Personalmente credo che nel momento in cui vai al reality accetti il format e prendi quel che viene; lamentarsi per il montaggio non gioca certo a suo favore, a maggior ragione visto che l’impressione è che l’ambiente gli sia ostile.
Fare la prova sull’umido/bagnato ha un livello di difficoltà molto maggiore rispetto alle condizioni di asciutto. Lo dico con dispiacere perché mi sento molto solidale - visto che anche io, già non un asso, quando vedo bagnato/umido son sempre sulle uova e nel dubbio vado molto cauto - però i numeri parlano chiaro: se hai impiegato il 10% del tempo in più, sei andato il 10% più lento (terra terra: se Noah è andato a 40, Gaffu a 36). Condivido il ragionamento del Gaffu e le sue implicazioni: se cadi e cadi male magari ti giochi la possibilità di finire la zwift o di poter partecipare al meglio. Dall’altro canto, sei lì per la seconda volta-ed evidentemente al di fuori dal format c’è stata carestia-e per vincere un ragionamento del genere lo puoi fare se nella prova precedente avessi avuto un 5% di margine del secondo.
Mi dispiace per come sono andate le cose perché gli è stato riconosciuto di aver lavorato e di essere migliorato nella direzione indicata; di certo lo sapeva anche l’anno scorso che non era un manico e poteva fare qualcosa in merito: ma che poteva fare di concreto? Più gare, darsi al criterium? Insomma, questa dell guida è un po’ come correre in cerchio: alla fine per migliorare gli basterebbe probabilmente stare nella squadra.
Infine, se posso, non mi è molto chiaro se questa seconda partecipazione alla zwift era stat pensata già da lungo o se il pensiero si è formato durante la stagione, ma, ad ogni modo, mettere come uno degli obiettivi principali (se non l’obiettivo) della stagione lo Stelvio non lo capisco dal punto di vista strategico: se l’obiettivo è entrare in una WT, a cosa serve (soddisfazione personale a parte) ? Mi ricordate quante salite di sono da un’ora? Boh, a me viene in mente l’anno scorso il doppio grappa al giro, ma mi pare un caso raro. Strategicamente mi è sembrato molto meglio ciò che aveva fatto due anni fa quando aveva partecipato all’europeo degli scalatori.
Ecco, chiudo solo dicendo che non ho nessun astio, solo mi sento il cugino/zio più grande che, dopo averne prese sui denti, spera che agli altri tocchi una sorte migliore se evitano i suoi passi falsi.
Fare la prova sull’umido/bagnato ha un livello di difficoltà molto maggiore rispetto alle condizioni di asciutto. Lo dico con dispiacere perché mi sento molto solidale - visto che anche io, già non un asso, quando vedo bagnato/umido son sempre sulle uova e nel dubbio vado molto cauto - però i numeri parlano chiaro: se hai impiegato il 10% del tempo in più, sei andato il 10% più lento (terra terra: se Noah è andato a 40, Gaffu a 36). Condivido il ragionamento del Gaffu e le sue implicazioni: se cadi e cadi male magari ti giochi la possibilità di finire la zwift o di poter partecipare al meglio. Dall’altro canto, sei lì per la seconda volta-ed evidentemente al di fuori dal format c’è stata carestia-e per vincere un ragionamento del genere lo puoi fare se nella prova precedente avessi avuto un 5% di margine del secondo.
Mi dispiace per come sono andate le cose perché gli è stato riconosciuto di aver lavorato e di essere migliorato nella direzione indicata; di certo lo sapeva anche l’anno scorso che non era un manico e poteva fare qualcosa in merito: ma che poteva fare di concreto? Più gare, darsi al criterium? Insomma, questa dell guida è un po’ come correre in cerchio: alla fine per migliorare gli basterebbe probabilmente stare nella squadra.
Infine, se posso, non mi è molto chiaro se questa seconda partecipazione alla zwift era stat pensata già da lungo o se il pensiero si è formato durante la stagione, ma, ad ogni modo, mettere come uno degli obiettivi principali (se non l’obiettivo) della stagione lo Stelvio non lo capisco dal punto di vista strategico: se l’obiettivo è entrare in una WT, a cosa serve (soddisfazione personale a parte) ? Mi ricordate quante salite di sono da un’ora? Boh, a me viene in mente l’anno scorso il doppio grappa al giro, ma mi pare un caso raro. Strategicamente mi è sembrato molto meglio ciò che aveva fatto due anni fa quando aveva partecipato all’europeo degli scalatori.
Ecco, chiudo solo dicendo che non ho nessun astio, solo mi sento il cugino/zio più grande che, dopo averne prese sui denti, spera che agli altri tocchi una sorte migliore se evitano i suoi passi falsi.