L'UCI boccia i dischi per il 2014

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.

fabrylama

Scalatore
22 Marzo 2012
6.033
571
Visita sito
Bici
una
sono situazioni completamene diverse non paragonabili.
Su ciclocross vanno infinitisimamente piu piano (anch delle mtb)e sul bagnato sul fango cascano e come cascano...
Per le mtb idem anche se aiutati da un maggiore sez dell ruota.
Su strada la diffrenza sta o starebbe nel fatto che arrivi a 70 80 100 km/h e freni prima di un tornante...io boh sospendo ancora il mio giudizio ma a me capita che in MTB, memore dei passati motociclistici dove preferivo la staccata al limite , dopo 4 5 pinzate serie la frenata si allunga di parecchio (dovuto al surriscaldamento) non oso pensare cosa possa cuccedere ad una bdc che frena a 80 km/h al terzo tornate va dritto...

Perché, con i v-brake non succede(va) lo stesso, anzi peggio?
I dischi soffrono il fading meno dei v-brake e quindi pure dei caliper e la mtb stressa l'impianto frenante molto più della bici da corsa.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
8.528
3.524
Visita sito
Secondo me c'è molta confusione in materia, i paragoni fatti col passato e con gli impianti frenanti montati sulle mtb possono aiutare ma possono anche far nascere problematiche che non esistono.

1) Sul surriscaldamento e fading, non so [MENTION=2116]sepica[/MENTION] che impianto tu abbia al momento, confermo che succedeva anche a me quando montavo un vecchio modello di XTR, quelli dual control per intenderci, ma gli Hayes che avevo avuto in precedenza nessun problema, avevano semmai il problema opposto: non erano modulabili. Ora ho Hope e posso assicurarti che il fading è un grande sconosciuto. Tuttora molti impianti sono testati porprio su lunghe discese simulando frenata continua senza interruzioni, proprio per progettare impianti che messi in crisi continuino ad avere standard di frenata alti. Quindi questo è il primo non problema. Per contro, prova a farlo con i freni attualmente in commercio una cosa del genere su cerchio in alluminio, e vedrai che a metà discesa o poche oltre ti scoppia la camera d'aria per surriscaldamento del cerchio. Infatti in mtb negli ultimi anni prima di passare ai dischi chi voleva qualche prestazione in più in discesa montava cerchi con riporto ceramico sulla pista frenante proprio per ovviare al surriscaldamento. Ora so che stanno testando dischi rivestiti in ceramica, ed in titanio, quindi la tecnologia come sempre ci aiuterà a risolvere alcuni problemini, semmai si presenteranno.

2) Problema reinserimento ruota, se ne era parlato riguardo ai prof vista la necessità di un cambio veloce in corsa per non far perdere tempo prezioso. Per noi amatori, nelle uscite domenicali e anche in gara, il problema non si pone. Qualche secondo in più, ma non sarà quello a rendere problematico il reinserimento della ruota nei forcellini. Giusta l'osservazione che smontando la ruota poi bisognerà inserire uno spessore per non fare inavvertitamente chiudere le pastiglie tirando la leva del freno, era uno dei mie patemi all'inizio e spesso mi dimenticavo lo spessore a casa. In realtà poi con la pratica tutto si è semplificato, se dimenticavo lo spessore bastava un pezzo di cartone, o un pezzeto di carta ripiegata che in macchina trovavo sempre, e le pastiglie erano salve.

3) Riguardo alla potenza della frenata e all'impronta a terra, posso assicurare che gli impianti sono molto modulabili ora, e credo che anche un copertoncino da 23-25 mm difficilmente possa arrivare al bloccaggio. Cioè, ci potrà arrivare nella stessa misura in cui ci si arriverebbe con i freni odierni. Non bisogna creare l'equazione freni a disco = potenza esagerata. Ricordo che gli ultimi xtr v-brake per mountain bike erano accompagnati dalle raccomandazioni della casa madre che avvertiva che con una frenata un po' più energica si potevano creare facilmente i presupposti del ribaltamento, e lo confermo per averli avuti: anche a bassa velocità se frenavi, ti si alzava la ruota di dietro. Erano "potentissimi", nell'accezione che si vuol dare ora ai freni a disco.

