Poi, confidando nella tua generosità, se volessi aggiungere una sezione sulla gestione della fase post Speciale 2 (quindi il mantenimento e i richiami), te ne saremo infinitamente grati in molti ( anche se non tutti te lo diranno !).
Battute a parte (cambiare la I di invernale nell'acronimo del titolo con la A di annuale aprirebbe scenari a dir poco incontrollabili) credo che il concetto di preparazione, in quanto tale, non possa essere esteso a tutta la stagione. il motivo è semplice, occorre intenderlo come un periodo nel quale chiediamo al nostro organismo di creare i presupposti e i giusti adattamenti agli sforzi, prolungati e intensi, del periodo agonistico (per chi fa competizione) o comunque di quei 6-7 medi nei quali ci piace divertirci con gli amici, confrontarsi con se stessi o fare belle gran fondo al meglio delle nostre possibilità.
Altro aspetto determinante, a mio avviso, è rappresentato dal fatto che la preparazione invernale che propongo (comunque ben più ampia di quella classicamente intesa perchè include anche il periodo di stacco con alternative aerobiche e lavori su altri distretti muscolari poco o diversamente utilizzati nel gesto della pedalata) è adattabile più o meno a tutti grazie all'utilizzo del cardiofrequenzimetro che ci consente di personalizzare la scelta dei rapporti da utilizzare nei vari esercizi e calibrare al meglio il carico da affrontare. Nel periodo agonistico, invece, non vi è modo di fornire ricette univoche su come impostare lo schema settimanale, i carichi di lavoro e tutto il resto. Occorre necessariamente maturare una conoscenza dei propri limiti e imparare a gestirli al meglio. Credo che gli esercizi proposti nello speciale 2 rappresentino uno schema già avanzato in tal senso, non è un caso infatti che alcuni li trovino difficili da replicare perchè troppo impegnativi. Ciò può dipendere da diverse ragioni, oltre che per la capacità di gestione, quali il fatto di aver affrontato la preparazione con valori cardiaci "ad capocchiam" (ossia senza aver effettuato un test funzionale come quello che ho proposto nel presente 3D) oppure perchè durante la preparazione le uscite domenicali erano sempre occasione di guerriglia e scannamento con intensità cardiache troppo elevate.
Nel tempo ho potuto verificare come gli errori citati mi abbiano portato a terminare la benzina ben prima del periodo estivo cosa che, fortunatamente, non succede più da diversi anni e questo si chiama con un solo nome: esperienza.
