Visto che per alcuni giorni non farò NESSUN tipo di attività fisica che non sia lo spostamento tra un letto e una sedia ho un po' di tempo per tediarvi con il racconto della mia gara
La partenza alle 4 del mattino lascia notevolmente storditi. Sarà per la sveglia prima delle 3, per il freddo pungente della notte, o per la colazione fatta ancora con gli occhi chiusi... Fortunatamente il mio stomaco non rifiuta il cibo a nessuna ora, quindi approfitto del banchetto messo a disposizione dell'organizzazione e fornito di focaccia, the, dolciumi, pane con marmellate, miele, nutella. Poi ancora una forchettata della pasta che avevo portato da casa ed entro in griglia.
Giancarla continua a ripetermi: vai, appena si parte muoviti... mi dico: ma cos'è, la mia allenatrice, proprio lei che non ha mai badato neppure ad allenare se stessa.
Come al solito l'idea dei 70 km a piedi non frena i bollenti spiriti e ci si ritrova tutti a correre a ritmo forsennato. Me compreso, mio malgrado: tra pochissimo ci sarà una salita ripida e stretta dove sono impossibili i sorpassi e sarebbe meglio affrontarla nelle prime posizioni.
Tra i viottoli del paese qualcuno impreca tra la folla di corridori perché vuol passare; io faccio notare ad alta voce che si può anche star calmi perché il percorso sarà lunghissimo... ovviamente vengo insultato malamente...
Arriva la prima salita, stretta e tecnica, con alcuni passaggi esposti e alcuni corrimano. Come previsto si forma una lunga coda e si sale molto più adagio di quello che pensassi. Nonostante abbia corso tutti i primi km penso di avere almeno una cinquantina di persone davanti. Poi la discesa seguita da un tratto che non ricordo molto bene: asfalto, sentiero, strada sterrata, alternando passo e corsa senza mai forzare. Albeggia e inizio a realizzare dove sono: già 20 km fatti, mi aspettano 2 salite abbastanza adatte alle mie caratteristiche. Inizio finalmente a superare gli indiavolati che prima mi son sfrecciati avanti di corsa; salgo regolare, senza mai correre, inizio a mangiare qualcosa. Mi rendo conto che probabilmete ho uno zaino troppo pesante: ho portato 5 panini, 4 banane, 4 brioches, 2 hg di grana, una ventina di albicocche secche, un pacchetto di biscotti... troppo anche per me, infatti metà di questa roba si è fatta un giro turistico. In più ho una felpa pesantissima (alla faccia dei capi tecnici) che ho tolto alla partenza e mi è servita tutto il giorno come decorazione appesa allo zaino... pazienza, tutto allenamento!
E' la volta della salita all'Antola, che segna la metà percorso. In cima i volontari dell'assistenza mi dicono: sei a metà ma da qui c'è meno salita ed è quasi tutto corribile. Li ringrazio ma vorrei insultarli (poveretti, invece eran tutti persone fantastiche): corribile per me vuol dire sofferenza, gambe che fanno male, perdita di posizioni...
Invece, inaspettatamente, rispondo bene anche alla corsa, anzi, supero ancora qualcuno, forse perché ormai molti erano stanchi: il fondo fatto in bici evidentemente per me è una risorsa preziosa! A Capanne di Carrega inizio ad incontrare quelli che correvano il "corto", e che contribuiranno a tenermi compagnia: ormai mancano 30 km che, se non fosse stato per loro, avrei percorso praticamente da solo. A Capanne di Cosola mancano 20 km, inizio a fare pronostici sulla mia ora di arrivo, mi dico: 10 ore e mezza, forse meno... I tratti finali sono sempre i più lunghi e sofferti; ormai cerco di correre il più possibile, sempre però con attenzione per salvare le mie povere gambe ormai infuocate. Ancora qualche strappo di salita scorre rapido, molto meno l'ultima, interminabile e dissestata discesa! Però sono abbandantemente sotto i tempi previsti; all'ultimo ristoro mi dicono che sono 16esimo, e mancano 6 km di discesa... Non ci credo, mi dico: "adesso mi supererà un gruppone di gente"... corro con la forza della disperazione incitato da alcuni del "corto" che si comportano come se fossero miei gregari, continuo a girarmi indietro... finalmente l'asfato, il paese, il corridoio dell'arrivo... il traguardo...