Mi sono "PowerCranks...izzato"

AndreaMorelli

via col vento
1 Ottobre 2007
436
10
Cadorago (CO)
www.mapeisport.it
Volevo rispondere a qualche quesito di GloryOfTheKing, che penso sia lecito.
La risposta di qualcuno che dice che lavorano muscoli che non lavorano normalmente nella pedalata o che lavorano poco lascia sicuramente perplessi, nel senso che uno dice cosa alleno a fare muscoli che poi non mi servono per pedalare ?
La risposta a questa domanda può venire da questo lavoro publicato recentemente.
Da questo lavoro si traggono anche indicazioni per le rispote ad altri quesiti o a supporto di valutazioni fatte precedentemente.


1: Med Sci Sports Exerc. 2007 Jun;39(6):991-5. Links
Effect of pedaling technique on mechanical effectiveness and efficiency in cyclists.

Korff T, Romer LM, Mayhew I, Martin JC.
Brunel University, Centre for Sports Medicine and Human Performance, Uxbridge, Middlesex, UK. [email protected]
PURPOSE: To optimize endurance cycling performance, it is important to maximize efficiency. Power-measuring cranks and force-sensing pedals can be used to determine the mechanical effectiveness of cycling. From both a coaching and basic science perspective, it is of interest if a mechanically effective pedaling technique leads to greater efficiency. Thus, the purpose of this study was to determine the effect of different pedaling techniques on mechanical effectiveness and gross efficiency during steady-state cycling. METHODS: Eight male cyclists exercised on a cycle ergometer at 90 rpm and 200 W using four different pedaling techniques: preferred pedaling; pedaling in circles; emphasizing the pull during the upstroke; and emphasizing the push during the downstroke. Each exercise bout lasted 6 min and was interspersed with 6 min of passive rest. We obtained mechanical effectiveness and gross efficiency using pedal-reaction forces and respiratory measures, respectively. RESULTS: When the participants were instructed to pull on the pedal during the upstroke, mechanical effectiveness was greater (index of force effectiveness=62.4+/-9.8%) and gross efficiency was lower (gross efficiency=19.0+/-0.7%) compared with the other pedaling conditions (index of force effectiveness=48.2+/-5.1% and gross efficiency=20.2+/-0.6%; means and standard deviations collapsed across preferred, circling, and pushing conditions). Mechanical effectiveness and gross efficiency during the circling and pushing conditions did not differ significantly from the preferred pedaling condition. CONCLUSIONS: Mechanical effectiveness is not indicative of gross efficiency across pedaling techniques. These results thereby provide coaches and athletes with useful information for interpreting measures of mechanical effectiveness.
PMID: 17545890 [PubMed - indexed for MEDLINE]

In questo lavoro praticamente si misura l'efficienza meccanica (effectiveness) e la "rotondità della pedalata" (evennes of torque index) misurando le forze al pedale ed inoltre si misura l'efficienza metabolica attraverso la gross efficiency. L'effetivenes è il rapporto tra l'integrale della componente efficace applicata al pedale e la risultante delle forze al pedale. Praticamente misura quanto sei bravo ad applicare la forza nella pedalata, nel senso che se tu riuscissi a pedalare applicando una forza sempre perpendiclare alla pedivella avresti il massimo della resa meccania (e l'andamento della torque sarebbe una linea perfettamente piatta).
In questo lavoro si è chiesto a dei soggetti di pedalare "come pedalano di solito", cercando di pedalare "rotondi", concentrandosi sulla fase di risalita e cecando di tirare, concentrandosi sulla fase di spinta e cercando di spingere. I risultati sono molto interessanti perchè fanno vedere come il rendimento meccanico (effectiveness and evennes of torque) sono influenzati dalla tecnica di pedalata ed in particlare mostrano che l'efficienza meccanica durante una pedalata "tirando" e molto più alta in modo significativo di tutte le altre. L'euforia si spegne però quando guardando il rendimento metabolito (gross efficiency) questa tecnica di pedalata è la meno economica (in modo significativo).