4) Altro fraintendimento che l'impianto lavora bene a caldo, e che quindi all'inizio si avrebbe una potenza frenante dimezzata e quindi rischiosa nell'affrontare una discesa magari tecnica con staccate all'ultimo. Vero che l'impianto quando si scalda entra a regime, ma bastano 2-3 frenate anche ai 30 km/h ed il circuito è pronto per lavorare. Direi che si può anche aspettare e avere un po' di pazienza, si tratta di 10-20 secondi al massimo ad inizio discesa, il tempo di fare due curve...

5) Zin zin vari e rumorosità delle pastiglie. Allora, dei primi si è già detto: tra dischi flottanti e possibilità di regolare la distanza delle pastiglie, è già un bell'andare. Le organiche da bagnate fischiano, frenano bene anche a freddo, ma tendono a vetrificare facilmente. Un buon compromesso sono le sinterizzate che hanno i pregi delle prime ma non i difetti. Poi ci sono le semimetalliche che hanno una ottima tenuta al surriscaldamento, lunga durata, ma perdono un po' in potenza frenante. Come per i dischi so che si stavano studiando anche pastiglie rivestite in ceramica. Insomma, a livello tecnologico le soluzioni sono molto performanti ora, ma soprattutto sono destinate ad essere migliorate nel tempo.
 

Stradista

Apprendista Cronoman
4 Aprile 2007
3.542
147
61
Mestre
Visita sito
Bici
Dedacciai Vertigine , Sram Red 22 , Vision Metron 40
Secondo me c'è molta confusione in materia, i paragoni fatti col passato e con gli impianti frenanti montati sulle mtb possono aiutare ma possono anche far nascere problematiche che non esistono.


2) Problema reinserimento ruota, se ne era parlato riguardo ai prof vista la necessità di un cambio veloce in corsa per non far perdere tempo prezioso. Per noi amatori, nelle uscite domenicali e anche in gara, il problema non si pone. Qualche secondo in più, ma non sarà quello a rendere problematico il reinserimento della ruota nei forcellini. Giusta l'osservazione che smontando la ruota poi bisognerà inserire uno spessore per non fare inavvertitamente chiudere le pastiglie tirando la leva del freno, era uno dei mie patemi all'inizio e spesso mi dimenticavo lo spessore a casa. In realtà poi con la pratica tutto si è semplificato, se dimenticavo lo spessore bastava un pezzo di cartone, o un pezzeto di carta ripiegata che in macchina trovavo sempre, e le pastiglie erano salve.
Guarda la questione del cambio ruota veloce in gare professionistiche l'ho sollevata io e la tua osservazione in merito al fatto che per noi amatori il problema non si pone la trovo veritiera ma forviante allo stesso tempo. Perchè ti dico questo ?...perchè sono super convinto che i freni a disco fra gli amatori non prenderanno piede in modo massiccio se prima tale soluzione non passa per il mondo dei pro ecco perchè ponevo la questione del cambio ruota in corsa.
Poi si dirà che le soluzioni si trovano e non ho dubbi.....
 
Ultima modifica:

Dogmafpx

Maglia Rosa
9 Ottobre 2006
9.560
779
58
Dove una volta c'era un lago
Visita sito
Bici
In prestito
Secondo me c'è molta confusione in materia, i paragoni fatti col passato e con gli impianti frenanti montati sulle mtb possono aiutare ma possono anche far nascere problematiche che non esistono.


2) Problema reinserimento ruota, se ne era parlato riguardo ai prof vista la necessità di un cambio veloce in corsa per non far perdere tempo prezioso. Per noi amatori, nelle uscite domenicali e anche in gara, il problema non si pone. Qualche secondo in più, ma non sarà quello a rendere problematico il reinserimento della ruota nei forcellini. Giusta l'osservazione che smontando la ruota poi bisognerà inserire uno spessore per non fare inavvertitamente chiudere le pastiglie tirando la leva del freno, era uno dei mie patemi all'inizio e spesso mi dimenticavo lo spessore a casa. In realtà poi con la pratica tutto si è semplificato, se dimenticavo lo spessore bastava un pezzo di cartone, o un pezzeto di carta ripiegata che in macchina trovavo sempre, e le pastiglie erano salve.
Guarda la questione del cambio ruota veloce in gare professionistiche l'ho sollevata io e la tua osservazione in merito al fatto che per noi amatori non si pone la trovo veritiera ma forviante allo stesso tempo. Perchè ti dico questo ?...perchè sono super convinto che i freni a disco fra gli amatori non prenderanno piede in modo massiccio se prima tale soluzione non passa per il mondo dei pro ecco perchè ponevo la questione del cambio ruota in corsa.
Poi si dirà che le soluzioni si trovano e non ho dubbi.....

