 (10-11-12-13-15-17-19-21-24-28-32-36). Questa combinazione serve a ottimizzare la cinematica del "giro catena": la corona da 52 compensa la pedivella corta ripristinando un'ottima inerzia sui rapporti lunghi e, lavorando su diametri maggiori, riduce la tensione lineare e la curvatura della catena. Questo abbatte gli attriti meccanici e garantisce una fluidità superiore ad alte velocità.

A livello di sviluppi metrici puri (come pura equivalenza matematica di rapporto):

  • Sul lungo: un 52x10 garantisce uno sviluppo metrico equivalente a un 57x11 (rapporto 5.20 vs 5.18).
  • Sul corto: un 39x36 si comporta in modo analogo a un 35x32 (rapporto 1.08 vs 1.09).
Per le mie necessità personali è una scala ideale.

CONTENUTI TECNOLOGICI…
È una bici aero curata in tutta la fluidodinamica delle superfici che lambiscono il telaio e le ruote.

L’aerodinamica della bici non è solo Cx di penetrazione pura del mezzo, ma gestione dei flussi. Bisogna evitare che lo strato limite (il flusso d'aria a contatto con le tubazioni) si stacchi dalle superfici. Quando il flusso se ne separa, si genera un vero e proprio stallo aerodinamico che crea vortici e micro-controturbolenze nella zona posteriore dei profili. Immaginate queste controturbolenze come un aumento virtuale della reale superficie d’impatto della bici contro l’aria: inevitabilmente frenano la scorrevolezza ad alta velocità e quindi bruciano Watt.

Poi, la sola bici aero non basta per guadagnare performance. Bisogna combinarla con il corretto assetto biomeccanico, in un bilanciamento di compromessi tra efficienza della pedalata rotonda (spinta e richiamo), penetrazione all’aria della figura dell’atleta, mobilità diaframmatica per massimizzare la respirazione e salvaguardia articolare.

PESI…
Per essere un'aerobike, i pesi reali alla bilancia mi hanno stupito. Ho voluto fare una "pazzia" per questo progetto 2026 e avere a disposizione tre profili diversi per le CAMPAGNOLO BORA ULTRA WTO (45, 60 e 80) così da poter combinare le ruote (es. 45-45, 45-60, 60-60, 60-80, 80-80) e adattarle al meglio in base al vento e al percorso.

I pesi reali delle due configurazioni "limite", compresi i pedali, sono questi:

  • Configurazione Flat/Aero (Bora Ultra WTO 80 + camere standard + pedali): 7.5 kg
  • Configurazione Climb/Mix (Bora Ultra WTO 45 + camere REVOLOOP + pedali): 7.0 kg
Sulle 80 ho tenuto volutamente le camere standard. Su un profilo del genere, destinato alla pianura e alle alte velocità, un filo di massa perimetrale in più fa comodo: aumenta l'effetto volano e l'inerzia una volta lanciata la ruota, aiutando a mantenere la velocità di crociera. Sulle 45 da salita e rilancio, invece, la priorità è togliere peso rotante in periferia, ed ecco il perché delle REVOLOOP.

CIAUUU

Juri (JFB'07)
Ciao
Si nota la grandissima opera di studio ed analisi progettuale, nonché lavoro di sintesi per arrivare alla bici "finita" senza lasciare nulla al caso....
A me piace moltissimo!
 

JFB'07

Apprendista Scalatore
22 Novembre 2006
1.958
758
Roma Nord ma ovunque a portata di un click ;-)
Visita sito
Bici
works in progress ;-)

[] TORNA ALLA PRESENTAZIONE [#1]


Legittimo! E gran bel lavoro. Ottima anche l'accurata descrizione dei dettagli e delle scelte.
Ma con le Reserve 57|64 hai avuto modo di provarla? Giusto per avere un termine di paragone che vada oltre il fattore estetico.

Non dimentichiamoci che tutto il progetto aerodinamico della nuova S5 si basa sull'accoppiata telaio/ruote. Tradotto: geometrie e sezioni del frameset sono state studiate in galleria del vento in accoppiata al nuovo wheelset 57|64 ed in particolare per l'utilizzo di pneumatici da sezione 29mm (in questa configurazione l'S5 ha fatto registrare un guadagno di 3W rispetto il modello precedente). E nonostante l'aumento delle superfici del sistema frameset/forcella, per ottimizzarne l'aerodinamica, gli ingegneri sono riusciti ad ottenere un risparmio del peso complessivo di ben 124gr - per la taglia 56). Tornando sul discorso ruote, tralasciando un legittimo fattore di gusto estetico, le 57|64 appositamente progettate con il frameset della nuova S5, hanno permesso di incrementarne la rigidità del 10% rispetto la versione precedente portando l'S5 (grazie anche al guadagno offerto dal nuovo cockpit HB19) ad essere la bici più aerodinamicamente più veloce ed efficiente in gruppo in questo momento.

CIAUUU EA CCI ITALIA

o-o

Se mi fate avere una CERVELO S5 Visma Lease a Bike montata come la mia, ma con ruote RESERVE 57/64, sarò felicissimo di testarla e confrontarla con la mia a parità di quote e assetto biomeccanico.

Sappiate che, nel caso, non ve la rimanderò mai indietro e, anzi, andrò in capo al mondo per farmela firmare da Wout Van Aert di cui sono tifosissimo...
troppo felice che abbia finalmente vinto la sua prima Parigi Roubaix… TOP AERT.
Se mi mandate una delle sue (non gli diciamo niente), a parte ruote (RESERVE vs BORA), pedivelle (172.5mm vs 165.0mm) e reggisella (15 vs 0 offset) le due bici sono identiche nel montaggio (SRAM)… abbiamo pure lo stesso manubrio (130|400-440mm) e la stessa sella (PROLOGO CHOICE) :==

A parte gli scherzi... I dati della galleria del vento li conosco e il vostro progetto integrato è senza dubbio eccellente.

Ma il bello del mio lavoro è proprio questo: prendere un telaio pazzesco come la nuova S5 e "cucinarlo" secondo una ricetta biomeccanica, dinamica ed estetica totalmente personalizzata ad personam.

A tal proposito apprezzo moltissimo il vostro servizio “one-Piece Bar/Stem Swap program”, con cui permettete ad un cliente di sostituire gratuitamente (esclusa manodopera/materiali consumo) entro 60gg dall’acquisto il manubrio integrato nella dimensione desiderata (se fosse possibile fare lo stesso anche per il reggisella, 0 vs 15 offset, sarebbe il top), facendo richiesta attraverso il proprio rivenditore autorizzato… spero che altri marchi vi seguano in futuro…

Perché fare biomeccanica, non è adattare l’atleta alla bici, ma adattare la bici alle personali necessità dell’atleta.