Da questo lavoro si traggon conclusioni positive perchè vuol dire chelavorando con le PC alleno sicuramente una tecnica di pedalata più efficiente, e trovo il supporto alle asserzioni che fatto precedentemente (evidenziate dalla pratica) che il costo è maggiore utilizzano le PC (in modo semplice evidenziato da una FC maggiore). Non mi demoralizza il fatto che il costo è più alto, mi preme utilizzarle per l'allenamento e quindi anche se mi costa di più non mi interessa o meglio mi interessa solo perchè se pianifico e monitorizzo il carico di lavoro basandomi su FC o sulla RPE so cha stò aumentando il carico e quindi devo pensare anche a come scaricare ed impostare le progressioni del carico correttamente.
Gli autori speculano sul fatto che poichè il costo energetico (gross efficiency più alta) era significativamente più basso nella condizione "pedala come pedali normalmente" potrebbe esserci un discorso di adattamento al tipo di pedalata e questo potrebbe essere anche vero, ma andredde indagato (sicuro che Andrew ha già in mente di far testare agli autori ciclisti che utilizzano normalmente PC!)

ANDREA
 
Volevo rispondere a qualche quesito di
Gli autori speculano sul fatto che poichè il costo energetico (gross efficiency più alta) era significativamente più basso nella condizione "pedala come pedali normalmente" potrebbe esserci un discorso di adattamento al tipo di pedalata e questo potrebbe essere anche vero, ma andredde indagato (sicuro che Andrew ha già in mente di far testare agli autori ciclisti che utilizzano normalmente PC!)

ANDREA

Siamo gia in contatto con gli autori dello studio per vedere se potrebbero fare uno studio ulteriore ... ; grazie Dott. Morelli per avermi inoltrato una copia dello studio.

Seconda cosa, al raduno a fino Febbraio ci vieni o no?
 

AndreaMorelli

via col vento
1 Ottobre 2007
436
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Cadorago (CO)
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Ecco, sto approdando... @# maledizione #@

Quesiti:

1) L'utilizzo delle PC, secondo voi, è consigliabile anche a chi ha grossi margini di miglioramento con l'allenamento tradizionale, o è meglio indicato ad atleti più evoluti, come io considero essere Stef e Lollo?
O i benefici di una pedalata corretta, "fin da subito" sono auspicabili anche ad un normale appassionato come posso essere io?
L'effetto è auspicabile sia su atleti evoluti che su soggetti come dici tu con grossi margini di miglioramento. Anche gli atleti evoluti hanno margini di miglioramento, sicuramente più stretti rispetto a quelli di un amatore altrimenti la teoria dell'allenamento andrebbe a farsi benedire....
Se ci riferiamo al lavoro che ho postato prima possiamo dire che la modificare la tecnica ha effetti significativi, il problema (se si può considerare problema) è quello che non è detto che la pedalata più efficace sia poi quella più efficiente dal punto di vista metabolico.
Anche se in bibliografia si trova facilmente che atleti profesisonisti sono più efficaci nell'orientare le forze al pedale di amatori o sedentari (nel mio piccolo nella tesi di laurea ho verificato la cosa) ma ciò non toglie che possano migliorarla ancora in modo significtivo.....
Per il costo maggiore potrebbe essere solo una problematica legata all'adattamento ed il tempo ci darà risposta. Non mi faccio un problema per il costo maggiore perchè per l'allenamento mi sta bene, maggior costo, maggior stress, maggior carico di allenamento... miglioro la tecnica ? Che ben venga (qui speculo un po sul fatto che il pedalare concentrandosi sul "tirare" sia come pedalare con le PC.... è un po una forzatura ma si può anche fare).


Andrea
 

AndreaMorelli

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1 Ottobre 2007
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Siamo gia in contatto con gli autori dello studio per vedere se potrebbero fare uno studio ulteriore ... ; grazie Dott. Morelli per avermi inoltrato una copia dello studio.

Seconda cosa, al raduno a fino Febbraio ci vieni o no?

Bravo bravo.....

;-)

Al raduno mi piacerebbe venire... solo che mi sa che quel tipo losco che pedala a "piè pari" con la dolcissima bamina che grida "Go Papy Go!" mi stacca..... :-)

A parte gli sherzi non so come sarò messo con il lavoro...


Andrea
 
22 Marzo 2007
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Bici
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Primi 27 km (55 minuti) di PowerCranks... tutta pianura e 800 metri di salita (non di dislivello :mrgreen:), tanto per provare.

Partenza in leggera discesa (1%); primi 50 metri impiegati ad agganciare lo scarpino al secondo pedale. :rosik:

Successivi 150 metri con le gambe che girano assolutamente a vanvera... fino a quando non mi rendo conto che il "metronomo" della situazione è "tirare su"...
Nei primi km la minima irregolarità dell'asfalto mi fa perdere la coordinazione... stesso effetto lo provoca il togliere una mano dalla presa del manubrio.