Io non ne sono convinto,se un amatore ritiene che i freni a disco sono indispensabili per lui non sta a vedere i pro,sono gia' 2-3 anni che si parla dei freni a disco e solo 3-4 utenti hanno avuto il coraggio di montarli,eppure il mercato offre gia' una bella scelta.Secondo me quello che frena il passaggio e' che non sono cosi' indispensabili e il loro utilizzo e' ristretto a solo pochi,perche' non mi venite a dire che chi adesso non esce o corre con la pioggia lo fara' quando montera' i dischi.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
8.528
3.524
Visita sito
Guarda la questione del cambio ruota veloce in gare professionistiche l'ho sollevata io e la tua osservazione in merito al fatto che per noi amatori non si pone la trovo veritiera ma forviante allo stesso tempo. Perchè ti dico questo ?...perchè sono super convinto che i freni a disco fra gli amatori non prenderanno piede in modo massiccio se prima tale soluzione non passa per il mondo dei pro ecco perchè ponevo la questione del cambio ruota in corsa.
Poi si dirà che le soluzioni si trovano e non ho dubbi.....

Ma infatti il discorso ha una certa valenza se andiamo a ragionare in termini di pro e contro per i prof., che saranno i primi che se li adottano non possono avere le cose a metà o avere problematiche così banali che impicciano e fanno perdere secondi preziosi, tali che il corridore di turno, che magari lotta per il podio, deve poi spremersi per rientrare sul gruppo per il troppo tempo perduto.

Avevo giusto fatto un distinguo per noi amatori, per chiarire che a noi è un problema che tocca poco poco.

La tua osservazione resta valida.
 

Stradista

Apprendista Cronoman
4 Aprile 2007
3.542
147
61
Mestre
Visita sito
Bici
Dedacciai Vertigine , Sram Red 22 , Vision Metron 40
Io invece l'ho sempre sostenuto che il mondo dei pro è uno specchio fondamentale sul mondo degli amatori ed esempi ne potrei portare a migliaia...pensa solo ai marchi che oggi sono nel mondo pro.....un esempio su tutti è Bottecchia che da qualche anno sponsorizza una squadra professionistica e molti amatori hanno acquistato le loro ottime bici e qui nel forum c'è anche un fan club....bene prima che Bottecchia entrasse nel mondo del professionismo al massimo si prendevano le loro bici giusto per andare a mangiare il gelato con la famiglia.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
8.528
3.524
Visita sito
Io non ne sono convinto,se un amatore ritiene che i freni a disco sono indispensabili per lui non sta a vedere i pro,sono gia' 2-3 anni che si parla dei freni a disco e solo 3-4 utenti hanno avuto il coraggio di montarli,eppure il mercato offre gia' una bella scelta.Secondo me quello che frena il passaggio e' che non sono cosi' indispensabili e il loro utilizzo e' ristretto a solo pochi,perche' non mi venite a dire che chi adesso non esce o corre con la pioggia lo fara' quando montera' i dischi.

Ne è venuto fuori un quote un po' strano, l'affermazione in grassetto che citi è di Stradista ;-)

La questione non sono indispensabili è quanto di più vero, al momento: non lo sono, non c'è molto da aggiungere, hai centrato il punto. Come, ad esempio, non lo sono i tubolari, i tubeless, etc.: cioè la maggior parte di noi credo che usi il classico accoppiamento copertoncino-camera d'aria.

