Lavori stradali vs ciclisti

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Apprendista Velocista
26 Maggio 2011
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Bici
Merida Scultura 6000\Giant tcr composite 1\Giant tcx slr 2
Volevo condividere un'osservazione e sentire le vostre esperienze su un tema di cui si parla poco tra ciclisti: i lavori stradali per la posa della fibra ottica e come, se fatti male, si sommano ai rischi già noti del traffico, ed infatti apro questo thread nella stessa sezione dove si trova quello automobilisti vs ciclisti.
Mi è venuto in mente ieri pedalando su una strada dove avevano appena passato la fibra ottica. Tornato a casa mi sono documentato e ho scoperto che la tecnica di posa della fibra si chiama minitrincea e si tratta di uno scavo largo 2-5 cm che corre longitudinalmente alla carreggiata, a una distanza tra i 50 cm e il metro dal bordo strada. Cioè esattamente nello nostro spazio vitale in strada.
Appena fatte, queste minitrincee vengono ricoperte con una malta che però si deteriora in tempi rapidissimi, lasciando il solco completamente scoperto. E qui c'è secondo me il punto centrale, un vero e proprio paradosso: la minitrincea è la tecnica che il legislatore ha scelto proprio perché considerata la più sicura in assoluto. Rispetto allo scavo tradizionale (largo anche un metro, che indebolisce le fondamenta della strada e crea avvallamenti nel tempo), la minitrincea non altera la portanza della carreggiata, il cantiere occupa la sede stradale solo per poche ore invece che per giorni, e in teoria riduce il rischio di dissesti strutturali diffusi. Dal punto di vista della sicurezza stradale "generale" (leggasi: per il traffico motorizzato), è a tutti gli effetti la soluzione migliore.
Ma è proprio quella sicurezza teorica a trasformarsi in un pericolo specifico per noi. Questo tipo di scavo per noi è una vera e propria trappola sia se ci finisci dentro con la ruota sia per l'effetto muro che viene a creare. Quando ti ritrovi con questo scavo mal coperto sulla sinistra e il bordo strada sulla destra (magari pure sporco di detriti, tombini, buche), lo spazio utile per pedalare si riduce a una striscia di 40-50 cm. Diventi letteralmente un prigioniero di quella porzione di strada per decine o centinaia di metri, e a volte chilometri.
In quelle condizioni la guida diventa una roulette russa psicologica e fisica per tre opzioni, tutte con un prezzo da pagare.
La prima è l'impossibilità di scartare gli ostacoli ordinari. Una pietra, un ramo, un pezzo di vetro: normalmente li scarti con un riflesso di pochi centimetri, senza nemmeno pensarci. Lì non puoi. Se scarti a destra rischi il fossato o il marciapiede, se scarti a sinistra devi incrociare la trincea.
La seconda, più insidiosa, è il dramma del superamento obliquo dello scavo, una manovra spesso obbligata dal traffico che stringe o da un ostacolo improvviso. Per superare un solco longitudinale continuo di 4-5 centimetri con una ruota sottile non puoi farlo sfiorandolo o con un angolo d'incidenza morbido, devi aggredirlo con un angolo molto accentuato, quasi perpendicolare, per evitare che la spalla dello pneumatico venga agganciata dal bordo dell'asfalto tagliato. Ma fare una manovra del genere in mezzo al traffico, con le macchine che ti sfrecciano a pochi centimetri, significa allargare bruscamente verso il centro della carreggiata, esponendoti a un investimento da dietro.
C'è poi la terza opzione, che è quella che finisco per usare più spesso: occupare il centro della corsia prima ancora che inizi lo scavo, così da non ritrovarmi affatto intrappolato in quella striscia da 40-50 cm. Ma è una soluzione che sposta il problema, non lo risolve. Di fatto sto sbarrando la strada a chi ho dietro, costringendolo a rallentare o, peggio, ad espormi ad un sorpasso che mi fa il pelo. Cioè per proteggermi da un rischio "passivo" (vetro, tombino, gradino) mi espongo a un rischio "attivo" diverso: la reazione di chi mi sta dietro, che sia insofferenza, clacsonate o un sorpasso azzardato.
Quindi la tecnica più sicura in assoluto per la strada nel suo complesso è, dal punto di vista di chi va in bici, quella che più a lungo ti tiene incastrato in una traiettoria obbligata, o ti costringe a scelte estreme, proprio dove il traffico normalmente richiederebbe piccoli aggiustamenti continui di linea.
Ed è un paradosso che dice qualcosa di più ampio: quando si parla di sicurezza ciclistica ci si concentra giustamente su auto che sorpassano stretto, velocità, distrazione. Ma nelle valutazioni di chi progetta le norme, chi le applica in cantiere e chi dovrebbe controllare i lavori, il fatto che un ciclista debba mantenere una traiettoria e ogni tanto cambiarla per il traffico semplicemente non rientra tra i parametri considerati. Si guarda a portanza, dissesti strutturali, tempi di cantiere, impatto sul traffico veicolare, ma non a cosa significhi fisicamente convivere per centinaia di metri con un muro laterale esattamente sulla propria linea di marcia.
 