Provo a forzare il ritmo, ovviamente spingendo forte il pedale... e ovviamente dopo 2 secondi netti ho le gambe che vanno per i fatti loro... :bua: allora mi riconcentro sul tirare su e ritrovo la coordinazione.

Non faccio in tempo a pensare "Binghia! Sto usando le PowerCranks!!" che mi ritrovo con le gambe che girano nuovamente a vanvera... :wacko: :mrgreen: allora mi riconcentro sul tirare su e ritrovo la coordinazione.

Ogni volta che devo dare la precedenza rallento, riesco a tenere su una delle due gambe, ma l'accelerazione che riesco ad imprimere sui pedali è pressochè nulla... :wacko: probabilmente in queste fasi dell'allenamento una vecchina in graziella mi avrebbe fatto mangiare la polvere... :mrgreen:
Negli ultimi 15 minuti vorrei tirare su ma le gambe cominciano a rifiutarsi...

In conclusione: frequenza di pedalata di crociera 80-85 rpm (contro i 100-105 in situazione standard), un tratto di 2 minuti a 90 rpm ed addirittura 20 secondi a 100 rpm. :-x
Durante gli 800 metri di discesa ho provato il "pié pari" col 53x12... bello. o-o
Muscolatura delle gambe ok, schiena leggermente indolenzita.
E domani si replica...
 
Prova ad abbassare le frequenza di pedalata un pochino (70-75) di piu e andrai ancora molto piu lontano. Poi, invece di andare in discesa, vai in salita e vedrai che sara facile per via della frequenza di pedalata piu bassa. Il Dott. Morelli ti puo dire meglio di me come mai hai dei dolori alla schiena (muscolare). Vedrai che nel giro di 3-4 settimane sarai a 40km!

Ciao,

Andrew
 
22 Marzo 2007
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Prova ad abbassare le frequenza di pedalata un pochino (70-75) di piu e andrai ancora molto piu lontano. Poi, invece di andare in discesa, vai in salita e vedrai che sara facile per via della frequenza di pedalata piu bassa. Il Dott. Morelli ti puo dire meglio di me come mai hai dei dolori alla schiena (muscolare). Vedrai che nel giro di 3-4 settimane sarai a 40km!

Ciao,

Andrew
Grazie per il consiglio sulla frequenza di pedalata, domani provo (anche in salita).
Per quanto riguarda il chilometraggio oggi avrei potuto ancora proseguire per un po', anche se la cosa cominciava a farsi decisamente impegnativa, purtroppo è finita la pausa pranzo... :cry:
I dolori alla schiena non sono nulla di rilevante, dopo un'oretta già non sentivo più alcun fastidio. o-o
 

AndreaMorelli

via col vento
1 Ottobre 2007
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2) Leggevo a proposito del lungo periodo di adattamento, io ho già iniziato il fondo da due mesi e lo scorso anno sono rimasto all'asciutto per una polmonite, vorrei evitare di "compromettere" l'allenamento tradizionale con l'adattamento allo strumento, per essere sicuro di trarre il massimo e divertirmi questa stagione, in modo tradizionale.

Nel periodo invernale è necessario "staccare"; primo per permettere al fisico di recupearare; secondo perchè dal mio punto di vista non è necessario anticipare la condizione così tanto per poi rischiare di anticipare anche la fase di calo durante la stagione; terzo perchè molto spesso capita che ci si allena duramente anche di inverno e per colpa di freddo, pioggia, ghiaccio ecc. ecc. si perde tutto il lavoro fatto a causa di una bronchite, peggio una broncopolmonite oppure una caduta. Dipende un po tutto anche dagli obbiettivi.
Eventualmente nel periodo più feddo abbinare un lavoro in palestra con esercizi di stretching, di detensione con uno di rafforzamento generale con lavoro aerobico o spinning per mantenere una base aerobica. Staccare un po anche con la testa dalla bici.
Se ci sono problemi di "peso" stare attenti nel periodo invernale a non spostare troppo l'ago della bilancia altrimenti poi nella ripresa si fatica molto di più.
Per le PC è possibile cercare di anticipare un po l'adattamento viste le problematche muscolari che subentrano, facendo 2-3 allenamenti settimanali, all'inizio di 30min poi piano piano allungarle a 60min sui rulli alternandole magari al lavoro con le pedivelle tradizionali.

