Km/h vs Watt

cesmar

Novellino
9 Luglio 2007
11
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Vercelli
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Frugeri carbon
Apro questo post per chiedere agli esperti se potrebbe avere senso, visto i problemi che crea la FC nel training con un tempo ritardato di risposta al carico, almeno in pianura tornare ad utilizzare la velocità come parametro di intensità. Non essendo per ora in possesso di un powermeter, sto provando a mettere in pratica i consigli di Hallen e Coggan utilizzando appunto la velocità. Dopo aver effettuato un test sui 20 min in piano, ho calcolato le zone seguendo quello consigliato per i watt e con quelle sto provando ad allenarmi. E' chiaro che in salita il carico torna ad essere valutato con la Fc, anche se effettuando un test sui 20 minuti anche in salita, si potrebbero creare delle zone anche su quel terreno. Il problema però è che i riferimenti sarebbero solo sulla salita su cui si effettua il test. Non so...sto dicendo str.......ate? ;nonzo%
 
22 Marzo 2007
4.414
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human-powered
Apro questo post per chiedere agli esperti se potrebbe avere senso, visto i problemi che crea la FC nel training con un tempo ritardato di risposta al carico, almeno in pianura tornare ad utilizzare la velocità come parametro di intensità. Non essendo per ora in possesso di un powermeter, sto provando a mettere in pratica i consigli di Hallen e Coggan utilizzando appunto la velocità. Dopo aver effettuato un test sui 20 min in piano, ho calcolato le zone seguendo quello consigliato per i watt e con quelle sto provando ad allenarmi. E' chiaro che in salita il carico torna ad essere valutato con la Fc, anche se effettuando un test sui 20 minuti anche in salita, si potrebbero creare delle zone anche su quel terreno. Il problema però è che i riferimenti sarebbero solo sulla salita su cui si effettua il test. Non so...sto dicendo str.......ate? ;nonzo%
Se il calcolo delle zone lo hai fatto stimando le corrispondenti potenze espresse sulla base delle velocità/tempi/distanze rilevate, il discorso potrebbe avere un senso, pur ovviamente con la consapevolezza di qualche imprecisione in più e con la necessità di qualche accortezza ulteriore nella gestione dei dati a disposizione, ma comunque nel rispetto del concetto che stà alla base.
Fissata una durata, è evidente che un incremento di distanza/velocità o, in modo duale, una riduzione di tempo per distanza fissata possano essere sintomo di un miglioramento nella capacità prestazionale, ovviamente a patto che le resistenze al moto siano il più possibile comparabili nelle due situazioni (per minimizzare gli effetti esterni indesiderati, rendendo la misurazione più ripetibile... quindi in linea di massima meglio in salita che non in pianura) per effettuare un confronto.
Alcune idee su come ragionare in termini di potenza senza misuratore di potenza le trovi qui:
[url]http://pezcyclingnews.com/default.asp?pg=fullstory&id=3866[/URL]
 

cesmar

Novellino
9 Luglio 2007
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Frugeri carbon
....(per minimizzare gli effetti esterni indesiderati, rendendo la misurazione più ripetibile... quindi in linea di massima meglio in salita che non in pianura) per effettuare un confronto.
Alcune idee su come ragionare in termini di potenza senza misuratore di potenza le trovi qui:
[url]http://pezcyclingnews.com/default.asp?pg=fullstory&id=3866[/URL]

Guarda, tra i vari test da campo ho scelto quello che propone Carmichael che prevede 8 min a tutta in una direzione, quindi 10 min di recupero seguiti da altri 8 min a tutta in senso contrario. Utilizzando la percorrenza della strada nei due sensi di marcia si dovrebbe limitare l'influenza del vento. Al termine sommo le due distanze e calcolo la velocità media di percorrenza. Sottraendo un 5% ottengo quella che potremmo definire la velocità critica, e da qui con la tabella di Coggan tutte le altre. Le zone di velocità hanno un certo range che mi consentono quelle oscillazioni tipiche delle strade non perfettamente piatte. Tanto per esempio quando lavoro con ripetute da 20 min in zona 4 lavoro tra 35,3 e 39,5, tengo conto di finire la ripetuta con una media che sta all'interno del range.
 

G_trail

Gregario
28 Marzo 2009
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Fondriest TF2 dura ace mtb Haibike Greed XX
neanche io per ora ho un pm... però ritengo che la miglior alternativa sia l'andare a sensazione. Credo che ci sia solo un pò di difficoltà a distinguere la zona 5 dalla zona 6 bassa, soprattutto in ripetute che superano i 2'. Il dato empirico è troppo influenzabile, soprattutto in pianura. anche se il test è attendibile, il valore che restituisce, utilizzato in altre condizioni può avere poca attendibilità. rimane invece valido per un confronto con successivi test simli.
 

cesmar

Novellino
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Frugeri carbon
neanche io per ora ho un pm... però ritengo che la miglior alternativa sia l'andare a sensazione. Credo che ci sia solo un pò di difficoltà a distinguere la zona 5 dalla zona 6 bassa, soprattutto in ripetute che superano i 2'. Il dato empirico è troppo influenzabile, soprattutto in pianura. anche se il test è attendibile, il valore che restituisce, utilizzato in altre condizioni può avere poca attendibilità. rimane invece valido per un confronto con successivi test simli.