Però...però, come per il discorso fatto sulla scelta delle coperture, daranno dei vantaggi, è fuori dubbio. Ad esempio io sono restio ai cerchi in carbonio, per via della frenata in alcune condizioni, e per comodità, avendo anche ruote in alluminio, non ho voglia di perdere 5 minuti a cambiare i pattini. Sono banalità facilmente superabili, ma coi dischi potrei abbracciare la soluzione con tranquillità, e scegliere cerchi in carbonio, oppure in alluminio completamente anodizzati all-black (vantaggio estetico), a medio e basso profilo, etc. Poi son fortunato, ho i dischi sulla mtb e conosco le problematiche e gli interventi maggiori che si fanno li riesco a fare da solo, quindi non avrei timori nel passaggio...sono già padrone della materia, per così dire.

Poi c'è l'ultimo discorso. Non sceglieremo noi, il mercato ci indirizzerà e massimo tra 10 anni vedrete che tutte le bici in commercio saranno solo per disco. Inutile fare resistenza :mrgreen:
 

Fignon

Apprendista Scalatore
4 Settembre 2005
1.971
30
Salerno
Visita sito
Bici
Trek Boone disc - Gravel NoBrand disc
Da un po di mesi utilizzo una bici con freni a disco meccanici, si tratta di un telaio autocostruito o meglio automodificato, grandi differenze tra dischi e cantilever non ne ho riscontrate, frenano entrambi :mrgreen:
p.s. parliamo di freni meccanici che non hanno la stessa potenza degli idraulici
 

faberfortunae

Scalatore
30 Settembre 2011
7.540
4.891
Modena
Visita sito
Bici
sempre una in meno...
Ne è venuto fuori un quote un po' strano, l'affermazione in grassetto che citi è di Stradista ;-)

La questione non sono indispensabili è quanto di più vero, al momento: non lo sono, non c'è molto da aggiungere, hai centrato il punto. Come, ad esempio, non lo sono i tubolari, i tubeless, etc.: cioè la maggior parte di noi credo che usi il classico accoppiamento copertoncino-camera d'aria.

Però...però, come per il discorso fatto sulla scelta delle coperture, daranno dei vantaggi, è fuori dubbio. Ad esempio io sono restio ai cerchi in carbonio, per via della frenata in alcune condizioni, e per comodità, avendo anche ruote in alluminio, non ho voglia di perdere 5 minuti a cambiare i pattini. Sono banalità facilmente superabili, ma coi dischi potrei abbracciare la soluzione con tranquillità, e scegliere cerchi in carbonio, oppure in alluminio completamente anodizzati all-black (vantaggio estetico), a medio e basso profilo, etc. Poi son fortunato, ho i dischi sulla mtb e conosco le problematiche e gli interventi maggiori che si fanno li riesco a fare da solo, quindi non avrei timori nel passaggio...sono già padrone della materia, per così dire.

Poi c'è l'ultimo discorso. Non sceglieremo noi, il mercato ci indirizzerà e massimo tra 10 anni vedrete che tutte le bici in commercio saranno solo per disco. Inutile fare resistenza :mrgreen:


e questo, per chi non è padrone, è già un limite, a mio avviso. Coi caliper devi solo preoccuparti di controllare usura delle pastiglie. Stop. E, al limite, quando piove (o minaccia di farlo) o stai in casa o scegli percorsi tendenzialmente pianeggianti. Se poi ti ci trovi in mezzo, involontariamente, mentre devi scendere dal Gardena, beh, allora posso capire. Ma quante volte ti capita nel corso di una stagione quella situazione? A me sinceramente poche. E quindi il gioco non vale la candela. C'è molto marketing alle spalle della questione freni a disco. Ogni casa ha fatto investimenti ed ha a catalogo il suo bravo modello coi freni a disco ed è logico e giusto che vengano reclamizzati come "il futuro".
L'impressione che ho io, contrariamente a molti che qui la pensano diversamente, è che i freni a disco non siano affatto "il futuro" ma servano solo per farcelo immaginare. Una proiezione, un esercizio di stile, utile sia chiaro, e poco più.
 

Ser pecora

Diretur
Membro dello Staff
16 Aprile 2004
28.859
45.338
100
dove capita
Visita sito
e questo, per chi non è padrone, è già un limite, a mio avviso. Coi caliper devi solo preoccuparti di controllare usura delle pastiglie. Stop.

Ok, ma non ci vuole una laurea in ingegneria per imparare a cambiare un paio di pastiglie....ci riescono tutti quelli che vanno in mtb...