E se Cervélo ha fatto questo gesto verso gli appassionati… se voi potete cambiare…
anche tutti gli altri possono cambiare (non ho resistito… citazione di Rocky IV).

Se vi va di mandare il corriere a Roma per il test io sono pronto…
però vi ho avvisato… io non ve la rimando indietro ;-)

CIAUUU

Juri (JFB'07)



[] TORNA ALLA PRESENTAZIONE [#1]

 
Ultima modifica:

JFB'07

Apprendista Scalatore
22 Novembre 2006
1.958
758
Roma Nord ma ovunque a portata di un click ;-)
Visita sito
Bici
works in progress ;-)
@JFB'07 hai foto con gli altri due assetti?
Ovvero con le ruote da 45 e 60.
Grazie.

Ciao Juri, come già detto bici stupenda!!! A me quel manubrio è sempre piaciuto, (molto più di quello stile Colnago Yrs1).
Tanta invidia per la capacità di tenere quell'assetto. Anche io non stravedo per ruote con profilo così alto, sarebbe bello vederla anche con altre configurazioni (45/60, 60/60). Come mai non hai messo i tubolari?
Ciao!

CIAUUU albertissimo e scorbe

o-o

Promesso… entro la metà di Luglio cerco di trovare un attimo di tempo e faccio un po' di foto anche con le altre configurazioni di ruote.

Tubolari vs copertoncini: ho preferito la praticità totale del copertoncino con camera d'aria. Con le camere d'aria ultraleggere il peso aggiunto al copertoncino è veramente esiguo e hai zero stress in caso di foratura ;-)

CIAUUU

Juri (JFB’07)
 
  • Mi piace
Reactions: albertissimo

JFB'07

Apprendista Scalatore
22 Novembre 2006
1.958
758
Roma Nord ma ovunque a portata di un click ;-)
Visita sito
Bici
works in progress ;-)
Ho avuto la fortuna di vederla ieri e devo dire che è veramente bella esteticamente è una feccia è semplicemente stupenda e poi raccontata da te da ancora piu valore agli aspetti tecnici.
Ieri ho ripetuto la visita a distanza di qualche anno come consigliato da te.
Devo dire che ce ne era veramente bisogno perche negli anni il fisico cambia come giustamente mi hai consigliato.E come sempre mi ridai 10 anni di vita.
Grazie per quello che fai per il ciclismo
Non dico neanche piu quello che provo ritornare in bici dopo la tua visita biomeccanica perche oramai è scontato e chi ti conosce sa di cosa parlo.
Meditate gente meditate
Grazie Jury

CIAUUU mariosilvetri

o-o

CIAUUUU

Juri (JFB'07)
 

samuelgol

Flughafenwächter
24 Settembre 2007
43.702
18.787
Bozen
Visita sito
Bici
Canyon Ultimate SLX. Nome: Andrea
Perché fare biomeccanica, non è adattare l’atleta alla bici, ma adattare la bici alle personali necessità dell’atleta.
Questo penso sia un punto che molti sottovalutano nella resa migliore per andare in bici. Ci si concentra su questo o quel componente che preso nella galleria del vento o al banco ti fa guadagnare 3/5/6 w e magari si tralascia che se un dato componente è perfetto per chi lo pedala, è capace che ne guadagni 20/30 di w, perchè chi pedala esprime tutto il suo potenziale.
Certo una customizzazione estesa dei componenti ha dei costi di fabbrica e del resto lo si vedeva nei telai su misura. Ma con le moderne tecnologie costruttive, ampliare il range dei componenti opzionabili e permettere una customizzazione ante acquisto, con l'ausilio di un biomeccanico (vabbè in questo Juri lo fa da 20 anni di consigliare i suoi clienti ante acquisto non solo sul telaio quando la gente andava ancora di filo a piombo), sarebbe un grosso passo avanti.
 
Ultima modifica:

andry96

Ammiraglia
23 Luglio 2018
24.685
39.704
Brescia
Visita sito
Bici
Mtb, holdsworth competition, Favaloro, cervelo
Questo penso sia un punto che molti sottovalutano nella resa migliore per andare in bici. Ci si concentra su questo o quel componente che preso nella galleria del vento o al banco ti fa guadagnare 3/5/6 w e magari si tralascia che se un dato componente è perfetto per chi lo pedala è capace che ne guadagni 20/30 di w perchè chi pedala esprime tutto il suo potenziale.
Certo una customizzazione estesa dei componenti ha dei costi di fabbrica e del resto lo si vedeva nei telai su misura. Ma con le moderne tecnologie costruttive ampliare il range dei componenti opzionabili e permettere una customizzazione ante acquisto con l'ausilio di un biomeccanico (vabbè in questo Juri lo fa da 20 anni di consigliare i suoi clienti ante acquisto non solo sul telaio quando la gente andava ancora di filo a piombo) sarebbe un grosso passo avanti.
invece oramai puntano alla riduzione dei numeri a magazzino quindi delle misure dei componenti, vedi esempi beceri tipo wilier che fa 5 misure per manubrio integrato :ueh::ueh:
 

ValeXX

Passista
15 Luglio 2009
3.707
2.625
Visita sito
CIAUUU scico

Allora…
Perché ho scelto la CERVELO S5 2026 per il mio nuovo bike project?
Perché è una bici che mi piace un sacco esteticamente, per la sua geometria e per i contenuti tecnologici.

ESTETICA…
Tra le aerobike in commercio è quella che mi ha colpito di più per l’integrazione aerodinamica complessiva, con i passaggi ruota estremamente ravvicinati e il suo particolare manubrio V-stem concept. A completare il tutto, ho voluto aggiungere un tocco mio personale con delle decal custom olografiche, giusto per spezzare un po' il nero del carbonio e creare un bel gioco di riflessi sotto la luce del sole, richiamate all'anteriore dalle sfumature Oil Slick del nastro manubrio Supacaz.

GEOMETRIA…
È forse l’unica aerobike che ha mantenuto un angolo piantone non eccessivamente dritto (73°).
Questa caratteristica, abbinata al reggisella dritto (0mm offset) e alla sella PROLOGO CHOICE, che ha un carrello molto lungo (dalla foto non si vede perché lo scafo intorno al carrello è carenato) e una struttura completamente piatta, mi ha permesso di gestire la sella un pochino più avanzata per il mio assetto aero. Il tutto rimanendo perfettamente centrato sulla testa del reggisella rispetto alla sua lunghezza complessiva (240mm) e perfettamente in bolla.

