Manco solo io insomma col resoconto...
Colazione alle 5 in albergo alla Valle (poco prima di Pedraces) insieme a quaso tutto l'albergo (quasi una decina di ciclisti...) e arrivo in griglia alle 5.45.
Aspetto un po', mi verrebbe da andarmene quando sento che pure lì c'è Sgarbozza che parla, sono circondato da tedeschi ma per fortuna trovo il mio amico modenese con la bici anni '30...
Si parte dopo un'ora di attesa, piano, senza forzare: ho pochissimo allenamento sulle gambe, ma tanta capacità di soffrire. Il primo Campolongo è uno spettacolo, una scia infinita di bici! Scendo ad Arabba e mi rendo conto che in discesa vado molto più dei miei compagni di viaggio!
Spettacolare scendere così, strade vuote, senza rischio di fare frontali!!!
Arrivo ad Arabba, tolgo la mantellina e inizia il Pordoi. Forse è la salita che soffro di più, devo ancora scaldare bene le gambe... Alla fine mi arrendo e per fare agilità metto pure il 29, so di dovermi risparmiare.
Foto al momumento di Coppi, qualcosa sotto i denti e discesa. Nei momenti di tranquillità pure in discesa mi metto a guardare il panorama: troppo bello!
All'inizio del Sella, poco prima del ristoro, trovo una vecchia conoscenza dei tempi del liceo, ma ci lasciamo dopo poco: c'è il ristoro e io me li sparerò tutti abbondantemente fino alla fine!
Il Sella passa bene nonostante sia il più duro, vado piano ma non soffro affatto, salendo col 29 seduto in agilità. Scendo ancora, ristoro a metà Gardena e sul finale della salita sento un vecchietto imprecare contro un tedesco che tenta di infilarsi a destra (lui già era a bordo strada...). Lo guardo e mi fermo praticamente: sale a 7-8 all'ora ma mi fermo a fare due chiacchiere con Gerardo, 70 anni, con la maglia dell'Eroica e una bici anni 80, come quelle che piacciono a me. Ci lasciamo solo sul Passo, dove io mi fermo a mettermi la mantellina: lo ribeccò solo quasi a Corvara e in discesa ho tirato abbastanza!! Lui si ferma per il Sella Ronda, io continuo per il medio.
Il Campolongo lo faccio passando varie persone, mi impongo di andare pianino, anche se la voglia è di strafare. Ormai la gente la riconosco, vedo spesso una coppia di tedeschi, l'olandese Ron, la tedesca Gabi, i fratelli Lazzari...
Mangio, scendo ad Arabba rimontando ancora posizioni e poi giù a Livinallongo. Non ricordavo i 10km prima dell'attacco della salita, credevo fosse subito lì, ma sto bene e tiro parecchio, arrivando ad agganciare un bel gruppo al bivio. Giro ovviamente per il medio (so cosa vuol dire 10km al 10%... non ce li ho proprio nelle gambe purtroppo...).
Sul Falzarego la gamba va benone, vorrei strafare, ma sono 10 km + il Valparola! Mi lascio un po' andare ma a metà salita il ritmo cala da solo, arriva la stanchezza. Mi fermo a vedere se ha bisogno di aiuto un ciclista col cambio piegato, ma non posso far nulla, al Pian di Falzarego faccio sosta alla fontana e mi punge pure un maledetto tafano.
Arrivo al passo ormai stremato, mangio qualcosa e mi accordo dopo del ristoro: c'è pure lo strudel, posso dir di no? Un po' riposato faccio il Valparola e soffro per le pendenze dure, ma è fatta.
La discesa la faccio abbastanza piano, massimo 70 all'ora, ma mi rendo conto che è parecchio veloce, anche perchè ogni tanto mi sfiorano delle frecce.
L'ultimo tratto è solo cattiveria (dell'organizzazione... sarebbe stato tanto bello arrivare in discesa...), dò un passaggio ad un tipo che ha fatto il lungo in preda ai crampi, poi lo perdo sull'ultima salitella dove tiro un po'...
Arrivo tranquillo tranquillo, lascio passare pure un paio di ciclisti di cui avevo sfruttato la scia e faccio un po' il mona... Già sul Sella avevo chiesto la grappa agli orchestranti in costume e chiesto un po' di applausi e spinte alla gente, sul rettilineo finale mi becco una bella dose di applausi chiedendoli esplicitamente.
Sulla linea finale trovo pure un mio omonimo che aveva appena finito il lungo...