E, al limite, quando piove (o minaccia di farlo) o stai in casa o scegli percorsi tendenzialmente pianeggianti.

Andrebbe considerato che i produttori di biciclette non vendono (o vorrebbero vendere) solo in Italia :-)

Se uno in Uk o Belgio o Francia del nord sta a casa "perché minaccia pioggia" è meglio che cambi sport :-) Ed invece sono mercati abbastanza attraenti.

Per quanto riguarda il discorso "è marketing": non è che c'è il marketing selettivo...c'è per i freni a disco e pure per i caliper. C'è per quello che non piace, ma pure per quello che piace ;-)

Stranamente quando qualcosa non convince o non piace "è marketing" :mrgreen:
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
8.528
3.524
Visita sito
e questo, per chi non è padrone, è già un limite, a mio avviso. Coi caliper devi solo preoccuparti di controllare usura delle pastiglie. Stop. E, al limite, quando piove (o minaccia di farlo) o stai in casa o scegli percorsi tendenzialmente pianeggianti. Se poi ti ci trovi in mezzo, involontariamente, mentre devi scendere dal Gardena, beh, allora posso capire. Ma quante volte ti capita nel corso di una stagione quella situazione? A me sinceramente poche. E quindi il gioco non vale la candela. C'è molto marketing alle spalle della questione freni a disco. Ogni casa ha fatto investimenti ed ha a catalogo il suo bravo modello coi freni a disco ed è logico e giusto che vengano reclamizzati come "il futuro".
L'impressione che ho io, contrariamente a molti che qui la pensano diversamente, è che i freni a disco non siano affatto "il futuro" ma servano solo per farcelo immaginare. Una proiezione, un esercizio di stile, utile sia chiaro, e poco più.

Il tuo discorso è valido ma restrittivo: non è che perché uno usa la bici deve padroneggiare anche la meccanica, ce ne è di gente che pedala e basta, senza sapere nemmeno cambiare una camera d'aria o regolare il cambio (per dire le due cose che possono capitare con più frequenza).

Tutti noi andiamo in automobile e la usiamo spesso, ma non per questo ci facciamo i tagliandi da soli.

Nessun limite, se non farla più difficile di quello che è: al di là di saper fare uno spurgo, cosa necessaria a mio avviso una volta l'anno se si fanno tanti km o anche meno se si fanno 5000-6000 km l'anno, quindi nessun problema a farlo coincidere coi tagliandi della bici, che almeno una volta l'anno andrebbe tagliandata a fondo. E a quel punto lo fai fare da un meccanico.

L'unico intervento autonomo che ti si può presentare è il cambio delle pastiglie: se riesci a cambiare i pattini dei freni sai cambiare anche le pastiglie, è la cosa più semplice del mondo: se per i pattini sviti la vitina che le tiene e sfili le pastiglie, per le pinze fai altrettando: o c'è una vite, oppure una forcellina a molla, tolta la quale le pastiglie sono libere e si sfilano, metti le nuove e rimetti la molla per chiudere. E regoli, lo devi fare anche con i freni a pattini nuovi.

Ma se non sai cambiare nemmeno i pattini non sono i freni a disco a spaventarti, bensì tutte le operazioni di semplice routine che ci sono sulla bicicletta. Nessun giudizio negativo, non si nasce imparati, ci sarà sempre chi avrà bisogno di un meccanico, ma non sono i dischi a complicare la vita della piccola manutenzione. Per dirti sono andato recentemente in un negozio a prendere i pattini dei freni nuovi per il dura ace, e il negoziante/meccanico mi ha chiesto se avevo bisogno anche del montaggio. Questo mi fa pensare che sia assodato che la maggior parte degli amatori non sappia dove mettere le mani...

Poi non mi soffermerei tanto sul problema frenata sul bagnato o meno: non sarà quello l'aspetto principale per chi sceglierà i dischi. Almeno, per me è l'ultimo vantaggio.
 

