Maratona Dles Dolomites 2011

ElMic

Apprendista Cronoman
3 Luglio 2008
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In linea di principio la presenza dei "gregari" non può essere considerata una violazione. I gregari esistono da sempre e mai a nessuno è venuta l'idea di squalificare il capitano. Cosa diversa se vengono commesse delle irregolarità e scorrettezze. In tal caso deve essere valutato l'illecito così come strutturato. (Vedi caso Lancioni)
Da un punto di vista sportivo la valutazione ovviamente cambia. Sarebbe bello che tute le donne corressero solo con le proprie gambe. Ma lo stesso discorso si potrebbe fare per i maschietti.
In ogni caso il risultato della belga è ancora sub judice.

Il gregario va bene finche é femminile (si dice gregaria? ;nonzo%), ma lo trovo poco corretto se una donna corre per un team e per la classifica femminile con dei gregari maschili che tirano per tutto il percorso. Per i maschi quel discorso non esiste.

In nessun altro sport femminile é legale la presenza di un aiuto maschile. Secondo me sarebbe ora di farli correre separatamente.
 

nessuno77

Apprendista Scalatore
23 Luglio 2009
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giù al nord
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Il gregario va bene finche é femminile (si dice gregaria? ;nonzo%), ma lo trovo poco corretto se una donna corre per un team e per la classifica femminile con dei gregari maschili che tirano per tutto il percorso. Per i maschi quel discorso non esiste.

In nessun altro sport femminile é legale la presenza di un aiuto maschile. Secondo me sarebbe ora di farli correre separatamente.

Straquoto al 100%!
 

sindaco

Apprendista Scalatore
26 Aprile 2008
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Manfredonia
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Il gregario va bene finche é femminile (si dice gregaria? ;nonzo%), ma lo trovo poco corretto se una donna corre per un team e per la classifica femminile con dei gregari maschili che tirano per tutto il percorso. Per i maschi quel discorso non esiste.

In nessun altro sport femminile é legale la presenza di un aiuto maschile. Secondo me sarebbe ora di farli correre separatamente.

L'ho detto anch'io che il gregariato è poco corretto da un punto di vista sportivo.
Evidentemente loro la pensano diversamente e noi abbiamo idee diverse dalle loro.
Ricordo che qualche anno fa ci fu una gran fondo solo al femminile ma ebbe scarso successo.
Fare partenze separate creerebbe problemi organizzativi.
 

cinelli

Apprendista Scalatore
5 Luglio 2009
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indovina
Il gregario va bene finche é femminile (si dice gregaria? ;nonzo%), ma lo trovo poco corretto se una donna corre per un team e per la classifica femminile con dei gregari maschili che tirano per tutto il percorso. Per i maschi quel discorso non esiste.
E' come se un maschio fosse tirato da un gruppo di marziani.

In nessun altro sport femminile é legale la presenza di un aiuto maschile.
Purtroppo non del tutto, per esempio nel podismo su strada (maratona, mezza, 10km) una donna campione puo' tranquilamente correre in scia ad un suo gorilla (anche se questo non puo' passare la borraccia o offrire altro aiuto).

Secondo me sarebbe ora di farli correre separatamente.
Concordo. In alcune delle gare podistiche piu' importanti (maratona di New York, mezza di Newcastle) hanno introdotto la partenza anticipata per le donne top e la cosa funziona benissimo (sia dal punto di vista sportivo sia da quello televisivo). Non vedo perche' non si potrebbe fare lo stesso alla MdD che beneficia pure di strade chiuse ed una gara relativamente breve.
 

msilvagni

Novellino
10 Aprile 2006
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Concordo. In alcune delle gare podistiche piu' importanti (maratona di New York, mezza di Newcastle) hanno introdotto la partenza anticipata per le donne top e la cosa funziona benissimo (sia dal punto di vista sportivo sia da quello televisivo). Non vedo perche' non si potrebbe fare lo stesso alla MdD che beneficia pure di strade chiuse ed una gara relativamente breve.[/QUOTE]

pienamente d'accordo
 

msilvagni

Novellino
10 Aprile 2006
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Fonte: cycling.it
NON NEGATIVI ALLA MARATONA. DIRITTI E DOVERI

11/8/2011 6:06:07 PM

Si complica la vicenda delle «non negatività» della Maratona Dles Dolomites: da quello che è successo a Corvara si è capito che controllare le Gran Fondo è difficile, sia quando si tratti a di trovare chi bara sia quando di devono garantire i diritti degli atleti sottoposti ad esame.