Se ci pensiamo bene, intere generazioni di ciclisti hanno usato il solo parametro velocità per allenarsi. Poi con l'avvento del cardio e tutte le teorie di conconi sulla soglia abbiamo un pò perso di vista l'obiettivo finale, cioe percorrere un tratto di strada o una salita sempre più veloce. Ci siamo persi anni a guardare il display del cardio e ad ammazzarci sui pedali se il cuore non saliva come volevamo noi, quasi non badando a che velocità stavi andando, come se le pulsazioni fossero il fine e non un mezzo per valutare il carico. Certo, il PM resta il massimo anche per tutte le valutazioni sul carico post training, però con un pò di pratica anche con il parametro velocità è possibile programmare dei buoni allenamenti.
 
22 Marzo 2007
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Utilizzando la percorrenza della strada nei due sensi di marcia si dovrebbe limitare l'influenza del vento.
Aggiungendo, se possibile, l'accortezza di scegliere un tratto di strada con poco vento, è sicuramente un buon modo per ottenere una certa ripetibilità delle condizioni e dei dati.
Sottraendo un 5% ottengo quella che potremmo definire la velocità critica, e da qui con la tabella di Coggan tutte le altre. Le zone di velocità hanno un certo range che mi consentono quelle oscillazioni tipiche delle strade non perfettamente piatte.
Tanto per esempio quando lavoro con ripetute da 20 min in zona 4 lavoro tra 35,3 e 39,5, tengo conto di finire la ripetuta con una media che sta all'interno del range.
Fai solo attenzione che il legame fra velocità (variabile di uscita) e potenza (che valuta intensità, consumi e carico allenante) non è lineare. Se passare da 35.3 a 39.5 km/h implica un incremento del 12% in termini di velocità, in pianura l'incremento nella potenza sviluppata è intorno al 33% (almeno con le mie caratteristiche). Per questo mi chiedevo se, volendo assegnare ai valori che utilizzi nell'allenamento un significato ben preciso, avevi determinato le zone stimando la corrispondente potenza (e, se ho capito bene, mi sembra che tu abbia ragionato solo in termini di velocità).
 

sailmaker

Apprendista Passista
11 Settembre 2008
1.193
111
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Specialized S-Works Tarmac SL8
Apro questo post per chiedere agli esperti se potrebbe avere senso, visto i problemi che crea la FC nel training con un tempo ritardato di risposta al carico, almeno in pianura tornare ad utilizzare la velocità come parametro di intensità. Non essendo per ora in possesso di un powermeter, sto provando a mettere in pratica i consigli di Hallen e Coggan utilizzando appunto la velocità. Dopo aver effettuato un test sui 20 min in piano, ho calcolato le zone seguendo quello consigliato per i watt e con quelle sto provando ad allenarmi. E' chiaro che in salita il carico torna ad essere valutato con la Fc, anche se effettuando un test sui 20 minuti anche in salita, si potrebbero creare delle zone anche su quel terreno. Il problema però è che i riferimenti sarebbero solo sulla salita su cui si effettua il test. Non so...sto dicendo str.......ate? ;nonzo%
Secondo me è impossibile stabilire delle zone di allenamento in base alla velocità, ci sono troppi parametri esterni \ ambientali che variano la velocità anche in maniera considerevole. Forse in pista si può fare ma in strada no
 

cesmar

Novellino
9 Luglio 2007
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Per questo mi chiedevo se, volendo assegnare ai valori che utilizzi nell'allenamento un significato ben preciso, avevi determinato le zone stimando la corrispondente potenza (e, se ho capito bene, mi sembra che tu abbia ragionato solo in termini di velocità).

Lo sai che non ci avevo pensato? Per cui, essendo la relazione tra velocità e potenza non proprio lineare dovrei calcolare le varie zone con la potenza, e da li con calcolo inverso stabilire la velocità...interessante! Ci provo e vedo cosa salta fuori. Grazie per il consiglio
 

cesmar

Novellino
9 Luglio 2007
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Frugeri carbon
...avevi determinato le zone stimando la corrispondente potenza (e, se ho capito bene, mi sembra che tu abbia ragionato solo in termini di velocità).

Se avevo capito il senso del tuo messaggio, ho provato a estrapolare le velocità delle zone dal dato della potenza FTP (ottenuta con formula matematica) con una proporzione, ma ho ottenuto il medesimo risultato di come le ho ottenute semplicemente calcolando le percentuali dal dato della "velocità critica" (per capirci quella che esce dal test). Per semplificare, hai idea di come fare per determinare le zone come dici tu?
 
22 Marzo 2007
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Bici
human-powered
Per semplificare, hai idea di come fare per determinare le zone come dici tu?
Siccome il ragionamento dovrà essere condotto sulla base della potenza, a partire dalla velocità media rilevata durante il test (ammettendo che sia un valore rappresentativo) farei una stima della potenza corrispondente (utilizzando ad esempio uno dei calcolatori online). A partire da tale valore puoi calcolare i valori di potenza delle diverse zone di allenamento che ti interessano e quindi, da queste, stimare le velocità medie corrispondenti, eventualmente nelle diverse presumibili condizioni che andrai a trovare sul campo (quindi per diverse pendenze, ipotizzando che non ci siano altri effetti "ambientali" e che, ad esempio, le resistenze legate alle condizioni di mezzo e fondo stradale rimangano costanti).
Volendo puoi facilmente trasformare l'informazione in "distanza critica" (moltiplicando per la durata corrispondente), qualora questa informazione ti risulti più facilmente gestibile (seguendo l'approccio del link).