Baracus

Apprendista Velocista
13 Novembre 2004
1.616
88
Mi (Cinisello Beach)
Visita sito
Bici
Time


Io non ne sono convinto,se un amatore ritiene che i freni a disco sono indispensabili per lui non sta a vedere i pro,sono gia' 2-3 anni che si parla dei freni a disco e solo 3-4 utenti hanno avuto il coraggio di montarli,eppure il mercato offre gia' una bella scelta.Secondo me quello che frena il passaggio e' che non sono cosi' indispensabili e il loro utilizzo e' ristretto a solo pochi,perche' non mi venite a dire che chi adesso non esce o corre con la pioggia lo fara' quando montera' i dischi.



Il problema e' che non sono compatibili con le vecchie ruote... molti hanno almeno 2 coppie di ruote che alternano.Prendendo la bici con i dischi dovrebbero buttarle o venderle. Non credo sia un problema di inutilita'...
 

rapportoagile

Moderatoren
20 Agosto 2008
14.755
3.029
64
Settequerce (Bolzano)
Visita sito
Bici
Scapin Dyapason
Ok, ma non ci vuole una laurea in ingegneria per imparare a cambiare un paio di pastiglie....ci riescono tutti quelli che vanno in mtb...

Per me infatti è un'operazione molto più semplice che cambiare i pattini sulla bdc, dove devo regolare il giusto appoggio sulla pista frenante, l'allineamento etc etc....insomma, preferisco cambiare le pastiglie dei freni a disco della mia MTB.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
8.528
3.524
Visita sito
Il problema e' che non sono compatibili con le vecchie ruote... molti hanno almeno 2 coppie di ruote che alternano.Prendendo la bici con i dischi dovrebbero buttarle o venderle. Non credo sia un problema di inutilita'...

Giusto. Il problema ruote si sta già ponendo ora col passaggio alle 11v. per chi lo sceglie. Devi quantomeno adeguare il corpetto, se non cambiare ruote in toto.
 

Stradista

Apprendista Cronoman
4 Aprile 2007
3.542
147
61
Mestre
Visita sito
Bici
Dedacciai Vertigine , Sram Red 22 , Vision Metron 40
Il problema e' che non sono compatibili con le vecchie ruote... molti hanno almeno 2 coppie di ruote che alternano.Prendendo la bici con i dischi dovrebbero buttarle o venderle. Non credo sia un problema di inutilita'...

Ciao Baracus, non è mio il post quello che citi ma di Dogmafpx e non so per quale alchimia sia stato attribuito a me.....;nonzo%
 

Stradista

Apprendista Cronoman
4 Aprile 2007
3.542
147
61
Mestre
Visita sito
Bici
Dedacciai Vertigine , Sram Red 22 , Vision Metron 40
Acc... chiedo scusa...!!! cmq non e' che stessi facendo polemica, solo commentando quello che era il mio punto di vista... o-o

No assolutamente non te l'ho segnalato perchè lo ritenevo polemico ma non volevo correre il rischio che Dogmafpx mi citasse per violazione dei diritti d'autore...:mrgreen: o-o
 

gepp1

Apprendista Cronoman
2 Gennaio 2009
3.448
55
trentino
www.mtbisera.it
Bici
multitasking
Per me infatti è un'operazione molto più semplice che cambiare i pattini sulla bdc, dove devo regolare il giusto appoggio sulla pista frenante, l'allineamento etc etc....insomma, preferisco cambiare le pastiglie dei freni a disco della mia MTB.

Con i pattini devi star li a verificare l'altezza (se cambi le ruote) devi verificare il parallelismo con la pista (ricordandoti di avvicinare le punte del pattino di un mm rispetto alla coda se no fischiano) se piove ti si consumano in una discesa.

Anche quando Campagnolo introdusse il cambio c'era chi aveva perplessità sulloperazione del cambio ruota, e stavano fermi anche minuti. Addirittura il direttore del TdF voleva bandire la bici con il cambio...ed ora?
Qnt pignoni avete dietro?
 

rapportoagile

Moderatoren
20 Agosto 2008
14.755
3.029
64
Settequerce (Bolzano)
Visita sito
Bici
Scapin Dyapason
Con i pattini devi star li a verificare l'altezza (se cambi le ruote) devi verificare il parallelismo con la pista (ricordandoti di avvicinare le punte del pattino di un mm rispetto alla coda se no fischiano) se piove ti si consumano in una discesa.

Giá, ed è proprio questa regolazione che mi fa perdere un sacco di tempo...
 
Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.