Si è parecchio complicata la vicenda delle «tre non negatività» verificatesi all’ultima Maraton Dles Dolomites, coinvolgendo alcuni dei primissimi classificati. La complicazione è di questo tipo: da quello che è successo a Corvara si è capito che controllare seriamente eventi come le Gran Fondo è moto difficile, sia quando si tratti di trovare chi bara sia quando il compito è garantire i diritti degli atleti sottoposti ad esame.

Ma veniamo ai fatti concreti. L’unico elemento certo è che lo scorso 29 luglio, con comunicazione 76/2011, la Procura Antidoping del Coni ha confermato la «non negatività» del campione 3514701 attribuito a Edith Maria Vanden Brande per formoterolo, un Beta-2agonista considerato doping dalla Wada alla categoria S3. La Procura, a firma di Ettore Torri, ha però archiviato il caso perché l’atleta belga (che ha Corvara ha dominato tra le donne sul tracciato lungo) è in possesso di un Tuec rilasciato dalla federazione belga nel febbraio 2010 e valido fino al febbraio 2014. Cos’è il Tuec? E’ un’esenzione a fini terapeutici relativa a specifiche sostanze che viene rilasciata quando l’atleta, in sintesi, rischierebbe la vita se non usasse quella sostanza e non ha disposizione sostanze analoghe non inserite nella lista doping per farlo. L’uso del Tuec è riservato agli atleti professionisti o a quelli di interesse internazionale e richiede una procedura complessa per l’ottenimento (visite, certificati, referti…).

La Vanden Brande ha partecipato alla maratona, come da regolamento, dichiarando di non esercitare attività professionistica da oltre tre anni. Come ha fatto ad ottenere il Tuec, si chiede qualcuno? Perché o era professionista, aveva il Tuec e non poteva correre la Maratona oppure non poteva averlo. La risposta è sfumata: in teoria può (e deve) richiedere il Tuec chi partecipa ad «eventi internazionali» quali ad esempio un campionato mondiale amatori. In atletica leggera la procedura è codificata (ci sono campionati Iaaf), nel ciclismo no e ogni federazione si regola come crede. Resta che la Vanden Brande dal punto di vista dei controlli è perfettamente in regola e, adesso, può godersi la sua vittoria: gli effetti della sua non positività sono cancellati dal possesso del Tue.

Un altro problema riguarda uno dei due italiani non negativi. In questo caso la sostanza sarebbe un cortisonico, anch’esso proibito ma anche esso, in determinati casi, consentito per uso terapeutico. Al momento del controllo, l’atleta italiano non avrebbe fatto valere il Tue: normale, non conosciamo alcun atleta amatoriale italiano che lo possiede né abbiamo mai sentito le federazioni sportive farne menzione, salvo appunto la Federatletica in occasione dei campionati internazionali di categoria. Per il nostro concorrente, però, c’è una scappatoia: presentare entro i sette giorni successivi ai controlli una NIT, Notifica di Intervento Terapeutico, ovvero un disciplinare esauriente in cui si dimostri in maniera inequivocabile (con referti, esami, cartelle cliniche…) che l’assunzione di quel prodotto era necessaria per evitare «gravi danni alla salute». Compito non facile, visto il tempo disponibile e la complessità del materiale: in sintesi, non basta una ricetta del medico curante. In quali casi la necessità è dimostrata per un cortisonico, che spesso è un efficace mascherante per la fatica? E una amatore che necessiti di ricorrere sistematicamente al cortisone può gareggiare ad altissimi livelli o farebbe meglio a stare fermo? Che margini di sono per avere l’ok del Coni? Perché questa procedura non è pubblicizzata come si deve tra gli atleti, visti i rischi che comporta un’eventuale non negatività?

Il terzo caso emerso alla Maratona è il più complesso. Per un atleta italiano si parla di «valori anomali che presuppongono l’Utilizzo di Epo». Cosa significa? Significa che l’esame antidoping avrebbe indicato parametri tali da non poter essere giustificati in maniera fisiologica ma evidenze non così schiaccianti da condurre a una positività netta. Da qui l’indicazione del Laboratorio verso la Federazione e il Coni per «aumentare i controlli a sorpresa nei confronti del soggetto». Tutto facile? Mica tanto. Perché «il soggetto» è un amatore e non un professionista e quindi non è soggetto a nessuna forma di reperibilità e a nessun controllo domiciliare. A sorpresa dove e come, quindi?
 

Rick the Quick

Gregario
28 Marzo 2010
560
17
Arezzo
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Bici
Wilier cento1; Bianchi ml3
Fonte: cycling.it
NON NEGATIVI ALLA MARATONA. DIRITTI E DOVERI

11/8/2011 6:06:07 PM

Si complica la vicenda delle «non negatività» della Maratona Dles Dolomites: da quello che è successo a Corvara si è capito che controllare le Gran Fondo è difficile, sia quando si tratti a di trovare chi bara sia quando di devono garantire i diritti degli atleti sottoposti ad esame.