Vedo in altri marchi la tendenza di mercato ad avere angoli piantone molto più verticali (74-75°). Su telai di questa dimensione (taglia 56) angoli così verticali cominciano a essere davvero tanto dritti. Con un reggisella dritto di default, questo diventa un problema per il centraggio della sella se non esiste una versione arretrata del componente (il reggisella CERVELO SP34 CARBON esiste sia in versione 0mm che 15mm offset). In quei casi si vede spesso la sella tutta scarrellata indietro per non eccedere nell’avanzamento complessivo... Un pochino più avanti ok, ma troppo avanti non va bene.

Ho scelto la taglia 56 con manubrio integrato CERVELO HB19 CARBON 130mm | 400-440mm c-c, perché una taglia 58 sarebbe stata troppo alta davanti per l’assetto cabrato che volevo realizzare. Su questa 56 sto a battuta, senza distanziali sotto il manubrio.

COMPONENTISTICA E ASSETTO…
Usando un telaio più compatto e avendo una sella un pochino più avanzata, ho scelto il nuovo gruppo SRAM RED AXS E1 DISC 12s, che ha comandi molto più distensivi nell'impugnatura rispetto agli altri gruppi.

Seguendo il flare nativo del manubrio (7°), i pomelli anteriori dei comandi chiudono un pochino a freccia sull’avanti. Combinato con la forma palmare del manubrio, questo assetto mi permette un appoggio ideale del palmo della mano sopra il pomello del comando e della prima parte dell’avambraccio sulla parte sommitale del manubrio, assumendo una posizione simil-crono, come se avessi delle prolunghe sprint.

/!\ ATTENZIONE: Vedo in giro a volte dei veri e propri eccessi sulla chiusura dei comandi. Il comando deve seguire il flare del manubrio, non esagerate! Ok l’aerodinamica, ma i comandi esageratamente chiusi possono diventare pericolosi sulle strade di tutti i giorni se dovete fare una frenata d’emergenza. Vi ritrovereste con una superficie di appoggio anteriore molto ristretta e i polsi che chiudono troppo; è un attimo che il manubrio vi si chiuda e finiate per terra.

Come già scritto, il setting della sella un pochino più avanzata si combina con la pedivella più corta (165.0mm). Questa mi permette di riaprire sia l’angolo al ginocchio (avanzando la sella con una pedivella più lunga l’angolo si chiuderebbe troppo al Punto Morto Superiore) sia l’angolo tra anca e busto. Il risultato è un assetto più cabrato sull’anteriore senza sacrificare la respirazione, senza comprimere il diaframma e senza compromettere l’articolazione delle ginocchia.

/!\ ATTENZIONE: La pedivella più corta e la sella più avanzata sono stratagemmi geometrici per aprire specifici angoli alla ricerca di un assetto aero più estremizzato. Ma si devono avere due premesse fondamentali: una grande mobilità di schiena e una grande agilità. Se non si hanno queste caratteristiche, semplicemente l’assetto più cabrato provocherà sovraccarichi e diventerà controproducente, sia per la performance che per la salute articolare e muscolare.

Visto l’uso della pedivella più corta (165.0mm), che riduce il braccio di leva ma favorisce l'agilità e l'apertura degli angoli articolari, ho scelto corone più grandi (52x39) combinate con un pacco pignoni 10/36 (10-11-12-13-15-17-19-21-24-28-32-36). Questa combinazione serve a ottimizzare la cinematica del "giro catena": la corona da 52 compensa la pedivella corta ripristinando un'ottima inerzia sui rapporti lunghi e, lavorando su diametri maggiori, riduce la tensione lineare e la curvatura della catena. Questo abbatte gli attriti meccanici e garantisce una fluidità superiore ad alte velocità.

A livello di sviluppi metrici puri (come pura equivalenza matematica di rapporto):

  • Sul lungo: un 52x10 garantisce uno sviluppo metrico equivalente a un 57x11 (rapporto 5.20 vs 5.18).
  • Sul corto: un 39x36 si comporta in modo analogo a un 35x32 (rapporto 1.08 vs 1.09).
Per le mie necessità personali è una scala ideale.

CONTENUTI TECNOLOGICI…
È una bici aero curata in tutta la fluidodinamica delle superfici che lambiscono il telaio e le ruote.

L’aerodinamica della bici non è solo Cx di penetrazione pura del mezzo, ma gestione dei flussi. Bisogna evitare che lo strato limite (il flusso d'aria a contatto con le tubazioni) si stacchi dalle superfici. Quando il flusso se ne separa, si genera un vero e proprio stallo aerodinamico che crea vortici e micro-controturbolenze nella zona posteriore dei profili. Immaginate queste controturbolenze come un aumento virtuale della reale superficie d’impatto della bici contro l’aria: inevitabilmente frenano la scorrevolezza ad alta velocità e quindi bruciano Watt.

Poi, la sola bici aero non basta per guadagnare performance. Bisogna combinarla con il corretto assetto biomeccanico, in un bilanciamento di compromessi tra efficienza della pedalata rotonda (spinta e richiamo), penetrazione all’aria della figura dell’atleta, mobilità diaframmatica per massimizzare la respirazione e salvaguardia articolare.

PESI…
Per essere un'aerobike, i pesi reali alla bilancia mi hanno stupito. Ho voluto fare una "pazzia" per questo progetto 2026 e avere a disposizione tre profili diversi per le CAMPAGNOLO BORA ULTRA WTO (45, 60 e 80) così da poter combinare le ruote (es. 45-45, 45-60, 60-60, 60-80, 80-80) e adattarle al meglio in base al vento e al percorso.

I pesi reali delle due configurazioni "limite", compresi i pedali, sono questi:

  • Configurazione Flat/Aero (Bora Ultra WTO 80 + camere standard + pedali): 7.5 kg
  • Configurazione Climb/Mix (Bora Ultra WTO 45 + camere REVOLOOP + pedali): 7.0 kg
Sulle 80 ho tenuto volutamente le camere standard. Su un profilo del genere, destinato alla pianura e alle alte velocità, un filo di massa perimetrale in più fa comodo: aumenta l'effetto volano e l'inerzia una volta lanciata la ruota, aiutando a mantenere la velocità di crociera. Sulle 45 da salita e rilancio, invece, la priorità è togliere peso rotante in periferia, ed ecco il perché delle REVOLOOP.

