Eccovi il racconto dell'uscita di ieri. Parto nella tarda mattinata per quello che doveva essere uno dei miei soliti giretti. intendevo fare circa 60/70 km (al momento non sono mai andato oltre gli 80, considerate che ho iniziato con la bici da un anno alla veneranda età di 41 anni). Parto da castellammare di stabia (in prov di napoli) e raggiungo vietri sul mare dove ho la brillante idea di imboccare la costiera amalfitana (al posto di tornare indietro lungo la stessa via dell'andata), percorro circa 15 km (e già incontro qualche salita lungo questo tratto) e raggiungo maiori, qui la mia intelligenza si supera, forse sopravvalutandomi o per incoscienza al posto di tornare indietro (ero ormai già oltre i 40 km, quindi considerato il mio attuale stato di allenamento avrei chiuso la seduta quasi al limite de quella che dovrebbe essere la mia autonomia)imbocco il valico di chiunzi mutando completamente l'itinerario che mi ero prefisso. L'avessi mai fatto!!!!! che sofferenza, che dolori, quante bestemmie tra me e me durante l'ascesa, il fatto è che la crisi vera e propria e comparsa dopo aver fatto circa il 60% della salita ormai non potevo tornare indietro, in quanto se fossi ritornato a maiori avevo ancora i 40/45 km (anche con qualche salita) che mi separavano da casa, quindi ho stretto i denti e ho proseguito. Il valico di chiunzi non me lo ricordavo, ci sono andato solo poche volte tempo fa in moto, d'accordo che non sono un ciclista provetto, ma sicuramente non è proprio una passeggiata, magari qualcuno di voi conosce le zone e mi può ragguagliare in merito, purtroppo il
garmin era scarico e non ho potuto vedere la pendenza lungo il percorso. La salita è stata atroce, gli ultimi km interminabili.....poi devo confessare una cosa: ad appena 500 metri dalla vetta, dalla tanto desiderata discesa ecco che succede l'irreparabile.....mi fermo.....vedo un furgoncino e chiedò pietà...carico la bicicletta e salgo a bordo e chiedo all'anima pia che mi soccorre uno strappo fino alla fine della salita, il tempo di due tornanti ed ecco, alla fine mi rendo conto che mancavano appena 400/500 metri dalla cima, l'avessi saputo non avrei mai e poi mai fatto una cosa del genere, mi son sentito e mi sento davvero un grande uomo di m.... per la resa, potevo stringere ancora un pò i denti, fermarmi magari per qualche minuto, ma mai e poi toccare il fondo chiedendo l'autostop!!!! lo so giustiziatemi sul posto e banditemi a tempo indeterminato dal forum!!! sceso dal furgone, inizio la discesa, arrivo ad angri e percorro i circa 10 km che mi separano da casa e qui per fortuna ho una piacevole sorpresa: per come avevo sofferto e per le energie spese nella salita ero convinto di avere le gambe bloccate, e di soffrire anche in pianura (come è successo alle prime uscite, quando una volta che si è cotti mi son reso conto di non poter + andare avanti), invece piano piano, ricompaiono le forze e tutto sommato con tranquillità raggiungo casa. da ieri mi domando e dico si tratta di una mezza sconfitta o di una mezza vittoria??? certo se ripenso al tragitto complessivo (oltre i 60 km, conditi da salite varie e dal maledetto valico che mi ha stremato) mi verrebbe da dire: "però... e chi se l'aspettava?" complimenti, alla fine son riuscito in una impresa quasi epica per me....macchiata, però, pur sempre da una figuraccia sul finale, quando ormai era cosa fatta. Morale della favola: pianificare sempre gli itinerari che si intendono percorrere e non avventurarsi su salite che non si conoscono nè nella lunghezza, nè nella pendenza, mai strafare e mettere a dura prova il proprio corpo. Voi cosa ne pensate? è meglio "appendere la bicicletta al chiodo" oppure ci sono le premesse per trarre degli stimoli per il futuro, insomma voi come lo vedete il famoso bicchiere? mezzo pieno o mezzo vuoto???