Si è parecchio complicata la vicenda delle «tre non negatività» verificatesi all’ultima Maraton Dles Dolomites, coinvolgendo alcuni dei primissimi classificati. La complicazione è di questo tipo: da quello che è successo a Corvara si è capito che controllare seriamente eventi come le Gran Fondo è moto difficile, sia quando si tratti di trovare chi bara sia quando il compito è garantire i diritti degli atleti sottoposti ad esame.

Ma veniamo ai fatti concreti. L’unico elemento certo è che lo scorso 29 luglio, con comunicazione 76/2011, la Procura Antidoping del Coni ha confermato la «non negatività» del campione 3514701 attribuito a Edith Maria Vanden Brande per formoterolo, un Beta-2agonista considerato doping dalla Wada alla categoria S3. La Procura, a firma di Ettore Torri, ha però archiviato il caso perché l’atleta belga (che ha Corvara ha dominato tra le donne sul tracciato lungo) è in possesso di un Tuec rilasciato dalla federazione belga nel febbraio 2010 e valido fino al febbraio 2014. Cos’è il Tuec? E’ un’esenzione a fini terapeutici relativa a specifiche sostanze che viene rilasciata quando l’atleta, in sintesi, rischierebbe la vita se non usasse quella sostanza e non ha disposizione sostanze analoghe non inserite nella lista doping per farlo. L’uso del Tuec è riservato agli atleti professionisti o a quelli di interesse internazionale e richiede una procedura complessa per l’ottenimento (visite, certificati, referti…).

La Vanden Brande ha partecipato alla maratona, come da regolamento, dichiarando di non esercitare attività professionistica da oltre tre anni. Come ha fatto ad ottenere il Tuec, si chiede qualcuno? Perché o era professionista, aveva il Tuec e non poteva correre la Maratona oppure non poteva averlo. La risposta è sfumata: in teoria può (e deve) richiedere il Tuec chi partecipa ad «eventi internazionali» quali ad esempio un campionato mondiale amatori. In atletica leggera la procedura è codificata (ci sono campionati Iaaf), nel ciclismo no e ogni federazione si regola come crede. Resta che la Vanden Brande dal punto di vista dei controlli è perfettamente in regola e, adesso, può godersi la sua vittoria: gli effetti della sua non positività sono cancellati dal possesso del Tue.

Un altro problema riguarda uno dei due italiani non negativi. In questo caso la sostanza sarebbe un cortisonico, anch’esso proibito ma anche esso, in determinati casi, consentito per uso terapeutico. Al momento del controllo, l’atleta italiano non avrebbe fatto valere il Tue: normale, non conosciamo alcun atleta amatoriale italiano che lo possiede né abbiamo mai sentito le federazioni sportive farne menzione, salvo appunto la Federatletica in occasione dei campionati internazionali di categoria. Per il nostro concorrente, però, c’è una scappatoia: presentare entro i sette giorni successivi ai controlli una NIT, Notifica di Intervento Terapeutico, ovvero un disciplinare esauriente in cui si dimostri in maniera inequivocabile (con referti, esami, cartelle cliniche…) che l’assunzione di quel prodotto era necessaria per evitare «gravi danni alla salute». Compito non facile, visto il tempo disponibile e la complessità del materiale: in sintesi, non basta una ricetta del medico curante. In quali casi la necessità è dimostrata per un cortisonico, che spesso è un efficace mascherante per la fatica? E una amatore che necessiti di ricorrere sistematicamente al cortisone può gareggiare ad altissimi livelli o farebbe meglio a stare fermo? Che margini di sono per avere l’ok del Coni? Perché questa procedura non è pubblicizzata come si deve tra gli atleti, visti i rischi che comporta un’eventuale non negatività?

Il terzo caso emerso alla Maratona è il più complesso. Per un atleta italiano si parla di «valori anomali che presuppongono l’Utilizzo di Epo». Cosa significa? Significa che l’esame antidoping avrebbe indicato parametri tali da non poter essere giustificati in maniera fisiologica ma evidenze non così schiaccianti da condurre a una positività netta. Da qui l’indicazione del Laboratorio verso la Federazione e il Coni per «aumentare i controlli a sorpresa nei confronti del soggetto». Tutto facile? Mica tanto. Perché «il soggetto» è un amatore e non un professionista e quindi non è soggetto a nessuna forma di reperibilità e a nessun controllo domiciliare. A sorpresa dove e come, quindi?


se quello che è scritto qui è vero ("rischio di vita" e "gravi danni alla salute") allora è tutta una buffonata: non si rischiano gravi danni o la vita stessa per vincere una corsa in bici. questa gente è gravemente malata e non deve partecipare a competizioni agonistiche!!!!!
roba da matti, se le definizioni sono queste, è allucinante che questa gente faccia sport a questo livello, non dovrebbe essere loro permesso. un discorso è l'eccessivo affaticamento, un altro è il rischio di vita, roba da pazzi!!!
 