CIAUUU

Juri (JFB'07)
Discorso ineccepibile!
Rinnovo i complimenti, buona è lasciato al caso...
Pedivella...
Cosa intendi per essere agili?
Io, purtroppo, da quando sono tornato a correre parecchio (ho anche preparato una maratona) ho perso parte della agilità, quindi mi assesto tra le 85 e le 97 in pianura, generalmente 88/93 e le 75/80 in salita pedalabile, con queste cadenze mi auto sconsiglio pedivelle corte, inoltre mi alzo anche spesso sui pedali... Tu con agile cosa intendi?
Avendo molta agilità tu, anche se non conosco la tua FTP, non aveva più senso 48*35 10*33?
 
  • Mi piace
Reactions: JFB'07

Jackenduro

Discesista vertiginoso
19 Agosto 2014
4.825
3.432
Visita sito
Bici
Giant Tcr Advanced Pro Disc
CIAUUU EA CCI ITALIA

o-o

Se mi fate avere una CERVELO S5 Visma Lease a Bike montata come la mia, ma con ruote RESERVE 57/64, sarò felicissimo di testarla e confrontarla con la mia a parità di quote e assetto biomeccanico.

Sappiate che, nel caso, non ve la rimanderò mai indietro e, anzi, andrò in capo al mondo per farmela firmare da Wout Van Aert di cui sono tifosissimo...
troppo felice che abbia finalmente vinto la sua prima Parigi Roubaix… TOP AERT.
Se mi mandate una delle sue (non gli diciamo niente), a parte ruote (RESERVE vs BORA), pedivelle (172.5mm vs 165.0mm) e reggisella (15 vs 0 offset) le due bici sono identiche nel montaggio (SRAM)… abbiamo pure lo stesso manubrio (130|400-440mm) e la stessa sella (PROLOGO CHOICE) :==

A parte gli scherzi... I dati della galleria del vento li conosco e il vostro progetto integrato è senza dubbio eccellente.

Ma il bello del mio lavoro è proprio questo: prendere un telaio pazzesco come la nuova S5 e "cucinarlo" secondo una ricetta biomeccanica, dinamica ed estetica totalmente personalizzata ad personam.

A tal proposito apprezzo moltissimo il vostro servizio “one-Piece Bar/Stem Swap program”, con cui permettete ad un cliente di sostituire gratuitamente (esclusa manodopera/materiali consumo) entro 60gg dall’acquisto il manubrio integrato nella dimensione desiderata (se fosse possibile fare lo stesso anche per il reggisella, 0 vs 15 offset, sarebbe il top), facendo richiesta attraverso il proprio rivenditore autorizzato… spero che altri marchi vi seguano in futuro…

Perché fare biomeccanica, non è adattare l’atleta alla bici, ma adattare la bici alle personali necessità dell’atleta.

E se Cervélo ha fatto questo gesto verso gli appassionati… se voi potete cambiare…
anche tutti gli altri possono cambiare (non ho resistito… citazione di Rocky IV).

Se vi va di mandare il corriere a Roma per il test io sono pronto…
però vi ho avvisato… io non ve la rimando indietro ;-)

CIAUUU

Juri (JFB'07)
Ben detto Juri :mrgreen: :mrgreen:....magari te la inviano davvero una bici di Wouttone :yoga:.... chissà...
Buone pedalate ...
 
  • Haha
Reactions: JFB'07

gian7979

Novellino
14 Gennaio 2026
4
10
46
casale monferrato
Visita sito
Bici
bianchi nitron
CIAUUU EA CCI ITALIA

o-o

Se mi fate avere una CERVELO S5 Visma Lease a Bike montata come la mia, ma con ruote RESERVE 57/64, sarò felicissimo di testarla e confrontarla con la mia a parità di quote e assetto biomeccanico.

Sappiate che, nel caso, non ve la rimanderò mai indietro e, anzi, andrò in capo al mondo per farmela firmare da Wout Van Aert di cui sono tifosissimo...
troppo felice che abbia finalmente vinto la sua prima Parigi Roubaix… TOP AERT.
Se mi mandate una delle sue (non gli diciamo niente), a parte ruote (RESERVE vs BORA), pedivelle (172.5mm vs 165.0mm) e reggisella (15 vs 0 offset) le due bici sono identiche nel montaggio (SRAM)… abbiamo pure lo stesso manubrio (130|400-440mm) e la stessa sella (PROLOGO CHOICE) :==

A parte gli scherzi... I dati della galleria del vento li conosco e il vostro progetto integrato è senza dubbio eccellente.

Ma il bello del mio lavoro è proprio questo: prendere un telaio pazzesco come la nuova S5 e "cucinarlo" secondo una ricetta biomeccanica, dinamica ed estetica totalmente personalizzata ad personam.

A tal proposito apprezzo moltissimo il vostro servizio “one-Piece Bar/Stem Swap program”, con cui permettete ad un cliente di sostituire gratuitamente (esclusa manodopera/materiali consumo) entro 60gg dall’acquisto il manubrio integrato nella dimensione desiderata (se fosse possibile fare lo stesso anche per il reggisella, 0 vs 15 offset, sarebbe il top), facendo richiesta attraverso il proprio rivenditore autorizzato… spero che altri marchi vi seguano in futuro…

Perché fare biomeccanica, non è adattare l’atleta alla bici, ma adattare la bici alle personali necessità dell’atleta.

E se Cervélo ha fatto questo gesto verso gli appassionati… se voi potete cambiare…
anche tutti gli altri possono cambiare (non ho resistito… citazione di Rocky IV).

Se vi va di mandare il corriere a Roma per il test io sono pronto…
però vi ho avvisato… io non ve la rimando indietro ;-)

CIAUUU

Juri (JFB'07)

'' secondo me dovreste stringere una collaborazione per tutti i modelli già presenti e per i progetti futuri ......di certo dal.frullatore biomeccanico di Yuri e la vostra tecnologia al top ,non può che uscirne qualche cosa dinunico ! ''
 
  • Mi piace
Reactions: 300SL

gian7979

Novellino
14 Gennaio 2026
4
10
46
casale monferrato
Visita sito
Bici
bianchi nitron
CIAUUU EA CCI ITALIA

o-o

Se mi fate avere una CERVELO S5 Visma Lease a Bike montata come la mia, ma con ruote RESERVE 57/64, sarò felicissimo di testarla e confrontarla con la mia a parità di quote e assetto biomeccanico.