scamorza

Apprendista Scalatore
4 Marzo 2006
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Io questa cosa non la noto.
Semmai il problema sono le continue vibrazioni ed i sobbalzi che causa il tipo di "asfalto".
Insomma, non noto un reale pericolo di cadute, ma un fastidio più o meno accentuato, che si aggiunge a tutti gli altri delle nostre strade colabrodo.
 

Bert5quant1

Etiamsi omnes, ego non
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1) acciaio 1989 no brand, scassata, 2) entry level alu no brand, 3) Bianchi infinito cv telaio 2016
Ci ho convissuto negli ultimi 4-5 anni.
Sia nell'extraurbano che nei paesi.
Alcune pose son rimaste con la malta rosa esposta per un paio d'anni, durante i quali si sono create buche e crepe ogni 50 m ca, da evitare, in più la distanza non costante dal bordo strada a volte consentiva di stare tra la traccia e il bordo, altre volte no e dovevo saltare. Non pensavo certo alla media in quei tratti, e col traffico rallentavo per essere più preciso e pronto ai saltelli della minitrincea.
Recentemente hanno riasfaltato il metro di carreggiata quasi ovunque, dalle mie parti, ed è da un anno che non sussiste più il fastidio.
Le ultime pose sono state sigillate e poi coperte con asfalto nuovo nel giro di 2 giorni, cambio netto di metodo.
Permane, a macchia di leopardo su tutte le sp e ss, la presenza di crepe e buchi ben più larghi da asfalto vecchio e ammalorato, su cui da anni non si interviene, crepe e buchi che se ci cadi con la ruota puoi finire sotto un veicolo.
La p.a. fa bei discorsi ma pochi fatti, o, almeno, i fatti concreti (=riparazione strade) vanno a rilento ovunque.
 
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tubus

Apprendista Velocista
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Volevo condividere un'osservazione e sentire le vostre esperienze su un tema di cui si parla poco tra ciclisti: i lavori stradali per la posa della fibra ottica e come, se fatti male, si sommano ai rischi già noti del traffico, ed infatti apro questo thread nella stessa sezione dove si trova quello automobilisti vs ...

Qualche anno fa avevo aperto una discussione sulla fibre ottica .... Screenshot_20260713_203754_Chrome.jpg
 

longjnes

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se il mezzo metro o il metro a destra è rovinato io sto a sinistra di esso. ho fatto diverse segnalazioni al mio comune e alla provincia ma nulla.
il mio dovere di cittadino l'ho fatto, il mio dovere di ciclista è evitare situazioni di pericolo, e buche tombini, crepe fessure, lo sono quindi devono essere evitate. quindi penso di essere anche nel giusto e avere il diritto dalla mia.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
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Niente di nuovo, dunque. Cosa ti aspettavi? Che qualcuno che si occupa questo tipo di progetti, abbia la visione di comprendere TUTTI gli scenari che possono nascere da un intervento eseguito in questo modo? Le priorità sono tempi, costi e valutazioni strutturali. Chi ci dovrà passar sopra non è affare loro.

Manca la parte in cui qualcuno si domanda l’impatto sugli utenti della strada di questo tipo di scelte: se davvero l’obiettivo fosse stata la sicurezza, non ci sono neanche andati vicini. Un po’ come il nuovo decreto caccia che serve a tutelare la biodiversità…dicono (altro paradosso).

