Sò che sarò sicuramente impopolare in questo mio pensiero, ma sono curioso di sapere come la pensate in merito...
Ho sempre creduto mooooooolto poco ai numeri da superstar nel ciclismo: uno che stacca tutti e fa quello che vuole per giorni e giorni di fila tipo landis, basso, rasmussen... e alla fine sappiamo tutti come è andata. Nessuno o quasi (escluso il sottoscritto) dubitava di Basso al tempo in cui vinceva un giro preparando il tour, nonostante avesse in ammiraglia Mister60 (era il soprannome il gruppo aveva dato a Riis già al tempo in cui vinceva il Tour).
Quindi ecco il pensiero cattivissimo: Richeze corridore Csf il 10 Maggio 2008 è fermato per una positività allo stanozolone (un potente anabolizzante presente in quantità inequivocabile, diventato celebre con il caso di Ben Jonhson) al Circuito de La Sarthe.
I corridori della Csf fanno un giro da paura e Sella dei numeri incredibili che vengono definiti d'altri tempi, esattamente come venivano definiti quelli di Rasmussen e Landis.
Non aggiungo nessun commento: questi sono i fatti...
Dite la vostra...
Io sono uno di quelli che ha definito d'altri tempi i numeri di Sella e lo confermo. Quanto a quello che dici tu il sospetto potrebbe esserci, però:
Pure io vado in bici e per trovare prestazioni quantomeno insolite non bisogna scomodare nomi come basso, landys o armstrong, basta prendere ad esempio i tempi in qualche GF e paragonarli con quelli degli stessi personaggi l'anno precedente e fare 2+2. Sono straconvinto che gli aiuti illeciti facciamo parte di questo sport a partire dai cicloamatori in su, gente che vince come gente che si piazza.
Adesso la sparo grossa e qui mi fucileranno, ma secondo me a livello professionistico a partire dall'ultimo dei gregari fino ad arrivare al primo dei campioni non c'è n'è uno che non sia 'aiutato', è così dalla notte dei tempi e così sempre sarà, rimane da capire come mai ogni tanto scoppi il caso e si punti il dito su qualcuno... questo per mè è un vero mistero. Comunque anni fa ho parlato con un 'quasi' campione dei tempi di Coppi il quale me ne ha raccontate di cotte e di crude, pure con gente che doveva passare dilettante in tempi + recenti e per motivi di coscienza personale non si è voluta piegare a certe imposizioni e che quindi ha dovuto cercarsi un altro lavoro.
Questo mondo (e non solo nel ciclismo beninteso) funziona così, quindi tanto vale non prendersela tanto e tifare quello che + ci piace che tanto poi cosa fanno lo sanno solo loro (e anche se fanno finta di svelarlo poi succede come con Basso che non ha detto nulla).
Fucilatemi pure, viva il ciclismo che comunque, dopati o no, è uno sport di vera sofferenza e sacrificio. Non è che Basso (ammesso e non concesso che abbia usato aiuti) non facesse fatica o non si alleni 8-9 ore al giorno sacrificandosi per ottenere risultati. Comunque sia quello che ha vinto l'ha meritato a mio modo di vedere le cose.