Andrea
 
Si, condivido.
E come dici, dipende dai "calendari".
Infatti io voglio essere in forma da Marzo a Giugno, massimo Luglio (GF).
Poi posso anche calare e riprendere un picco a Settembre, Ottobre (MTB XC).
Lo stretching ormai è quotidiano
E anche io pensavo che l'introduzione delle PC fosse giusta come scrivi sopra, in funzione dei programmi stagionali.
Grazie.
 

AndreaMorelli

via col vento
1 Ottobre 2007
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Cadorago (CO)
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3) Considerandone l'eventuale acquisto potrei inserirle nei mesocicli di carico (non ho idea come) con delle sedute sui rulli, per l'addattamento, cercando di non sovraccaricare il sistema e compromettere i recuperi.

Non so come programmi il tuo allenamento. Nel ciclismo disolito si lavora con settimane di carico e di scarico. La progressione più utilizzata è la 3+1 nel periodo invernale; ossia 3 settimane di carico e d 1 di scarico. E durante la settimana si possono impostare giorni di lavoro e di recupero in maniera diferente con carichi crescenti o alternati. Dopo il periodo di stacco che varia da 4 settimane a 6-8 si puo iniziare a fare un lavoro generale di condizionamento e poi si iniziano ad introdurre lavori specifici per il fondo e le SFR (oppure per chi preferisce lavoro con i sovraccarichi alternto alla bici). All'inizio puoi inserire le PC 2-3 volte la settimana gradatamente nei giorni dove fai "recupero", esempio il giorno dopo le SFR oppure dopo lavori specifici con medio. Il giorno tipo potrebbe essere 30' con le PC tranquillo (anche se vai un po duro non fa niente) e 1h agile con le PN. Almeno per le 3 settimane di carico. Durante lo scarico dimezza il lavoro specifico con le SFR ed il medio e mantieni le uscite con le PC. Con le PC per ora non hai bisogno di fare esercitazioni paricolari, "giocaci" un po. Quando poi ti sarai adattato all'utilizzo potrai inserirli. La progressione dei carichi di lavoro andrebbe programmata tenendo conto dei macrocicli nei quali vorresti avere il picco di forma, esempio 1, 2 o 3 picchi stagionali (a 3 picchi molto duro). Se fai lavoro sui rulli perchè fuori il tempo è particolarmente brutto oppure piove per 2-3 giorni non andare oltre l'ora e mantieni solo il lavoro specifico (sfr - medio ) e lavora 30' con PC e 30' con pedivelle normali.
Buon lavoro.

Andrea
 

lollo

Passista
29 Luglio 2004
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Schoten (Belgio... Fiandre)
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In tutta onestà non saprei dire se facendo due o tre uscite di "scarico o pseudo tale" alla settimana portano i reali benefici che questo strumento puo' fornire.
Penso a me... ho iniziato a ottobre (inizio ottobre) per capire come andarci sopra. Il primo mese fatto di 3 uscite al max a settimana è stato solo apprendistato. A novembre le cose non sono cambiate molto... ci pedalavo discretamente bene ma i muscoli si adattavano molto lentamente. Si deve tenere presente che dove abito esco e dopo 500m inizio a pedalare SENZA interruzioni fino agli ultimi 500m, nessuna discesetta, incrocio, curva ecc. e questo fa TANTISSIMMO!
A dicembre ho iniziato gli allenamenti (5 o 6 volte a settimana) ma al di là di qualche accelerazione non facevo lavori particolari. A gennaio uguale mentre a febbraio ho iniziato a riuscire a spingere di più senza lasciarci le penne alla seconda accelerazione. L'ultimo weekend di febbraio sono risalito su una bici con le pedivelle tradizionali durante il tipico allenamento-corsa con pro, dilettanti e amatori della zona. Con ottime sensazioni. Dopo la prima corsa a marzo ho iniziato durante la settimana a fare lavori specifici che praticamente prima non avevo quasi mai fatto (niente di veramente scientifico) perché onestamente non ci riuscivo.
Mi dicevo che senso ha fare delle ripetute se non riesco a fare 70km a passeggio (FCmedio.. cmq) senza morire? Allora mi sono detto che prima devo riuscire a fare le cose semplici per bene e poi via con lo specifico.
Adesso leggendo queste "tabelle" mi richiedo... con solo 2-3 uscite sarei mai arrivato a fare le cose semplici per bene? Non so.
 