Sappiate che, nel caso, non ve la rimanderò mai indietro e, anzi, andrò in capo al mondo per farmela firmare da Wout Van Aert di cui sono tifosissimo...
troppo felice che abbia finalmente vinto la sua prima Parigi Roubaix… TOP AERT.
Se mi mandate una delle sue (non gli diciamo niente), a parte ruote (RESERVE vs BORA), pedivelle (172.5mm vs 165.0mm) e reggisella (15 vs 0 offset) le due bici sono identiche nel montaggio (SRAM)… abbiamo pure lo stesso manubrio (130|400-440mm) e la stessa sella (PROLOGO CHOICE) :==

A parte gli scherzi... I dati della galleria del vento li conosco e il vostro progetto integrato è senza dubbio eccellente.

Ma il bello del mio lavoro è proprio questo: prendere un telaio pazzesco come la nuova S5 e "cucinarlo" secondo una ricetta biomeccanica, dinamica ed estetica totalmente personalizzata ad personam.

A tal proposito apprezzo moltissimo il vostro servizio “one-Piece Bar/Stem Swap program”, con cui permettete ad un cliente di sostituire gratuitamente (esclusa manodopera/materiali consumo) entro 60gg dall’acquisto il manubrio integrato nella dimensione desiderata (se fosse possibile fare lo stesso anche per il reggisella, 0 vs 15 offset, sarebbe il top), facendo richiesta attraverso il proprio rivenditore autorizzato… spero che altri marchi vi seguano in futuro…

Perché fare biomeccanica, non è adattare l’atleta alla bici, ma adattare la bici alle personali necessità dell’atleta.

E se Cervélo ha fatto questo gesto verso gli appassionati… se voi potete cambiare…
anche tutti gli altri possono cambiare (non ho resistito… citazione di Rocky IV).

Se vi va di mandare il corriere a Roma per il test io sono pronto…
però vi ho avvisato… io non ve la rimando indietro ;-)

CIAUUU

Juri (JFB'07)

'' secondo me dovreste stringere una collaborazione per tutti i modelli già presenti e per i progetti futuri ......di certo dal.frullatore biomeccanico di Yuri e la vostra tecnologia al top ,non può che uscirne qual he cosa dinunico ! ''
 

Redmond 80

Novellino
27 Ottobre 2018
6
3
45
E.r.
Visita sito
Bici
BI
CIAUUU scico

Allora…
Perché ho scelto la CERVELO S5 2026 per il mio nuovo bike project?
Perché è una bici che mi piace un sacco esteticamente, per la sua geometria e per i contenuti tecnologici.

ESTETICA…
Tra le aerobike in commercio è quella che mi ha colpito di più per l’integrazione aerodinamica complessiva, con i passaggi ruota estremamente ravvicinati e il suo particolare manubrio V-stem concept. A completare il tutto, ho voluto aggiungere un tocco mio personale con delle decal custom olografiche, giusto per spezzare un po' il nero del carbonio e creare un bel gioco di riflessi sotto la luce del sole, richiamate all'anteriore dalle sfumature Oil Slick del nastro manubrio Supacaz.

GEOMETRIA…
È forse l’unica aerobike che ha mantenuto un angolo piantone non eccessivamente dritto (73°).
Questa caratteristica, abbinata al reggisella dritto (0mm offset) e alla sella PROLOGO CHOICE, che ha un carrello molto lungo (dalla foto non si vede perché lo scafo intorno al carrello è carenato) e una struttura completamente piatta, mi ha permesso di gestire la sella un pochino più avanzata per il mio assetto aero. Il tutto rimanendo perfettamente centrato sulla testa del reggisella rispetto alla sua lunghezza complessiva (240mm) e perfettamente in bolla.

Vedo in altri marchi la tendenza di mercato ad avere angoli piantone molto più verticali (74-75°). Su telai di questa dimensione (taglia 56) angoli così verticali cominciano a essere davvero tanto dritti. Con un reggisella dritto di default, questo diventa un problema per il centraggio della sella se non esiste una versione arretrata del componente (il reggisella CERVELO SP34 CARBON esiste sia in versione 0mm che 15mm offset). In quei casi si vede spesso la sella tutta scarrellata indietro per non eccedere nell’avanzamento complessivo... Un pochino più avanti ok, ma troppo avanti non va bene.

Ho scelto la taglia 56 con manubrio integrato CERVELO HB19 CARBON 130mm | 400-440mm c-c, perché una taglia 58 sarebbe stata troppo alta davanti per l’assetto cabrato che volevo realizzare. Su questa 56 sto a battuta, senza distanziali sotto il manubrio.

COMPONENTISTICA E ASSETTO…
Usando un telaio più compatto e avendo una sella un pochino più avanzata, ho scelto il nuovo gruppo SRAM RED AXS E1 DISC 12s, che ha comandi molto più distensivi nell'impugnatura rispetto agli altri gruppi.

Seguendo il flare nativo del manubrio (7°), i pomelli anteriori dei comandi chiudono un pochino a freccia sull’avanti. Combinato con la forma palmare del manubrio, questo assetto mi permette un appoggio ideale del palmo della mano sopra il pomello del comando e della prima parte dell’avambraccio sulla parte sommitale del manubrio, assumendo una posizione simil-crono, come se avessi delle prolunghe sprint.

/!\ ATTENZIONE: Vedo in giro a volte dei veri e propri eccessi sulla chiusura dei comandi. Il comando deve seguire il flare del manubrio, non esagerate! Ok l’aerodinamica, ma i comandi esageratamente chiusi possono diventare pericolosi sulle strade di tutti i giorni se dovete fare una frenata d’emergenza. Vi ritrovereste con una superficie di appoggio anteriore molto ristretta e i polsi che chiudono troppo; è un attimo che il manubrio vi si chiuda e finiate per terra.

Come già scritto, il setting della sella un pochino più avanzata si combina con la pedivella più corta (165.0mm). Questa mi permette di riaprire sia l’angolo al ginocchio (avanzando la sella con una pedivella più lunga l’angolo si chiuderebbe troppo al Punto Morto Superiore) sia l’angolo tra anca e busto. Il risultato è un assetto più cabrato sull’anteriore senza sacrificare la respirazione, senza comprimere il diaframma e senza compromettere l’articolazione delle ginocchia.