E

Eiger

Guest
se quello che è scritto qui è vero ("rischio di vita" e "gravi danni alla salute") allora è tutta una buffonata: non si rischiano gravi danni o la vita stessa per vincere una corsa in bici. questa gente è gravemente malata e non deve partecipare a competizioni agonistiche!!!!!
roba da matti, se le definizioni sono queste, è allucinante che questa gente faccia sport a questo livello, non dovrebbe essere loro permesso. un discorso è l'eccessivo affaticamento, un altro è il rischio di vita, roba da pazzi!!!
Infatti, scrivere nel regomanto che assumere certe sostanze è consentito se un atleta altrimenti rischia la vita o rischia danni alla salute è ridicolo.
Eppure i regolamenti saranno fatti da una commissione di medici ;nonzo%..
 

lollo

Passista
29 Luglio 2004
4.178
117
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Schoten (Belgio... Fiandre)
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se quello che è scritto qui è vero ("rischio di vita" e "gravi danni alla salute") allora è tutta una buffonata: non si rischiano gravi danni o la vita stessa per vincere una corsa in bici. questa gente è gravemente malata e non deve partecipare a competizioni agonistiche!!!!!
roba da matti, se le definizioni sono queste, è allucinante che questa gente faccia sport a questo livello, non dovrebbe essere loro permesso. un discorso è l'eccessivo affaticamento, un altro è il rischio di vita, roba da pazzi!!!


Guarda che questo è quello che hanno scritto loro... non ci posso credere che debba farlo presente.
 

omerino

Gregario
21 Settembre 2008
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Belluno
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Fondriest TF2
Il gregario va bene finche é femminile (si dice gregaria? ;nonzo%), ma lo trovo poco corretto se una donna corre per un team e per la classifica femminile con dei gregari maschili che tirano per tutto il percorso. Per i maschi quel discorso non esiste.

In nessun altro sport femminile é legale la presenza di un aiuto maschile. Secondo me sarebbe ora di farli correre separatamente.

straquotone multiplo!!!!o-o
 

Rick the Quick

Gregario
28 Marzo 2010
560
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Arezzo
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Wilier cento1; Bianchi ml3
Guarda che questo è quello che hanno scritto loro... non ci posso credere che debba farlo presente.


beh io però sono andato a cercarmi questo tuec e trovo

TUEC’s Core Evaluation Criteria
The three core criteria which must be applied by the TUE can be summarised as
follows:
1. There would be a significant impairment of health without the substance.
2. There would be no performance enhancement beyond that which might be
anticipated with a return to normal health.
3. There is no reasonable permitted therapeutic alternative.

beh, dire che ci deve essere una significante menomazione della salute senza la sostanza a me basta per essere convinto che rilasciare uno di questi attestati per permettere a qualcuno di vincere una finocchiona e un bicchiere di vino è moralmente criminale!!!
 

mathypuf

Apprendista Passista
6 Gennaio 2008
1.018
17
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se quello che è scritto qui è vero ("rischio di vita" e "gravi danni alla salute") allora è tutta una buffonata: non si rischiano gravi danni o la vita stessa per vincere una corsa in bici. questa gente è gravemente malata e non deve partecipare a competizioni agonistiche!!!!!
roba da matti, se le definizioni sono queste, è allucinante che questa gente faccia sport a questo livello, non dovrebbe essere loro permesso. un discorso è l'eccessivo affaticamento, un altro è il rischio di vita, roba da pazzi!!!


ti quoto al 100000000000% perchè è quello che sostengo da diverso tempo e ogni discussione ulteriore in merito, se come partenza abbiamo queste valutazioni mediche che parlano di rischio vita o gravemente malato/a...sono superflue a mio avviso, perchè stiamo complicando una cosa che complicata non è...è talmente chiara che qualcuno si sta sforzando di non vederla o chiude gli occhi.:bua:
 

Lenky

Scalatore
3 Ottobre 2004
6.845
159
58
Gorizia
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Bici
...un ricordo
Che vergogna questi controlli a persone che fanno dello sport strumento per un vivere sano.
Che vergogna questo accanimento mediatico verso atleti veri che, seppur gravemente malati, trovano dei farmaci salvavita che permettono loro una sana vita di sacrifici e sport.
Che vergogna l'invidia di tante persone normali che possono fare a meno di curare delle malattie fortemente invalidanti e sovente mortali.
Che vergogna...........