Non so come programmi il tuo allenamento. Nel ciclismo disolito si lavora con settimane di carico e di scarico. La progressione più utilizzata è la 3+1 nel periodo invernale; ossia 3 settimane di carico e d 1 di scarico. E durante la settimana si possono impostare giorni di lavoro e di recupero in maniera diferente con carichi crescenti o alternati. Dopo il periodo di stacco che varia da 4 settimane a 6-8 si puo iniziare a fare un lavoro generale di condizionamento e poi si iniziano ad introdurre lavori specifici per il fondo e le SFR (oppure per chi preferisce lavoro con i sovraccarichi alternto alla bici). All'inizio puoi inserire le PC 2-3 volte la settimana gradatamente nei giorni dove fai "recupero", esempio il giorno dopo le SFR oppure dopo lavori specifici con medio. Il giorno tipo potrebbe essere 30' con le PC tranquillo (anche se vai un po duro non fa niente) e 1h agile con le PN. Almeno per le 3 settimane di carico. Durante lo scarico dimezza il lavoro specifico con le SFR ed il medio e mantieni le uscite con le PC. Con le PC per ora non hai bisogno di fare esercitazioni paricolari, "giocaci" un po. Quando poi ti sarai adattato all'utilizzo potrai inserirli. La progressione dei carichi di lavoro andrebbe programmata tenendo conto dei macrocicli nei quali vorresti avere il picco di forma, esempio 1, 2 o 3 picchi stagionali (a 3 picchi molto duro). Se fai lavoro sui rulli perchè fuori il tempo è particolarmente brutto oppure piove per 2-3 giorni non andare oltre l'ora e mantieni solo il lavoro specifico (sfr - medio ) e lavora 30' con PC e 30' con pedivelle normali.
Buon lavoro.

Andrea

Si, utilizzo il classico schema 3+1, anche se la settimana di scarico non è dimezzata con i carichi, ma eseguita al lento (non al lungo) la metà delle ore.
In quanto all'inizio con il "dimezzamento" non recuperavo completamente, potrei riprovarci, comunque.
E durante i carichi lavoro già con le sfr, non credo che con un buon recupero mi porteranno già in forma, lavorando attorno a queste solo la lungo ancora per due mesi.
Capisco da quanto scritto, anche da Lollo, e condivido, che inserirle gradualmente una stagione prima sia la cosa ideale.
Mi scuso per gli OT sui miei allenamenti, però credo siano neccessari per una migliore visione di come inserire, o quando, un eventuale acquisto di PC.
Grazie ancora.
 

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16 Aprile 2004
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considerazioni veloci da neo utilizzatore:

1. è importante mantenere rapporti che ti permettano di spingere un po'. appena vai agile cominciano i problemi.

2. forse un percorso vallonato, in cui si pedala in salita e si lascia correre la bici da sola in discesa è più adatto della pianura per un principiante.

3. ci vuole una forza di volontà non comune.

4. ha ragione powercrankusa quando dice: non prendetele bloccabili. io oggi le avrei bloccate dopo la prima ora. poi una volta arrivata la salita e dato modo ai muscoli "nuovi" di riprendersi un po', è andato meglio. gli ultimi 30 minuti per tornare all'auto sono stati 1 calvario, le gambe non ne volevano sapere di alzarsi dal punto morto inferiore.

5. mentalmente non sono uno scherzo, bisogna proprio "pensare" la pedalata, e alla fine il pensiero si sposta sulla pressione che si fa sui pedali.

6. ho deciso che mi ci butterò a capofitto, in modo da condizionarmi per bene e riuscire nel tempo minore possibile ad aumentare la distanza e il gesto.

7. per chi pensa di essere già a posto con la pedalata, di avere un bel gesto, di riuscire facilmente a utilizzare queste pedivelle, il mio consiglio è di provarle in privato, lontano dalle persone alle quali avete decantato la vostra rotondità di pedalata. fareste una ben magra figura...
 