Qui dalle mie parti quelle maledette strisce hanno creato cordoli e scalini: è impossibile pedalare tenendo la destra in quei tratti come vuole il codice. E magari poi riasfaltassero tutta la strada: vorrebbe dire che è un problema temporaneo e ce ne faremmo una ragione, in questa prospettiva di miglioramento futuribile. Ma la realtà è che non asfalteranno nulla, come accade ormai da anni :-(
 

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Apprendista Velocista
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Merida Scultura 6000\Giant tcr composite 1\Giant tcx slr 2
Niente di nuovo, dunque. Cosa ti aspettavi? Che qualcuno che si occupa questo tipo di progetti, abbia la visione di comprendere TUTTI gli scenari che possono nascere da un intervento eseguito in questo modo? Le priorità sono tempi, costi e valutazioni strutturali.
E' chiedere troppo chiedere che una persona, o un team, pagata per progettare uno specifico lavoro o compito abbia visione e comprensione di TUTTI gli scenari che possono nascere dal lavoro o compito che deve progettare?
 

bradipus

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qualunquemente
 

green dolphin

Maglia Amarillo
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E' chiedere troppo chiedere che una persona, o un team, pagata per progettare uno specifico lavoro o compito abbia visione e comprensione di TUTTI gli scenari che possono nascere dal lavoro o compito che deve progettare?
Mi spiace essere un po' crudo, ma l'età (unita alla esperienza) ormai non mi consente di avere più una visione per cui basterebbe poco per far funzionare le cose. La realtà, a cui mi sono rassegnato, perché è evidente che non vengano fatti passi avanti, è che noi ciclisti non esistiamo quando si parla di circolazione stradale (o esistiamo per una minoranza che si sbatte e combatte per avere più diritti e visibilità, ma resta una minoranza). E questo tipo di lavoro eseguito in questo modo ne è la prova lampante.

Non è un grido al si stava meglio prima, come molti che tendono a definire sempre il passato come una mitica età dell'oro rispetto al presente: prima non si stava benissimo, forse si stava meglio, ma non era certo perché qualcuno aveva in mente la tutela del ciclista, semplicemente le condizioni di pericolo erano minori. Le cose nel frattempo sono cambiate, e tutto ciò che concerne la viabilità in generale è diventato oltre che caotico più pericoloso per le categorie più deboli, delle quali, in questa frenesia ci si è quasi dimenticati, salvo poche norme sparse qua e là giusto per far qualcosa. Ma poca cosa rispetto a ciò di cui realmente c'è bisogno.

In tutto questo non mi stupisco che se c'era da posare la fibra, sarebbe stato un lavoro di merda per qualcun altro. Ma per carità, W il progresso, qualcuno potrà scaricare film a velocità supersonica o scrollare come un forsennato tik tok, mentre anche noi, come forsennati, ci spenderemo in un continuo zig zag nella speranza di non cadere e di non venir investiti da qualcuno!
 

bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
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ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Mi spiace essere un po' crudo, ma l'età (unita alla esperienza) ormai non mi consente di avere più una visione per cui basterebbe poco per far funzionare le cose. La realtà, a cui mi sono rassegnato, perché è evidente che non vengano fatti passi avanti, è che noi ciclisti non esistiamo quando si parla di circolazione stradale (o esistiamo per una minoranza che si sbatte e combatte per avere più diritti e visibilità, ma resta una minoranza). E questo tipo di lavoro eseguito in questo modo ne è la prova lampante.

Non è un grido al si stava meglio prima, come molti che tendono a definire sempre il passato come una mitica età dell'oro rispetto al presente: prima non si stava benissimo, forse si stava meglio, ma non era certo perché qualcuno aveva in mente la tutela del ciclista, semplicemente le condizioni di pericolo erano minori. Le cose nel frattempo sono cambiate, e tutto ciò che concerne la viabilità in generale è diventato oltre che caotico più pericoloso per le categorie più deboli, delle quali, in questa frenesia ci si è quasi dimenticati, salvo poche norme sparse qua e là giusto per far qualcosa. Ma poca cosa rispetto a ciò di cui realmente c'è bisogno.

In tutto questo non mi stupisco che se c'era da posare la fibra, sarebbe stato un lavoro di merda per qualcun altro. Ma per carità, W il progresso, qualcuno potrà scaricare film a velocità supersonica o scrollare come un forsennato tik tok, mentre anche noi, come forsennati, ci spenderemo in un continuo zig zag nella speranza di non cadere e di non venir investiti da qualcuno!
L'altro giorno un vigile urbano,mi ha ripreso perché avevo la cinghietta del casco allacciata ma allentata per via del caldo che mi stava opprimendo anche in moto,dicendomi che così non serve.
Visto che aveva così a cuore la mia sicurezza sarebbe stato bello che avesse segnalato al suo datore di lavoro(il Comune) tutte le buche pericolose che ci sono nel tratto di strada che stavamo percorrendo fianco a fianco.
Se mi trovasse oggi nella stessa situazione probabilmente a me farebbe la multa,ma le buche restano sempre al loro posto e sono sempre più ampie...ma quelle non valgono per la sicurezza stradale.
 
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