/!\ ATTENZIONE: La pedivella più corta e la sella più avanzata sono stratagemmi geometrici per aprire specifici angoli alla ricerca di un assetto aero più estremizzato. Ma si devono avere due premesse fondamentali: una grande mobilità di schiena e una grande agilità. Se non si hanno queste caratteristiche, semplicemente l’assetto più cabrato provocherà sovraccarichi e diventerà controproducente, sia per la performance che per la salute articolare e muscolare.

Visto l’uso della pedivella più corta (165.0mm), che riduce il braccio di leva ma favorisce l'agilità e l'apertura degli angoli articolari, ho scelto corone più grandi (52x39) combinate con un pacco pignoni 10/36 (10-11-12-13-15-17-19-21-24-28-32-36). Questa combinazione serve a ottimizzare la cinematica del "giro catena": la corona da 52 compensa la pedivella corta ripristinando un'ottima inerzia sui rapporti lunghi e, lavorando su diametri maggiori, riduce la tensione lineare e la curvatura della catena. Questo abbatte gli attriti meccanici e garantisce una fluidità superiore ad alte velocità.

A livello di sviluppi metrici puri (come pura equivalenza matematica di rapporto):

  • Sul lungo: un 52x10 garantisce uno sviluppo metrico equivalente a un 57x11 (rapporto 5.20 vs 5.18).
  • Sul corto: un 39x36 si comporta in modo analogo a un 35x32 (rapporto 1.08 vs 1.09).
Per le mie necessità personali è una scala ideale.

CONTENUTI TECNOLOGICI…
È una bici aero curata in tutta la fluidodinamica delle superfici che lambiscono il telaio e le ruote.

L’aerodinamica della bici non è solo Cx di penetrazione pura del mezzo, ma gestione dei flussi. Bisogna evitare che lo strato limite (il flusso d'aria a contatto con le tubazioni) si stacchi dalle superfici. Quando il flusso se ne separa, si genera un vero e proprio stallo aerodinamico che crea vortici e micro-controturbolenze nella zona posteriore dei profili. Immaginate queste controturbolenze come un aumento virtuale della reale superficie d’impatto della bici contro l’aria: inevitabilmente frenano la scorrevolezza ad alta velocità e quindi bruciano Watt.

Poi, la sola bici aero non basta per guadagnare performance. Bisogna combinarla con il corretto assetto biomeccanico, in un bilanciamento di compromessi tra efficienza della pedalata rotonda (spinta e richiamo), penetrazione all’aria della figura dell’atleta, mobilità diaframmatica per massimizzare la respirazione e salvaguardia articolare.

PESI…
Per essere un'aerobike, i pesi reali alla bilancia mi hanno stupito. Ho voluto fare una "pazzia" per questo progetto 2026 e avere a disposizione tre profili diversi per le CAMPAGNOLO BORA ULTRA WTO (45, 60 e 80) così da poter combinare le ruote (es. 45-45, 45-60, 60-60, 60-80, 80-80) e adattarle al meglio in base al vento e al percorso.

I pesi reali delle due configurazioni "limite", compresi i pedali, sono questi:

  • Configurazione Flat/Aero (Bora Ultra WTO 80 + camere standard + pedali): 7.5 kg
  • Configurazione Climb/Mix (Bora Ultra WTO 45 + camere REVOLOOP + pedali): 7.0 kg
Sulle 80 ho tenuto volutamente le camere standard. Su un profilo del genere, destinato alla pianura e alle alte velocità, un filo di massa perimetrale in più fa comodo: aumenta l'effetto volano e l'inerzia una volta lanciata la ruota, aiutando a mantenere la velocità di crociera. Sulle 45 da salita e rilancio, invece, la priorità è togliere peso rotante in periferia, ed ecco il perché delle REVOLOOP.

CIAUUU

Juri (JFB'07)
Aspettavo la descrizione. Ed eccola finalmente!
Che dirti Juri bici top e descrizione top.
La tua professionalita', precisione e dedizione biomeccanica nella scelta del nuovo mezzo riconferma la tua "mostruosa" bravura come biomeccanico. Ci segui nell'assetto; ogni singolo cambiamento, componente o altro ci sei sempre. Risolvi problemi, magagne e tanto altro...insomma bisogna farti un monumento. Il miglior bio d'Italia e lo dico alla grande!!!
Vedo che anche la Cervelo Italia guardando la tua nuova creatura ti risponde con interesse quindi proporrei realmente il test di confronto...io sono curioso e sicuramente chi meglio del prof puo' farlo?
Grande ju
 
  • Mi piace
Reactions: JFB'07

300SL

Novellino
18 Novembre 2017
14
9
Visita sito
Bici
Colnago
CIAUUU EA CCI ITALIA

o-o

Se mi fate avere una CERVELO S5 Visma Lease a Bike montata come la mia, ma con ruote RESERVE 57/64, sarò felicissimo di testarla e confrontarla con la mia a parità di quote e assetto biomeccanico.

Sappiate che, nel caso, non ve la rimanderò mai indietro e, anzi, andrò in capo al mondo per farmela firmare da Wout Van Aert di cui sono tifosissimo...
troppo felice che abbia finalmente vinto la sua prima Parigi Roubaix… TOP AERT.
Se mi mandate una delle sue (non gli diciamo niente), a parte ruote (RESERVE vs BORA), pedivelle (172.5mm vs 165.0mm) e reggisella (15 vs 0 offset) le due bici sono identiche nel montaggio (SRAM)… abbiamo pure lo stesso manubrio (130|400-440mm) e la stessa sella (PROLOGO CHOICE) :==

A parte gli scherzi... I dati della galleria del vento li conosco e il vostro progetto integrato è senza dubbio eccellente.

Ma il bello del mio lavoro è proprio questo: prendere un telaio pazzesco come la nuova S5 e "cucinarlo" secondo una ricetta biomeccanica, dinamica ed estetica totalmente personalizzata ad personam.

A tal proposito apprezzo moltissimo il vostro servizio “one-Piece Bar/Stem Swap program”, con cui permettete ad un cliente di sostituire gratuitamente (esclusa manodopera/materiali consumo) entro 60gg dall’acquisto il manubrio integrato nella dimensione desiderata (se fosse possibile fare lo stesso anche per il reggisella, 0 vs 15 offset, sarebbe il top), facendo richiesta attraverso il proprio rivenditore autorizzato… spero che altri marchi vi seguano in futuro…

Perché fare biomeccanica, non è adattare l’atleta alla bici, ma adattare la bici alle personali necessità dell’atleta.

E se Cervélo ha fatto questo gesto verso gli appassionati… se voi potete cambiare…
anche tutti gli altri possono cambiare (non ho resistito… citazione di Rocky IV).