AndreaMorelli

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In tutta onestà non saprei dire se facendo due o tre uscite di "scarico o pseudo tale" alla settimana portano i reali benefici che questo strumento puo' fornire.
Penso a me... ho iniziato a ottobre (inizio ottobre) per capire come andarci sopra. Il primo mese fatto di 3 uscite al max a settimana è stato solo apprendistato. A novembre le cose non sono cambiate molto... ci pedalavo discretamente bene ma i muscoli si adattavano molto lentamente. Si deve tenere presente che dove abito esco e dopo 500m inizio a pedalare SENZA interruzioni fino agli ultimi 500m, nessuna discesetta, incrocio, curva ecc. e questo fa TANTISSIMMO!
A dicembre ho iniziato gli allenamenti (5 o 6 volte a settimana) ma al di là di qualche accelerazione non facevo lavori particolari. A gennaio uguale mentre a febbraio ho iniziato a riuscire a spingere di più senza lasciarci le penne alla seconda accelerazione. L'ultimo weekend di febbraio sono risalito su una bici con le pedivelle tradizionali durante il tipico allenamento-corsa con pro, dilettanti e amatori della zona. Con ottime sensazioni. Dopo la prima corsa a marzo ho iniziato durante la settimana a fare lavori specifici che praticamente prima non avevo quasi mai fatto (niente di veramente scientifico) perché onestamente non ci riuscivo.
Mi dicevo che senso ha fare delle ripetute se non riesco a fare 70km a passeggio (FCmedio.. cmq) senza morire? Allora mi sono detto che prima devo riuscire a fare le cose semplici per bene e poi via con lo specifico.
Adesso leggendo queste "tabelle" mi richiedo... con solo 2-3 uscite sarei mai arrivato a fare le cose semplici per bene? Non so.

Per esperienza personale (visto che io ci ho fatto anche 180km con dentro il Ghisallo) penso sia preferibile programmare un adattamento molto soft. Ognuno può scegliere la progressione che preferisce. Magari se fa troppa fatica oppure se ha problemi che si tira dietro per settimane è pure felice se no pensa di aver buttato i soldi. Altri invece se faticano troppo pensano che allora non fa per loro.... La progressione del carico è fondamentale dal mio punto di vista. New evidenzia alcuni punti importanti: 1) mantenere rapporti che ti permettano di spingere un po... ci tengo a sottolineare che non è necessario fare delle intensità elevate.... per quello consiglio cadenze di pedalata basse. RPM basse permettono prima di tutto di avere "tempi" di spinta e di trazione (in pianura quasi esclusivamente di trazione) molto più lunghi e secondariamente a parità di potenza espressa la forza è maggiore quindi c'è anche più controllo sul gesto. Aumentare le RPM aumenta il costo e fa perdere prima di coordinazione. 3) forza di volontà: quella ci vuole in tutti gli sport.. nel ciclismo ancora di più... sugli altri punti vorrei sottolineare il fatto che ognuno ha i suoi tempi, molte volte si tende ad anticiparli un po troppo.

Andrea
 

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stasera se riesco posto su youtube un video mentre pedalo sui rulli tradizionali con le PC. Comunque la cosa strana (che invece mi aspettavo) è la totale assenza di dolori alle gambe o crampi di alcun tipo, visto che ho usato anche muscoli diversi da quelli che utilizzo abitualmente.

p.s. un altro consiglio:

non uscite con le PC con amici che non abbiano pazienza, o che siano al vs. livello. quindi ok amici pazienti che vi aspettano, ok amici molto scarsi che per qualche tempo si prenderanno il gusto di bastonarvi in pianura e in discesa (in salita sono stato con chi va più o meno come me, quindi la situazione non cambia di molto), oppure uscite da soli.
 
22 Marzo 2007
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stasera se riesco posto su youtube un video mentre pedalo sui rulli tradizionali con le PC. Comunque la cosa strana (che invece mi aspettavo) è la totale assenza di dolori alle gambe o crampi di alcun tipo, visto che ho usato anche muscoli diversi da quelli che utilizzo abitualmente.
Confermo... gli ultimi 30 minuti ieri sono stati molto difficoltosi, nel senso che cominciavo veramente a faticare a completare il gesto, ma nonostante le 2h25' in sella appena sceso dalla bici stavo veramente bene.
non uscite con le PC con amici che non abbiano pazienza, o che siano al vs. livello. quindi ok amici pazienti che vi aspettano, ok amici molto scarsi che per qualche tempo si prenderanno il gusto di bastonarvi in pianura e in discesa (in salita sono stato con chi va più o meno come me, quindi la situazione non cambia di molto), oppure uscite da soli.
Confermo... ieri dopo 45 minuti mi hanno seminato... :cry: tranne un amico che non era in giornata. :mrgreen:
Comunque, considerato il periodo dell'anno in cui siamo, pedalerò con uscite a ritmo blando (salvo l'uscita lunga della domenica, che penso di affrontare con le pedivelle tradizionali almeno per un paio di settimane) col solo scopo di abituarmi per bene al nuovo movimento... e contemporaneamente "fare fondo".