Se vi va di mandare il corriere a Roma per il test io sono pronto…
però vi ho avvisato… io non ve la rimando indietro ;-)

CIAUUU

Juri (JFB'07)
Wow, Wow, Wow!!!

Bellissima replica alla proposta dell Reserve 57/64.
 

Wolf Marco

Apprendista Scalatore
14 Ottobre 2013
2.564
2.373
Visita sito
Bici
BMC
CERVELO devo dire mi sta intrigando come qualità dei Prodotti, e la disponibilità nei confronti del Cliente.
La possibilità di personalizzare la bici a seguito della messa in sella post visita Biomeccanica, è una eccellente iniziativa che pochi Brand attualmente concedono a costo zero.
 
Ultima modifica:
  • Mi piace
Reactions: JFB'07

Domingobike

Novellino
15 Febbraio 2017
2
2
Visita sito
Bici
ridley helium
Hai creato un mostro!! Grande Juri sempre al top!!! Anche io sono un possessore seriale di S5 e non c’è bici in commercio che possa anche solo avvicinarsi, a questa bellezza estetica e alla sua performance su strada…. ancora complimenti juri e sempre a tutta!!
 
  • Mi piace
Reactions: JFB'07

Luca990

Pignone
1 Settembre 2022
121
196
39
Milano
Visita sito
Bici
Factor Ostro VAM 2.0 Dura Ace
CIAUUU scico

Allora…
Perché ho scelto la CERVELO S5 2026 per il mio nuovo bike project?
Perché è una bici che mi piace un sacco esteticamente, per la sua geometria e per i contenuti tecnologici.

ESTETICA…
Tra le aerobike in commercio è quella che mi ha colpito di più per l’integrazione aerodinamica complessiva, con i passaggi ruota estremamente ravvicinati e il suo particolare manubrio V-stem concept. A completare il tutto, ho voluto aggiungere un tocco mio personale con delle decal custom olografiche, giusto per spezzare un po' il nero del carbonio e creare un bel gioco di riflessi sotto la luce del sole, richiamate all'anteriore dalle sfumature Oil Slick del nastro manubrio Supacaz.

GEOMETRIA…
È forse l’unica aerobike che ha mantenuto un angolo piantone non eccessivamente dritto (73°).
Questa caratteristica, abbinata al reggisella dritto (0mm offset) e alla sella PROLOGO CHOICE, che ha un carrello molto lungo (dalla foto non si vede perché lo scafo intorno al carrello è carenato) e una struttura completamente piatta, mi ha permesso di gestire la sella un pochino più avanzata per il mio assetto aero. Il tutto rimanendo perfettamente centrato sulla testa del reggisella rispetto alla sua lunghezza complessiva (240mm) e perfettamente in bolla.

Vedo in altri marchi la tendenza di mercato ad avere angoli piantone molto più verticali (74-75°). Su telai di questa dimensione (taglia 56) angoli così verticali cominciano a essere davvero tanto dritti. Con un reggisella dritto di default, questo diventa un problema per il centraggio della sella se non esiste una versione arretrata del componente (il reggisella CERVELO SP34 CARBON esiste sia in versione 0mm che 15mm offset). In quei casi si vede spesso la sella tutta scarrellata indietro per non eccedere nell’avanzamento complessivo... Un pochino più avanti ok, ma troppo avanti non va bene.

Ho scelto la taglia 56 con manubrio integrato CERVELO HB19 CARBON 130mm | 400-440mm c-c, perché una taglia 58 sarebbe stata troppo alta davanti per l’assetto cabrato che volevo realizzare. Su questa 56 sto a battuta, senza distanziali sotto il manubrio.

COMPONENTISTICA E ASSETTO…
Usando un telaio più compatto e avendo una sella un pochino più avanzata, ho scelto il nuovo gruppo SRAM RED AXS E1 DISC 12s, che ha comandi molto più distensivi nell'impugnatura rispetto agli altri gruppi.

Seguendo il flare nativo del manubrio (7°), i pomelli anteriori dei comandi chiudono un pochino a freccia sull’avanti. Combinato con la forma palmare del manubrio, questo assetto mi permette un appoggio ideale del palmo della mano sopra il pomello del comando e della prima parte dell’avambraccio sulla parte sommitale del manubrio, assumendo una posizione simil-crono, come se avessi delle prolunghe sprint.

/!\ ATTENZIONE: Vedo in giro a volte dei veri e propri eccessi sulla chiusura dei comandi. Il comando deve seguire il flare del manubrio, non esagerate! Ok l’aerodinamica, ma i comandi esageratamente chiusi possono diventare pericolosi sulle strade di tutti i giorni se dovete fare una frenata d’emergenza. Vi ritrovereste con una superficie di appoggio anteriore molto ristretta e i polsi che chiudono troppo; è un attimo che il manubrio vi si chiuda e finiate per terra.

Come già scritto, il setting della sella un pochino più avanzata si combina con la pedivella più corta (165.0mm). Questa mi permette di riaprire sia l’angolo al ginocchio (avanzando la sella con una pedivella più lunga l’angolo si chiuderebbe troppo al Punto Morto Superiore) sia l’angolo tra anca e busto. Il risultato è un assetto più cabrato sull’anteriore senza sacrificare la respirazione, senza comprimere il diaframma e senza compromettere l’articolazione delle ginocchia.

/!\ ATTENZIONE: La pedivella più corta e la sella più avanzata sono stratagemmi geometrici per aprire specifici angoli alla ricerca di un assetto aero più estremizzato. Ma si devono avere due premesse fondamentali: una grande mobilità di schiena e una grande agilità. Se non si hanno queste caratteristiche, semplicemente l’assetto più cabrato provocherà sovraccarichi e diventerà controproducente, sia per la performance che per la salute articolare e muscolare.

Visto l’uso della pedivella più corta (165.0mm), che riduce il braccio di leva ma favorisce l'agilità e l'apertura degli angoli articolari, ho scelto corone più grandi (52x39) combinate con un pacco pignoni 10/36 (10-11-12-13-15-17-19-21-24-28-32-36). Questa combinazione serve a ottimizzare la cinematica del "giro catena": la corona da 52 compensa la pedivella corta ripristinando un'ottima inerzia sui rapporti lunghi e, lavorando su diametri maggiori, riduce la tensione lineare e la curvatura della catena. Questo abbatte gli attriti meccanici e garantisce una fluidità superiore ad alte velocità.

A livello di sviluppi metrici puri (come pura equivalenza matematica di rapporto):

  • Sul lungo: un 52x10 garantisce uno sviluppo metrico equivalente a un 57x11 (rapporto 5.20 vs 5.18).
  • Sul corto: un 39x36 si comporta in modo analogo a un 35x32 (rapporto 1.08 vs 1.09).
Per le mie necessità personali è una scala ideale.

CONTENUTI TECNOLOGICI…
È una bici aero curata in tutta la fluidodinamica delle superfici che lambiscono il telaio e le ruote.

L’aerodinamica della bici non è solo Cx di penetrazione pura del mezzo, ma gestione dei flussi. Bisogna evitare che lo strato limite (il flusso d'aria a contatto con le tubazioni) si stacchi dalle superfici. Quando il flusso se ne separa, si genera un vero e proprio stallo aerodinamico che crea vortici e micro-controturbolenze nella zona posteriore dei profili. Immaginate queste controturbolenze come un aumento virtuale della reale superficie d’impatto della bici contro l’aria: inevitabilmente frenano la scorrevolezza ad alta velocità e quindi bruciano Watt.

Poi, la sola bici aero non basta per guadagnare performance. Bisogna combinarla con il corretto assetto biomeccanico, in un bilanciamento di compromessi tra efficienza della pedalata rotonda (spinta e richiamo), penetrazione all’aria della figura dell’atleta, mobilità diaframmatica per massimizzare la respirazione e salvaguardia articolare.

PESI…
Per essere un'aerobike, i pesi reali alla bilancia mi hanno stupito. Ho voluto fare una "pazzia" per questo progetto 2026 e avere a disposizione tre profili diversi per le CAMPAGNOLO BORA ULTRA WTO (45, 60 e 80) così da poter combinare le ruote (es. 45-45, 45-60, 60-60, 60-80, 80-80) e adattarle al meglio in base al vento e al percorso.

I pesi reali delle due configurazioni "limite", compresi i pedali, sono questi:

  • Configurazione Flat/Aero (Bora Ultra WTO 80 + camere standard + pedali): 7.5 kg
  • Configurazione Climb/Mix (Bora Ultra WTO 45 + camere REVOLOOP + pedali): 7.0 kg
Sulle 80 ho tenuto volutamente le camere standard. Su un profilo del genere, destinato alla pianura e alle alte velocità, un filo di massa perimetrale in più fa comodo: aumenta l'effetto volano e l'inerzia una volta lanciata la ruota, aiutando a mantenere la velocità di crociera. Sulle 45 da salita e rilancio, invece, la priorità è togliere peso rotante in periferia, ed ecco il perché delle REVOLOOP.

CIAUUU

Juri (JFB'07)
La mia S5 56 con ruote Newmen 49-54 e GP5000 TLR, selle italia SLR Race Replica, Dura Ace, tutta la viteria in titanio, pedali, portaborraccia e supporti vari non è mai scesa sotto i 7,45kg...
 

Nicola's

Apprendista Cronoman
21 Luglio 2007
3.202
819
60
Visita sito
Bici
Tarmac S-Works
Leggere le tue spiegazioni tecniche è sempre un piacere, sai raccontare con chiarezza il perché di ogni scelta progettuale. Una bici così, cucita addosso e arricchita da soluzioni innovative, acquista ancora più valore. Se fossi in Cervélo, non ti perderei e ti vorrei nel team dei tester.
 
  • Mi piace
Reactions: JFB'07

JFB'07

Apprendista Scalatore
22 Novembre 2006
1.958
758
Roma Nord ma ovunque a portata di un click ;-)
Visita sito
Bici
works in progress ;-)
Hai creato un mostro!! Grande Juri sempre al top!!! Anche io sono un possessore seriale di S5 e non c’è bici in commercio che possa anche solo avvicinarsi, a questa bellezza estetica e alla sua performance su strada…. ancora complimenti juri e sempre a tutta!!

CIAUUU Domingobike

o-o

Grazie mille per i complimenti, gentilissimo!

Sempre a tutta e ci aggiorniamo presto sul thread ;-)

CIAUUU

Juri (JFB’07)
 

JFB'07

Apprendista Scalatore
22 Novembre 2006
1.958
758
Roma Nord ma ovunque a portata di un click ;-)
Visita sito
Bici
works in progress ;-)
La mia S5 56 con ruote Newmen 49-54 e GP5000 TLR, selle italia SLR Race Replica, Dura Ace, tutta la viteria in titanio, pedali, portaborraccia e supporti vari non è mai scesa sotto i 7,45kg...

CIAUUU Luca990

Bici pesata in officina appena finita di montare: mi risultavano circa 7.5kg.

Non sono stato a guardare il grammo oltre l'etto perché non è che su questa bici aero avessi particolari aspettative per il peso. Ho riportato il dato come informazione.

Con le 45 non l'ho pesata. Ma considerando la differenza di peso tra le ruote (80 vs 45), tra il peso delle camere d'aria (standard vs REVOLOOP) e la prolunga valvola sulle 80, ho calcolato di arrivare a sfiorare i 7.0kg.

Al di là di quelle che potrebbero essere tolleranze strumentali delle bilance usate, lo reputo un peso ragguardevole per un'aerobike.

Ti faccio i miei complimenti per il tuo montaggio top. Buone pedalate ;-)

CIAUUU

Juri (JFB’07)
 

JFB'07

Apprendista Scalatore
22 Novembre 2006
1.958
758
Roma Nord ma ovunque a portata di un click ;-)
Visita sito
Bici
works in progress ;-)
Discorso ineccepibile!
Rinnovo i complimenti, buona è lasciato al caso...
Pedivella...
Cosa intendi per essere agili?
Io, purtroppo, da quando sono tornato a correre parecchio (ho anche preparato una maratona) ho perso parte della agilità, quindi mi assesto tra le 85 e le 97 in pianura, generalmente 88/93 e le 75/80 in salita pedalabile, con queste cadenze mi auto sconsiglio pedivelle corte, inoltre mi alzo anche spesso sui pedali... Tu con agile cosa intendi?
Avendo molta agilità tu, anche se non conosco la tua FTP, non aveva più senso 48*35 10*33?

CIAUUU ValeXX

o-o

per essere agili intendo: in pianura almeno 90-100rpm, in salita pedalabile almeno 80-90rpm

con 52x39 e 10/36 rispetto a 48x35 10/33 posso far girare la catena più centrale riducendo gli attriti meccanici, e in più ho in canna un rapporto boost con il 52x10 (equivalente a un 57x11)

CIAUUU

Juri (JFB'07)